Alien

Oggi, per il piacere del Club Nostalgici, al Nuovo Cinema Amarcord si parla di un altro personaggio che è entrato nell’immaginario collettivo e di un altro film che ha fatto scuola dettando i dogmi per rivoluzionare i film di fantascienza.

Dopo Jena Pliskeen, Indiana Jones è la volta della bella e androgina Ellen Ripley, protagonista di Alien.

Accomodatevi che comincia il film.

Sono gli anni ’70 e la fantascienza cinematografica sta vivendo un nuovo e tumultuoso periodo d’oro.

Tutti si affannano a fare film di fantascienza. George Lucas nel 1977 tira fuori dal cilindro il primo, indimenticabile Guerre Stellari, camuffando il fantasy da fantascienza e mettendoci dentro l’avventura.
Il successo è strepitoso e va oltre ogni più rosea aspettativa, anche di Lucas stesso.

Alien - Space

Esplorando lo spazio

La Disney, due anni dopo, prova a bissare il successo del film di Lucas producendo The Black Hole, una fantascienza sempre avventurosa, ma dai profondi risvolti morali sulla scienza e sui limiti umani.
Anche la Universal prova a battere la strada portando al cinema una serie che aveva spopolato in Tv un decennio prima: Star Trek. Questa volta la fantascienza, sempre avventurosa, si veste della rigorosità scientifica, rendendo plausibile un futuro di viaggi ed esplorazioni spaziali.

Nello stesso anno di questi film, il 1979, esce un altro film di fantascienza, ma, a differenza delle altre produzioni, ha un’anima horror, nel senso più letterale e sanguigno del termine, molto marcata: Alien.

Il regista è il quarantaduenne, semisconosciuto, Ridley Scott. Fino ad allora Scott aveva diretto solo episodi di serie Tv e un film di ambientazione storica, tratto da un libro di Joseph Conrad, che riscosse un grande successo di critica: I Duellanti (1977).

Nel ’79 Scott si mette dietro la macchina da presa per girare, stavolta, un film di fantascienza, scritto da Dan O’Bannon, che si distacchi completamente da quanto fatto fino a quel momento.

Alien è un film che abbandona completamente la fantascienza classica, fatta di belle astronavi tutte bianche, lucide, asettiche e trasferisce l’azione dentro un’astronave, da trasporto minerali, sporca e malandata, la Nostromo.

Alien - Aspetta

Aspetta il tuo turno, ciccio

L’interno della Nostromo è claustrofobico, buio, fatto di sale macchine, corridoi di metallo arrugginito, magazzini, sbuffi di fumo e cunicoli. Le uniche stanze che sembrano pulite, ma non immacolate, sono la sala mensa e l’infermeria.
L’unico vero ambiente che richiama i film di fantascienza fatti fino a quel momento è la stanza del computer centrale, Mother, tutta bianca e piena di led. È quando si entra nella stanza di Mother che ci si accorge di essere davvero su un’astronave e non su una nave mercantile.

A bordo della Nostromo non c’è il classico equipaggio vestito con le divise stirate e avvenieristiche, ma c’è una ciurma di cinque uomini e due donne sudati, sporchi, che non hanno niente di militare, se non un vago ordine gerarchico e qualche ruolo da rispettare.

Alien - Ciurma

Diversamente astronauti

Tutto in Alien è costruito e diretto per portare disagio allo spettatore e distruggere l’illusione di un futuro pulito e luminoso, d’altronde la guerra in Vietnam era finita solo quattro anni prima, nel 1975.
Scott è evidentemente influenzato da Conrad – scrittore di Cuore Di Tenebra da cui, sempre nel ’79,  trae Apocalypse Now – infatti oltre a I Duellanti prende anche i nomi delle due astronavi del film: la Nostromo, tratto dall’omonimo romanzo ambientato su una nave di minerali, e la Narcissus, preso invece da Il Negro Del “Narciso” che parla di un uomo che ospita la Morte sulla sua barca.

Alien l’ho visto per la prima volta che ero già grandicello. Quello che mi colpì maggiormente la prima volta fu, oltre l’ambientazione, anche quel senso di ineluttabilità della morte. L’angoscia dell’essere braccati, non solo a livello fisico, ma anche mentale.
Tutto in Alien è subdolo e implacabile.

Alien - Testa

Subdolo e implacabile

Subdola è la missione. Mentre la Nostromo sta tornando sulla terra dal pianeta Thedus, ad un certo punto intercetta una comunicazione di emergenza da un satellite di un pianeta sconosciuto.
Verso la fine del film si scoprirà che l’SOS intercettato era una finta e che la Compagnia aveva dato la direttiva di recuperare l’alieno e portarlo sulla terra.

È subdolo il nemico. L’alieno è un mistero e non si capisce con chi si ha a che fare fino a quando ormai è troppo tardi.

Si comincia con delle strane uova aliene da cui salta fuori un parassita, il Facehugger, che si aggancia alla faccia della preda per deporre un embrione al suo interno.

Alien - Facehugger

Il caldo abbraccio del Facehugger

L’embrione si sviluppa nel corpo ospite formandosi e fondendosi con il suo DNA per creare il predatore perfetto per la specie da attaccare.
A quel punto l’embrione si fa strada attraverso l’esterno uccidendo l’ospite incubatore e sviluppandosi e crescendo velocemente. A quel punto per le altre prede non c’è più niente da fare, se non sperare di riuscire a scappare.
Il predatore, lo Xenomorpho, è una macchina di morte perfetta: forte, veloce, resistente, inarrestabile e con il sangue acido. Anche da morto è pericoloso.

È subdolo anche un membro dell’equipaggio, l’ufficiale scientifico Ash interpretato da , che rivela la sua natura di androide ed esplicita il suo doppio gioco, anche qui, quando ormai è troppo tardi.
A fronteggiare lo Xenomorpho c’è l’equipaggio della Nostromo, un manipolo di persone totalmente impreparate ad affrontare quello che li sta uccidendo uno a uno.

Alien - Kane

Qualcuno prenda il Malox, presto!

La scena simbolo del film è forse quella in cui Kane, si sente male durante una cena e il petto gli esplode liberando un piccolo Xenomorpho, il tutto davanti agli occhi atterriti e impotenti dei suoi compagni.
Una leggenda vuole che a parte Scott, Hurt e la troupe, nessuno degli attori sapesse cosa avrebbero girato, così da mostrare delle reazioni vere.
In realtà fu solo il primo ciack che andò così, mentre per gli altri erano ovviamente preparati allo spettacolo.

Alien - Cucciolo

È un bel maschietto

Questa scena mi colpì molto all’epoca per la sua crudezza, ma quella che mi impressionò di più fu quella in cui Parker, , e Ripley, , affrontano Ash uccidendolo e lui comincia a spruzzare il sangue bianco in giro, con tutti quei tubi molli che gli uscivano dal corpo. Davvero impressionate, ancora oggi non riesco a guardarla senza una punta di fastidio.

Alien - Ash

Basta latte… per favore…
(Unica battuta non volgare o disgustosa che mi è venuta in mente)

Mentre credo che derivi da Alien il mio odio per i gatti, visto che, in diverse scene, per cercare quel fottutissimo gatto Jones, la gente, in un crescendo di tensione insostenibile scandito dai richimi: “Jooones, Jooooones…” finisce per morire male. Molto male.

Il film fu un successo strepitoso nel 1979, costato solo 11 milioni se ne portò a casa ben 103, di cui 79 milioni nei soli Stati Uniti.

Alien - Xenomorpho

Avesto papà Giger

Il successo di Alien però è imprescindibile dal lavoro artistico di H. R. Giger per quanto riguarda le scenografie e il design dello Xenomorpho. Senza la visionarietà di Giger Alien non sarebbe Alien.

Nel film c’è anche un po’ di Italia, perché Carlo Rambaldi si occupò di costruire la testa dello Xenomorpho che venne usata per i primi piani, dove si vede l’Innerjaws, la bocca interna, che scatta fuori all’improvviso.

Alien - Inner Jaws

Due bocche son meglio di una

Alien è invecchiato bene, anche se qua e là si notano delle ingenuità dovute, per lo più, al basso budget. Parlo ad esempio della scena in cui Dallas, si infila in un cunicolo con il lanciafiamme, ma viene colto di sorpresa dallo Xenomorpho. All’epoca non lo notai e la scena mi spaventò, oggi, rivedendolo, ho notato di quanto sia lenta e di come si noti che l’alieno non si lanci addosso a Dallas, ma allunghi solo le braccia verso la macchina da presa. Piccole inezie che fanno sentire quanto il tempo passi e quanto gli effetti speciali si siano evoluti in modo esponenziale in questi 34 anni. Poteva andare peggio.

Alien

Abbracciamo ciccio!

Alien, come dicevo, fu un successo mostruoso, soprattutto per essere un film di genere, cupo e angosciante, e lanciò Sigurney Weaver come attrice e sex symbol facendo leva sul suo fascino androgino, con un fisico, un carattere e una forza abbastanza lontano dallo stereotipo femminile dell’epoca. Soprattutto, Scott, O’Bannon e , con Alien, ebbero il merito di mettere, per la prima volta in assoluto, al centro di un film di fantascienza/horror, una donna che non fosse in pericolo, la bella principessa da salvare dal solito macho di turno, ma un’eroina indipendente e determinata che si salva da sola e distrugge la minaccia in modo autonomo. Il ruolo della donna nella fantascienza passava da tappezzeria ed escamotage per creare tensione e dare uno scopo al film, il mostro deve essere sconfitto per salvare la bella fidanzata del protagonista, ad unico baluardo per la distruzione della minaccia e la salvezza di sé stessa… e di quel fottuto gatto.

Alien - Ripley e Jones

La bella Ripley e quel fottutissimo Jones…

Alien rimane uno dei miei film preferiti in assoluto, tutte le volte lo rivedo volentieri e tutte le volte noto quanto fosse “avanti” per i tempi, nonostante la tecnologia fosse un forte freno per realizzare tutto quello che Scott aveva in mente.

Alien - Ripley

E lo sappiamo tutti cosa aveva in mente Scott…

Dei seguiti ne parlerò in una delle prossime puntate del Nuovo Cinema Amarcord… o meglio, parlerò dell’unico seguito di cui valga la pena dire qualcosa.

 

 

Tutti i film del Club Nostalgici:

Nuovo Cinema Amarcord

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"