Lo Hobbit - La Desolazione Di Smaug

Mi trovo nell’imbarazzante situazione di non sapere che dire di un film che ho appena visto.

Imbarazzante principalmente perché altri siti, come successo per il primo film, hanno pubblicato 4 o 5 recensioni su Lo Hobbit – La Desolazione Di Smaug piene di paroloni e segoni mentali a due, tre, quattro mani.

Io invece sono qui a pensare cosa posso dire senza ripetermi.

Se fossi uno che se ne intende davvero ne scriverei 18 di recensioni, fregando tutti gli altri. Invece non so nemmeno come introdurre il post, anche perché per una volta non c’erano nemmeno le solite Bestie Da Cinema intorno a me.

Che amarezza.

Ci provo lo stesso a dire qualcosa.

Appurato che per portare al cinema Lo Hobbit, dividendolo in 3 film, ,  e Guillermo del Toro ci hanno schiaffato dentro qualsiasi cosa, pure le liste della spesa che aveva scritto Tolkien, il risultato comincia ad avere una sua identità proprio in Lo Hobbit – La Desolazione Di Smaug.
Fermo restando che questi tre prequel sono film assolutamente non necessari e fatti per cavalcare l’onda di quattrini successo della trilogia de Il Signore Degli Anelli.

Peter Jackson

La faccia di chi ci crede

Lo Hobbit – La Desolazione Di Samug mi è piaciuto di più del primo Lo Hobbit – Un Viaggio Inaspettato perché, come dicevo, questa nuova trilogia comincia a camminare con le proprie gambe.

Nel primo film c’erano troppe strizzatine d’occhio e gomitini ai fan della prima trilogia, al punto che alcune scene erano proprio riciclate dai film precedenti. Una su tutte era quella di Bilbo che si infila per la prima volta l’Unico Anello esattamente come succedeva a suo nipote Frodo.
Ci possiamo mettere lì a disquisire per ore giustificando quella scena, ma alla fine sempre di riciclo si tratta.

Lo Hobbit - La Desolazione Di Smaug - Bilbo

Camminare sugli incassi

Questa volta invece Peter Jackson sembra crederci un po’ di più e si inventa anche qualcosa di nuovo, nonostante le strizzatine d’occhio e i gomitini rimangano. Tipo all’inizio del film quando Thorin entra a Brea e la prima persona che incrocia è proprio Jackson che sgranocchia una carota, come succedeva ai quattro Hobbit ne La Compagnia Dell’Anello.

Si comincia a vedere quanto Jackson ci tenga a rendere le due trilogie omogenee, cosa che i libri non erano, incupendo i toni man mano che il film avanza, correggendo, di fatto, l’errore che aveva fatto con Un Viaggio Inaspettato dove il film cominciava cupo e foriero di drammatici risvolti, per poi chiudersi con un rocambolesco giro sulle montagne russe nelle grotte degli orchi.

Questa volta il film invece comincia più scanzonato, per poi diventare serio, seguendo i due percorsi paralleli che Jackson vuole mostrare: la corruzione di Bilbo da parte dell’Anello e Gandalf alla scoperta del ritorno del Male.

Lo Hobbit - La Desolazione Di Smaug - Legolas

Cosa vedono i suoi occhi da elfo?

Purtroppo ci sono anche delle piccole cadute di stile. Il trialngolo amoroso interracial tra Tauriel, Legolas, e Kili, mi è parso un po’ forzato e, a ben vedere, un po’ inutile, almeno per questo film. Si potevano trovare delle soluzioni alternative per tenere Legolas in campo… oppure proprio nessuna soluzione, nel senso che bastava una scusa qualsiasi. Magari nel prossimo tutto assumerà molto più senso, staremo a vedere. Rimane il fatto che Tauriel è l’unico personaggio inventato ex-novo, non appare da nessuna parte nei libri e nelle appendici nemmeno per sbaglio, al che la domanda nasce spontanea: era davvero necessario?

Lo Hobbit - La Desolazione Di Smaug - Tauriel

Necessaria? La risposta è dentro di te…

Ok, a parte avere la scusa di mettere Evangeline Lilly nel film, che è bellissima anche quando è spettinata e sudata, figurarsi quando fa l’elfa ninja.

Sempre rimanendo in tema di personaggi, c’è da citare , che era bravissimo anche nel primo film, e , che ormai fa Gandalf anche nella vita reale, credo.

Lo Hobbit - La Desolazione Di Smaug - Gandalf

Aspetta un attimo qua, che devo controllare una cosa, torno subito.

Mi vorrei soffermare un attimo su Gandalf. Lui è l’amico stronzo. È quello che ti porta in un locale di merda, oppure ai limiti di un bosco maledetto, e poco prima di entrare, ti dice: “Orka! Mi è venuto in mente che dovevo fare una cosa. Vado, ci vediamo dopo…” se ne va e poi pacca pure. Quando finalmente lo incontri di nuovo anni dopo, non ti dice perché se ne è andato e come mai ci teneva tantissimo che tu passassi una brutta serata. Di contro, finalmente, Gandalf lo stregone al quinto film fa un paio di magie. Niente di eccezionale, ma è sempre più di quello che ha fatto fin’ora, che ad un certo punto uno lecitamente comincia a chiedersi come mai lo chiamino “stregone”. Ok, è un intrallazzone che manovra dall’esterno gli eventi ed è sempre un protagonista occulto, però, ecco, in una serie di film spettacolari come questi, un paio di palle di fuoco poteva pure spararle. Lo so che anche nei libri è così, ma se ti inventi di sana pianta un personaggio, quando ne hai a disposizione migliaia già scritti, allora puoi inventarti pure Gandalf con una palla di fuoco. Vabbè, mie personali considerazioni.

L’unico vero rammarico del vedere Lo Hobbit – La Desolazione Di Samug in italiano è proprio non godersi pienamente il drago Smaug.
Per carità è bellissimo, maestoso, potente, realistico e tutto quello che volete. Ma con il doppiaggio la performance di  si perde. Chi ha visto Sherlock in lingua originale sa benissimo cosa intendo.

Lo Hobbit - La Desolazione Di Smaug - Smaug

Tutto molto metaforico

Che poi proprio Samug è il simbolo di tutta questa nuova trilogia: un enorme drago che vive appollaiato su una immensa montagna d’oro e non vuole perdere nemmeno una moneta del suo tesoro.
Ah, le metafore metacinematografiche quanta soddisfazione…

Lo Hobbit – La Desolazione Di Samug l’ho visto in HFR 3D in Sala Energia dell’Arcadia nella Terra di Melzo.
Come l’altra volta i movimenti dei personaggi, all’inizio, sono un po’ spiazzanti e sembra di vedere le telenovelas brasiliane o uno di quei filmini del matrimonio fatti dagli invitati.
Però ci si abitua in fretta e il film, dell’HFR, ne giova in chiarezza e dettagli, soprattutto nelle scene d’azione sempre molto comprensibili.

Lo Hobbit - La Desolazione Di Smaug - Botti

I nani in botte, genuini come si faceva una volta

Vedere gli elfi che fanno parkour tra gli alberi è uno spettacolo, così come tutta la fuga/combattimento, molto rocambolesca e divertente, dei nani nelle botti.

Gli effetti speciali sono migliorati, non si notano più le protesi nasali e i trucchi degli attori e soprattutto non si ha più la sensazione che Bilbo abbia le pinne quando cammina con i piedoni finti.

Lo Hobbit - La Desolazione Di Smaug - Terra di Mezzo

Che bella la Terra di Melzo

In sintesi, questo Lo Hobbit – La Desolazione Di Samug mi ha soddisfatto, sapevo cosa andavo a vedere e quello ho visto.
Come dice Ultimate Jar Jar Binks: vedere Lo Hobbit – La Desolazione Di Smaug è come andare alla Sagra della Polenta con le Salsicce: vai lì per mangiare un sacco di polenta con le salsicce ed esci satollo e contento.

 

 

Post correlati:

Lo Hobbit – Un Viaggio Inaspettato per un film molto atteso

L’HFR 3D de Lo Hobbit

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"