Lucca Comics And Games 2013

Mio fratello ieri si è lamentato che non ho scritto il post e soprattutto che è un po’ che non ne scrivo che fanno ridere.

Forse rimedio con questo post, almeno alla seconda lamentela, perché per la prima non ci posso fare niente, che la DeLorean con il Flusso Canalizzatore non me la posso permettere.

Sabato sono andato al Lucca Comics & Games. Non ci sarei dovuto andare quest’anno, ma per una serie di circostanze alla fine sabato ci ho fatto un salto. Un salto di quasi 300 kilometri. Campione del mondo di salto in lungo, chiunque tu sia, puppamelo!

Venerdì era festa. Mi alzo tardi, pubblico il bellissimo post della Sister sui film di Zombie, guardo il cellulare e c’era un messaggio della Paciu che mi chiedeva se sabato mi andava di andare a Lucca perché il suo fidanzato – nonché mio amico, nonché il nostro Amichevole Esegeta di Quartiere, Ultimate Jar Jar Binks – è finalmente riuscito ad entrare nel mondo del fumetto d’autore e ha disegnato questo bel libro, Uno In Diviso di cui vi parlerò più avanti, ed era là a firmare autografi, fare disegni e, insomma, dopo anni e anni dalla parte sfigata del banco, era finalmente dalla parte figa.

Lucca Comics And Games 2013 - Fabrizio

Fabrizio Dori, in arte Ultimate Jar Jar Binks, intento a personalizzare Uno In Diviso

Prima di risponderle se sì o no, ho preso il cellulare e ho controllato la distanza tra casa mia e Lucca. Google Maps indicava solo 209 chilometri, mi sembrava poco e si poteva fare. In realtà i chilometri sono 290, il che mi ha insegnato che mi devo lavare bene la faccia e gli occhi cisposi, bere il caffè, e solo dopo posso prendere decisioni coerenti e sensate.
Pieno di ignoranza ho chiamato la Paciu per dirle che ok, andavamo.
Prima di andare avanti dovete sapere che la Paciu ed io siamo legati da quell’amore/odio che tipicamente scorre in coppie tipo Batman e Joker, Superman e Lex Luthor, l’impiccato e il boia. L’unica cosa che ancora ci manca da stabilire è chi sia il buono e chi il cattivo. Secondo me il buono sono io… cioè, io non le ho mai chiesto di farsi circa 600 chilometri in un giorno per me, ad esempio.
L’ho chiamata per metterci d’accordo e lei, aspettandosi un vaffa, mi ha risposto al telefono: “Ciao Chreddy, sto già guardando per il frecciarossa…“, con quella vocina che è la versione Paciosa degli occhioni del Gatto con gli stivali di Shrek.
Io: “Ma no, dai andiamo, ti accompagno…
Lei, che in realtà non stava guardando gli orari del treno e, anzi, il computer manco ce l’aveva acceso: “Grazie mille, giuro che faccio la brava! Oh, ma domani pare diano pioggia a Lucca, però…“, vi risparmio il resto del dialogo che era per metterci d’accordo.

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Le bellezze di Lucca, tutte intente a nascondere l’ombrello che col cosplay non va bene

Siccome la Paciu non la ascolto mai, il mio rimedio anti-pioggia è stato: maglietta a maniche corte, felpone di cotone e cappellino. Alle 8 ero sotto casa sua pronto per partire.
Lei scende scalpitando, che siamo già in ritardo, e andiamo a fare colazione, benzina e con calmissima partiamo.

Per fortuna non c’era traffico per la strada, così solo 3 ore di viaggio dopo, cantando a squarciagola le canzoni dei cartoni animati, siamo arrivati a Lucca Ovest.
In autostrada c’erano i cartelloni luminosi che dicevano: “Attenzione! Code alle biglietterie del Lucca Comics & Games“.

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La coda della Morte… stava già cominciando a sgocciolare…

Usciamo dall’autostrada e cerchiamo parcheggio. Ovviamente è più facile e veloce vendere la macchina e ricomprarne un’altra per tornare indietro, visto che le macchine a Lucca in quei giorni sono parcheggiate tipo i Tetrini e le trovi anche sui balconi e sugli alberi. Ma noi milanesi troviamo parcheggio anche a Milano e se non c’è lo inventiamo, quindi a Lucca parcheggiare è una passeggiata di salute. Più o meno quella che ci siamo fatti da dove ho lasciato la macchina all’entrata.

La giornata era uggiosa e, mentre camminavamo spediti verso la città vecchia, mi riecheggiavano nella mente le parole della Paciu… domani pare diano pioggia… ioggia… oggia… ggia… gia… già che sono un coglione! è stata la risposta alla domanda della Paciu, armata di una specie di K-way di gomma molto trendy: “Ma non ti sei portato nemmeno un ombrellino? Sei proprio un pirla!

Finalmente arriviamo alle biglietterie. 80 chilometri di coda. Il Mondo in fila per prendere biglietto e braccialetto. Gli Steward che giravano con i cavalli e i cani per tenere compatto il gregge.
La Paciu ed io ci siamo guardati e abbiamo fatto La Mossa Kansas City: ci siamo prima infilati nella coda di quelli che avevano l’abbonamento, che era corta, poi fingendo di aver sbagliato, abbiamo scavallato quella giusta circuendo un povero steward di tipo 11 anni.

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La Mossa Kansas City per saltare le code, bambini, voi non fatelo a casa, rischiate gli schiaffi

Biglietto alla mano ci siamo messi i braccialetti, la Paciu così stretto che poi aveva le unghie blu, e ci siamo fiondati nel turbinante marasma di carne umana che affollava i vicoli di Lucca. Sono state stimate tra le 70 e le 100 mila persone sabato. Praticamente un concerto di Vasco infilato in delle stradine.

Una delle pubblicazioni più ricercate della fiera erano le cartine per orientarsi e trovare gli stand. Pare che l’organizzazione del Lucca Comics & Games le abbia stampate in tiratura limitatissima, tipo 10 copie in tutto, quindi chi le aveva era scortato da dei bodyguard per evitare tragedie.
Ho provato a offrire il mio corpo in cambio di una cartina, ma a quanto pare nessuno era interessato.
Comunque siamo riusciti ad arrivare allo stand dove Jar Jar, in arte Fabrizio Dori (clikka qui per il suo blog dove vedere i suoi lavori), era intento a disegnare e promuovere il libro, insieme all’altro autore.
Diciamo che vederlo lì, dietro il bancone, tutto impegnato a disegnare su una pila di libri già venduti è stata una bella sensazione.

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Una bella Biancaneve… che mi ha gentilmente mandato affanculo quando le ho chiesto: “Ma chi sei?”
Però con quel sorriso poteva mandarmi ovunque.

Mentre aspettavamo che finisse il turno ai disegni ho fotografato un po’ di cosplayer che mi passavano davanti. Almeno quelli che riconoscevo.
Chiedevo di fare la foto, loro si mettevano in posa tutti belli orgogliosi, poi chiedevo: “Scusa, ma chi saresti?
Vedere l’entusiasmo spegnersi sui loro volti e poi tentavano di spiegarmi, era davvero divertente.
Ora mi scuso ufficialmente con tutti, mi sentivo in vena di essere burlone. Grazie per non avermi menato.

Lucca Comics And Games 2013 - Wade

Wade Wilde è Constantine che si appizza una sigaretta con il fuoco infernale di Ghost Rider, meglio di così

Ho avuto l’occasione di incontrare due fan della pagina: Wade e Drella.
Abbiamo chiacchierato, mi hanno chiesto perché non mi era piaciuto l’ultimo Superman mettendomi in grossa difficoltà perché, sinceramente, il film non me lo ricordo più… poi abbiamo parlato dei fumetti che stanno scrivendo. Purtroppo il tempo è stato poco e mentre chiacchieravamo ha pure incominciato a piovigginare.

Lucca Comics And Games 2013 - Drella

Drella è Capitan Cold insieme a Sub Zero, strano facesse freddo a Lucca

Tempo di salutarli ed è esploso il diluvio universale.
Scene di panico, ambulanze, gente che correva ovunque, ombrelli aperti negli occhi di quelli accanto, cosplayer che si scioglievano, io protetto solo da una cazzo di felpa che facevo la fine di una spugna lanciata in mezzo al mare.

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Il grande Porco Rosso dal vivo. Il naso è vero!

Zuppi, un freddo porco bastardo, abbiamo cercato un posto dove mangiare, ma erano tutti presi d’assalto.
Forse avessimo citofonato nelle case della gente sarebbe stato più facile.

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Walter White aka Mr Heisenberg aka Matteo Bussotti regalava in giro le caramelle.
Io l’ho mangiata subito, dopo 4 ore mi son svegliato sulle mura, tutto nudo, chissà perché…

Alla fine abbiamo trovato un bar con un tavolino non occupato, abbiamo mangiato 2 focacce aspettando tipo 3 ore per essere serviti, che i proprietari continuavano a passare da tutti dicendo: “Scusate siamo solo in 2“. Ok, siete in 2, ma se invece di continuare a ripeterlo come un mantra, prendeste le ordinazioni sarebbe meglio.
Per fortuna aveva smesso di piovere.

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Due cosplayer della Piccola Fiammiferaia che mangiano al freddo e al gelo della pioggia lucchese

Finito di mangiare siamo usciti e ha ricominciato a piovere come prima.
Ero così bagnato che la sera a casa mi son dovuto togliere le alghe che mi erano cresciute sotto le ascelle.

Jar Jar è tornato al suo stand per la sessione di firme pomeridiana, mentre la Paciu ed io siamo andati a fare un giro, tanto lei ormai si era calmata.

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Da Nightmare before Christmas Sally e Jack Skeleton che fa il cosplay di Renato Zero con la parruccona bianca

L’assenza di cartine topografiche della zona è deleteria. Chiedendo informazioni abbiamo impiegato tipo un’ora a raggiungere lo stand della Panini circumnavigando tutta la cazzo di Lucca, quando alla fine abbiamo scoperto che era nella piazza accanto a quella di Jar Jar.

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Il Pinguino e Bat Girl allo stand della Panini, non c’è più religione!

Tra l’altro vorrei ringraziare i gentilissimi steward preposti alle entrate e alle uscite dei padiglioni. Non so se hanno fatto fare loro un corso di antipatia estrema o li hanno scelti stronzi apposta, ma erano veramente insopportabili.
A uno ho chiesto dove fosse il padiglione dei Games, lui: “Fuori dalle mura.
Ok, fuori dalle mura che, se non mi sbaglio, circondano la città: “Scusa, fuori dalle mura dove?
Lui, scazzato: “Fuori dalle mura a destra…
Io: “Sì, ma da qua come ci arrivo?
Lui, con quello sguardo vacuo, tipico del bovino adulto: “Allora da qua… vai verso le mura, esci e vai a destra.
Mavaccagare!

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Quando ho visto questa ragazzina, avrà avuto 14 anni, vestita da Lady Oscar, e non da qualche giapponesata moderna e irriconoscibile, mi son commosso.

Risultato non sono riuscito ad andare al padiglione dei games, anche perché ormai erano le 7, ero ancora bagnato e faceva freddo.
Siamo tornati a salutare Jar Jar e con la Paciu ci siamo rimessi in macchina per tornare a Milano a ritmo dei Metallica, Guns, Green Day, 883 e Caparezza, che di cartoni animati non ne potevamo più.

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Dal buio è spuntata fuori questa Lady Loki.
Ripresomi dall’infarto multiplo, le ho fatto una foto.

Lo so che direte che non ho parlato di niente del Lucca Cmics & Games. Che non ho parlato dei giochi, delle anteprime dei film, della gente che si ammazzava per Zerocalcare, del Farenz che prova l’Oculus Rift, dei Vips, dei fumetti, delle conferenze e di tutto il resto.
Ma queste cose le trovate su tutti gli altri siti in mille post diversi.

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Uno dei centoventordici mila Dottor Who in circolazione.
Con tutti quei Cacciaviti Sonici, però, non sono riusciti a non far piovere. A che servite? Mi chiedo io!

Io preferisco parlare dell’esperienza comune a tutti, del divertimento, della sifga della pioggia, dei cosplay divertenti, del fatto che dopo 20 anni c’è ancora un sacco di gente che si veste come Il Corvo, ma c’è ancora più gente che si veste come il Dottor Who, che se uno si volesse mettere a produrre giacche di tweed e papillon rossi diventerebbe ricco. E che ci sono quelli che vanno a queste manifestazioni solo per fare i buffoni.
Vorrei parlare del fatto che chi organizza l’evento, se solo ci ragionasse un attimo in più, tirerebbe fuori una fiera migliore degna della fama che ha, perché non è possibile che non si trovino cartine. Almeno istruissero gli steward a rispondere in modo umano a chi chiede le informazioni, invece di mettere ragazzi scazzatissimi che si disturbano a dirti: “Si entra dall’altra parte” invece di sbatterti in faccia un cartello scritto a penna da loro, guardandoti come se fossi l’uomo fatto di cacca.

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Finalmente due Cosplayer classici, Tew Willer e Zagor Tenai.
Indovinate dove è finita quella scure dopo che ho chiesto: “Ma da cosa siete vestiti?”

Vorrei parlare del fatto che la vera festa e la cosa bella di Lucca è la gente che ci va, che si diverte e che ti fa sentire un po’ sbagliato perché tu non hai il coraggio di farti il costume.
Vorrei parlare anche degli abitanti di Lucca che, nonostante la rottura di coglioni di avere 100000 esagitati vestiti da cartone animato in giro per la città, i posti auto occupati e gente accampata ovunque, un sorriso lo fanno a tutti e se chiedi un’indicazione, anche alle 8 di sera, te la danno senza fare facce strane e non sono nemmeno pagati, al contrario di quelli con la maglietta verde che invece le facce storte le fanno eccome.
Vorrei parlare del fatto che Lucca Comics & Games potrebbe essere molto più importante se solo fosse gestita ed organizzata con un pochino meno di mentalità italiana e più mentalità internazionale. Che forse, visto che decidono di fare le anteprime dei filmoni, investire in un cinema bello grande, sfruttabile tutto l’anno, non sarebbe una cattiva idea.
Magari tra un filmone e un’anteprima sbatterci dentro un bel festival del corto indipendente, che così qualche fan film possa avere più pubblico, invece di affidarsi solo a Youtube.

Lucca Comics & Games 2013 (1)

I mitici Cyborg 009, quando li ho visti ho avuto un deja-vu, ho pianto e ho chiesto di portarmi via con loro.
Ovviamente non l’hanno fatto.

Che forse sarebbe ora che i capannoni fossero organizzati meglio, così che chi ci va non sarebbe stipato dentro come una sardina e girerebbe e spenderebbe anche di più.
Se si organizzassero con i ristoranti per allestire posti dove mangiare, tutti sarebbero più comodi e rimarrebbe molta meno merda in giro da pulire dopo.
Il ritorno economico c’è, è innegabile, invece di incassare fino all’ultimo centesimo bisognerebbe investire qualcosina in più, magari in modo ragionato, così da attirare ancora più gente e farsi un nome decente anche all’estero e far diventare Lucca un festival irrinunciabile come ce ne sono altri in giro.

Oh, io lo farei, Lucca è bella e merita, sfruttarla per sfruttarla, almeno che sia sfruttata bene.

Lucca Comics & Games 2013 (15)

Il cosplay delle calze a rete… non ho capito da cosa erano vestite, quando l’ho chiesto mi hanno risposto: “Prooooooootttt!”

 

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"