1997 - Fuga Da New York

Oggi il Nuovo Cinema Amarcord non è per il solito Club Nostalgici, ma è dedicato totalmente ad una persona: Messer Satanasso.

Ebbene sì, Messere ha sempre lamentato di non conoscere, o di aver solo visto di sfuggita, i film fino ad oggi proiettati. Mentre noi a 7 anni ci massacravamo di Goonies, Voglia Di Vincere e Labyrinth, lui, indossato il basco sulle ventitré, si sedeva in poltrona e visionava Quarto Potere, Il Settimo Sigillo o una maratona di Stanley Kubrick, sorseggiando un bicchiere di brandy e fumando la sua amata pipa. Quando era di umore più ricreativo, chiamava gli amichetti del cortile e si vedeva Rambo1997: Fuga Da New York, o qualche altro film di una violenza esasperata, per poi aprire un cineforum e disquisirne amabilmente durante la merenda.

Oggi voglio rendere omaggio a Satanasso parlando proprio di 1997: Fuga Da New York… anche perché gli altri non li ho capiti.

1997: Fuga Da New York erano circa 20 anni che non lo vedevo.
L’ultima volta ero ancora in quell’età in cui mi sembrava una figata girare con una benda sull’occhio e i pantaloni mimetici aderenti, anche perché ero convinto che la combinazione fosse una calamita per le ragazze. Non è così.

1997 - Fuga Da New York - Kurt Russell

Il modello di uomo quando sei un teenager

Da ragazzino guardavo 1997: Fuga Da New York e venivo travolto dal carisma di Jena Plissken tralasciando tutto il contesto.
Oggi, invece, è stato proprio il contesto del film a lasciarmi completamente basito per come  è riuscito a fotografare i nostri tempi con circa trent’anni di anticipo. Un film che non ha perso un grammo del suo potere sarcastico, della sua critica e della sua attualità in tutto questo tempo.
Una delle poche volte in cui mi son trovato a vedere un film che reputavo bello e a pensare che fosse ancora meglio di quello che credevo. Non vorrei esagerare, di questi tempi, ma la parola capolavoro in questo caso non è sprecata.

La sceneggiatura del film era stata scritta da Carpenter a metà degli anni ’70 e poi rimaneggiata insieme a  inserendo il comic relief del tassista, , e il cattivissimo e disarmante finale.

1997 - Fuga Da New York - Ernest Borgnine

Quanto hai detto che costa la corsa?!

1997: Fuga Da New York è caratterizzato da una totale sfiducia nelle istituzioni costituite. L’America era ancora scossa e si sentiva ancora tradita dallo scandalo Watergate che aveva mostrato la fallibilità del loro presidente e la corruzione del governo. Non era niente di nuovo, ma mai lo schiaffo era stato così forte come allora, tanto che la parola Watergate divenne di uso comune e il suffisso Gate è diventato sinonimo di scandalo, anche se il significato della parola è totalmente diverso.

In questo contesto va inserito 1997: Fuga Da New York, oltre al fatto che negli anni ’70 il crimine, negli Stati Uniti, aveva raggiunto apici insostenibili.
Il film racconta che nel futuro 1988, per allora visto che il film è del 1981, la criminalità ha raggiunto il 400%. Così le istituzioni decidono di sacrificare New York trasformando Manhattan in un carcere a cielo aperto e circondandola da un muro alto 15 metri. I criminali vengono sbattuti lì dentro e abbandonati a loro stessi, senza cibo né acqua.
Uno di questi criminali è Jena Plissken, , catturato dopo una rapina in una banca federale. Jena è stato un agente speciale dell’esercito specializzato in incursioni impossibili.
Caso vuole che, contemporaneamente all’arrivo di Plissken, il Presidente degli Stati Uniti, , è attaccato da un gruppo di terroristi nella sua stessa fortezza volante: l’Air Force One ed è costretto a lanciarsi con un guscio di salvataggio proprio sopra Manhattan, poco prima dello schianto dell’aereo.
Jena così viene costretto da Hauk, l’ultima interpretazione di , ad andare a recuperare il presidente entro 24 ore, in cambio della sua stessa vita e di una ripulita alla sua fedina penale.

1997 - Fuga Da New York - Lee Van Cleef

Devo chiamarti Jena?

Comincia così una corsa contro il tempo dal ritmo serratissimo in cui Jena Plissken si trova a vagare per una New York cupa e distrutta in cui non sorge mai il sole, nonostante le 24 ore trascorse.
Una New York i cui abitanti sono regrediti allo stato primitivo, come i Pazzi che vivono nelle fogne e mangiano carne umana.
Quelli che hanno conservato la loro parvenza di umanità sono tutti soggiogati al Duca, , per paura o convenienza.

Ogni cosa nel film è cinica e pessimista. A cominciare dall’inizio, quando Jena viene portato, ammanettato, per la prima volta sull’isola della Statua della Libertà, centro nevralgico del carcere di Manhattan, una voce lo istruisce su cosa deve fare, informandolo anche della possibilità di farsi uccidere e cremare sul posto, in alternativa al trasferimento oltre le mura.

1997 - Fuga Da New York - Il Presidente

Dear Mr. President

In 1997: Fuga Da New York la vita umana conta pochissimo, tutti sono pedine da giocare e sacrificare sulla scacchiera di un fantomatico bene superiore, che non si sa bene cosa sia, ma si sa che deve esserci perché tutto non può essere fatto per niente.

Jena deve trovare il Presidente entro un limite di tempo, altrimenti le bombe che ha nel collo gli squarciano le arterie e muore, perché oltre quel limite di tempo non serve più.
Il Presidente deve tornare, con la cassetta, prima della fine della conferenza, altrimenti anche lui diventa inutile. Anzi, l’importante è proprio la cassetta, non il presidente stesso, infatti non ha nemmeno il nome, è solo Presidente. La persona non conta.
Mente, è utile al Duca perché ha la mappa delle mine sui ponti di collegamento tra Manhattan e l’esterno, ma una volta che la consegna anche lui non serve più.

1997 - Fuga Da New York - I Pazzi

Siamo tutti pazzi quaggiù…

Con 1997: Fuga Da New York Carpenter consegna alla storia del cinema uno dei personaggi più carismatici, beffardi e cinici di sempre: Jena Plissken: benda sull’occhio sinistro, pantaloni mimetici aderenti, maglietta senza maniche e armi. Gran parte del successo del personaggio va a , perfetto nel tratteggiare il ruolo dell’antieroe disilluso e disincantato, costretto da cause di forza maggiore a compiere una missione suicida in cui non crede, perché non crede proprio nelle istituzioni che è chiamato a salvare. Jena, infatti, è un ex soldato speciale passato dall’altra parte della barricata diventando un pericoloso criminale e, soprattutto, una leggenda.
Per tutto il film c’è un inside joke in cui, chiunque conosca Jena Plissken, pensa che sia morto: il personaggio è ispirato ad un vecchio compagno di università di Carpenter, tale Plissken detto Snake, che ad un certo punto venne erroneamente dato per morto.
Il ruolo di Jena Plissken sarebbe dovuto essere, alla stesura della prima sceneggiatura nel ’76, di Clint Eastwood, ma poi il film venne messo nel cassetto e solo al momento di girarlo davvero, nel 1981, venne scelto Kurt Russell, dopo che Charles Bronson e Tommy Lee Jones vennero scartati, dando il via ad un sodalizio che durò per altri 3 film insieme.

John Carpenter e Kurt Russell

Abbiamo fatto il cinema, bitches!

È curioso che il nome in lingua originale di Jena fosse, appunto, Snake, cambiato per problemi di doppiaggio. Jena/Snake Plissken infatti ha un cobra tatuato sullo stomaco, però il nome italiano Jena non sfigura rispetto all’originale Snake, e ormai noi lo amiamo così, benché i due animali abbiano caratteristiche comportamentali diverse, nel nostro immaginario, entrambi si adattano perfettamente alla figura di Plissken.

1997 - Fuga Da New York - Snake Plissken

Call me Snake!

Una delle scene che mi era rimasta più impressa del film, e che mi ricordavo bene, è quella alla fine del film in cui Jena/Snake consegna il Presidente e l’importantissima cassetta a Hauke, come da accordi, ma la cassetta non è quella giusta. Così, mentre il Presidente fa una figura di merda mondiale con gli altri potentissimi capi di stato, Jena/Snake, da subdolo bastardo qual è, si allontana distruggendo quella vera con un sorriso beffardo sulla faccia. Lui la missione l’ha compiuta, ma non si è piegato a fare il gioco dei potenti e, anzi, si è preso la sua rivincita sul mondo intero.

1997 - Fuga Da New York - New York

Cartoline dall’inferno del futuro

1997: Fuga Da New York è costato, all’epoca, solo 6 milioni di dollari, ma cambiò il modo di fare fantascienza, spostandola dallo spazio profondo fin sulla terra, in un futuro distopico e senza speranza, buio, con una notte perenne, disperato.
Il basso budget non permise a Carpenter né di girare a New York, il film è interamente girato a St. Louis in una zona industriale distrutta da un gigantesco incendio, né di utilizzare veramente il computer per le scene in wireframe degli elicotteri che sorvolano New York. Quelle scene vennero disegnate a mano, come un cartone animato, ma tutt’oggi sembrano davvero riprese al computer e danno quell’aspetto futuristico alla pellicola.

1997 - Fuga Da New York - Wireframe

Il computer a mano libera

Nel film, come effetti speciali sulle scenografie, per ricreare i fondali newyorkesi, c’era un giovane e ancora sconosciuto James Cameron.
Il film ebbe un successo strepitoso incassando, alla fine, 25 milioni di dollari e dando origine a tutta una serie di cloni di serie B e ad un sequel/remake, sempre di Carpenter, nel 1996: Fuga Da Los Angeles.

1997: Fuga Da New York è un film molto importante che ha influenzato non solo il cinema, ma proprio la concezione di fantascienza e le citazioni ad esso non si contano. Ad esempio, Hideo Kojima ha basato tutta la saga di Metal Gear Solid attingendo a piene mani proprio da 1997, partendo dai nomi, fino all’ambientazione di alcuni capitoli. Il protagonista si chiama Solid Snake; il secondo capitolo della saga, Sons Of Liberty, comincia con Snake impegnato in una missione per salvare il Presidente degli Stati Uniti e, tutto il gioco, è ambientato nella baia di New York.

1997 - Fuga Da New York - Jena Plissken

Metal Gear Solid Snake/Jena Plissken

Anche l’idea alla base del secondo videogioco dedicato a Batman, Batman: Arkham City, è presa pari pari da 1997: Fuga Da New York, solo che lì è Gotham City ad essere trasformata in un carcere a cielo aperto.

Anche  ha omaggiato il film con il personaggio di , Elle Driver, che ha una benda sull’occhio sinistro e il suo nome in codice è California Mountain Snake.
Giusto per citarne alcune.

Insomma, 1997: Fuga Da New York è un film che, come il vino buono, è invecchiato bene, acquisendo valore con gli anni.
Consiglio a tutti di rivederlo oggi perché non ha perso smalto e, anzi, è migliore di molti altri film più blasonati.

A parte le battute iniziali del post, sono molto grato a Messer Satanasso di avermi rotto le scatole fino a farmi rivedere il film.
Se anche voi, del Club Nostalgici, avete film da consigliare per la rubrica, non esitate a farlo.

 

 

Tutti i film del Club Nostalgici:

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"