Labyrinth

Finalmente il Nuovo Cinema Amarcord riapre le porte per il Club Nostalgici nato settimana scorsa nei commenti di Piramide Di Paura.

Il film in programmazione oggi è Labyrinth, un altro film “minore”, un altro flop al botteghino, ma che ha dato molto alla generazione degli anni ’80, soprattutto in termine di sballo ormonale maschile e femminile e che, tra le sue pieghe, nasconde un piccolo risvolto horror.

Bando alle ciance e cominciamo la visione.

Labyrinth è un film del 1986, uscito in quegli anni dove si puntava molto sul portare al cinema i ragazzi.

Lo dico subito, Labyrinth è un film pieno di pupazzi con solo due attori in carne e ossa, quello che in genere viene definito “una favola moderna“, ma, a differenza di molti altri film più impegnati, è profondo e si spinge ad esaminare un tema a me molto caro: la paura di crescere.

Labyrinth è stato prodotto da George Lucas e scritto da Terry Jones, uno dei fondatori dei Monthy Python nonché autore di tutti i loro film di successo. La storia originale e la regia invece sono di , il papà dei Muppets, dei personaggi di Sesame Street, che in Italia sono meno conosciuti, nonché regista, in coppia con il mitico , del bellissimo, poetico e sfortunato Dark Crystal.

Jim Henson

Jim Henson con le sue creature di Labyrinth

Solo un bambinone mai cresciuto come Jim Hanson poteva portare sul grande schermo un film che parla del difficile passaggio dall’adolescenza spensierata all’età adulta piena di responsabilità. Lo fa nel modo più consono, con leggerezza, attingendo a tutta la letteratura che tratta l’argomento, come Il Mago Di Oz e Alice Nel Paese Delle Meraviglie, e ambientandolo proprio nel mondo delle fantasie dei bambini, pieno di magia, pupazzi, creature fantastiche e orribili allo stesso tempo.

Quel mondo incantato, quel terribile labirinto protagonista del film, funziona perché Henson si comporta da perfetto illusionista. Ai tempi i mezzi erano limitati, non c’era computer grafica che potesse supportare una tale rappresentazione, tutto doveva essere costruito e animato a mano, ma Henson ha la brillante idea di non cercare di nascondere gli effetti speciali, ma di mostrarli in primo piano, confondendo l’occhio dello spettatore che viene affascinato dall’insieme e si perde i piccoli particolari marginali che sono, appunto, gli effetti speciali, i pupazzi, le corde che li muovono. Si arriva al punto che non si nota che il coprotagonista del film, Gogol, è un nano con addosso una testa finta animata da 6 persone diverse.

Il design delle creature è affidato a Brian Froud, disegnatore inglese famosissimo per il libro Fate, scritto in coppia con Alan Lee. Alan Lee è stato uno degli illustratori che ha realizzato i bozzetti per la crazione della Terra di Mezzo de Il Signore Degli Anelli e Lo Hobbit di Peter Jackson.
Toby, il fratellino di Sarah, è interpretato proprio dal figlio di Brian Froud, Toby Froud.

Toby And The Goblins

Toby And The Goblins di Brian Froud

Certo, rivedendolo oggi, Labyrinth, perde quel fascino magnetico che aveva nel 1986 e i difetti, gli errori, le cose meno riuscite, saltano all’occhio subito, come la brutta scena di Sarah con il Popolo del Fuoco che le balla intorno, oppure alcuni effetti speciali sulle sfere di vetro maneggiate da Jareth.

Il film si apre esattamente come Alice Nel Paese Delle Meraviglie: Sarah entra in scena correndo su un prato.

Labyrinth - Sarah

Altro amore della mia vita… sì, sono volubile

Sarah è interpretata dalla bellissima . Appena entra in scena si capisce che sta facendo una specie di gioco di ruolo live… migliaia di nerd cadono ai suoi piedi nel giro di 30 secondi giurandole amore eterno.
Sarah è appassionata di fantasy, si capisce da camera sua, e deve curare il fratellino mentre il padre e la sua matrigna escono.
Già questo fa capire quanto Henson usasse le favole per criticare la realtà di quegli anni. Negli anni ’80 c’era il boom dei divorzi, delle seconde nozze e delle famiglie allargate con successiva crisi dei bambini (Kramer Contro Kramer è di 7 anni prima ed era un film che portava alla luce quel trend delle coppie sposate), e la matrigna è la tipica figura negativa delle favole.
Il fratellino, Toby, continua a piangere e Sarah desidera fortemente che venga portato via dai Goblin, così, dopo aver recitato la richiesta, Jareth il Re dei Goblin la accontenta e porta via il bambino, lasciando a Sarah solo 13 ore per attraversare il labirinto e recuperare Toby prima che venga trasformato in un goblin.

Labyrinth - Jareth

L’inventore dello stile Punk-New Romance-Emo-Goth…

Jareth è interpretato da un carismatico , già etereo di per sé, nel film acquista quest’aura magica e terribile, merito anche del suo sguardo bicolore.
Le sfere di cristallo con cui gioca Jareth nel film, erano fatte girare da un giocoliere, Michael Moschen, nascosto dietro Bowie.

Labyrinth - Michael Moschen

Che lavoro ingrato…

Il labirinto è l’insidiosa strada, piena di trappole, trabocchetti, indovinelli, personaggi bizzarri, che tutti dobbiamo attraversare per diventare adulti, lasciandoci alle spalle l’età della stupidera, i giochi fantasy, per andare incontro all’età delle responsabilità, recuperare il fratellino, proteggere la sua vita.

Lungo la via c’è gente che farà di tutto per farci desistere e portarci al punto di partenza, Gogol, mentre altri ci aiuteranno accompagnandoci nel viaggio, gli amici, Bubo e Sir Didymus. Gli anni ’80 erano anche segnati dall’eroina, trappola mortale per molti ragazzi deboli, nel film Sarah viene tentata, come Biancaneve, da una pesca avvelenata che le fa perdere la memoria e di vista l’obiettivo, riportandola nella sua stanza dove può giocare in eterno senza nessun fratellino a cui dover badare. Ma Sarah non ci casca, si ribella, la stanza crolla e lei può riprendere il viaggio.

Mi ricordo che quando lo vidi da piccolo, una delle scene che più mi impressionò, in un misto di paura e attrazione, era il Pozzo delle Mani dove Sarah cade e le mani, assumendo forme di facce, le pongono il quesito di dove voglia andare, se su o giù.
Altra mia scena preferita è quella nella Gora dell’Eterno Fetore, una palude puzzolente, dove giganteschi sfinteri emettono gas nauseabondi… questa perché mi faceva molto ridere.

Escher - Labyrinth

Bella, infine, l’ultima scena che si svolge in un quadro di Escher.

Labyrinth - Escher

Prendimi se ci riesci

Tutti i luoghi, i personaggi e i riferimenti del film vengono dai libri, pupazzi, quadri, disegni, lampade presenti in camera di Sarah, lasciando il dubbio finale che l’avventura che lei affronta sia tutta un frutto della sua immaginazione. Anche le parole che usa per sconfiggere Jareth alla fine sono le stesse che pronuncia all’inizio del film, mentre gioca.

Ma se invece quello che abbiamo visto non fosse tutto un sogno, ma solo una parte della storia?

Jareth è una figura sicuramente affascinante, ma è al contempo tragica. È un personaggio triste e solo, Re di un popolo orribile a cui non appartiene. E se Jareth ogni tanto rapisse un bambino solo per trovare la donna della sua vita che lo liberi da quella maledizione?

Sarah legge Labyrinth

La domanda non è banale. All’inizio del film, Sarah usa un libro che si chiama The Labyrinth da cui prende le parole per sconfiggere Jareth e, tra i libri che ha in camera, si scorge un libro: Outside Over There di Maurice Sendak che parla proprio di una ragazza che deve recuperare il fratellino rapito dai goblin.

Outside Over There

Quando Sarah incontra Gogol che uccide le fate, appena fuori dal labirinto, lei gli dice: “Sei orribile!

Gogol: “No, io no. Io sono Gogol. E tu chi sei?

Sarah: “Io… Sarah!

Gogol: “Me l’immaginavo…

Come se ci fossero già state altre Sarah da quelle parti. Se così fosse, Jareth, rapendo i bambini, avrebbe già attirato altre ragazze nel suo labirinto, molte delle quali hanno fallito l’impresa e un paio hanno superato la prova, raccontando poi la loro storia che è finita sui libri prima descritti.
In questo caso molti dei goblin di Jareth sarebbero poveri bambini trasformati.

Labyrinth - Jareth e Sarah

Tutto potrebbe avere senso, d’altronde Labyrinth è il luogo Dove Tutto È Possibile.

 

 

Tutti i post del Club Nostalgici:

Nuovo Cinema Amarcord

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"