Batman - Arkham Origins

Chi legge il blog lo sa che non sono un critico.
Cioè, non sono un “critico” nel senso di giornalista, perché per il resto critico la qualunque.

Intendo dire che quelle che scrivo sono spesso mie considerazioni personali, basate sui miei gusti e sui miei ragionamenti, giusti o sbagliati che siano, condivisibili o meno che siano.

Questo lo dico perché sto per parlare di un gioco che mi causa non pochi problemi quando lo metto nella PS3: Batman: Arkham Origins.
Ha preso i soliti votoni, tutti dicono che è bellissimo nonostante i grossi difetti.

Son d’accordo, eppure non riesce a piacermi e non riesco a divertirmi giocandolo.

Fare videogiochi tratti da fumetti, film e personaggi famosi è sempre stato un problema per gli sviluppatori e una tragedia per noi videogiocatori.
C’è qualche eccezione meritevole, ma si contano sulle dita di una mano.

Batman - Arkham Asylum

Il legnoso batman contro i legnosi scagnozzi del Joker

Poi sono arrivati i Rocksteady Studios e hanno tirato fuori dal cilindro il primo Batman: Arkham Asylum un gioco bellissimo, con delle meccaniche acerbe, ma molto interessanti, e che soprattutto rendeva pienamente giustizia all’uomo pipistrello.

Ovviamente il gioco è andato benissimo e la Warner Bros. Interactive ha voluto fortemente il secondo capitolo, sempre dai Rocksteady, Batman: Arkham City.

Batman - Arkham City

Il fluido Batman contro i fluidi scagnozzi del Joker

Batman: Arkham City è un gioco meraviglioso: una storia grandiosa, piena di pretesti credibili per inserire i nemici classici di Batman; le meccaniche del primo affinate e pienamente funzionali; il tentativo di riproporre tutte le sfaccettature di un personaggio difficile come Batman, anche se la parte da detective era un po’ semplicistica; espandeva in modo intelligente quanto di buono c’era nel primo gioco; un finale epico e commovente come se ne sono visti pochi, ma soprattutto coraggioso come non se ne vedono mai.
La parte migliore del gioco era sicuramente il divertimento che offriva. Avevi voglia di andare avanti, scoprire le cose, fare milliemila quest secondarie, svelare la storia, cercare e sbloccare i segreti.
Aveva anche qualche difettuccio, ma passava tutto in secondo piano, tanto che è diventato un gioco di culto imitato da altre produzioni.

Ovviamente Rocksteady, forti di quel successo, si sono messi al lavoro su un nuovo progetto supersegreto e Warner Bros. Interactive ha affidato a Warner Montreal il compito di sviluppare un altro sequel qualitativamente all’altezza di Batman: Arkham City.

Batman - Arkham Origins - Batman

Va che bel’om

Evidentemente alla Warner Montreal hanno capito male, perché si sono messi lì e in Batman: Arkham Origins hanno riproposto esattamente lo stesso identico gioco che era il predecessore, con piccole variazioni sul tema che, anche se bene accette, non cambiano la sostanza.

La storia è bella, davvero bella, purtroppo il senso di deja vu che accompagna il gioco è davvero tropo forte per farmela godere.
Se da una parte è divertente ritrovare una Gotham City non ancora trasformata in carcere, tipo la New York di 1997: Fuga Da New York, dall’altra si tratta di giocare nella stessa mappa del gioco precedente, leggermente ampliata, ma fondamentalmente quella.
Tutto il gioco è un susseguirsi di combattimenti e fasi stealth, come il predecessore, ma stavolta non c’è alcuna novità degna di nota, a parte un gadget e qualche omino particolare da menare, tipo quelli esperti di arti marziali che tengono testa a Batman.
Se si pensa che l’aggiunta più gradita nel gioco è potersi spostare in automatico da un quartiere all’altro, questo dovrebbe dare la tara del gioco che si ha in mano.

Fondamentalmente mi rendo conto che il problema sono io, anche perché il gioco è molto apprezzato e in effetti non è brutto.
Però non riesco a divertirmi, mi sembra di stare rigiocando all’Arkham City, ma con una storia diversa.
Non mi sembra si siano sforzati minimamente per inserire qualcosa di nuovo, eppure le idee le avevano, ma forse quello che è mancato è stato il coraggio di cambiare le cose.

Ad esempio le parti investigative sono state approfondite. Nei giochi precedenti funzionavano così: trova l’indizio e segui la traccia di sangue/impronte digitali.
In questo non ci si limita a cercare gli indizi, ma c’è una ricostruzione della scena del crimine che si può riavvolgere e mandare avanti e indietro a piacimento, in modo da poterla vedere da altre angolazioni per scovare altre cose. Però è tutto troppo guidato e segnalato, come a voler a tutti i costi non rendere troppo difficili le cose.
Invece sarebbe stato bello non trovare tutto subito, dover tornare più volte per cercare il tassello mancante o cose del genere. Insomma non puoi costringermi a indagare e a scovare delle cose segnalate da un indicatore enorme rosso. Che cazzo di indagine è così? Un’indagine a prova di imbecille, che non si sa mai a che bimbominkia capita in mano il gioco e poi va a lamentarsi sui forum che è troppo difficile.

Batman - Arkham Origins - Investigazioni

Indaga seguendo i triangolini rossi e blu, non vorrei che ti perdessi qualcosa

I combattimenti sono identici a quelli precedenti, imprecisioni comprese.
Nel gioco precedente si sbagliava anche per colpa di qualche piccolo bug, ma non si aveva mai quella sensazione di frustrazione che si ha quando è il gioco a non seguire i comandi.
Ora si sbaglia lo stesso, ma la frustrazione c’è. Tentando di alzare il livello di difficoltà hanno sminchiato un po’ il combattimento e la contromossa a volte va a vuoto, oppure non parte proprio, ad esempio. Lo sto giocando a difficile, come ho fatto con l’altro, ma sono più le volte che sbaglio per la risposta non tempestiva dei comandi, che non per miei errori.

Batman - Arkham Origins - Combattimento

un colpo al cerchio, uno alla botte e uno allo scagnozzo, daje che se menano… pure troppo se menano

Invece le fasi stealth sono uguali identiche, e il gadget nuovo che può appendere i nemici a distanza o fargli esplodere gli estintori addosso, stranamente non cambia di una virgola l’approccio.

Batman - Arkham Origins - Predatore

Non serve la visione da detective per scovare il senso di deja vù

La storia è l’unica cosa davvero bella e originale del gioco, il problema è che, per vederla, bisogna trovare la voglia di andare avanti, risolvere gli enigmi della trama principale e quelli secondari, che tanto facoltativi non sono, anche perché i secondari sbloccano abilità e gadget nuovi che servono per gli scontri.

Però anche qui si nota una certa pavidità del team di sviluppo che ha preferito non discostarsi troppo dal “classico” Batman inserendo ancora una volta, come cattivo principlae, il Joker. Per la terza volta c’è lui come nemesi, nonostante la pletora di nemici che potevano prenderne il posto.

Batman - Arkham Origins - Joker

Chi non muore si rivede!
Anche chi muore e poi fanno un prequel

Per inserire il Joker hanno dovuto fare un prequel e non un sequel, chi ha finito Arkham City sa perché, quindi c’è un Batman più giovane e meno scafato, con le cosce grosse come quelle di Seedorf, all’inizio della sua carriera.
La cosa è anche bella, ma appunto deriva da una costrizione di base che volendo si poteva anche evitare.

Sorvolo su tutti i bug, gli scatti, i blocchi, le compenetrazioni poligonali, il downgrade grafico, il mantello da cui spuntano gomiti e piedi, le texture spanate e tutte quelle cose che nel 2013, a fine ciclo vitale delle console, non sarebbero più accettabili.
Sorvolo perché non ho voglia di ingastrirmi per niente.

Insomma, il gioco è bello, chi ha apprezzato i precedenti apprezzerà anche questo, ma a me proprio non piace.
Quello che mi manca è l’innovazione, il fare qualcosa di nuovo, scoprire altre cose. Invece mi trovo a dover rifare tutto da capo per sbloccare ciò che avevo già nel gioco precedente, che ho giocato e rigiocato, ma senza il divertimento che l’altro gioco si portava dietro.

Ma questa mi rendo conto che è la solita politica del more of the same: al pubblico bovino piace sta minestra? Bene continuiamo a dargliela finché non si stufa.
Con questo atteggiamento esce un Fifa, un CoD, un PES ogni anno. Ora pure Batman ci si mette con la ripetizione.
È quello che poi continuo a ripetere sulle future console “next-gen”: voglio giocare a dei cazzo di giochi nuovi. Non voglio giocare a giochi vecchi con la grafica migliore e qualche aggiustatina a martellate qua e là.
Non me ne frega niente del contentino che mi danno con l’arma nuova, il nemico diverso e l’illusione ottica di uno scenario vastissimo.
Voglio giochi nuovi, concepiti per divertire e dare effettivamente un senso a tutta sta potenza di calcolo, che a me vedere i fantastilioni di poligoni che girano fluidi non frega niente, se non c’è qualcosa che mi spinga a farli girare.

Però, ripeto, questi sono problemi miei.

 

Tutti i videogiochi di cui abbiamo parlato:

100 colpi di Pad prima di andare a dormire

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"