The Black Hole - Il Buco NeroSiccome la rubrica Nuovo Cinema Amarcord è una rubrica in divenire, fatta anche dai consigli e dalle richieste dei membri del Club Nostalgici, settimana scorsa nei commenti è saltata fuori la richiesta di parlare di fantascienza e in particolare di questo film: The Black Hole – Il Buco Nero.

Richiesta prontamente accolta da me ed elaborata decidendo che, ogni settimana, parlerò di un film facente parte di un genere diverso. Ho cominciato con il giallo di Piramide Di Paura, poi il fantasy di Labyrinth, oggi la fantascienza di The Black Hole, poi sarà la volta dell’avventura, dell’horror, la commedia e così via… magari l’ordine non sarà questo, vediamo come mi gira.

Se avete qualche film a cui siete affezionati di cui volete che parli, siete caldamente invitati a dirmelo.

La fantascienza è un genere che, fin dagli inizi del ‘900, ha affascinato l’uomo. Lo spazio infinito, la voglia di futuro, il mistero insito nell’esplorazione di un posto alla nostra portata, ma irraggiungibile, ha da sempre stimolato la fantasia di scrittori, prima, e di fumettisti e cineasti poi.

I primi supereroi, ad esempio, erano profondamente legati allo spazio. Superman è un bimbo alieno che arriva sulla terra e I Fantastci Quattro prendono i loro poteri durante un viaggio nello spazio.
Senza contare che scrittori come Jules Verne, H.G. Wells, Ray Bradbury, Isaac Asimov, Philp K. Dick, Gene Rodenberry hanno delineato cos’era la fantascienza nella letteratura prima ancora che questa venne portata al cinema.
Il boom della fantascienza al cinema si ebbe negli anni ’50 e proseguì per il ventennio successivo. Una marea di capolavori, di cui ancora si parla, furono girati tra gli anni ’60 e gli anni ’70 elevando la fantascienza da genere popolare a genere di livello artistico. 2001: Odissea Nello SpazioFahrenheit 451, Il Pianeta Delle Scimmie, giusto per citarne alcuni.
In quegli anni nacquero anche serie televisive di grandissimo successo come Star Trek, U.F.O., Spazio 1999.

The Black Hole - Interno Cygnus

La fantascienza in un’immagine

Il tutto poi venne coronato dall’allunaggio dell’Apollo 11 e dalla passeggiata di Neil Armstrong sulla Luna alla fine degli anni ’60.

Gli anni ’70 segnarono un po’ la svolta del genere di fantascienza abbandonando lo spazio per mettere in scena film che rappresentavano un futuro fatto di società distopiche, mondi post apocalittici e società umane ridotte all’osso. Alcuni esempi sono THX 1138, 1975: Occhi Bianchi Sul Pianeta Terra, Interceptor, Il Mondo Dei Robot, Alien.

The Black Hole - U.S.S. Cygnus

Ricorda vagamente l’Arcadia di Capitan Harlock

Nel ’77 uscì Gerre Stellari e fu il film di fantascienza, anche se fantascienza non è, di maggior successo della decade, tanto da dare il La ad altre megaproduzioni, tra cui Star Trek e, appunto, The Black Hole – Il Buco Nero, entrambi del ’79.

The Black Hole è un film importante per diversi motivi. Fu il primo e ultimo film della Disney ad essere vietato ai ragazzi non accompagnati e, proprio per questo fatto, contribuì alla fondazione della Tuchstone Pictures etichetta con cui la Disney avrebbe, da allora in poi, distribuito tutti i film con un visto della censura più alto di PER TUTTI, per mantenere il suo nome, e quello della Buena Vista, legato a prodotti per l’infanzia.

The Black Hole costò l’allora considerevole cifra di 20 milioni di dollari, oggi considerata un low budget, e alla fine ne incassò 25 negli U.S.A. diventando un successo e creando folto gruppo di estimatori.

The Black Hole - Reinhardt

Il Dott. Reinhardt, un uomo pacato, tranquillo, dallo sguardo sereno

La U.S.S. Palomino, durante un viaggio di esplorazione spaziale, si imbatte in un Buco Nero accanto a cui è ormeggiata la U.S.S. Cygnus un’astronave scomparsa con tutto l’equipaggio 20 anni prima.
L’equipaggio della Palomino scende a bordo della Cygnus trovandola piena di androidi e umanoidi comandati dal Dottor Hans Reinhardt e dal suo robot Maximillian.
Reinhardt sostiene di aver fatto tornare sulla terra tutti quanti, rimanendo da solo sulla nave, e di aver costruito gli androidi per aiutarlo ad attraversare il buco nero con la Cygnus.
Ben presto l’equipaggio della Palomino scopre che in realtà Reinhardt è impazzito, per il desiderio di tuffarsi nel buco nero, e, al momento dell’ammutinamento dei suoi uomini, li ha zombificati creando quegli umanoidi che occupano la nave.

The Black Hole - Maximillian

Il simpatico e loquace robot frullatutto Maximillian

Alla fine Reinhardt riuscirà a entrare nel buco nero affrontando un viaggio mistico che lo fonderà con il suo robot Maximillian e si troverà in un posto simile all’inferno dantesco e, nello stesso viaggio, si salveranno solo tre membri, su cinque, della Palomino, grazie ad un’astronave sonda usata come scialuppa d’emergenza.
Il finale, vuoi per la scarsità dei mezzi dell’epoca, vuoi perché gli autori non sapevano effettivamente cosa inventarsi, dà adito a molte interpretazioni che vanno dal viaggio attraverso l’Inferno e il Paradiso, a seconda dei buoni e dei cattivi, fino all’esperienza extracorporea metaforica di… non ne ho idea.

The Black Hole - Fusione

Reinhardt e Maximillian si fondono… in senso bibblico

Io The Black Hole lo vidi solo una volta sulla Rai quando ero, credo, in prima elementare e non ci capii una mazza, fondamentalmente, ma mi lasciò un certo senso di disagio, una cosa che mi ricordavo di quel film. I miei mi lasciarono vederlo proprio perché era della Disney e pensavano fosse un film tipo Il Computer con Le Scarpe Da Tennis o un altro film per bambini di quel genere, d’altronde era Disney… si sbagliavano di grosso.
Rivedendolo adesso invece mi è molto più chiaro, tranne il finale che è francamente incomprensibile e credo di aver dato un’interpretazione religiosa a quello che succede solo perché all’inizio, quando viene visto il buco nero, lo descrivono come le porte dell’inferno.

The Black Hole è un film smaccatamente anni ’70 in tutto quello che si vede, dalle scenografie, agli effetti speciali, al look dei robot e degli astronauti… come non citare il maglione di lana marrone indossato da  per tutto il film, tipico abbigliamento di un astronauta anzianotto che vuole stare comodo.

The Black Hole - Ernest Borgnine

Caro, l’hai preso il maglioncino di lana pesante che nello spazio fa freddo?

L’intenzione della disney di ricalcare il successo di Star Wars è palese. Nel film i robot sentinella della Cygnus sono un misto tra Darth Vader e gli Storm Trooper, ma è l’insopportabile, spocchioso, saccente, borioso, attaccabrighe robottino V.I.N.CENT che ne dà la conferma, essendo modellato sui due famosissimi R2-D2 e D-3BO del film di Lucas.
V.I.N.CENT dovrebbe essere il comic relief del film, ma non ci riesce mica troppo bene, almeno per i giorni nostri, magari nel ’79 faceva morire dal ridere.

The Black Hole - Robot

No, non c’è niente che ricorda Star Wars, nemmeno il tizio a sinistra vestito come Darth Fener

Nel cast, oltre al già citato Borgine, c’è anche , in uno dei pochi ruoli americani dove non fa il pazzo o non è coinvolto in qualche omicidio. Interpreta il Dottor Alex Durant, l’unico membro della Palomino ad essere affascinato da Reinhardt tanto da volerlo seguire all’interno del buco nero, salvo poi accorgersi della sua pazzia e cambiare idea, finendo sotto “i ferri” del robot Maximillian.

The Black Hole - Anthony Perkins e Yvette Mimieux

Lo sguardo basito di quando si scopre di essere di fronte ad una morte certa

Altro nome famoso è quello di , il Capitano Dan Holland della Palomino, che, quando le cose cominciano ad andare male, prende in mano la situazione salva il salvabile. La cosa curiosa è che, quando libera Kate McCrae () l’unica donna del film, Robert le dà un bacio di sfuggita sulla guancia che non ha proprio l’aria di essere in copione.

La plausibilità scientifica del film di , un regista di serie Tv in forze alla divisione cinematografica della Disney, è pressoché nulla. Il buco nero è rappresentato come un enorme gorgo spaziale luminoso, tipo vortice marino, e la Cygnus è “ormeggiata” lì a due passi usando uno stabilizzatore di atmosfera che le impedisce di essere risucchiata dentro.
La dottoressa McCrae comunica telepaticamente con V.I.N.CENT quando è lontano, usando i suoi poteri extrasensoriali e non la radio come sarebbe logico, essendo lui un robot.

The Black Hole - V.I.N.CENT

L’insopportabile V.I.N.CENT e il vecchio modello S.C.A.S.SATO

Se ci aggiungiamo una passeggiata nello spazio senza alcun tipo di tuta protettiva, una pioggia di meteoriti infuocati ed i robot con sentimenti, sensazioni e comportamenti molto umani, si ha la tara di quanto The Black Hole non avesse nessuna intenzione di essere scientificamente accurato. Vuole parlare dei sogni dell’uomo, dell’esplorazione dell’inesplorabile, dell’immolazione per un’idea o un ideale e del prezzo da pagare per raggiungerlo, compresi i sacrifici, propri o altrui che siano.

The Black Hole - Inferno

Il tipico Inferno alla fine di un buco nero… o la mattina in Tangenziale Est

Come dicevo prima, The Black Hole era un tentativo di bissare il successo di Star Wars, non arrivò a tanto, ma la Disney ci credette e produsse anche una serie di action figures basato sul film che, ovviamente, non si cagò nessuno, ma che ora valgono un fantastilione di milione di dollari.
Personalmente avevo il robottino V.I.N.CENT, che mi era stato regalato da qualcuno, e che si è perso insieme a tutti gli altri giocattoli, mandando in fumo il fantastilione di milioni di dollari che potrei avere.

The Black Hole - Action Figures

Le bellissime Action Figures di Black Hole

Un’occhiata a The Black Hole vi suggerisco di darla, se non l’avete già visto, sempre mantenendo presente che è un film di 34 anni fa con tutti i limiti dei film dell’epoca. Però, lo sapete, questo è il Nuovo Cinema Amarcord e si proiettano film di una volta per il puro piacere di riscoprirli e fare un tuffo in quel passato pieno di meraviglie, anche se oggi non sono più tanto meravigliose.

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"