A casa da solo

Ieri il post è saltato per motivi tecnici non dipendenti dalla mia volontà.
Oggi ci sarebbe dovuto essere il post su Don Jon, come avevo promesso, ma tra nebbia della morte, gente che si rincoglionisce di botto quando si mette alla guida e non c’è il sole e manifestanti Milano è praticamente bloccata e quindi il cinema non sono proprio riuscito a raggiungerlo.
Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me.
Prima che ci ripensassi l’ultima frase era una bestemmia.

Ho anche altri post abbastanza nerd in cantiere, ma li sto finendo e settimana prossima ne posterò qualcuno.

Quindi oggi, ahi voi, vi tocca uno di quei post sulle mie cose private che vi fanno tanto ridere.
Giusto per la cronaca, Don Jon lo vado a vedere nei prossimi giorni, quindi ne riparliamo a breve.

Come forse già sapete sono tornato single.
Apro parentesi: se qualcuna ci volesse provare giuro che non oppongo resistenza, sono abbastanza pulito, quasi autosufficiente, centro la tazza quando faccio la pipì, schiaccio il dentifricio dal fondo e tiro sempre giù l’asse del water. Sono disponibile a trasferte e posso fornire lettera di raccomandazioni della mia ex.
Chiusa parentesi.

Dicevo che da qualche mese mi trovo ad affrontare la vita da single con tutti i pro e i contro. Soprattutto i contro.
Dei miei problemi a fare la spesa da solo ne ho già parlato, solo che ho scoperto cose nuove. Tipo che comprare la carta igienica è una roba difficilissima per chi vuole risparmiare. Mi sono accorto che passo le ore a fare conti complicatissimi per capire se è più conveniente il pacco da 4 rotoloni maxi, oppure quello da 8 rotoli normali. Ma roba che devo fare equazioni assurde sulle lavagne per capire il costo a strappo.
Senza contare che poi ci sono variabili insensate, ad esempio: perché quella con i rotoli schiacciati per risparmiare spazio costa di più?
L’ultima volta pensavo di aver fatto l’affare e invece a casa ho scoperto che con quella che ho preso ci potevo scartavetrare anche il cemento. Quindi anche il fattore morbidezza conta e deve entrare nell’equazione come variabile.

Comunque gestire la casa da solo è difficile, molto difficile se non si è abituati.
Prima, convivendo, ci dividevamo i compiti a metà ed era piacevole: lei cucinava e io mangiavo. Lei stirava e io sceglievo i film da vedere mentre lo faceva. Lei puliva tutto e io stavo attento a non sporcare.

Ora da solo devo fare tutto io ed è davvero un problema. Soprattutto dal momento che mi sono accorto di essere vittima di inquietanti manifestazioni paranormali.

Quando siamo andati a convivere, ebbri di buoni propositi, le prime volte che andavamo a fare la spesa stavamo super attenti al prezzo di tutto. Sono quelle cose che si fanno quando ci si crede ancora. Tra le altre cose comprammo un rotolo di cellophane trasparente. Era una sotto sotto marca che costava pochissimo, ma tanto le pellicole trasparenti sono tutte uguali, pensavamo. Col cazzo.
Questo rotolo l’hanno progettato e prodotto gli alieni. Ha il potere di arrovogliarsi su se stesso in modo irreversibile quando lo svolgi, però quando ci avvolgi gli alimenti perde ogni potere adesivo rimanendo sempre floscio, si strappa, si restringe, mi fa generare delle bestemmie fortissime e, dopo 6 anni, non è ancora finito. No, davvero, in 6 anni non sono ancora riuscito a consumarlo tutto. Ho il sospetto che la notte si rigeneri.
Siccome ho paura a buttarlo, sai mai che decida di vendicarsi e soffochi nel sonno, per consumalo ci avvolgo qualsiasi cosa, anche i piatti puliti prima di metterli via.
Mi ci sono fatto anche un pigiama con quel cellophane, una sudata che non vi dico, eppure non accenna a diminuire.
La notte mi sogno di comprarmi una costosissima pellicola di marca, di quelle che finiscono in 2 o 3 giorni al massimo.

Sempre rimanendo in tema di manifestazioni sovrannaturali, vorrei porre l’attenzione sull’annoso problema degli Spazi Mutanti.
Ho un cassettone in cucina in cui ci sono le pentole e uno per le padelle. Sono larghi e profondi, sono fatti apposta per contenere tutto.
Quindi, come è possibile che prendo una pentola, faccio la pasta, mangio, lavo la pentola, la metto ad asciugare, provo a rimetterla via e non ci sta più?
Come è possibile che quei fottuti cassetti non si chiudano? E dire che applico tutta la mia esperienza di giocatore di Tetris, eppure non riesco mai a rimettere via le cose come erano al primo colpo. Tutte le volte li devo svuotare completamente e riempire di nuovo sistemando tutto.
Ora ho applicato un metodo scientifico: l’ultima volta che ho sistemato tutto ho fatto le foto, così so esattamente dove va ogni cosa.

Però la pellicola trasparente e gli Spazi Mutanti della casa non sono il solo problema che devo affrontare. Un altro è la lavatrice.

Appurato che farsi la doccia con addosso i vestiti non è un buon modo per ottimizzare i tempi e i consumi, esci che puzzi come prima e i vestiti non vengono comunque belli puliti, bisogna comunque affrontare prima o poi la lavatrice.

La prima volta che ho fatto la lavatrice ho sbagliato e ho invertito l’ammorbidente con l’anticalcare, mettendoli uno nella vaschetta dell’altro. Siccome poi è impossibile recuperarli, e soprattutto è impossibile separare i liquidi una volta miscelati, ho fatto partire la lavatrice lo stesso. Non ho paura di niente.
Durante il lavaggio mi sembrava facesse più rumore del solito, però non essendo scoppiata non mi sono preoccupato più di tanto.
Alla fine dell’ennesima, rumorosissima centrifuga, faccio per spegnere quella macchina infernale e mi accorgo che il rumore era dovuto al fatto che mi ero dimenticato di abbassare i giri, lasciando la manopola su Velocità Smodata.
Ho aperto l’oblò e mi sono trovo una sfera perfetta, del diametro di 20 centimetri e del peso di circa 7 o 8 kg, fatta di vestiti. Erano talmente compressi tra loro da essere diventati una palla completamente lucida.
Mi sono dovuto armare di pinze e piede di porco per riuscire a rilassare quel bolo di tessuto e riuscire a stendere.

Lavatrice

I miei calzini…

Ma ecco il fenomeno paranormale in agguato: dove sono finiti i calzini?
Perché ogni volta mi trovo delle calze spaiate?
Secondo me nel cestello, quando faccio partire la lavatrice, si attiva un Portale Spaziotemporale verso la Quinta Dimensione Blu che risucchia i calzini.
No davvero, io faccio partire la lavatrice e su un altro mondo comincia a piovere la mia biancheria. Son convinto che ci deve essere una qualche specie di razza aliena, da qualche parte nel Multiverso, che gira con su i miei calzini spaiati e le mutande che non trovo più.

Però imparare a lavare gli indumenti non è che il primo passo. Il secondo è stirare.
Stirare non è difficile, la cosa difficile è riuscire a sopportare il dolore… oppure cercare di evitarlo.
Ad esempio è meglio non infilare la mano nella manica della camicia, per tenerla tesa e senza pieghette, se ci si vuole passare sopra con il ferro rovente e il vapore sparato al massimo. Poi i vicini si lamentano delle urla.
Anche puntare la base del ferro da stiro verso la faccia per vedere se fa vapore non è una buona idea. Il problema, oltre al dolore, è che ci vuole un po’ prima che ritorni la vista. Per fortuna l’istinto di conservazione ci fa togliere il dito dal pulsante del vapore prima che gli occhi comincino a bollire assumendo la forma e la consistenza dei ravioli cinesi.
Una cosa che mi fa impazzire è che quando si stirano le lenzuola. In punta al ferro, si formano sempre le grinzettine del cazzo e non fai in tempo a fermarti che ci passi su imprimendole indelibilmente sul tessuto. Le prime volte avevo delle lenzuola stirate che erano più spiegazzate di quelle non stirate.
Se fossi ricco mi ricomprerei tutto ogni volta che mi devo cambiare, invece di lavare e stirare.
Però ho scoperto che mi piace il look trasandato, quello un po’ sgualcito à la Tenente Colombo… così il ferro ora è lì a prendere polvere.

Poi ci sono tutti quei piccoli fenomeni incontrollabili.
Inezie tipo quando cade una cosa e finisce sotto il divano, proprio nel buco nero che ogni tanto si apre lì sotto. Mi abbasso a cercarla e non c’è più. Sposto il divano e non trovo niente. Solo polvere. Perché la polvere non finisce da sola nel buco nero?
Oppure lo zucchero: controllo che ci sia, sia nel barattolo che nella confezione in credenza, vado a fare la spesa, torno, ceno, mi faccio il caffè e lo zucchero è sparito nel nulla. Non ce n’è più nel barattolo e la confezione si è volatilizzata, tutto rubato dai Troll mangia zucchero. E allora mi tocca grattare il fondo del barattolo e bere il caffè mezzo amaro.
O gli infarti che mi prendo quando entro in bagno e si attiva il Gled, quello con la fotocellula. Il genio che l’ha inventato ha pensato bene di far passare qualche secondo da quando mi rileva a quando spruzza. Quindi entro, la fotocellula si attiva e, quando sono girato di spalle, fa quel verso tipo puma all’attacco. Mi giro di scatto spaventato dal rumore e lui PFFFFF! spruzza il profumo. Una volta mi è parso pure di sentirlo ghignare.

Pulire in casa

Il mio comodo abbigliamento da “Ken Regina della Casa”

Però vivere da solo ha i suoi vantaggi. Soprattutto quando devo pulire.
La mia ex aveva un sacco di capelli e li perdeva che nemmeno un grizzly nel periodo della muta.
Matasse di capelli che venivano fuori ovunque. Tipo i cespugli del far west. Praticamente mi sembrava di vivere con i Triboli di Star Trek che mi avevano invaso la casa.

Triboli

Mi sa che devo passare l’aspirapolvere

Il peggio però era la doccia. Quando dovevo lavarmi, il primo quarto d’ora lo passavo a depilare il piatto.

Il mistero più grosso però è: ma perché se le donne perdono così tanti capelli, siamo noi maschi a diventare calvi?

Secondo me non è giusto, prima o poi manderò una mail di vibrante protesta a Madre Natura, che è giusto che diventi calvo chi i capelli li perde davvero a tonnellate.

Invece quali sono i Fenomeni Paranormali Incontrollabili che puntellano la vostra vita domestica?

 

 

Post correlati:

Il dramma di fare spesa da solo

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"