Michael Bay è forse il regista più vituperato e perculato del mondo, attualmente.

Io per primo lo sfotto appena posso. Però lo sfotto proprio perché è possibile farlo, perché è uno capace, è uno che potrebbe dare molto, solo che si è venduto l’anima al Diavolo hollywoodiano dei film action ed è finito nel circolo vizioso di fare quello che pubblico e produttori si aspettano da lui.
Michael Bay è il finto tonto del villaggio cinematografico.

Ora al cinema è uscito il suo film fuori dai blockbuster hollywoodiani, con un budget risicato, rispetto ai suoi standard, e che grossomodo va contro il suo stesso cinema fatto fino ad ora.

Il film è Pain & Gain – Muscoli E Denaro.

Appena si chiede a qualcuno chi è Michael Bay, la prima risposta che viene data è: “È quello che fa i film con i robottoni e che fa esplodere le cose.” perché effettivamente negli ultimi anni è questo che ha fatto.

E poi scoppia tutto!

3 film sui Trasformers, uno dietro l’altro, The IslandPearl Harbor e Armageddon – Giudizio Finale, gli hanno appiccicato addosso l’etichetta di Uomo Che Ci Piace Esplodere Le Cose, eppure è uno dei registi più di talento presente sul mercato.
Innanzitutto, per quanto misere e ridicole siano le sceneggiature che gli propinano, riesce sempre a farle sembrare meno misere e ridicole, infarcendole di epica, tutta americana, e momenti emozionanti. Certo poi si esce dal cinema e si comincia a ridere di gusto e a perculare quello che si è visto, ma Bay si stacca sempre dalla pletora di registi di film action perché ha, innanzitutto, uno stile suo personale riconoscibilissimo e un paio di invenzioni che hanno fatto scuola. Basta vedere uno spezzone, una sequenza qualsiasi di un suo film e subito salta all’occhio la differenza che passa tra lui e un McG o un  qualsiasi.

Andando a vedere i suoi film belli, Bad BoysThe Rock e Bad Boys II, salta subito all’occhio che Bay ha una marcia in più. Non è da tutti riuscire ad avere  come protagonista senza farlo sembrare un povero coglione. Bay è un John McTiernan con gli steroidi che ha capito che l’action non sono solo belle scene d’inseguimenti, ma anche personaggi capaci di reggere in modo credibile quel tipo di film e snocciolare dialoghi imbarazzanti senza sembrare dei poveri mentecatti. Ha una potenza e una costanza nell’inseguire la spettacolarità pura, che tutto il resto passa in secondo piano. Se ne fotte bellamente delle robe ridicole che sta girando, ma le gira come se non ci fosse altra speranza di farle vedere. Scivola nella parodia prendendo troppo sul serio quello che sta facendo e, quando non ha uno Spielberg a tenergli la mano come nel primo Transformers, tira fuori film come se Last Action Hero non fosse mai stato fatto e, anzi, fosse un vademecum da seguire pedissequamente per fare i film. Senza contare che sa cosa funziona sul grande schermo e sa come renderlo al meglio.

Tipo così

In sostanza, lui lo considero molto capace, ma i suoi film, a parte i suoi tre più belli, no.

Così, Bay, all’indomani di Transformers 3, ha deciso che il film successivo sarebbe stato un film tutto suo, intimista, low budget, lontano dal facasso che pretendono gli studios da lui e ha scelto una storia vera e assurda, per farlo.
Con “intimista” intendo che dissacra proprio gli eroi che ha contribuito a costruire e i loro fini ultimi, come a dire che fino ad ora ha fatto quello che gli dicevano e lui la pensa in modo diverso.
Con “low budget” intendo 20 milioni di dollari che, per uno che se non ne ha almeno 200 di solito non accende nemmeno la telecamera del telefonino, sono briciole. Persino gli attori si sono abbassati il budget per riuscire a fargli fare un film con niente, considerando che Mark Wahlberg e Dwayne Johnson da soli guadagnano più del budget totale del film, in genere.
Con “lontano dal fracasso che pretendono gli studios da lui” intendo che non ci sono inseguimenti, esplode solo una macchina e, anzi, il film inizia con un personaggio che corre al rallentatore emettendo una nube di saliva. Non molto epico né eroico, a mio parere.

Daniel Lugo () è un tipo mediamente intelligente, ma fondamentalmente ignorante. È ossessionato dal Sogno Americano, se lo vede passare ogni giorno sotto al naso e si tormenta perché non riesce a farne parte, eppure è lì, lo può toccare, annusare, ci può parlare, ma non ne è parte integrante.
Eppure ci ha provato, infatti è finito in galera per truffa, e ora ha una seconda possibilità, facendo lievitare le iscrizioni nella palestra dove fa il trainer. Eppure, nonostante le sue capacità, non si è mosso di un millimetro da dove era prima. Così convince Adrian Doorbal () e Paul Doyle () a rapire un suo ricco cliente () per farsi intestare tutto.

Manzi al pascolo

Michael Bay confeziona un film dissacrante per il Sogno Americano. Non è qualcosa da raggiungere, da realizzare, ma è il volano per mettere in moto la gente e far sgobbare tutti nel disperato tentativo di raggiungerlo. È una chimera, è la carota in fondo al bastone e tutti sono somari che vanno avanti nell’illusione che prima o poi riusciranno a mettersela in bocca.

I personaggi sono quelli tipici dei suoi film ma pompati all’estremo, fino a farli esplodere di muscoli, ma implodere mentalmente. Sono tutti somari in corsa senza arte né parte. Fissi e focalizzati su un obiettivo che non si accorgono di stare guardando con su un paraocchi che non gli permette di vedere cosa gira veramente intorno al Sogno Americano.

Non ci sono eroi, non c’è nessuno in cui immedesimarsi. I tre culturisti protagonisti sono così idioti e privi di scrupoli che ad un certo punto infondono pena, soprattutto quando entrano in quel loop di stronzate da cui è impossibile uscire. Fanno una cazzata, poi ne fanno una ancora più grossa per uscirne, poi una più grossa ancora per coprire la seconda e così via, fino a che non cominciano ad affogare nel mare di merda che loro stessi hanno prodotto. Sono disgraziati che riescono a costruirsi intorno una situazione talmente paradossale e grottesca che alla fine sei quasi felice che finisca. Felice per loro che almeno la smettono di soffrire.

Nel nome del Signore e per il Team Jesus!

Non c’è speranza, né redenzione, né valori. Il personaggio di Dwayne Johnson, ad esempio, abbraccia la fede cristiana in carcere perché non sa più in cosa credere e la sua più grande esternazione di questa fede è mettere magliette con la scritta Team Jesus, oltre a menare nel nome del Signore. Fede ferrea, incorruttibile, che solo la cocaina può scalzare e che solo la pioggia di merda finale può far tornare.

Ma nemmeno le vittime suscitano compassione. Sono così stronzi e hanno la faccia talmente da schiaffi, che si meritano quello che gli succede. Il Sogno loro l’hanno raggiunto, ma non ne hanno ancora pagato il prezzo.

L’unico personaggio positivo è l’investigatore privato interpretato da . Ma a lui del Sogno Americano non frega niente, a lui basta sua moglie, pescare e giocare a golf tutto il giorno, il resto sono solo rotture di balle che non vale la pena considerare.

Più o meno nella mer.. nell’acqua fino a qui

Nonostante il completo ribaltamento del suo stesso cinema, Pain & Gain ha tutta l’essenza dei film di Bay, a partire per i colori saturi, sgargianti, iperreali che, paradossalmente, rendono tutto più credibile; passando alle immagini patinate, da spot anni ’90, fino ad arrivare ai suoi finti piani sequenza e alla telecamera che gira intorno, attraverso i buchi nei muri, come una mosca curiosa che vuole vedere tutto quello che succede contemporaneamente.

Poi c’è il cast spettacolare. Mi stupisco persino io, ma da Wahlberg, a Dwayne Johnson, a Ed Harris, fino a Shalhoub, non c’è uno che non sia in parte, credibile e convincente nel tratteggiare la pochezza umana.

Purtroppo però il film ha qualche piccolo difettuccio, soprattutto in fase di sceneggiatura. Fa un largo uso delle voci fuori campo, ogni personaggio racconta qualcosa, e rendono il film un po’ troppo didascalico. Insomma, sentirsi spiegare la scena che si sta vedendo fa sentire un po’ scemi.
Però è un peccato veniale, che non sminuisce il valore del film.

Finalmente, quindi, un nuovo film bello di Michael Bay, dopo anni che non ne arrivavano. Era l’ora, anche perché mi ero un po’ stufato di continuare a parlare di Bad Boys e The Rock per spiegare che Bay non è il pirla che si dipinge in giro.

Purtroppo questo film lo guarderanno in pochi e ancora meno se ne ricorderanno, quindi Michael Bay rimarrà sempre quello che fa esplodere le cose.

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"