I Predatori Dell'Arca Perduta

Ho sentito il boato del Club Nostalgici appena hanno letto il titolo del post e visto la locandina.

Quindi bando alle ciance, il Nuovo Cinema Amarcord inizia subito, che oggi c’è uno dei miei film preferiti, tipo… di sempre.

È il 1981, al cinema sta ancora spopolando L’Impero Colpisce Ancora e il cinema, in generale, sta mostrando l’estrema schizofrenia del decennio che si è appena aperto.

Da una parte c’è un film pessimista, duro, disilluso, disincantato come 1997 – Fuga Da New York, con un antieroe, sfiduciato e irriverente, per protagonista come Jena Plissken; dall’altro c’è un film d’avventura leggero e disimpegnato che non vuole parlare della corruzione e della debolezza delle istituzioni, ma solo omaggiare un certo tipo di intrattenimento come I Predatori Dell’Arca Perduta, con protagonista un eroe vero come Indiana Jones.

I Predatori Dell'Arca Perduta - Idolo d'Oro

Ok, vediamo di cambiare la storia del cinema…

Entrambi i film hanno fatto storia. Entambi i film hanno creato un personaggio memorabile che è entrato nell’immaginario collettivo. Entrambi i film rappresentano una delle due facce della stessa medaglia: un oscura e pessimista, l’altra solare e, se vogliamo, ingenuamente conformista.

L’idea per il film e per il personaggio venne in mente a  nel 1977, proprio quando il suo Guerre Stellari stava distruggendo i botteghini di tutto il mondo.
Ne parlò con  che in quel periodo era in fotta per girare un film a là James Bond.
Ci vollero ben 4 anni per definire il progetto e trovare dei produttori disposti a spendere 20 milioni di dollari. Alla fine Michael Eisner della Paramount acconsentì a sganciare i soldi, che poi divennero 22.

I Predatori Dell'Arca Perduta - Indiana Jones

Mi chiamo Jones, Indiana Jones

Intanto Lucas e Spielberg assoldarono lo sceneggiatore, loro amico,  che trasformò la loro storia in una sceneggiatura compiuta.
Ma non fu facile mettere insieme tutte le tessere di un puzzle che non si sapeva nemmeno che disegno dovesse avere.
Lucas e Spielberg non avevano alcuna intenzione di muovere critiche o parlare di niente di importante. Il loro unico obiettivo era fare un film che racchiudesse quello che piaceva a loro, che fosse un omaggio ai romanzi d’avventura pulp degli anni 30, agli sceneggiati cinematografici della Republic Pictures e che riportasse al cinema l’intrattenimento semplice e divertente, l’avventura più pura e misteriosa che aveva accompagnato le loro vite e che li aveva spinti a dedicarsi a quello che facevano.

I Predatori Dell'Arca Perduta - Tom Selleck

Magnum P.I. Jones

All’inizio Indiana Jones si sarebbe dovuto chiamare Indiana Smith. Il nome veniva dal cane di Lucas, cosa poi riportata anche in Indiana Jones E L’Ultima Crociata in una sorta di meta-citazione, ma Spielberg non gradiva il suono del nome Smith e decise di cambiarlo in più musicale Jones.
Anche la scelta dell’attore non fu semplice: Lucas voleva Tom Selleck, ma Spielberg preferiva , che però era già apparso in quasi tutti i film di Lucas precedenti.
Alla fine Sellek dovette rinunciare perché aveva firmato un contratto in esclusiva per Magnum P.I. e così, dopo aver vagliato una serie di altri attori poco idonei, Spielberg l’ebbe vinta e Harrison Ford diede il suo sorriso sbieco a Indiana Jones.

Così nacque il mito.

I Predatori Dell'Arca Perduta - Marion

Indiana Jones!

Il film si apre su una delle mille avventure di Indiana Jones, impegnato nel recupero di un idolo d’oro da un tempio Inca pieno di trappole mortali.
Fin da subito Spielberg decide di caratterizzare il personaggio: è un uomo d’azione, è intelligente e soprattutto è generoso e lavora per un bene superiore, non per se stesso, al contrario di Jena. Lui vuole l’idolo per esporlo in un museo, per permettere a tutti di goderne, non vuole ricchezza.
A contrapporsi a Indiana Jones c’è subito il cattivo del film, la sua nemesi, il perfido e senza scrupoli René Belloq (ma sarebbe dovuto essere Giancarlo Giannini se solo avesse saputo l’inglese), avido archeologo che invece tiene solo al profitto personale.

I Predatori Dell'Arca Perduta - Belloq e Indiana Jones

E così sarei la tua nemesi… tzé! Sei tu la mia…

Stacco e Indiana Jones è anche un professore universitario di archeologia che fa sciogliere le studentesse e che è incaricato dal governo degli Stati Uniti di recuperare nientemeno che l’Arca dell’Alleanza prima che lo facciano i nazisti aiutati da Belloq.

I Predatori Dell'Arca Perduta - Toth

Hail, che male!

Qua si vede la maestria di Lucas, Kasdan e Spielberg nel costruire sia il personaggio principale, sia i “cattivi”. Non c’è modo di sbagliarsi, ci sono i buoni, il buono, e i cattivi. C’è il bianco e il nero. C’è un pericolo che rischia di distruggere il mondo e gettare l’inferno in terra e c’è un baluardo dell’umanità che si fa in quattro per evitare che questo destino si compia.
I nazisti nel cinema sono, insieme ai russi, i cattivi per eccellenza e qui sono ancora più odiosi e pericolosi. Loro si stanno preparando per la Seconda Guerra Mondiale, ma i protagonisti del film non lo sanno perché è solo il 1936, ricorrendo alle arti arcane, non alle armi solite, ma a qualcosa da cui non ci si può difendere in modo convenzionale, si può solo impedire che ne entrino in possesso.

I Predatori Dell'Arca Perduta - Professor Jones

E questa è una lavagna…

Incomincia così una caccia al tesoro che porta Indiana Jones ad attraversare mezzo mondo alla ricerca di uno dei misteri più famosi della storia dell’uomo.
Però, la qualità principale di Indiana Jones, è che è sì un eroe quasi senza macchia e senza paura, però è anche un uomo “comune” che fatica, che suda, che si fa male e sanguina, che un po’ ce la fa per le sue abilità, un po’ per una certa dose di culo. Tutto questo serve a costruire il pathos e l’epica di questo genere di cinema.
Non c’è un momento del film in cui ci si annoi e non c’è un momento in cui ci si possa distrarre, perché sullo schermo c’è un rutilante susseguirsi rutilante di avvenimenti.
Fino al finale in cui Belloq, con i nazisti, apre l’Arca scatenando forze paranormali, fantasmi di non si sa bene chi anche se l’origine ebrea di Spielberg un indizio può darlo, che li uccidono tutti. Muoiono per avidità e fame di potere, Belloq compreso che si scioglie come cera, mentre Indy e Marion si salvano… non guardando. Loro rifuggono la curiosità, loro lavorano per un bene superiore.
La scena finale de I Predatori Dell’Arca Perduta rimase un mistero anche per Spielberg. Avrebbe funzionato? Non poteva saperlo perché, benché fosse stata scritta e programmata, gli effetti speciali dell’epoca erano molto lenti e potevano essere fatti solo una volta avuto il girato della scena da integrare. Ci vollero quattro mesi dalla fine delle riprese per capire se il climax de I Predatori Dell’Arca Perduta avrebbe rovinato il film o lo avrebbe chiuso in bellezza. Per fortuna è andata bene.

I Predatori Dell'Arca Perduta - L'Arca Dell'Alleanza

Signò, gliel’appoggio qui?!

Tutto I Predatori Dell’Arca Perduta è una continua citazione di qualcos’altro. Ad esempio la sequenza iniziale si fa a due avventure di Paperon De’ Paperoni scritte da Carl BarksZio Paperone E Le Sette Città Di Cibola del 1954 e Zio Paperone E L’Oro Di Pizarro del 1959.
Ma non solo, la sequenza iniziale del film è un montaggio di almeno 30 film d’avventura girati tra il 1919 e il 1973, come ha mostrato questo solerte youtuber.

Anche la sequenza finale dell’Arca stipata nel capannone è un omaggio al finale di Quarto Potere di  del 1941.

Senza contare i continui rimandi alle precedenti pellicole di Lucas, come la scritta sull’idrovolante che Indiana Jones usa per scappare dagli indios, OB-CPO, che starebbe per Obi-Wan Kenobi e C-3PO; e i geroglifici, nella camera dei serpenti, raffiguranti C-3PO e R2-D2.

I Predatori Dell'Arca Perduta - Geroglifici

Gli antichi geroglifici con i Robot…

I Predatori Dell’Arca Perduta ridefinì il concetto di avventura, riportando in auge un modo di fare film più schietto e sincero, ingenuo, senza troppi sottotesti, che non si presta a letture fuorvianti, se non quelle esplicitate fin dall’inizio.
È la sintesi perfetta del cinema di Spielberg e di Lucas di quegli anni che poi ha figliato un sacco di film che sono finiti in questa rubrica.

Io lo vidi, ovviamente, per la prima volta alle elementari e ne fui subìto rapito. Decisi che da grande avrei fatto l’archeologo, pensando che per farlo bastasse la giacca di pelle, il Fedora e una frusta.
Quando poi, crescendo, capii che avrei dovuto studiare come un dannato e che l’archeologo sta 15 ore ore sotto il sole con un pennellino in mano a spostare sabbia, invece di lanciarsi in improbabili ed emozionarnti avventure, un po’ mi passò la scimmia di diventarlo.

I Predatori Dell'Arca Perduta - Masso

Just like a Rolling Stone…

Le mie scene preferite de I Predatori Dell’Arca Perduta sono molte e la maggior parte è comune a tutti.
Prima è tutta la parte dell’idolo, dalla sostituzione con il sacchetto di sabbia, alla fuga dal masso che rotola, che poi è entrata nella storia.

I Predatori Dell'Arca Perduta - Marion e Indiana Jones

Ero ancora una bambina…

C’è la terza entrata in scena di Indiana Jones, quella con Marion Ravenwood. Lei riordina il locale e si staglia la sagoma gigantesca di Indy sul muro. Marion, senza girarsi, guarda l’inconfondibile ombra, si gira e dice: “Indiana Jones…“. Piccolo aneddoto, se si fanno i conti con la differenza di età tra i due, Indiana Jones e Marion hanno avuto una liaison quando lei era minorenne. La cosa doveva essere più esplicita secondo Lucas, ma poi lo convinsero che forse era meglio di no, però lei, comunque, nel film dice: “Ero ancora una bambina!

I Predatori Dell'Arca Perduta - Sciabolatore

Togliti di mezzo che devo correre in bagno!

Ovviamente c’è l’uccisione dell’uomo che fa il buffone con la sciabola nella piazza, con Indy che gli spara con aria di sufficienza. Ormai lo sanno anche i sassi, ma la scena prevedeva una scazzottata al mercato con Indy che si difendeva dallo sciabolatore usando la frusta. Il problema era che tutti soffrivano di una infezione intestinale e non riuscivano a stare per più di 5 minuti lontano dal gabinetto. Alla fine, per tagliare corto, Harrison Ford propose di sparare direttamente, senza menare nessuno, e lascena entrò nel mito.

I Predatori Dell'Arca Perduta - Sallah

No, i datteri ti fanno venire la cacarella!

Una sequenza che mi ha sempre colpito molto è quella dove Sallah, salva Indy prendendo al volo il dattero avvelenato dopo aver visto morire la scimmia nazista.
Non ho mai capito davvero come mai questa scena mi sia sempre piaciuta, forse perché semplicemente Spielberg a quei tempi era il più grande mago del mondo.

Poi ovviamente ci sono tutte quelle scene d’azione pura dove parte l’inconfondibile musica di John Williams e, porca miseria, ti monta dentro un’adrenalina che ti scendono le lacrime e hai voglia di lanciarti dalla finestra appeso a una frusta di cuoio…

I Predatori Dell’Arca Perduta è un film che è entrato così radicalmente nella cultura popolare che è impossibile che non venga citato ovunque e in ogni situazione.
Anche una delle migliori serie di videogiochi degli ultimi anni, Uncharted, parte da lì ed è un gigantesco omaggio alla saga di Indiana Jones.

I Predatori Dell'Arca Perduta - Finale

Mi sento mica tanto bene…

Ora, però, le note dolenti.

Nella quarta puntata della settima stagione di The Big Bang Theory, intitolata The Raiders MinimizationAmy Farrah Fowler, rovina a tutti il film facendo notare a Sheldon, che Indiana Jones nel film è del tutto ininfluente.

The Big Bang Theory - I Predatori Dell'Arca Perduta

Sheldon la prende bene…

Se non ci fosse stato lui i nazisti sarebbero lo stesso entrati in possesso dell’arca, l’avrebbero aperta e sarebbero morti.
Indiana Jones in effetti li rallenta e basta, ma per il resto non fa assolutamente niente che cambi la storia di un solo millimetro da come effettivamente va. Anche il finale, con l’Arca archiviata nel magazzino, in realtà è una sconfitta per Indy perché lui avrebbe voluto che finisse in un museo per essere studiata.

I Predatori Dell'Arca Perduta - Azione

Datemi un cappello, una frusta e una giacca di pelle e poi trascinatemi in capo al mondo

Questa è la dimostrazione che un film è un risultato maggiore della somma delle singole parti.
L’alchimia creata ne I Predatori Dell’Arca Perduta, da storia, sceneggiatura, regia, interpretazioni, musiche, attori, scenografie e tutto quello che volete metterci, è una cosa irripetibile e, anche con i suoi difetti, meravigliosa.

Anche oggi il Nuovo Cinema Amarcord chiude, ma ci vediamo settimana prossima.

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"