La Trilogia Del Cornetto - Locandina

Questo sarebbe dovuto essere il terzo post sulla Trilogia del Cornetto. Prima avrei voluto pubblicare altri 2 post parlando dei primi due film, cominciando questa settimana, e invece la Universal ha pensato di anticipare La Fine Del Mondo di quasi un mese senza dirmi niente.

Cosa ci voleva a farmi una telefonata per avvertirmi, così mi preparavo e li pubblicavo prima? Con tutti i soldi che ho speso per vedere le loro minchiate, mi sembra il minimo che potessero fare: “Oh, senti Chreddy, va che La Fine Del Mondo lo facciamo uscire a fine settembre e non a metà ottobre inoltrato, te lo diciamo così almeno scrivi tutti i post preparatori che ti pare.

Invece niente, nessuna telefonata, nessun avviso, nessuna mail, niente di niente, apro internet e vedo che il film è già in programmazione in quattro cinema in croce a orari assurdi.

Quindi, mi spiace per voi, ho deciso di racchiudere tutto insieme in un unico megapost, un po’ lunghetto, tagliando un po’ di roba che volevo scrivere e condensando il tutto, anche perché parlare de La Fine Del Mondo senza contestualizzarlo nella trilogia è un peccato e gli si fa un torto.

Non ci sono spoiler su questo film, come al solito, sui primi due è possibile che qualcosa mi scappi, ma tanto li avete sicuramente già visti.

La Trilogia del Cornetto

La Trilogia del Cornetto è un trittico di film scritti, insieme a , e diretti da .

Edgar Wright è uno che evidentemente è cresciuto a pane e cinema, qualsiasi cinema, e infatti lo conosce come le sue tasche. Per questo ha deciso che per fare film seri, che parlino di qualcosa, deve buttarsi sulle commedie di genere mettendoci dentro tutto quello che di cinema ha imparato. Praticamente Edgar Wright è ciò che sarei io se fossi un regista… nel senso che farei anche io così, non che sarei bravo come lui.

Edgar Wright

La Trilogia del Cornetto è composta da: L’Alba Dei Morti Dementi (prima e unica volta che uso il titolo italiano!), Hot Fuzz e La Fine Del Mondo.
È così chiamata perché in ogni film c’è  che mangia un Cornetto Algida, ma si sarebbe potuta chiamare in molti altri modi, visto che nei tre film sono vari i punti in comune e le situazioni che si ripetono, anche se ogni volta affrontate in modo diverso, ad esempio il salto delle staccionate che dividono i tipici giardini inglesi o la presenza fissa e centrale, quasi ossessiva, del Pub.
I protagonisti sono sempre Simon Pegg e Nick Frost, i loro duetti sono il vero cardine comico di tutta la trilogia.

Tutti e tre i film sono dedicati ad altrettanti generi cinematografici minori: horror, action e fantascienza perché, alla fine, sono gli unici in cui si può fare veramente satira giocando con i topos del genere. Wright è bravo a mantenersi su quel sottile filo tra omaggio d’amore spassionato e parodia costruita per dire qualcosa, fino a dissacrarli nelle loro punte più becere, ma sempre con rispetto.

In più è un ottimo regista, anche perché per far combattere Nick Frost in modo credibile bisogna conoscere bene il mezzo che si ha in mano.

Shaun Of The Dead

Shaun Of The Dead – 2004

Shaun è un trentenne senza ambizioni né pretese, tutto casa, lavoro e Winchester Pub. Convive con il suo migliore amico Ed, uno che non ha mai avuto voglia di crescere, trovarsi un lavoro e decidere di fare qualcosa della sua vita.
Liz, la ragazza di Shaun, è una stracciacazzi incredibile stufa della vita che fa Shaun e del Winchester Pub.
Solo che il Winchester diventa l’unica ancora di salvezza possibile quando Ed e Shaun si rendono conto che a Londra si è scatenata un’apocalisse Zombie e decidono di salvare tutti.

Shaun Of The Dead - Shaun

Ma quelli sono zombie?!

In questo film Wright critica ferocemente l’inerzia dei giovani inglesi che si accontentano di quello che hanno senza provare nemmeno a cambiare un virgola.
Ma c’è anche altro. L’omologazione della società e il luogo comune verso cui tutti convergono sono presi di peso da Zombi di , là era un centro commerciale mentre qui un più inglese Pub, segno che dalla fine degli anni ’70 agli inizi degli anni 2000 le cose non sono cambiate molto in entrambi i continenti.
Ma non è solo la metafora che è presa dal film di Romero, il film è infarcito di citazioni più o meno esplicite. Tanto per cominciare il titolo si rifà a quello originale di Zombi, Down Of The Dead, e la primissima scena del film in cui Shaun, appena sveglio, entra in campo camminando come uno zombie è identica alla primissima in quadratura di uno zombie in La Notte Dei Morti Viventi, sempre di Romero.
Ma le citazioni non sono puramente estetiche, Wright riesce a far proprie alcune delle sequenze più tipiche del genere e rielaborale per ottenere l’effetto che vuole, in questo caso comico. Ad esempio il montaggio veloce tipico del primo Sam Raimi, però applicato a cose ordinarie come prepararsi la colazione, o vestirsi.
Non mancano poi le strizzatine d’occhio ai maestri del genere, come John Carpenter e David Cronenberg.

Shaun Of The Dead è una continua sorpresa ed è pieno di scene da ricordare. Le mie preferite in assoluto, oltre al già citato salto delle staccionate, sono l’incontro tra il gruppo di superstiti, capeggiati da Shaun, e un altro gruppo a loro speculare che va dalla parte opposta, ognuna delle due comitive ha il suo bel piano per sfuggire all’orda di zombie; poi c’è quella mitica in cui Shaun e gli altri si fingono zombie per passare in mezzo alla masnada di morti viventi e raggiungere il Winchester Pub, scena poi copiata da altri film, tipo il pessimo Warm Bodies.

Shaun Of The Dead - Zombie

Walk lika a zombie

Infine, la migliore in assoluto, è quando Ed e Shaun si accorgono dell’apocalisse e decidono il piano per raccogliere la fidanzata di Shaun, la mamma di Shaun, uccidendo contestualmente il patrigno di Shaun che secondo lui è sicuramente diventato uno zombie (il mitico Bill Nighy), e finire con il bersi un thè in salotto belli tranquilli, o una bella birra al Winchester, in attesa che tutto passi e torni il sereno.

Il cornetto lo chiede Ed a Shaun all’inizio del film e le mangia sul divano mentre giocano ai videogiochi.

A mio avviso questo Shaun Of the Dead è decisamente superiore al più famoso Zombieland, sia per contenuti, che per idee e soprattutto per il coraggio nel rappresentare personaggi stupidi, a volte ottusi, perdenti, ma capaci di ribaltare le situazioni con colpi di genio… o di idiozia pura.
Non si perde nel solito finale buonista che accontenta tutti e vanifica quanto detto e fatto prima, anzi propone un estremo sacrificio finale in nome dell’amicizia, non dell’amore per una volta, perché l’amicizia viene prima di tutto e trascende la morte… letteralmente.

Hot Fuzz

Hot Fuzz – 2007

L’agente di polizia Nicholas Angel è ligio al dovere e alle regole. È il miglior agente di Londra, è quello che ha arrestato più criminali, elevato più contravvenzioni, ha partecipato a più corsi di aggiornamento e addestramento di tutti ed è pieno di encomi. È, ovviamente, la spina nel culo di un dipartimento che non riesce a stare al passo con lui, quindi, per salvare la faccia, viene trasferito nell’ameno paesino di Sanford a 250 chilometri da Londra e nel mezzo del nulla della campagna inglese.
Sembra che a Sanford non succeda mai niente, solo qualche incidente di tanto in tanto, ma Angel sospetta che gli incidenti siano collegati tra loro e, con l’aiuto del suo nuovo collega Danny Butterman, un tontolone appassionato di film action, comincia a grattare la patina di tranquillità dalla superficie di Sanford, rivelando il marcio che vi si nasconde sotto.

Hot Fuzz - Il tuffo sincronizzato

Il tuffo sincronizzato

Hot Fuzz è un film che gioca con la tipica commedia inglese degli equivoci e l’action spinto tipico dei film americani. Comincia in un modo e finisce in un altro.
Stavolta Wright si concentra sull’era dell’estetica ad ogni costo, l’apparire è più importante dell’essere e chi si oppone, beh, viene sacrificato in nome di un più alto e vuoto ideale.
Poi c’è tutto il contrasto tra la mentalità della grande città e quella provinciale del paese di periferia ubicato in culo ai lupi, cose che si ritrovano anche qui da noi.

Anche in questo film le citazioni si sprecano, a cominciare dal titolo composto da due parole che “in slang” significa “Sbirro Figo”, come i film che cita: si va da Die Hard, a Bad Boys, a Point Break, ripreso più volte, passando per Quei Bravi Ragazzi di  e tutto il bel cinema action degli anni ’90, fino a strizzare l’occhio al mitico Sergio Leone.

Hot Fuzz - Assalto al supermercato

Mani bene in vista

Le scene belle sono davvero tante, ma le mie preferite è l’ossessiva ripetitività della vestizione di Angel, diretta e montata come quando ci si prepara ai botti finali di un film d’azione, solo che invece che caricare mitra e agganciare bombe a mano, Angel si appunta distintivo, mette il cappello e controlla la penna.
Su tutti la lunghissima, esilarante ed esaltante sparatoria finale, dall’assalto al supermercato in tenuta da S.W.A.T., all’entrata nel pub in tuffo sincronizzato di Nicholas e Danny mentre sparano, fino a quando Danny riesce a ripete, finalmente, la sua scena preferita di Point Break : quella in cui , per non colpire , si gira e scarica la pistola sparando in alto mentre urla.

Stavolta il Cornetto lo mangia Danny durante una normale ronda di routine, mentre spacca le palle a Angel chiedendogli se ha mai partecipato ad una scena d’azione tipica di qualche film.

Hot Fuzz è arricchito dalle interpretazioni meravigliose di Jim Broadbent e del cattivissimo Timothy Dalton che ci sguazza in quel ruolo.

La Fine Del Mondo

La Fine Del Mondo – 2013

È il 1990 e Gary King è il Re di Newton Heaven. Con i suoi quattro amici tenta di battere il Golden Mile, ossia il miglio lungo cui sono dislocati i 12 pub della città, una pinta a pub dal pomeriggio all’alba, ha tutta la vita davanti, un futuro fatto di promesse e belle cose.
23 anni dopo Gary è ancora intrappolato in quella notte quando non è riuscito a completare il Golden Mile per soli 3 pub. Riunisce i suoi riluttanti amici, che intanto sono andati avanti e hanno vissuto le loro vite, per provarci una volta ancora.
Ma Newton Heaven non è la stessa che hanno lasciato, la Starbuckizzazione ha colpito anche i pub del paese, nessuno li riconosce più e Gary non è più il Re.

La Fine Del Mondo - Amici

Like a boss… and his goonies

La Fine Del Mondo è il film più malinconico e personale di tutta la trilogia, come è giusto che sia, in fondo sono quasi passati 10 anni dal primo film e anche Wright è maturato.
Si parla della globalizzazione sfrenata, dell’omologazione di cose, posti e persone per una vita più tranquilla, senza problemi, senza pretese. Wrigth confronta il punto di arrivo della vita dei cinque protagonisti con il punto di partenza, accennando per sommi capi a quello che c’è stato in mezzo, ma ponendo l’accenno su tutte le promesse che non sono state mantenute, le delusioni in mezzo a cui sono passati, le paure, i bulli, le ragazze e gli amori persi. Una specie di punto della situazione sulle cose che sono andate bene, date per scontate, e sulle cose andate male che causano i rimpianti e i rimorsi.

Lo fa con un film di fantascienza che pesca a piene mani da L’Invasione Degli Ultracorpi, Ultimatum Alla Terra, Il Mago Di Oz, Essi Vivono di Carpenter, fino allo  di Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo.

Di scene belle nel film ce ne sono tante anche qui. Dal colpo di genio che mostra la Starbuckizzazione dei pub, diventati tutti uguali tra loro, al primo combattimento in bagno che sembra uscito da uno dei migliori film di Jackie Chan. Magri a leggerlo così sembra una stronzata, ma sfido qualsiasi altro regista a far combattere 10 persone in un bagno 5×5 senza usare la Parkinson Camera nemmeno per mezzo secondo e facendoti sembrare Martin FreemanPaddy ConsidineEddie Marsan, Simon Pegg e Nick Frost gente che mena le mani davvero in quel modo.

La Fine Del Mondo - Birra

Fino a La Fine del Mondo, una pinta alla volta

Il confronto è ancora una volta tra quello che i protagonisti credono di essere e quello che sono veramente. Vogliono ricreare il loro passato e invece quella mitica nottata non c’è più, al suo posto c’è tutta una vita di compromessi e scelte sedimentate. Solo con la caduta dei freni inibitori, abbattuti a colpi di pinte di birra, riusciranno per un attimo a tornare quelli che erano una volta e ritrovare la libertà e il coraggio che avevano da giovani, ma, per quanto mitica, non gira tutto intorno a quella notte di 23 anni fa, quello è stato un episodio e in mezzo c’è stata tutta la vita.

Solo Wright ha il potere di insinuarti sottopelle queste cose facendoti scassare dal ridere. Ha un linguaggio coraggioso e sfacciato e, ancora una volta, se ne frega del finale buonista a tutti i costi, tutto ha un prezzo da pagare, figurarsi raggiunger il pub La Fine Del Mondo per bere il Sacro Graal dell’ultima puinta, in fondo a quel maledetto Golden Mile infestato da non si sa cosa.

Purtroppo questo film è il più debole dei tre, c’è una spiegazione finale di troppo e una risoluzione troppo facile, nonostante fino a quel momento sia effettivamente il migliore della trilogia.

Questa volta il cornetto non c’è. Rimane solo la carta che vola via soffiata dal vento. La Trilogia è finita.

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"