Gravity

Dai primi trailer di Gravity dicevo: “Porca miseria, sembra bello, peccato che ci abbiano messo i soliti George Clooney e Sandra Bullock. Due facce meno note avrebbero reso molto di più.

Sì, perché fare un film con due astronauti persi nello spazio che hanno le facce di gente conosciuta ti fa calare un po’ l’immedesimazione e ti fa tenere a mente che stai vedendo un film.

Invece Alfonso Cuarón è riuscito nell’impossibile: fare un film che è l’essenza stessa del cinema e farti dimenticare che le facce che stai vedendo sono famose.

Di film dove un uomo, o una donna, o entrambi, rimangono da soli in un ambiente ostile e devono combattere per sopravvivere, ne sono pieni i cestoni della Coop del: “Tutto a 5 euro.”

Si va dalle montagne dopo un incidente aereo, all’oceano, al sepolto vivo, al deserto, persino alla cabina telefonica. Alcuni funzionano bene, altri male. Francamente sono molto di più i secondi che i primi.

Però tutti lavorano su ambienti e paure facilmente reperibili anche per noi gente normale.

Io, ad esempio, mi son cagato addosso durante la classica motorata nel deserto egiziano. Avete presente quella dove ti affittano i Quad tutti scassati e ti portano a fare un giro nel deserto e torni con la sabbia anche all’interno della scatola cranica?

Motorata

Poco prima dell’incubo

Ecco, il genio che ci ha portato a fare la motorata, ha pensato bene di farla nel deserto di notte. In quell’esperienza ho capito pienamente cosa significa “buio” e “cagarsi addosso dalla paura”. Nel deserto di notte non c’è luce, anche se c’è la luna, tutto intorno a te è buio pesto: non vedi dove vai, non vedi cosa c’è intorno, non vedi le buche, non vedi i precipizi, non vedi i sassi, non vedi una benemerita cippa di niente, vedi solo le lucine in lontananza di chi ti precede e basta. Certo i Quad hanno la luce anteriore, illumina per quasi dieci centimetri davanti a te, ma alla velocità a cui vai per non rimanere indietro, non bastano per evitare niente. Poi ci si aggiungono le palate di sabbia che arrivano in faccia, da cui ne deriva l’obbligo di tenere su gli occhiali da sole, e il gioco è fatto.
Come viaggiare a 80 all’ora nel nulla assoluto.

Motorata - Notte

Durante l’incubo

Poi le mie paure di essere caricato da un elefante o quella delle immersioni ve le racconto un’altra volta.

Una cosa che non potremmo mai provare, e che quindi non è che faccia davvero paura, è rimanere fuori nello spazio. I film visti fino ad ora la fanno sembrare un passeggiata, tanto ci sono le astronavi, o i razzetti sugli stivali, insomma, non è niente di preoccupante.

Bene, a colmare questo gap ci pensa  che, con suo figlio , decide di fare un film tutto ambientato a 600 chilometri dalla terra, come da qui a Roma per intenderci, in una ambiente, quello dello spazio, che non è fatto per l’uomo e nemmeno per tutti gli oggetti che l’uomo spedisce lassù.
All’inizio del film, per far capire quanto poco ospitale sia l’Universo, fa presente che non c’è aria e c’è una temperatura di -125°C. Poi per il resto della durata della pellicola mette in scena tutti gli altri svantaggi di quel posto: l’assenza di peso, l’assenza di attrito, l’assenza di appigli, l’assenza di comunicazioni, l’assenza di taxi per portarti indietro, l’assenza di speranza, la solitudine completa.

Gravity - La Paura

In foto: una situazione davvero di merda!

Di Cuarón avevo visto solo Harry Potter E Il Prigioniero Di Azkaban, il migliore di tutti, e, su poderosa insistenza di SisterDeathI Figli Degli Uomini. Di quest’ultimo, più che dal film in sé, ero rimasto colpito dalla regia di Cuarón, soprattutto dai lunghi e perfetti piani sequenza pieni di pathos e dalla maestria con cui aveva piegato gli effetti speciali al suo bisogno, tanto da far dimenticare all’istante il fatto che quelle scene usassero la CGI per essere messe in scena.

Gravity è quelle sequenze portate al limite, estremizzate, i lunghissimi piani sequenza vogliono portare lo spettatore ovunque, senza barriere e muri, fin dentro il casco dell’astronauta. Lo spettatore deve ansimare, avere il fiato corto, bruciare ossigeno in simbiosi con i protagonisti, senza speranza. Deve vedere con i loro occhi, entrare dentro i sentimenti dei protagonisti, per assaggiare quelle emozioni che non proverà mai in vita sua, non in quel modo, non con quella intensità, non in quell’ambiente.

Gravity - Sandra Bullock e George Clooney

Quando torniamo sulla Terra ti offro un caffè. Conosco un posto dove mi scambiano sempre per George Clooney

All’inizio avevo detto che ero convinto che  e  fossero completamente sbagliati per la parte e invece ci si dimentica di chi siano gli attori e si empatizza con gli esseri umani che cercano un appiglio, fluttuando nel nulla.

Cuarón, con Gravity, fa cinema nella sua essenza più pura, quella dello spettacolo visivo e dell’emozione viscerale, fa niente che probabilmente solo pochi minuti di film non siano in CGI, perché un film tanto “vero” non l’ho mai visto, persino in quelle che potrebbero essere delle assurdità.

Cuarón non si perde in pistolotti moralistici o drammoni esistenziali. Il passato tormentato non viene nemmeno usato per l’immedesimazione, ma solo per sottolineare una cosa: la vita va avanti. Sempre.
Certo ci vuole un 5% di culo e un 5% di intelligenza, ma ci vuole soprattutto un 90% di ottusa determinazione nel rimanere vivi, anche quando tutto sembra perduto, anche quando è più facile dire: “Vabbè, fa niente, chiudiamola qui, è stato un piacere, ma basta.

Gravity - Sandra Bullock

Qua è tutto bellissimo… se non me la fossi fatta tutta nella tuta…

Gravity è un film che prende alle viscere e fa vedere che un film, per essere un capolavoro, non deve per forza durare due ore, non deve per forza avere colpi di scena epocali, non deve per forza avere 6000 pagine di sceneggiatura e dialoghi brillanti, ma deve avere necessariamente le idee, la capacità di gestire il mezzo e il linguaggio cinematografico per immagini e trasformarle in emozioni, deve il coraggio di osare e qualcosa di cui parlare, anche se banale o scontato, come può essere la paura e la vita dell’uomo.

Gravity è da vedere assolutamente su uno schermo enorme, il più grande possibile, ed in 3D per immedesimarsi al massimo.

Il primo che viene a dire: “Eh, ma quella roba lì e impossibile perché nello spazio bla bla bla!“, beh, non ha capito un cazzo di ‘sto film.

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"