Rush

A me la Formula 1 e il motociclismo non piacciono molto, li trovo mortalmente noiosi e non mi emozionano. Fin da piccolo le macchine non mi hanno mai appassionato.

Fosse per me cambierei le regole della Formula 1 facendo le piste con i salti, le paraboliche, i giri della morte ed equipaggerei le monoposto di mitragliette, bombe da sganciare dal retro, olio e cose del genere. Forse in quel momento comincerebbe a darmi un po’ di piacere vedere girare quelle macchine.

Però il documentario su Senna e questo Rush – che non è uno spin off di Dottor House sulle malattie esantematiche, come il titolo suggerirebbe – mi sono piaciuti molto proprio perché non parlano di Formula 1, ma di uomini.

 per quanto mi riguarda non ha mai fatto brutti film. Ha fatto film che mi sono piaciuti e altri che non mi sono piaciuti, ma brutti film mai. Ha una tecnica eccezionale, sa raccontare grandi storie, sa ricreare l’atmosfera giusta per il film e si esce sempre dal cinema soddisfatti da lui, un po’ meno magari dalla sceneggiatura o dalla storia, ma a livello registico è sempre un piacere.

Ron Howard

Chi è il Fonzie adesso?!

Questo Rush sono andato a vederlo proprio per colpa di Ron Howard… per colpa sua ho visto pure Il Codice Da Vinci e Angeli E Demoni, questo Rush non poteva essere peggio, mi son detto.

Per fortuna non mi sbagliavo.

La storia è quella del Gran Premio di Formula 1 del 1976, segnato da un sacco di incidenti, di morti, dall’epica sfida tra James Hunt e Niki Lauda e dall’agghiacciante incidente occorso a quest’ultimo. Quell’incidente è una delle poche cose che conosco di Formula 1.

Ma quindi la storia di quel campionato era così interessante da dover essere celebrata con un film?

Rush - Niki Lauda, James Hunt

Ma sai che ci fanno su un film?

In realtà no. La cosa davvero interessante erano gli uomini che quella storia l’hanno fatta e il loro approccio alla vita diametralmente opposto. La Formula 1 e le gare erano solo il terreno su cui si giocava, il mondo in cui questa storia si è svolta. Si fosse trattato di calcio sarebbe stata la stessa identica cosa… tranne per il fatto che la gente non muore per incidenti durante una partita e non prende fuoco se inciampa nel campo.
Di gare di Formula 1 se ne vedono infatti poche, giusto qualche partenza, qualche sprazzo quando è necessario, le macchine che tagliano il traguardo, ma niente di più, è solo una contestualizzazione di una storia più grande.

James Hunt è il classico pilota scapestrato che vive tutto come un gioco, sa di essere bravo e ciò gli basta per pensare di poter fare quello che vuole, prepararsi al minimo indispensabile e vedere come va che tanto alla fine gli va sempre bene.
È interpretato benissimo da , misurato, conscio del suo sex appeal, per niente intimidito da una parte in cui poteva risultare un pagliaccio e invece è credibile. Una sorpresa per chi pensava che potesse recitare solo con un gigantesco martello spara fulmini in mano.

Rush - James Hunt

Donne e motori, gioie e gioie

Niki Lauda è l’esatto opposto di Hunt. Scientifico, metodico, consapevole del proprio talento e soprattutto delle qualità che lo rendono migliore degli altri. Tenta di sfruttare tutto al massimo e corre in Formula 1 perché è quello che sa fare meglio, come dice nel film: “Se avessi un altro talento che mi facesse guadagnare di più, non farei il pilota.
Niki Lauda è interpretato da un gigantesco  capace di ingobbirsi, diventare piccolo, deciso, intelligente, tagliente come lo era il pilota e come richiede il personaggio.

Rush - Niki Lauda

Donne e motori, dolori e dolori

Heimsworth e Brühl mettono in ombra chiunque altro abbia la sfiga di essere inquadrato con loro, da , che è sempre un bel vedere, a , con i baffoni di Clay Regazzoni, che è un habituè dei film di Ron Howard.

La lotta, dentro e fuori le macchine, di Hunt e Lauda appassiona e tiene incollati alla poltrona, nonostante la storia sia nota, sia nello svolgimento, sia nella conclusione. Dopo nemmeno 10 minuti Rush ha già conquistato il pubblico e non lo molla più fino ai titoli di coda. Tutti, tranne quel coglione che continuava a chattare su Facebook, con il cellulare, 4 file davanti alla mia.

Rush - Incidente

Più o meno la fine che volevo far fare a quello del cellulare…

Probabilmente Ron Howard ne capisce quanto me di Formula 1, ma riesce a portare la sfida e le emozioni di questo sport su altri livelli, molto più interessanti. Sono i livelli delle sfide personali, della dedizione a qualcosa, della caparbietà, dell’odio, della forza di rialzarsi e di andare avanti, della capacità di avere paura e del coraggio di ammetterlo davanti a tutti, senza abbassare la testa, senza arrossire e senza nascondersi dietro un dito, anche se l’occasione viene fornita su un piatto d’argento.

Rush - Formula 1

The smart and the furious

Rush, come avrete capito, mi è piaciuto davvero tanto, non è un film che parla di Formula 1, ma di uomini forti, decisi, opposti, che in altri tempi, in altre occasioni, se non si fossero dovuti sedere su due macchine diverse per corrersi uno davanti all’altro, sarebbero anche potuti essere amici.
Così non è stato, si sono trovati a gareggiare e hanno finito per fare la storia di uno sport infame che, per divertire, ogni tanto deve mietere qualche vittima.

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"