Il dramma di fare la spesa da solo

Dramma della spesa

La prima regola, fondamentale, del blogging è: il blog non è un tuo amico.

Cosa significa questo?
Significa che su un blog, se vuoi che qualcuno ti legga, non devi scrivere post ammorbanti con i tuoi problemi, altrimenti la gente si deprime e non legge più.
Semplice e lineare.
Però c’è che la mia vita ha repentinamente preso un piega inaspettata e mi son mollato con la ragazza dopo tantissimo tempo. Il che porta a questo post che, tranquilli, non sarà un’ammorbante piagnisteo, anzi.

Quando ti molli ci sono sempre grandi problemi di ordine sentimentale, economico, di rabbia, di fatica nel trovare un centro di gravità permanente che non ti faccia mai prendere a botte le cose e la gente.

Però ci sono anche millemila problemi minori di ordine pratico cui far fronte. Uno di questi è fare la spesa.

Faccio un paio di piccole premesse.

La mia abilità culinaria si limita a tirare la linguetta di un prodotto commestibile in scatola, usare la forbice per aprire un prodotto commestibile imbustato e usare la macchinetta del caffè. Il resto della cucina è un mistero per me.

La spesa l’abbiamo sempre fatta in coppia distribuendo adeguatamente i compiti: lei sceglieva cosa comprare, io spingevo il carrello, cancellavo diligentemente la roba presa dalla lista della spesa e, solo in caso ce ne fosse stato bisogno, sceglievo il caffè da comprare. Marca e modello.
Per me, fare la spesa, significa andare da Mediaworld a comprare la Tv e l’impianto home theatre nuovi.
Comunque sono anche andato a fare la spesa da solo qualche volta, ma giusto se mancavano 2 cose, comunque segnate in modo chiaro e comprensibile su un foglietto con tutti i dettagli del caso, in modo da comparare le etichette con il biglietto e prendere i prodotti giusti.

Fine premesse.

Totoro gigante

Ciao, sono il migliore amico di MrChreddy…

Passare le serate sul divano a piangere, stringendo forte il pupazzone enorme di Totoro, va benissimo. Il problema è che devo anche mangiare.
C’è chi in queste occasioni non mangia più perché gli si chiude lo stomaco, io invece non funziono così. Depresso, felice, triste, allegro, medio, così così il mio stomaco si apre e devo mangiare. L’unica cosa che varia è la quantità di cioccolato e cacao contenuta negli alimenti.

Visto che l’altra sera ho aperto il frigo e sembrava la versione verticale, con gli scaffali, del deserto del Gobi, ho deciso di andare a fare la spesa.

Frigorifero

Ciao, sono il frigorifero di MrChreddy…

Esco dal lavoro, mi fiondo nel traffico della tangenziale e mi faccio a passo d’uomo quei 25 chilometri che mi separano dal supermercato vicino casa. Il supermercato, per non fare pubblicità, è quello il cui proprietario, forse per compensare una certa mancanza, ha chiamato con una lunga lettera dell’alfabeto.

Parcheggio nel sotterraneo, ravano in tasca per trovare l’euro che mi son tenuto da parte per il carrello, rinunciando al caffè della macchinetta al lavoro, e salgo al piano del supermercato.
In ascensore mi coglie un pensiero fulminante: mi sono dimenticato le bustone per mettere la spesa a casa!
Mantengo la calma e bestemmio piano dentro di me. Una cosa che non sopporto è dover pagare i sacchettini ecologici che si disfano appena li guardi, figuratevi quando ci metti dentro due cose.

Arrivo al piano e mi dirigo ai carrelli.
Non so voi, ma io riesco sempre a beccare il carrello con la ruota sfigata, quella che si blocca, che gira per i fatti propri, che saltella, con il risultato di spingere il carrello in derapata per tutto il tempo della spesa. Mi sorge ovviamente il dubbio: ma non è che sono tutti così? Li comprano già con una ruota sifula, oppure c’è uno addetto a storpiarle?
Comunque dietro di me ho un capannello di signore che aspettano che io scelga il carrello, così son sicure di prendere quelli sani, visto che quello stronzo lo prendo io, matematicamente.

Prendo il carrello, sospiro per il training autogeno e mi butto, tipo kamikaze, all’interno del supermenrcato.
Nemmeno venti minuti dopo sono alle casse, tutto felice di aver fatto in fretta, pensavo peggio.

Ma in quel momento sento una vocina dentro di me che mi parla: “Chreddy, quella non è una spesa, è un tentativo di suicidio, per favore, fai una spesa seria.
È il mio istinto di sopravvivenza e autoconservazione che mi parla.

Guardo il contenuto del carrello e mi rendo conto che il mio istinto ha ragione: merendine, biscotti, cioccolato, birra, patatine, Philadelhia in quantità industriale, pane americano, succhi di frutta, caffè, caramelle e mezza anguria. Mi piace un sacco l’anguria. E anche il Philadelphia.
Certo, è tutta roba commestibile, ma è possibile che così io muoia per qualche carenza di vitamine e di altri elementi che è necessario mangiare.

Giro il carrello, rimetto tutto a posto e ricomincio da capo, per una spesa più oculata.

Frutta e verdura sono facili: bustone di insalata e l’anguria.
Arrivo al banco del pesce, mi ricordo che lo mangiavo una volta.
Comincio a fissare le confezioni, mi fermo sui filetti di orata e mi chiedo che tipo di incantesimo arcano io debba compiere per trasformare quelle robe grigiastre in qualcosa di buono da mangiare. Probabilmente su internet ci sarà scritto tutto.
Mentre ci penso guardo il prezzo: costano come un metro quadro di un appartamento in centro a Milano. Credo che altro pesce meno costoso andrà benissimo. Prendo una confezione che, probabilmente, diventerà fossile nel mio freezer.

Passo al bancone della carne, che quella basta una piastra e i fornelli e la magia si compie da sola.
Un nugolo di donne è accalcato sulla carne: loro toccano, palpano, strizzano, annusano, leccano le confezioni, il tutto accompagnato da sommessi gorgoglii tipo: oh oh…, ah ah…, oh, yeah!, nasty!
La cosa mi inquieta un po’.
Mi avvicino ad una sciura con due confezioni di hamburger in mano, le fissa attentamente, poi ne appoggia una e tiene l’altra. Prendo quella che ha appoggiato e un’altra lì accanto. Le fisso anche io, mi sembrano esattamente uguali. Non capisco la differenza tra l’una e l’altra, io gli hamburger sono abituato a vederli cotti dentro un panino, lì li giudico a morsi. Messi nella confezione, così rossi e crudi, non mi dicono niente. Dovrei provare a metterci su del ketchup?
Comunque controllo le etichette e sono del tutto identiche, il costo al chilo, la scadenza, l’unica cosa che cambia è il peso e il prezzo. Le prendo entrambe, alla faccia della sciura.
La stessa cosa si ripete con un enorme petto di tacchino da due chili, una ne guarda due, poi ne sceglie uno. Quando se ne va prendo quello che ha mollato giù e lo fisso, cercando di capire il suo segreto. Ad un certo punto mi viene una voglia matta, quasi isterica, di scuoterlo e urlargli: “Che cazzo hai di così diverso dal tuo compare lì?!
Ma sapendo che il tacchino non mi risponderebbe evito di dare spettacolo. Però mi vendico lasciandolo lì.

Prendo altra carne, sempre con l’atroce dubbio di aver scelto quella giusta.
Metto nel carrello altre cose che potrebbero servirmi, come anche no; prodotti per l’igiene personale, non si sa mai mi torni la voglia di lavarmi; passo mezz’ora a fissare penne e quaderni, per cui ho una passione sfrenata, ma poi mi ricordo che con la penna ormai scrivo come un bambino di 7 anni con difficoltà di apprendimento. Computer e cellulare mi hanno tolto qualsiasi manualità.
Passo oltre, prendo anche dei surgelati che fanno sempre comodo e comunque creano arredamento nel freezer.
Evito con destrezza il reparto elettronica e film, so che sarebbe la morte.

Due ore dopo sono alle casse. È un carnaio di gente che urla, spinge, vuole passare davanti, cambiare cassa, gente che per la foga mette anche i figli sul nastro trasportare, bambini che urlano per le caramelle, per le macchinine, gli ovetti di cioccolato, perché si sono rotti i coglioni di stare lì, qualsiasi cosa.
In coda ad una cassa c’è un’allegra famigliola di rinoceronti, con padre, madre e due cuccioli chiassosi che prendono a capocciate tutto e si lanciano la roba addosso. Hanno due carrelli stracolmi di roba, ad occhio e croce spenderanno 5 o 6 mila euro.
Passo oltre con il timore di essere caricato. Per fortuna i rinoceronti sono ciechi e non mi notano.

Alle casse

Ciao sono il carnaio alle casse…

Andando verso il fondo del supermercato alle casse c’è meno gente, che tutti si fermano alle prime.
Mi metto in coda, carico la roba sul bancone e chiedo 4 sacchetti, non ho preso molto.
Sono intenzionato a sistemare tutto per bene, distribuendo i pesi. Con calma comincio a riporre la roba, ma una fitta lancinante alla faccia mi blocca. Mi giro e un’arcigna vecchia e la cassiera mi fissano con occhi iniettati di sangue: ci sto mettendo troppo.
Mi prende il panico, non respiro, comincio a riempire i sacchetti come viene, senza ragionare. In 31 secondi netti li ho fatti: due pesano 27 grammi. Gli altri due, invece, uno pesa come Giuliano Ferrara, l’altro come Platinette, parrucca più, parrucca meno.
Pago e mi accorgo di due cose: la prima è che il prosciutto che ho preso non era quello del 2×1 come diceva il cartello, ma era a prezzo pieno, che quello del due per uno era da un’altra parte e il cartello era messo lì per bellezza.
La seconda è che con quello che ho speso potevo mangiare da McDonald’s per il resto della mia vita.

Vado in macchina, torno a casa, porto su Giuliano e Platinette in una volta sola.
Entro in casa con 3 ernie e le dita che sanguinano per via dei manici di quei sacchetti di merda ecologici, che si attorcigliano su se stessi e diventano sottili come i fili di una garrota.

Esausto arredo frigo e freezer.

Totoro mi guarda sorridendo, come al solito. Meno male che c’è lui.

La prossima volta mi sa che faccio la spesa online, che mi sento più a mio agio.

 

Disclaimer:
Durante la stesura di questo post nessun Totoro, sciura, vecchia arcigna, petto di tacchino enorme, cassiera e famiglia di rinoceronti hanno subito maltrattamenti.
Ogni riferimento a persone, vive o morte, luoghi e supermercati realmente esistenti è puramente casuale.
Nonostante l’incipit, vi assicuro sto bene, è che mi piace scherzare sulle cose, anche su quelle brutte.

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"

58 pensieri su “Il dramma di fare la spesa da solo

  1. Come ti capisco… Io però non metto giu la roba per prenderne di più salutare.

    Credo che al momento della mia morte (che arriverà presto se continuo a mangiare così) non mi decomporrò per almeno 52 o 53 anni da tutti i conservanti che ho ingerito.

  2. Quanto ti capisco…
    Quando abitavo da solo la spesa la facevo direttamente al reparto Patatine & Schifezze Varie; compravo più cibo per i miei gatti che per me. In compenso ero il miglior nonchè unico cliente fisso della pizzeria egiziana sotto casa. Quanti ricordi…

    • Per fortuna non ho gatti da mantenere.
      Comunque il pizzaiolo/kebabbaro sotto casa ieri sera mi ha chiamato per sapere come stavo, visto che è un paio di giorni che non mi vede ;)

  3. so che non è bello ridere delle disgrazie altrui.. ma mi ha fatto piegare in due.. soprattutto perchè ieri sera ero in una situazione molto simile.. ho 36 anni sparati.. e fino a due mesi fa ero il classico “mammone”.. vivevo felice e beato coi miei e avevo una cava di cibo in casa che si autorigenerava.. aprivo il frigo ed era sempre, bene o male saturo.. poi trovata la mia lei (non odiarmi) decido di fare questo nuovo passo.. premetto che ho sempre cucinato.. mi piace cucinare… a di solito mettevo un cartellino sul frigo e i magici folletti del gorgonzola materializzavano quello che mi serviva..

    ieri sera per la prima volta davanti a quelle sentinelle silenti ricolme di cibo che sono gli scaffali del supermercato.. con lei che mi guarda e mi chiede senza parlare “cosa vuoi mangiare per le prossime settimane”? sono andato nel panico più assoluto.. non sapevo più cosa prendere… intorno a me gente che arraffava anche i rivetti delle mensole e io come un ebete con la mia sportina di plastica rossa.. (sportina = cestello.. sacchetto..)
    di solito penso a cosa vorrei fare e compro quei prodotti per farlo e il resto pace.. pensare a cosa voglio mangiare dopodomani??? alla fine ho preso quello che ti salva sempre.. un sacchetto di spinaci.. per i meno informati.. sacchetti che sono immensi, ci vuole il notaio con un rogito per farli annettere all’abitazione e che una volta cotti guardi in padella chiedendoti che strana alchimia li abbia trasformati in una paciarina non più grossa di una bustina di thè… preso il classico pollo salvaserata.. quelle due o tre cose di primaria sussistenza.. ma è stato troppo traumatico.. rimpiango il negozzietto d’alimentari sotto casa.. quello col prosciutto sempre un po’ secco e la ricotta di un inquietante giallo sfumato di verde.. èèèèè bei tempi quelli…

    per ripicca ho preso una fiorentina talmente succulenta che è arrivata direttamente Jane Fonda, mi ha tirato un ceffone tale che ho sentito distintamente le altre bistecche fare la hola… stasera so cosa mangiare.. domani… pizzeria d’asporto sotto casa..

    • Eh, magici tempi quelli in cui il frigo di casa si riempiva come per magia e a te bastava andare a prelevare di quando in quando in caso di necessità :D

      No, io detesto cucinare, sporcarmi le mani e sprecare un sacco di tempo lordando mezza cucina… per farmi due uova strapazzate. :P

      Fra un po’ anche voi vi organizzerete con la lista, tu spingerai il carrello e cancellerai diligentemente le voci una volta che la roba finisce nel carrello.
      E’ il triste destino di noi maschietti quando entriamo al super ;)

      • Quando andavo al supermercato con la mia lei,
        manco la lista mi faceva sbarrare.

        Aveva paura (dato quanto si evince dal papiro scritto prima)
        che commettessi dei falsi ideologici nella lista
        aggiungendo roba a piacimento

        (e nettandola di tutte le cazzate similsalutistiche e pseudonaturalistiche).

        Poi, proprio perché non si viveva insieme,

        mi precipitavo a fare quella “personale”.

        No, il vero guaio erano quei negozi dove si comprano i water, la vernice, la roba per il bricolage e le tendine da doccia.

        Lì davvero rimpiangevo di non avere una fiala da spaccare sotto la lingua e mettere fine ai patimenti.

        Macchè.

        • No, dai, io al “Brico” comprerei tutto, fa niente che non so fare una ceppa, ma mi riempirei di martelli, cacciaviti, trapani, cartongesso e tutte le stronzate annesse e connesse :D

          L’Ikea per me è la morte!

          • Sì, se ci vai da solo a comprare il telefono della doccia.

            Io che sono andato con una lei,
            mi sono ritrovato con due secchi di intonaco da 100 kg l’uno
            e una “sciarpa” con un telo per gazebo con delle foglie di plastica

            ad implorare “ti prego, uccidimi…”

  4. Anch’io ti capisco..tu tutto! :D
    Io vado dalla lattaia il venerdì (per gli affettati) e faccio la spesa grossa il sabato con Ivan (anima pia che mi aiuta) per la settimana per mia mamma o meglio per la mia “famiglia” fosse per me viste viste le scadenze sarei anche veloce ma per mia mamma….quello che prendo nn va mai bene….esempio devo prendere il pollo per mio fratello: deve essere l’AIA fette sottili (guai se non c’è) …guardare che nn ci sia acqua nella confezione e per ultimo il colore..se è troppo giallino è vecchio e se è troppo rosa nn va bene lo stesso…dopo mezz’ora d’immersioni nelle vaschette di pollo arriva Ivan e dice…gurda queste sono perfette…e mette giù quello che ho scelto con tanta fatica…poi mi accorgo che scadono prima…ma tanto la mamma non lo sa…

    La frutta è un ‘altro delirio…né troppo matura né troppo acerba e poi la provenienza…con le zucchine mi tira scema…tastale bene..che n siano molli…guarda le punte che nn siano gialle, la lunghezza…le piccole sono le migliori, il colore….aiutooooooooooo

    p.s. che bello il tuo Totoro!

      • Nono nn sono scadute semplicemente scadono il mercoledì invece del venerdì successivo …che poi nn ho mai capito sto fatto..che la carne rossa te la devi mangiare al massimo entro due giorni (se nn la congeli) mentre il pollo/tacchino hanno scadenza più lunga…:D

  5. Mi faccio schifo per il fatto che sono settimane che non commento! Leggo e non commento! Mi sembra di accendere una candela in chiesa e non lasciare un offerta! E poi mi mancava commentare! maledetto tempo! Comunque devo dire che questi post, quelli di confessione, sono quelli che adoro di più! Sono così sinceri e autoironici! E personalmente io al posto del tacchino avrei scosso la vecchia per capire che c’era di diverso! Quando arriverò a farmi la spesa da solo mi rileggerò questo post come vademecum su cosa non fare! =D

    • Tranquillo, Theo, anche se non commenti non è un problema, l’importante è che ti diverti :D

      Ecco, se devi imparare a fare la spesa da solo, quando capiterà, chiedi consiglio a gente normale, non a me :D

  6. Bella lì :) Chreddy, ti capisco ma non per cognizione di causa. Per stravolgimenti esistenziali. La spesa la so fare, cucinare anche, poi sono vegetariano e mi risparmio i dubbi qualitativi su carne e pesce; di contralto, però, devo perdere più tempo tra reparti e reparti.

    Diciamo che ti capisco allora, perché comunque (come già ti annunciai) lasciati dalla donna, si entra comunque in un nuovo mondo. Quindi il mio andare in TILT non è riguardato il protocollo di sopravvivenza, bensì per gli attacchi nostalgici (stile fucilata alla schiena che non ti aspettavi) che sono quelli … con una morsa d’acciaio che ti stritola lo stomaco e le budella e invece delle merendine – hai il 3×2 sul magone a ogni corsia di reparto…

    .. e, per soprammercato, a differenza del pragmatico McChreddy, io, per amore sono quello che non mangia più. Il mese dopo il trauma sono sceso di SETTE chili (7×30 insomma e non più 3×2).

    Tuttora, a quattro anni di distanza, non è cambiato molto. Per usare una metafora ortofrutticola (visto che sono un mangia verdure) ho il cetriolo intero ancora su per il culo.

    Mi è piaciuta la fotografia che hai fatto del popolino in questi ambienti artificiali e alienanti, a mio avviso (e in qualche modo degradati) e apprezzo di essere fuori dai regimi di una certa modernità; qui, dalle mie parti, posso dirlo serenamente, è come fossi quasi in montagna con Heidi (gran cartone animato).

    Pensala in termini di sceneggiatura e di farci un CORTO, perché no? :)

    • Beh, DDD, se devo essere sincero non ci sto così male. C’è un pregresso tra me e la mia ex morosa che porta all’unica conclusione possibile che è quella della separazione per il bene di entrambi.
      Per fortuna non sono vegetariano e il cetriolo non me lo sento molto dentro, diciamola così, infatti ci scherzo e le cose che ho detto di Totoro non sono vere. :D

      La fotografia non l’ho fatta io ieri, ero troppo impegnato a non lasciarmi andare allo sconforto, l’ho trovata su internet, infatti se vedi son vestiti invernali, però rappresentava bene l’isteria di massa che c’era alle casse. ;)

      Ma il corto intendi sulla mia spesa?

      • Mi sono spiegato male io o non hai capito tu :D .. per “fotografia” (ora ho messo le virgolette) intendevo il “quadro”, lo “spaccato” di vita che hai “fotografato” :D

        Il Corto, intendevo dire, per la dicotomia creatasi tra uomo accoppiato e (quasi repentinamente) tra uomo single, nel senso che la vicenda così come l’hai fotografata (ora lo faccio a posta a ripeterlo :D) crea una situazione che si presta, a mio avviso; che con giusto piglio, bravura, e un pizzico di audacia, potrebbe essere messa in scena in un CORTO dal taglio caustico e intelligente. Pensa alla filosofia estetica della pubblicità, poi dilata il minutaggio …

        Mi è venuto in mente d’istinto perché in questi giorni ne sto finendo uno con mio fratello [di Corto] e, se pur con altre esigenze e soluzioni, comunque una certa frenesia alla “McDonald” la stiamo rappresentando e stigmatizzando con riprese girate anche dentro un Centro Commerciale. Nulla che porti alla tua sintesi, sia chiaro, poi finiamo nel metafisico (te pareva, sempre lì casca l’asino :D) … ergo, in conclusione, per tornare a Te …

        .. la tua verve e la tua dinamica di osservatore le vedo ben inserite in una sceneggiatura dal taglio immediato e per tanti aspetti, grottesco.

  7. Decisamente… dovrei vergognarmi, perchè non ho potuto fare a meno di ridere come una deficiente durante tutta la lettura del post, con mia sorella che mi guardava storto perchè disturbavo la sua ora di possesso tv…
    Comunque, decisamente, c’è gente normale come noi che proprio non capisce che differenza ci sia tra un petto di pollo e l’altro… insomma, anche a me sembrano tutti uguali!!!! Forse se la prossima volta lo scuoti un po’ di più ti rivelerà tutti i suoi segreti e così potrai condividerli con tutti noi!!!
    Per il resto, continuiamo a vivere di surgelati, Mc Donalds, pizza e chi più ne ha più ne metta… eggià, anche io ho un rapporto complicato con la cucina (la scorsa estate ho messo in forno del pane per fare le bruschette… beh, mia madre è arrivata correndo perchè non mi ero accorta che la cucina era piena di fumo e quando abbiamo aperto il forno, abbiamo liberato le fiamme ahahahahahahah)
    Comunque, dai… vedrai che la prossima volta andrà meglio… ora sei preparato alle situazioni che ti toccherà affrontare in quel campo di battaglia che è il supermercato… io starò qui a godermi gli ultimi tre mesi di frigo che si autorifornisce di cibo e poi vedrò come comportarmi davanti ad un frigo desertificato e supplichevole di attenzioni e arredamento!

    • Nono, che vergognarti, anzi, più ridi sguaiata più son contento :D

      Beh, io l’ultima volta che ho scaldato qualcosa al forno ho estratto la teglia senza presine. Penso che le bestemmie le abbiano sentite anche in Svizzera.

      Comunque, sì, le fettine di pollo sono tutte uguali!
      Goditi gli ultimi mesi di frigo sempre pieno, ti mancheranno dibbrutto! :D

      • Mi mancano già da ora… non solo si cambia paese e si cambia vita… ma devo pure mettermi a riempire il frigo… uffa, fin’ora mi sono limitata a fare il mulo al supermercato, spingendo un carrello strapieno di roba per due famiglie (che i miei per risparmiare tempo, fanno la spesa per noi e per i miei zii)
        Credo che rimarrò profondamente traumatizzata :P
        Per ora, però, mi godo i tuoi post, che mi fanno sempre scompisciare dalle risate!!!!!!!!!!

        • Dai Elle, mettila così, fra qualche mese assaporerai la libertà di fare qualsiasi cosa, soprattutto crescere, per è stato così, ho vissuto un momento di euforia di quasi un anno andando a vivere da solo. Fantastico.

          Poi non so se vai via per convivere o per l’università o per altro, comunque il succo non cambia :)

          • Vado via per l’università… comunque… sì… libertàààààààààààà… credo che mi rifugerò nel reparto patatine e cioccolato (naaaaaaaaaaah… non farlooo… morirai) e sono a posto :P
            E forse sarà il caso di crescere -_-” fare i bambini dementi è divertente, ma dopo un po’ si deve pur andare avanti…

              • Non intendo crescere completamente… ma siamo matti? E il divertimento poi dove lo lascio? ahahahahahah naaaaaaaaaaaaaaah… sono troppo matta per diventare un’adulta seria e responsabile al 100%… specialmente con il padre che ho ahahahahahahah
                Mi accontenterò di imparare a fare la spesa…

  8. Per chi, come me, ha fatto l’università fuori sede,
    la spesa inizi a farla a 18 anni, in un posto che non conosci,

    in un frigo che non è il tuo
    preparando cose che non hai mai preparato.

    Bene.

    Se si aggiunge che avete davanti il re delle retromarce quando si tratta di convivenze,
    capirete che c’è una sola persona che può farmi la spesa.

    Io.

    Appena entrati c’è il “reparto inutile”, la frutta e verdura.
    Lasciate perdere.

    E’ impossibile sfamarsi col fogliame, almeno per quel che mi riguarda.
    In genere questo reparto è molto frequentato da gnocca, soprattutto nel milanese.
    Quindi, al limite, soffermatevi per questo motivo.
    Ma non appesantite il carrello con il verdame di questo reparto.

    Subito dopo, in genere, c’è il grande regno della carne di porco.
    Accattivatevi subito il preposto al banco salumi. Ricordate, è lui che vi affetta la roba, è fabbro delle vostre cene, è l’artefice della qualità dei vostri affettati.
    Però non fate cazzate… bisogna seeeempre specificare precisamente cosa si vuole: marca, taglio, specie.
    Sennò sono perfettamente addestrati per darvi quello che vogliono loro
    (che, ovviamente, non è mai quello che vuoi tu).

    Attenzione al passaggio sopra descritto. E’ delicatissimo, se lo sbagliate la spesa è spacciata.
    Indietro non si torna.

    Poi ci sono i surgelati. Una serata ben riuscita ha come ingrediente essenziale le patatine fritte surgelate
    (a meno che non vogliate passare la giornata a pelare e affettare patate).

    Lasciate perdere la roba impanata,

    roba da matricole universitarie sotto esame.

    Sotto con la pasta.

    Ragazzi, imparate a farla come si deve, è la vostra salvezza.
    Non lesinate.

    Va presa roba di qualità, mi raccomando. Non prendete il primo pacco che vi capita tra le mani, per piacere.

    Non si possono fare nomi, però, ecco, chevvelodicoaffare.

    Nel sugo bisogna seeeempre buttarci una parte del porco di cui sopra.
    Non cominciamo con le paste in bianco o con un po’ di sughetto, per piasè.

    Il pollame.
    Lasciate perdere i petti o la roba da fare sulla piastra, non danno soddisfazione.

    In genere, da qualche parte c’è la vetrinetta coi polli allo spiedo già pronti.

    Ecco,

    non fate le fighette e prendetene uno INTERO. Basta co’ sta storia dei mezzi polli.

    Il pollo allo spiedo è come la famiglia: non si divide e non si rovina.
    Intero.
    E si mangia la sera stessa
    (anche lì, sul posto, se avete fegato).

    Passiamo a un’importante fase del fabbisogno giornaliero.
    Le porcherie.

    I reparti, se notate, sono messi strategicamente e ce ne sono un paio adiacenti che sono il nostro mondo:

    patatine/bibite/alcolici/
    stovigliediplastica

    (non vorrete mica avere una montagna di piatti da fare, vero?)

    cioccolati/merendine dall’altra parte.

    In questi due reparti gemellati, sbizzarritevi secondo il vostro gusto
    ma per favore niente biscottini secchisecchicolsoloil2percentodigrassi.

    In questa zona ci sono solo uomini,

    ergo, non guardatevi intorno.

    Igiene personale.
    Occhio all’accostamento bagnoschiuma/deodorante
    se sbagliate accostamento col vostro profumo, avrete un odore di zucchero filato.
    Con tutte le conseguenze del caso.

    WARNING!

    Il caffè non si piglia al supermercato.
    Il caffè si piglia appositamente per la macchinetta espresso del caffè, magari in capsule pressate, fatte arrivare dalla casa madre.

    La miscela arabica non deve scendere sotto il 100%.

    In tutti gli altri casi, non starete bevendo caffè,

    ma dell’acqua indebitamente colorata.

    Accorgimento importante:
    mai, dico mai
    fare la spesa quando si ha fame.

    Si rischia di portarsi dietro mezzo esercizio.

    Per ora non mi viene in mente altro.

    Non ringraziatemi, l’ho fatto per voi.

    • No, davvero, lasciami il tuo numero di telefono, la prossima volta che devo fare la spesa ti chiamo e andiamo insieme.

      anche se mi sembrerà di farla con il Sergente Hartman accanto: MrChreddy! Che cosa hai tra le mani?! Dell’insalata?! MrChreddy, i tuoi genitori hanno anche figli normali? Pancia a terra e fammi 20 flessioni, ti faccio venire i muscoli anche al buco del culo se prendi ancora quella merda! XD

      • Ti sbagli, Mister.

        Vedi, mi pare di aver capito che tu non abbia mai vissuto con amici/compagni di casa.

        Beh.la spesa in genere la si fa separatamente ma insieme.
        Mi spiego:
        ognuno piglia la roba sua, ma si va insieme.

        Ora, se tu metti due cazzeggiatori professionisti
        in un supermercato

        nel carrello ci finisce di tutto
        (l’ultima volta pure le pistole ad acqua, e ho detto tutto).

        Poi, basta una combo di alimenti e parte il seratone comune.
        In genere te ne accorgi quando a entrambi brillano gli occhi.

        Quelle sopra sono solo delle linee guida per evitare che vada tutto in vacca.

        Tutti quelli che sono venuti con me al supermercato hanno trovato un alchimia da ingordigia.

        Altro che sergente, è come andare con un compagno di bevute travestito da Poldo Sbaffini.

  9. Come sempre mi hai fatto molto ridere, però questa volta un pò meno del solito… sarà che questa volta proprio non mi ci sono visto, sarà che con gli studi che ho fatto sono metodico, sarà che ho vissuto solo per anni, ma la spesa la so fare ed anche io, come le vecchine, devo “vedere la carne in faccia” per sceglierla… che sia petto di pollo, fesa di tacchino, una fetta di carne o un bel pezzo per farci l’arrosto! Quando arrivi a questi gradi di finezza riesci a spendere meno e godere di più! Stessa cosa per frutta e verdure…
    In più mettici che essendo una buona forchetta, mi sono anche sforzato di saper cucinare a modino… insomma, questa paura da supermercato proprio non mi compete!!!
    Senza falsa modestia sono tipo da spesa per una intera settimana fatta il sabato mattina prima della baraonda (che di solito arriva intorno a mezzogiorno) in tempo netto di 30 minuti massimi e spesa complessiva ben al di sotto del centone!!! Tutto calcolato con precisione intorno ai più o meno 3€!!! ;)
    Però concordo con le bestie da supermercato e con la rottura delle casse anche se lì, anni ed anni di tetriz hanno dato i loro frutti ed ora vedermi competere con la cassiera che spara prodotti tipo vulcan mentre io assemblo sacchetti tutti dello stesso peso, senza rovinare i prodotti (se no sai che cazziatoni!!!) e senza appesantirli che poi si rompono è uno spettacolo… Sembra di vedere le tecniche della scuola Saotome!!! :D

    P.S. Ringrazio mia madre che mi ha sempre trascinato a fare la spesa e mio padre che ha sempre cucinato cose squisite con quel che trovava cresciuto in frigo per essere una persona così completa ora! Per lezioni, contattarmi in privato e ci mettiamo d’accordo sulle tariffe! ;)

  10. Io in teoria sarei un cuoco, secondo un pezzo di carta percui non ho il problema di chiedermi la magia come funziona e so qual’è la differenza tra i vari pezzi di carne. Non vivo da solo ma so come va fatta questa crociata. premetto che io frequento altri supermercati, ma credo che i concetti base siano gli stessi.

    Fare la spesa a casa vuota è una delle cose migliori, tutto viene preso alla stessa datacosì la roba non confezionata sai quanto tempo gli resta. però bisogna procedere in maniera metodica. l’unico lato negativo di fare la spesa a casa vuota è il portafoglio che piange. Di conseguenza analizzare sempre tutte le offerte speciali e cercare il prodotto indicato da tale offerta. Focalizzatevi però perchè generalmente di quello in offerta ce ne sono pochi pezzi e ne mettono vicino similari con sconti minori.

    Prima cosa: i viveri alunga scadenza. Niente ti salva il fondoschiena come avere una scorta di materiale edibile a lunga conservazione. Parlo di carne in scatola, pasta, sughi, spezie & droghe varie (lo zucchero ed il sale per intenderci come esempi).
    La carne in scatola ha un suo segreto: le dosi e il prezzo sono uguali per il 70% delle marche, il rimanente 30% è quello che ti fa risparmiare, spesso però perdendo in qualità.
    Pasta: si deve sapere come cucinare la pasta quando si va a vivere da soli, è fondamentale. è la cosa più semplice da preparare e più nutriente con il minimo dispendio di tempo e di energie. si punta sulla qualità, i prezzi sono equi nella maggior parte dei casi. evitare come la peste i prodotti con il marchio del supermercato, a meno che non siano quelli “cooperativi”.
    Sughi: il sugo non è mai buono abbastanza come te lo vendono, manca sempre di corpo, a meno che non ne metti mezzo barattolo per piatto. di conseguenza si usano le spezie, si aggiunge poca passata neutro e si rimpolpa la massa con carne o verdure fresche; IMPORTANTE: per ottenere un sugo migliore, è buona cosa scaldarlo prima con le aggiunte; bagnare con una goccia di vino e/o aggiungere brodo granulare in quantità minima aiuta sempre a fare bella figura come sapore.
    Spezie & Droghe varie: sono il salvagente per la cucina casalinga e spesso anche per quella ristorativa. Bisogna imparare a dosarle secondo il proprio gusto personale ma un paio di punti base sono da tenere a mente: le spezie in polvere sono da dosare con la punta del cucchiaino, in quanto prodotto concentrato, le erbe aromatiche invece possono essere distribuite con maggiore dosaggio, sempre in base al proprio gusto; di pepe non ne esistono solo 2 qualità ma molte di più e variano l’utilizzo in base al cibo soggetto; allo stesso modo il sale, grosso per l’aqua della pasta, fino per il resto, ma ne esistono varianti aromatizzate, dai prezzi maggiori, che possono fornire al piatto un colpo di sapore extra.

    Secondo: il cibo fresco è importante, non basatevi su roba già pronta sempre, per quanto i precotti non siano male alle volte.
    Carne: il segreto che citi tu sta nella parte bianca, non edibile, del prodotto: tutta la parte bianca è scarto e andrà tolto in preparazione, facendo attenzione a non dilaniare il pezzo prima di aver tagliato la carne in merito al piatto che si vuole preparare. Inoltre si deve sempre osservare il colore della carne, quando comncia a presentare zone più scure o troppo lucide (sempre che non sa dovuto alla presenza di sangue) è meglio abbandonare. Inoltre se il sangue o la stessa carne iniziano ad essere troppo scuri e non più di un rosso vivace è segno che la macellazione è avvenuta da diversi giorni. Se poi è verde… non serve che dica altro.
    Verdura: L’importanza della verdura è indubbia, meglio mangiarla cruda, così si salvano gran parte dei valori nutritivi, per gli ortaggi il discorso cambia, non c’è niente come una bella grigliata di verdura o come zucchine e funghi trifolati. Anche nel caso degli ortaggi le spezie e le erbe aromatiche sono fondamentali per un piatto ben riuscito.
    Pesce: non andate a caso, chiedete sempre se il prodotto è già eviscerato, sliscato ecc, cercatevi su inernet i 5 segni per distinguere il pesce fresco, se sentite forte odore di ammoniaca desistete subito in quanto conservato con il ghiaccio secco. E ricordate che dovete mangiarlo in mono, non esagerate.
    Molluschi: a parte per grosse taglie di molluschi avrete bisogno di una quantità di esemplari elevata per sfamarvi, per la cottura rimando alle ricette in rete. in ogni caso ricordatevi che ci mettono poco a ritrarsi e a svanire, per cui quando si preparano c’è da stargli addosso.
    Crostacei: stessa cosa dei molluschi e del pesce, poco cibo molto scarto, a voi la scelta in base ai gusti.
    Celenterati e cefalopodi: il polpo è bastardo da cuocere, evitatelo se non sapete come fare, chiedete prima a qualcuno che lo sappia cucinare; calamari, seppie & co. sono ottimi col sugo o alla piastra (va bene anche una padella oleata) e se bagnati con brandy e/o whisky un cottura sono la fine del mondo.

    Surgelati: c’è chi li usa di continuo, chi non li prende mai, sappiate solo che nessun surgelato è buono se non gli aggiungete qualcosa: le date di scadenza qui sono particolarmente ingannevoli.

    I viveri secondari sono l’abc delle scorte di un single o di un nerd.
    Merendine: cercate il tipo che vi piace, considerate quantità e prezzo, non lasciatevi infinocchiare dalle confezioni che regalano pezzi, 9 su 10 il prezzo è maggiorato rispetto al solito.
    Dolciumi: scorte sì ma esagerati no, contentevi e respirate prima di scegliere.
    Patatine: cercate le confezioni grandi, evitate le megamarche perchè regolarmente vi fregano col prezzo.

    Ora andiamo sul difficile.

    Alcolici: per quanto vivere da soli ci dia l’idea di poter fare quello che si vuole è meglio non perdere di vista il fatto che gli alcoolici non aiutano particolarmente, anzi, ti demoliscono e poi ti lasciano le voragini nello stomaco. quindi anche qui evitate le scorte eccesive ma tenete d’occhio i multipack: spesso il prezzo che viene esposto è per singolo pezzo, non per il pacco multiplo.
    Bibite: stesso discorso degli alcoolici, prezzo riferito alla singila unità da paragonare sempre col prezzo del pacco.
    Acqua: una marca non vale l’altra, per quanto si possa dire. Mai le confezioni con il marchio del supermercato saranno meno convenienti di quelle marche più conosciute, ma la qualità srà deisamente inferiore.
    Stoviglie di plastica: prendete quelle spesse, magari spendendo qualche centesimo in più ma evitando così che mi si spacchi la forchetta o che riusciate a tagliare il piatto durante il pasto.

    Io personalemente devo evitare oltre che il reparto elettronica anche quello libri altrimenti la spesa va a quel paese, esco con una valanga di libri dimenticandomi persino la ragione della mia visita.

    Sperando di essere stato d’aiuto faccio i complimenti per il post.

  11. MrChreddy alla cassa io ti avrei asfaltato se fossi stata al posto della sciura dietro a te :) e la confezione giusta tra le due è sempre la terza! l’altro giorno per scegliere delle fettine di carne ho scrutato ben 9 confezioni…. ma una logica c’è: volevo le fette in numero pari, piccole e senza grasso….

    • Ciao Jachyra, ma scusa, tu quanti secondi ci metti per riempire i sacchetti?
      Che metodo usi?
      Va bene volermi asfaltare, ci sta e mi asfalterei da solo a volte, però almeno rivelami il trucco o la tecnica… sennò davvero un giorno o l’altro una in coda mi uccide con il carrello, oppure mi uccido da solo salendo le scale con i sacchetti da 800 kg.
      Comunque stavo pensando che la prossima volta potrei ributtare tutto nel carrello e farlo dopo con calma una volta pagato, che dici? :P

      Ah quindi il trucco è quello, ne prendi in mano 2, le fissi e poi scegli la terza…
      Sì, però io non posso mettermi a ispezionare 9 confezioni di una roba solo per trovare quelle pari, piccole e senza grassi, non per altro, ma proprio perché non so che devo cercare le fette pari, piccole e senza grassi.
      Dai, proverò ad essere un po’ più ossessivo compulsivo quando faccio la spesa XD

  12. Io so chi storpia i carrelli… gli Illuminati! Comunque io non ho problemi con le vecchiette scrutacarne perché sono vegetariano…
    Certo che hai proprio una vita d’ inferno, MrChreddy… come appunto dice il tuo avatar!

  13. Lo immagino… ma guardati dalla Loggia Massima Suprema Superlativa Templare Scozzese Storpiacarrelli… loro sono dappertutto, loro ci vedono, ci controllano, sanno qual’è la capitale della Namibia e hanno un esercito di orsi che praticano il Kung-Fu…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.