Bad Santa

Finalmente torno a scrivere dopo troppo tempo. Anche se in ritardo, buone feste, Revengers! Avete passato un buon Natale? Vi siete abbuffati come anatre prima del giorno del ringraziamento? Personalmente, è dal giorno di Natale che ho un mal di testa allucinante.. sapete, rotolare non è così facile come sembra.

Ma bando alle cazzate, parliamo di cose serie.
Allora, oggi vi parlerò di una simpatica, per chi apprezza, tradizione natalizia: Bad Santa.
In poche parole, è un Natale come quello classico, ma il barbatrucco sta nell’apertura dei regali. Infatti vige la regola di fare regali da quattro soldi, senza biglietto. Verranno presi per estrazione. La seconda regola del Bad Santa è che, se uno ti chiede di fare scambio di regalo, la prima volta bisogna per forza farlo. Infine, regola d’oro del Natale bastardo: bisogna farlo coinvolgendo degli innocenti bambini.

Ora, dovete immaginarmi, durante le feste, come se fossi scissa in due personalità, una Grinch, tonalità verde Hulk, che borbotta come una pentola di fagioli, sempre negativa, sempre sfottò. Una stronza, insomma.
L’altra parte, invece, è l’aiutante di Babbo Natale, che appena vede un regalo o un nastro si scioglie, che va in giro ad addobbare anche gli zii in carriola, insomma, un’esaltata.
Provate a fondere queste due personalità. Non ci riuscite? Volete sapere come si fa? Mettetevi in fila, ci sono prima io.

Il mio ghigno al momento della bastardata

Il mio ghigno al momento della bastardata

In ogni caso, quest’anno ha prevalso la vena Grinch e, di conseguenza, si è festeggiato il Bad Santa. Al ritmo di Santa Claus is coming to town di Alice Cooper, io e un branco di miei amici, bastardi quanto la sottoscritta, abbiamo preparato tavola proprio come se fosse stato il 25 (nda: abbiamo festeggiato il Bad Santa il 23 sera). Ognuno di noi aveva appresso un nipotino/cuginetto/fratellino di età inferiore ai sette anni.
Abbiamo sistemato i regalini sotto l’albero, come da tradizione, abbiamo cenato, abbiamo cantato, abbiamo evitato di ubriacarci, come al solito.
La bastardata, però, sta arrivando, e quegli ingenui ed innocenti pargoli ne sono ancora allo scuro.

Arriva il momento di scartare i regali. Riuniamo i bambini attorno all’albero e facciamo passare l’estrazione come un gioco divertente. Non hanno idea delle cinesate che abbiamo comprato.
Ognuno di loro si becca un regalo più o meno bello: chi ha sotto il naso un orribile soprammobile più plasticoso delle labbra di Donatella Versace, chi un pupazzetto amorfo e tristissimo delle sue condizioni, chi qualcos’altro direttamente uscito dalla mente infernale di qualche pazzoide.. insomma, roba da farli scoppiare a piangere. Solo una era felice: aveva trovato una borsetta di Minnie da cinque euro, ma i bambini li blandisci con pochi denari.

Il mio amico bastardo inside, ovvero suo cugino, si avvicina, con un sorriso candido. Le chiede di scambiare la sua borsetta di Minnie con un pacchianissimo paralume pieno di sonaglietti e paccottiglia varia. La piccina lo guarda come se le stesse proponendo di firmare un contratto per vendere la propria anima. Si ricorda delle regole precedentemente esposte. Nei suoi occhi si legge che ha capito che la sua famiglia ha allevato una serpe in seno. Ingoiando le amarissime lacrime che premono per allagare la stanza, gli consegna l’amata borsetta al suo perfido cugino e si prende il paralume, guardandolo con disgusto e un pizzico di follia, molto da “appena esco giuro che ti do fuoco, paralume di merda”.

In sostanza, noi grandi ci siamo divertiti un casino. I bambini un po’ meno. Mi sa che li abbiamo traumatizzati a vita. Spero vivamente che, in un futuro lontano lontano, non siano loro a scegliere l’ospizio in cui rinchiuderci, perché altrimenti siamo fregati.
Se volete passare un Natale diverso dal solito e siete profondamente bastardi inside o semplicemente odiate le festività, vi consiglio di provare il Bad Santa. Manco il Grinch ha raggiunto tali livelli di cattiveria, c’è solo da vantarsene!

Seguite le nostre orme, giovini!

Seguite le nostre orme, giovini!

 

 

Trillian Astra

Scritto da: Trillian Astra

Era una ragazza strana. Alla voce "hobby" c'era scritto "autopsie".