Ci siamo, questa è l’ultima settimana di lavoro poi ci sono le ferie finalmente.

Come è facile intuire, uno con il mio bel caratterino arriva a questo punto stressato e stanco. così stressato e stanco da diventare ancora più incazzoso e intollerante del solito.
Che già di solito sono intollerante e brontolone, come si evince leggendo qui e qui.

Quindi, quale momento migliore per il consueto elenco di 10 cose che non sopporto?
Ovviamente sono in ordine sparso, le prime che mi vengono in mente.

Non sopporto l’ultima settimana di lavoro.
Tutti vogliono le risposte subito, dopo che hanno rimandato per un anno.
Come se uno non andasse in ferie, ma partisse per sempre. Sto via solo due settimane, hai procrastinato per mesi quel lavoro, riuscirai a resistere altre due cazzo di settimane, no?
Invece no, le vogliono subito, immediatamente, chiamano 400 volte al telefono, mandano 700 email per ricordartelo, che quella roba là è importantissima.
È così importante che fino a ieri nemmeno sapevi che ti interessava quella roba. È così importante che quando finalmente riuscirò a rispondere, dopo essermi spaccato la testa, dopo aver lavorato in fretta e furia, non servirà a niente come al solito.
Comunque, la risposta è 42!

Non sopporto quando mi mettono le riunioni dalle 10.30 alle 11.30, poi una dalle 12.00 alle 13.00 e una dalle 14.00 alle 15.00.
No, dai sul serio? Lo sappiamo che poi le riunioni sforano sempre e quindi la prima finirà alle 11.55 solo perché io mi alzo e dico: “Scusate, fra 5 minuti ho un’altra riunione…” e me ne vado.
La seconda finirà alle 13.45, 10 minuti prima della chiusura della mensa e io sarò costretto a mangiarmi i fantastici tramezzini “Morbido Tonno e Capre Morte” delle macchinette, di fretta, in piedi, come i profughi.
La terza finirà giusta, ma io sono lì solo per far numero e dovrò cercare di rimanere sveglio, combattendo una battaglia all’ultimo sangue con il tramezzino al “Morbido Tonno e Capre Morte“.
Che poi, nelle riunioni, alla fine dico sempre che la roba non ce l’ho pronta perché a furia di fare 3 riunioni al giorno non mi rimane il tempo di lavorare davvero.
La Comunità Europea, L’ONU, le Associazioni per i Diritti Umani, il Tribunale dell’Aja dovrebbero mettere un tetto massimo di riunioni che una persona dovrebbe fare al mese. Oltre quel numero basta, mi spiace, superato il numero massimo di cazzate che posso dire e sentire.

Non sopporto i miei colleghi che mi chiedono dei film.
Uno mi chiede se ho visto questo e quell’altro e com’è, poi quando gli rispondo mi dice: “Eh, ma come fa schifo, Il Corriere ne ha parlato bene!
Ma allora, che cazzo vuoi da me, leggi Il Corrierie, fidati di lui e non mi rompere a me. Chiedi le cose, accetta le risposte, altrimenti stai zitto.
Un altro che ha dei gusti diametralmente opposti ai miei, e che sotto sotto non ne capisce un cazzo, poi cerca sempre di convincermi che un film che mi è piaciuto in realtà è una schifezza e viceversa. Non me ne frega niente, non ti considero nemmeno, non ti chiederei nemmeno di prenotarmelo il cinema, non dopo che mi hai detto che DareDevil ed Elektra sono i due migliori cinefumetti che hanno fatto, seguiti dai due Ghost Rider. Non dopo che mi hai detto che il miglior film di Kubrick che hai visto è Il Padrino!

Non sopporto quei due o tre colleghi che mi continuano a chiedere se vale la pena prendere un Tv che hanno visto in offerta.
Mi scassano l’anima, mi fanno vedere i depliant o i siti dove li vendono, mi costringono a fare ricerche, a vedere le specifiche, fare paragoni, trovargli il motivo per cui vendono un 80 pollici a 200 € e poi non lo comprano. E la volta dopo è la stessa storia.
È da quando c’erano i televisori al plasma che va avanti ‘sta sotria. Sono passati gli anni, mi hanno chiesto se è meglio l’LCD o il plasma, se è meglio l’LCD normale o il LED, se è meglio con o senza 3D, se è meglio con o senza gli occhilini attivi, se è meglio con alti o bassi hertz e sono ancora lì che guardano la Tv su un Mivar da 14 pollici a tubo catodico.
Ma che cosa mi chiedete a fare le cose? Vi piace sentirmi parlare per niente? Basta saperlo.
Che poi io lo so qual è il loro sogno, loro vogliono un TV ultimo modello, possibilmente enorme a gratis.
Perché poi ogni volta è sempre la stessa scusa, non l’hanno preso perché non ci sta nel mobile dove lo devono mettere, come se a furia di chiedermi la stessa cosa il mobile crescesse o facessero dei 46 pollici piccoli come i Mivar da 14.

Rimanendo in ambiente lavorativo, non sopporto quando Le Comari si fermano a chiacchierare in corridoio davanti alla porta dell’open space, dopo che sono state 40 minuti in pausa.
Io vicino a quella porta ci lavoro, o almeno ci provo, non me ne frega un accidente delle vacanze che state organizzando, di quelle che avete già fatto, della casa che avete prenotato, di come l’avete trovata, di come l’avete lasciata, di quello che hanno fatto i vostri figli/nipoti/mariti/vicini di casa, delle grigliate e di tutte le altre stronzate che vi dite sempre.
Potete parlare, andate alla macchinetta del caffè e ciarlate lì, lontano dalle orecchie di tutto l’open space e soprattutto delle mie. Non vi piace la macchinetta del caffè? Andate giù all’area fumatori, andate al bunker dei chimici, andate nel parcheggio interno, in quello esterno, al bar dietro il lavoro, alla Bindi a San Giuliano, in tangenziale, in autostrada, al parco, al centro commerciale, andate dove cazzo volete, ma non parlate davanti alla porta dell’open space.
Vale anche per quelli che telefonano.

Non sopporto i call center che mi chiamano a casa offrendomi di cambiare compagnia telefonica, compagnia assicurativa, compagnia del gase, compagnia della luce, compagnia di una roba e di un’altra.
Non me ne frega niente, sto bene come sto. E no! Non ve lo dico quanto spendo al mese o al bimestre, sono solo cazzi miei, voglio spendere tanto, va bene?
Non fatemi ripetere fino ai conati che non mi interessa. Se ad un certo punto vi attacco in faccia è perché non capite che mi dovete lasciare stare e non mi interessa cosa offrite, è inutile che mi richiamate dicendo: “Deve essere caduta la linea..“, “No, sono proprio io che ho riattaccato perché ero stufo di voi.

Non sopporto quelli che si fermano in mezzo alle porte per controllare le monetine che hanno intasca o a fare il punto della loro vita.
Ma sono che si possono fare due passi più avanti, fuori dalle palle, no?
Devo per forza chiederti permesso per uscire?
Che poi la cosa peggiore è come ti guardano, con quella faccia da: “Eh, un momento, quanta fretta!“.
Sì, ho fretta, devo uscire dal luogo in cui sono, non ho voglia di viverci qui dentro, né di prenderci la residenza. Fai prima a fare due passi in più che tutta la manfrina che ne segue.
Il massimo è stato in un bar, una mamma con la carrozzina stava uscendo e ha incontrato una sua amica, si sono fermate a chiacchierare, con la carrozzina mezza dentro e mezza fuori. Ovviamente sono stato io maleducato a distrarle dalla loro interessantissima conversazione, mica loro che avevano bloccato ogni via d’uscita. Scusate, la prossima volte prendo la porta antincendio.

Non sopporto il mio meccanico quando gli porto la macchina per una spia accesa e lui mi dice: “Ora vediamo, chiamami nel pomeriggio” e quando poi lo chiamo mi dice: “Maffì, è una ftupidata!
Ecco, io ormai lo so, quando mi dice che è una ftupidata, con la sua Effe Mofcia, sono almeno 250 € che partono senza colpo ferire.
Perché lui lo dice sempre che è una ftupidata! Lui minimizza sempre, tanto sono io che pago.
Che poi ho una paura fottuta di quando mi dirà che è una roba feria. Lì si che ci sarà da piangere.
Una volta gli ho portato la macchina vecchia a fare il tagliando, aveva su quasi 200.000 chilometri e mai cambiata la frizione, vado a ritirarla e gli chiedo: “Oh, Brambi, ma la frizione l’hai controllata?
Lui: “Fì fì, tranquillo, è a posto, ci fai almeno altri 40, 50 mila chilometri con quella!
Dopo 30 chilometri ero fermo in mezzo alla strada ad aspettare il carroattrezzi perché alla macchina si era rotta la frizione… ovviamente la colpa è mia che non ci capisco una mazza di macchine e mi fido di chi questa cosa la fa di mestiere.
Mavvaffanculo Brambi!

Non sopporto quelli che minimizzano con: “Eh, ma che vuoi che sia, c’è chi sta peggio.
Abbi le palle di dire che non te ne frega niente di quello che ti stanno dicendo, invece di minimizzare per tagliare corto, no?
Sii uomo, o partecipi alla discussione, oppure glielo dici: “Guarda, non me ne frega niente” e te ne vai.
Codardo.

Infine non sopporto più la vecchia al bar sotto casa e di conseguenza i parenti che la tengono lì a servire, quando ormai è palese a tutti che non ce la può più fare.
L’altro giorno entro ed era lì che parlava con la rastrelliera delle sigarette dietro al bancone. D’un tratto si gira e mi chiede: “E il signore che c’era prima di lei?
Io: “Non lo so, signora, non l’ho visto“, cosa vuoi vecchia, che me lo sono mangiato mentre eri girata?
Le chiedo cortesemente il tabacco e le cartine. Lei si allontana e torna con due Gratta & Vinci da 10 euro l’uno.
Vuole altro?” mi chiede.
Sì, volevo il tabacco e le cartine, i Gratta & Vinci non li ho chiesti io.
Lei mi guarda: “Me li avrà chiesti il signore di prima…
Ma chi, quello che si è disintegrato mentre lei parlava con i pacchetti di sigarette?!
Un altra volta entro al bar, le chiedo un caffè, lei me lo fa e nel tragitto dalla macchinetta al banco, con le sue manine tremanti, ne rovescia metà. Me lo appoggia davanti, io guardo il caffè rovesciato e poi guardo lei.
Lei ricambia il mio sguardo sconsolata: “Vuole che glielo rifaccio?
Ma no, lasci stare, adoro bere il caffè dal piattino.
Mi rifà il caffè, si concentra, riesce a darmelo senza rovesciarlo.
Io: “Scusi, posso avere un po’ di latte freddo?
Lei: “Lo deve mettere nel caffè?
No, cazzo, voglio farmi il bidet in mezzo al bar con il latte freddo!!!
Vi giuro, tra tutti non sopporto ‘sta qui, mi fa impazzire. Che poi  non è nemmeno colpa sua, è l’età. Ma la vera è colpa dei parenti che nonostante tutto la tengono lì a servire, creando sempre code, gente che chiede 200 volte le stesse cose perché quella non capisce o si dimentica nel giro di mezzo secondo.
Adesso, ogni volta che arrivo e c’è solo lei dietro al bancone, giro i tacchi e me ne vado all’altro bar del paese, anche se devo prendere la macchina perché è lontano.

Ecco, sfogato, sto meglio e posso affrontare leggermente più sereno i 3 giorni che mi separano dalle ferie.

Voi, invece, quali sono le cose che non sopportate?
Possono essere anche meno di 10 e più corte delle mie.

 

Post precedenti:

10 cose che non sopporto

10 cose che non sopporto – Puntata 2

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"