Breaking Bad

Un mesetto fa avevo scritto le mie prime impressioni su Breaking Bad.

Ero a metà della seconda stagione e mi sembra passata una vita, mi vedevo le puntate a 4 per volta, sono arrivato in pari e ho dovuto aspettare le ultime settimane per vedere l’agognato finalone.

Domenica scorsa Breaking Bad è finito. Ora è giusto che parli di questa serie, una delle migliori che abbia mai visto.

Non ci sono spoiler nel post, se volete spoilerare nei commenti mettete il tag [SPOILER] così chi passa e non ha ancora visto il finale non gli roviniamo la sorpresa.

Per quelli invece che arrivano sul blog con ricerche tipo: come cucinare metanfetamine; ingredienti per metanfetamine ecc… ecc…, vi assicuro che parlo solo del telefilm, non di come spacciare, non perdete nemmeno tempo a leggere.

Breaking Bad, per chi non lo sapesse, parla di Walter White, un onesto e mite insegnante di chimica, che, scoperto di avere il cancro ai polmoni, decide di mettersi in società con un suo ex-studente e spacciatore, Jesse Pinkman, per raccimolare un po’ di soldi per i suoi figli cucinando metanfetamine. Da quello a diventare un boss il passo è breve, ma la strada tortuosa. Walter e Jesse entrano in un gorgo che li trascina verso il basso e distruggono quanto di buono avevano nelle loro vite.

Breaking Bad - Walter White

Quando si dice che uno è portato per certe cose…

Non vado oltre per non rovinare la serie a nessuno, era solo per inquadrarla. Non è una serie perfetta, ma è la migliore serie che io abbia visto negli ultimi anni ed è diventata un punto di riferimento, un nastro azzurro, per tutte le serie Tv drammatiche che arriveranno dopo.
Per quanto mi riguarda non potrò più vedere un telefilm drammatico senza paragonarlo a Breaking Bad per tutta una serie di motivi che andrò a spiegare. Ma prima cominciamo dalle…

Breaking Bad - Cose brutte

Cose che non mi sono piaciute

Belle tutte le stagioni, non ne ho trovata una fuori posto, anche se alcune puntate sono un po’ pesanti, tipo quella tutta basata sulla mosca, per quanto gli ultimi secondi siano un assoluto capolavoro.
Però i brutti episodi ci sono in ogni telefilm, sono inevitabili, direi che sono fisiologici, uno se li aspetta e arrivano. Per fortuna di episodi brutti ce ne sono pochi e me ne ricordo ancora meno.

La cosa però che mi è piaciuta di meno è che, per tenere alta l’attenzione, usano troppo spesso il trucco delle cose che succedono contemporaneamente. Walter deve consegnare un carico di droga entro un’ora proprio mentre sua moglie sta partorendo e Jesse è irreperibile, giusto per fare un esempio.
Va benissimo, intendiamoci, ma, quando queste situazioni si ripetono più volte all’interno della stessa stagione, passano dal “può capitare” al “così però è forzato”. Come diceva Agatha Christie: “Due sono coincidenze, tre sono una certezza.
Avrei preferito avessero trovato altri espedienti per fomentare la tensione e invece ripiegano sempre su quello, in una forma o nell’altra. Peccato.

Altri difetti non ne ho trovati, sinceramente, quindi passiamo alle…

Breaking Bad - Cose belle

Che che mi sono piaciute

Potrei dire: “Tutto il resto“, ma non renderei giustizia alla serie, quindi vado a spiegare le cose che mi hanno fatto letteralmente adorare Breaking Bad.

Parto dalle cose più tecniche: la durata delle stagioni. Non finirò mai di ripeterlo, ma le serie Tv con 24 episodi a stagione sono assurde. Prima o poi gli sceneggiatori cominciano a inserire episodi riempitivi per portare le puntate al numero stabilito. Breaking Bad ne ha solo 7 nella prima, 13 nelle altre e 16 nell’ultima, divisa in due run da 8 puntate.
È perfetto, non c’è un episodio in più, né uno in meno. Non ti rompi le palle a vedere cose che non portano a niente o autoconclusive e, soprattutto, ti godi la storia.

Poi c’è la continuità. In Breaking Bad tra un episodio e l’altro, una stagione e l’altra, non passano mesi, ma poche ore, minuti o, addirittura, sono consequenziali. La seconda stagione inizia esattamente dove si era interrotta la prima. Gli unici balzi temporali in avanti di qualche mese si hanno solo nella quarta e quinta stagione, ma, in effetti, non succede niente di interessante in quell’arco di tempo e sono necessari per rendere credibile il tutto.
La cosa migliore è che nel primo episodio della prima stagione Walter compie 50 anni, nell’ultimo della quinta, ne compie 52. Il cerchio si chiude.

La cosa che però ho apprezzato di più in assoluto è il coinvolgimento, sia nel bene che nel male.

Mi era capitato poche volte di trovarmi ad odiare un personaggio, o sentirmi imbarazzato per lui/lei. Quando un qualcosa, come un film, una serie Tv, un libro o un videogioco, riesce a smuovermi i sentimenti è perché è di una qualità superiore. No, odiare il regista e lo sceneggiatore è troppo facile e non conta.

Breaking Bad - Heisenberg

… significa che è portato.

Breaking Bad ci è riuscito fin quasi da subito. Ha cominciato a mettermi addosso quell’ansia di quando sai che capiterà qualcosa di brutto e poi per fortuna non capita, poi ha cominciato a farmi tifare per Walt e detestare sua moglie, benché Walt fosse in torto marcio e lei fosse una persona normale che scopre che suo marito è tipo il più grande produttore di droga del sud degli Stati Uniti e del Messico.
Più di una volta mi sono trovato a dire: “Dai, Walter, basta cazzate, non te l’ha chiesto, perché devi metterti in ridicolo con ‘sta fregnaccia?“, ovviamente Walter non mi ha mai ascoltato…

Mi è piaciuto molto l’astensione degli autori nel dare giudizi di sorta sulle vicende, delegando la questione allo spettatore. È giusto? È sbagliato? Sta a noi capire e decidere se quello che Walter e Jesse fanno sia una giusta o sbagliata. Si possono capire le motivazioni, si possono avere i vari punti di vista sulla questione, ma la decisione morale di condannare oppure no gli atti dei protagonisti sta a noi.
Ovviamente una persona normale dovrebbe condannare tutte le scelte di Walt e Jesse, nonostante l’affetto e l’empatia che si crea, però, una volta che sono dentro e devono decidere tra la loro vita e quella dei loro nemici, qualcosa cambia e le decisioni morali vanno in contrasto con quelle logiche dettate dal buon senso comune.

Mi è piaciuto molta la forte impronta ironica, sarcastica, quasi cinica, della serie. Spesso è messa in atto contrapponendo musiche “allegre” su immagini brutali. Mi è piaciuta da morire la settima puntata della seconda stagione, forse la mia preferita in assoluto: Negro Y Azul. Si apre con un video musicale di una banda di 3 mariachi che cantano, in pieno stile narcorrido messicano, la scalata del boss gringo Heisenberg al cartello messicano.
Spettacolare!

Non è così semplice creare un tale coinvolgimento, bisogna innanzitutto saper scriver ei personaggi e i dialoghi. In Breaking Bad l’evoluzione di tutti i personaggi, persino quelli di contorno, è una roba da manuale di psicologia. Non c’è una volta in cui si dubita della credibilità, per quanto sia assurda la situazione, di quello che si vede e che succede.
Questa è la cosa che mi ha colpito più di tutte, non c’è un personaggio stereotipato, se non nel suo essere del New Messico, manco a pagarlo, in totale controtendenza con quanto si vede da altre parti, dove le caratterizzazioni sembrano elaborate da un computer su cui si seleziona il tipo che si vuole e tac, escono i dialoghi.

Però uno può essere bravo quanto vuole a scrivere, ma se non ha gli attori giusti il suo copione diventa carta straccia. La cosa migliore in assoluto sono proprio gli attori.

, Walter White, è semplicemente divino. Perfetto nella sua trasformazione da un Ned Flanders qualunque a uno senza scrupoli, capace delle peggiori efferatezze. Alla fine della serie risulta difficile pensare che Heisenberg e Walter siano la stessa persona. Dottor Jekyll e Mr Hyde calati nel mondo di Scarface.

, Jesse Pinkman, è anche lui davvero bravo nelle varie che attraversa durante tutta la serie. Soprattutto è bravo ad interpretare questo odio/amore nei confronti di Walter e la frustrazione dell’essere considerato solo un accessorio.

Breaking Bad - Il cast

Però non bastano solo i protagonisti a reggere una serie Tv, ci vogliono tutti i personaggi di contorno per renderla davvero grande, dal bravissimo , agente della DEA e cognato di Walter, ad , Skyler White la moglie scassaminkia, fino ai miei tre preferiti: , l’impassibile e agghiacciante boss Gus FringMike Ehrmantraut una specie di spaventoso Mr. Wolf tuttofare di tarantiniana memoria; per finire , l’avvocato d’accatto Saul Goodman che sembra uscito da un romanzo di Grisham, è il comic relief della serie per come parla e si atteggia, ma è quello che c’ha l’amico, conosce il tizio, fa la telefonata e, gira e rigira, salva sempre il culo a tutti. In assoluto il mio preferito.

Questa è la tara di Breaking Bad secondo me. Quello che ai miei occhi ne ha fatto delle migliori serie Tv che abbia visto negli ultimi anni.
Ha innegabilmente alzato l’asticella della qualità senza giocare sporco con tette al vento e sangue gratuito, ma con contenuti, una scrittura pressapoco perfetta e grandi interpretazioni che non avrebbero sfigurato al cinema.

Chapeu Mr. Heisenberg.

Vi lascio con un omaggio a Breaking Bad, non guardatelo se non avete visto tutte le stagioni, contiene spoiler.

Delle ultime puntate ne parliamo nei commenti, usa il tag [SPOILER] e dimmi che ne pensi, bitch!

 

 

Post precedente:

Breaking Bad, le mie prime impressioni

Tutti i telefilm di cui ho parlato:

Serie Tv

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"