Italiani

Ci sono tre cose di cui assolutamente non parlo: calcio, religione e politica… anzi quattro se si considera che non parlo di Guillermo del Toro con DDD.

Ma a parte del Toro, delle altre non ne parlo mai perché si finisce sempre per litigare. A parte il calcio che non ne parlo perché non ci capisco niente.

Quindi quello di oggi non è assolutamente un post politico, ma un post di mie considerazioni personali sull’immagine che hanno di noi italiani all’estero.

Premetto che entreranno nel discorso dei personaggi politici che, sicuramente, hanno contribuito fortemente alla creazione di questa immagine, ma non voglio parlare di quello. Quindi vi chiedo per favore di non cominciare diatribe e sterili litigi sulla politica, i politici, i partiti, i complotti, gli alieni, Adam Kadmon, i Templari, i Rettiliani e tutto il resto.

Una volta noi italiano eravamo i simpatici guasconi che gesticolvano, amavano morbosamente la mamma, avevano i baffoni neri, mangiavano solo mozzarella, spaghetti e pizza, suonavano il mandolino e facevano bene all’amore.

A parte l’ultimo punto, io mi ci ritrovo abbastanza.

Però nel mondo la nostra immagine è radicalmente cambiata da un po’ di anni a questa parte.
Ma mica di poco.

Succede così che “Berlusoni”, appunto, diventi un modo di dire per gli americani.
Come nella puntata 21 della prima stagione di New Girl.

Per i non anglofoni riporto la traduzione:

Jess: Tra qualche minuto arriverà Sarah, quindi comportatevi bene.
Nick: Chi e’ Sarah?
Jess: La figlia di Russell, quindi… niente parolacce con la C o con la P. Anzi, niente parolacce tra la B e la S, nessuna parolaccia in assoluto. E non portare a casa ragazze minorenni, Berlusconi.
NIck: Ehi, sei ingiusta! La ragazza con cui sto uscendo e’ molto matura e interessante.

Quindi Berlusconi è diventato sinonimo di uno più che va con le minorenni.

Senza contare alcuni exploit del nostro amatissimo ex primo ministro con i vari altri potenti: le corna fatte durante la foto di gruppo come a scuola, il BUH! alla Merkel nascosto dietro una colonna, il “Mishter Obama, mishter Obama, Aim mishter Berlusconi“, hanno svelato al monto che, più che simpatici guasconi che gesticolano, siamo dei simpatici coglionazzi pronti a fare gli scherzi nei momenti meno opportuni. Meno opportuni in tutti i sensi possibili e immaginabili.

Ma andiamo avanti.

Nella puntata 3 della quarta stagione di 30 Rock succede questo.

Traduco:

Ragazzi… sono cosi’ eccitata, ho già messo il mio costume!
Lo riconoscete?
Sono un senatrice italiana!

Ecco, le nostre senatrici vanno tutte in giro in bikini.
Però non mi pare che noi abbiamo senatrici fatte a forma di quella bionda lì, le nostre non credo che appartengano nemmeno alla stessa specie, e di certo non vorrei vederle in bikini.

Però il sottotesto della battuta rimane… mignotte a rappresentarci.

Un altro esempio è in How I Met Your Mother (E Alla Fine Arriva Mamma) nella puntata 23 dell’ottava stagione.

Questa è inutile tradurla perché ci sono i sottotitoli, comunque parlavano di un vecchio puff rosso che Ted vorrebbe che Lily e Marshall portassero nel loro trasferimento a Roma.

In questa stagione poi ci sono un sacco di battute, su noi italiani. Tipo che Marshall si immagina di vivere all’italiana facendo la pasta in casa tutto il giorno, oppure che Lily si immagina che Marshall, prese le abitudini italiane, giri sempre in Vespa e la tradisca con altre donne, abbandonando la famiglia.

Poi, settimana scorsa, in una puntata dei Simpson ecco cosa dicono.

Questa scuola è più corrotta del parlamento italiano.
Come se il nostro parlamento fosse il nastro azzurro della corruzione e al mondo non ci fosse altro di più corrotto.

Ora voi direte: “Ma ‘sti cazzo di americani non possono guardare quello che hanno in casa?!

Vero. Ma il punto non è stabilire se è il bue che sta dando del cornuto all’asino, perché anche noi ne abbiamo da dire un sacco e una sporta su chi abita nel pianerottolo di fronte a noi, figurarsi sui paesi esteri. Dai luoghi comuni non c’è scampo per nessuno… ecco forse i canadesi sono gli unici che non saprei sfottere.

Il punto è che queste battute, inserite in show a diffusione nazionale (e mondiale anche se agli americani non frega se all’estero vengono visti), vuol dire che sono perfettamente comprensibili per tutti.
Non mi venite a dire che è propaganda per affossarci e tutti gli altri dietrologismi, perché mi pare non ci sia niente di inventato in ciò che avete visto.
Quelle cose non sono nate dagli show, sono dei fatti trasformati in sketch e battute.
Quello è ciò che facciamo vedere di noi e non me ne frega niente se non siamo noi direttamente a dare quell’immagine. La gente che la dà è la gente che abbiamo scelto noi quando siamo stati chiamati a fare quella roba noiosa che si chiama elezione.

Il problema però è che un popolo è identificato con chi lo rappresenta. Non per altro, ma perché la nostra faccia all’estero è per forza quella esposta dalle persone che eleggiamo e che ci rappresentano, nelle occasioni più o meno importanti, davanti ad altri eletti dal popolo di altri stati.
Nel senso, nessun australiano verrà da me, o da qualunque altro italiano, a capire come siamo fatti e cosa pensiamo veramente, ma guarderà la televisione che in un servizio farà vedere il nostro capo di stato che fa le scoregge con l’ascella durante un discorso all’ONU.

Come ho detto all’inizio non voglio sindacare sull’operato di nessuno, su quanto ha fatto di giusto e su quanto ha fatto di sbagliato e bla bla bla. Non mi interessa.

La situazione nel nostro paese è tragica. Ma perché dobbiamo farcelo dire dagli altri?
Perché non possiamo arrivarci da soli? Perché i film e i telefilm con dentro la denuncia non ce li facciamo da soli?

Una volta lo facevamo. I vari Fantozzi, i vari film con Alberto Sordi, quelli di e con Carlo Verdone erano film di denuncia. Facevano ridere, ma fotografavano noi italiani e il nostro paese così com’era. Tendevano a farci aprire gli occhi.
Oggi Zalone ha incassato quasi 40 milioni di euro con il suo film. Come si diceva nei commenti di un altro post, Zalone non è stupido, sfotte la gente che ride delle sue battute. Purtroppo è inserito in un contesto assolutamente innocuo, che non graffia, che non colpisce dove dovrebbe colpire, che non sveglia nessuno e non apre gli occhi sul fatto che il Belpaese è morto da un po’.
Eppure potrebbe, eccome se potrebbe.

Anche perché quando qualcuno all’estero ci sbatte in faccia come siamo fatti davvero, i giornalisti si indignano, dicono peste e corna di quei telefilm, cominciano a sparare merda su tutti per sminuire le battute, attaccano chi ci attacca, quando in realtà dovrebbero dire: “Signori, questa gente ha ragione ed è solo colpa nostra.

Lo so, che è un discorso un po’ sterile e qualunquista e so anche che, se qualcuno lo leggerà, poi nasceranno liti e flame. Ma alla fine chissenefotte, parliamone, sentiamo che cosa abbiamo da dire, non attacchiamo chi ci attacca, ma prendiamo spunto per fare un po’ di sana e doverosa autocritica.
Cerchiamo di sentire un po’ di orgoglio nazionale non solo quando l’Italia gioca a pallone, ma anche quando veniamo presi a sberle.
So anche che questo misero blog non lascia il tempo che trova, ma so anche che sono, stranamente, seguito da persone intelligenti, molto più di me, capaci di intavolare una discussione decente, anche se alla fine non cambierà di una virgola la situazione attuale, anche se è comodo dire: “Eh, ma io che cosa ci posso fare?

Che poi, un minimo di speranza per noi e la nostra immagine c’è.

Nel nuovo spot americano della Fiat 500 L fanno vedere che viene fornita una famiglia italiana insieme alla macchina. Dai e dai anche i due americani diventano italiani, travolti dai nostri luoghi comuni.

Lo spot alla fine non vende la macchina, ma lo stile italiano, quello è famoso e rinomato che ancora, nonostante tutto, ci viene riconosciuto. Comprando la macchina le persone comprano il nostro stile, vincente e sicuramente migliore del loro.

In pratica è la nostra personalità quella vincente, non quella scialba e omologata degli americani.

Probabilmente siamo solo ottimi venditori di automobili, quando una volta eravamo santi, geni, poeti e viaggiatori, ma porca miseria, un po’ di orgoglio e un po’ di palle dovremmo averli ancora da qualche parte, cerchiamoli e tiriamoli un po’ fuori.

Scusate lo sfogo, da domani si ricomincia a cazzeggiare.

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"