La Grande Bellezza

Ovviamente lo sapete tutti: La Grande Bellezza è l’argomento del giorno.

Sta facendo impazzire gli americani, si è aggiudicato il Golden Globe, l’antipasto degli Oscar, come Miglior Film in Lingua Straniera ed è stato pure candidato alla famigerata statuetta nella stessa categoria.

Ne stanno parlando praticamente tutti, persino il panettiere sotto casa mia, quindi, come avevo minacciato promesso ieri, ne parlo pure io, dall’alto della mia ignoranza, con un post che, mi rendo conto, sarà terribilmente noioso.

Senza nemmeno leggere le statistiche posso dire che La Grande Bellezza è il film più scaricato dalla settimana scorsa ad oggi.

La Grande Bellezza - La solitudine

Sono un gentiluomo: è l’unica certezza che ho.

Sono anche abbastanza confidente che la maggior parte di chi l’ha scaricato dopo 20 minuti ha spento, oppure ha cominciato a vederlo avanti veloce.
In fondo chi voleva davvero vederlo è andato al cinema quando è uscito.

La Grande Bellezza è il film perfetto per vincere anche l’Oscar. È la dimostrazione che gli americani non sono innamorati dell’Italia, ma dell’idea che si sono fatti di essa grazie ai film di Fellini, Vittorio De Sica ed Ettore Scola.

Eredità che, con La Grande Bellezza appunto, sembra aver raccolto  per riportare in auge il nostro cinema.

Sorrentino sembra proporre un sequel spirituale de La Dolce Vita e La Terrazza, ma il film non parla di Roma, è solo ambientato lì.

La Grande Bellezza - Passeggiata

La bella Roma

Noi accompagnamo il protagonista, Jep Gambardella, in una passeggiata nel ventre ricco e molle della Roma bene e nella sua vita, fatta di feste, solitudine e vuoto.

La Grande Bellezza è un film sulla cinica disillusione, sulla futilità delle cose, sul vuoto pneumatico che caratterizza le nostre vite, sull’inutile illusione di tutto quello che ci costruiamo da soli e di cui ci autoconvinciamo.

La Grande Bellezza - Le Feste

Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire.

Jep, un bravissimo , è un personaggio fantastico e allo stesso tempo deprimente.
Affronta tutto e tutti come un fastidio da dissacrare. Ogni occasione è buona per essere al centro dell’attenzione proprio per contrastare il fatto che non è protagonista nemmeno della sua vita. Anche un funerale è l’ennesimo evento mondano per farsi vedere, perché pure la morte è solo un inutile fastidio da affrontare con la solita espressione di sufficienza.
Un fastidio al pari dei discorsi dei sedicenti artisti che si riempiono la bocca di metaforone surreali senza saperle spiegare e che pretendono critici e giornalisti condiscendenti incapaci di mettere in dubbio alcunché. Un fastidio come gli amici che millantano una vita piena e impegnata, fatta della stessa stessa sostanza dell’aria nella pancia. Persino lui stesso è un fastidio, sempre a rimpiangere quell’unica occasione, quell’unica storia d’amore incompiuta che, con il passare del tempo, è assurta a ruolo di mito, quando di mitico non ha proprio niente se non un bel ricordo romantico.

La Grande Bellezza - Carlo Verdone

Le vedi queste persone? Questa fauna? Questa è la mia vita. E non è niente.

MI è piaciuto molto , finalmente alle prese con un personaggio serio, di un certo spessore: un poeta e scrittore fallito, ma non rassegnato, che vive all’ombra di Jep e di un amore non ricambiato e che forse nemmeno esiste.
Per una volta Verdone riesce ad esprimere qualcosa senza essere schiacciato in filmetti senza senso che non fanno più ridere nessuno. Peccato che stia poco sullo schermo.

MI è piaciuto un po’ meno, invece, la regia di Sorrentino. Bravo, ma un po’ troppo gigione e pomposo nei lunghi piani sequenza autoriali.
Mi è sembrato molto autocompiaciuto e “presente” quando in certe sequenze forse era meglio farsi da parte per mostrare solo quello che c’era da vedere. Però sono solo mie impressioni.

Meno male che c’è Servillo sempre al centro della scena a riempire il vuoto di una Roma superficiale e decadente, persa in feste fighe sulle terrazze, nei giardini e in ogni posto cool.
La bellezza vera della città è chiusa a chiave da altre parti, in altri luoghi per lo più lontani da dove la gente si diverte e balla, con musica assordante e stordente che ottunde qualsiasi senso.

La Grande Bellezza - La sufficienza

La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare.

Intanto la vita passa, scorre sotto il naso silenziosa come il Tevere senza che la vediamo e la viviamo. Così come può essere un vicino di casa che incrociamo tutti i giorni, ci abita accanto, smaniamo per farci i cazzi suoi, ma manco sappiamo chi è.

La grande bellezza invece non esiste. È un miraggio che dovrebbe fare da volano per metterci in moto, invece preferiamo stare seduti ad aspettare che ci arrivi sulla porta di casa e bussi, ma non funziona così, purtroppo. Può capitare di vederla di sfuggita, accorgerci che ci siamo arrivati, ma l’illusione sparisce in un soffio e si sposta altrove. Sta a noi muovere il culo e andare a cercarla, ma siamo troppo pigri o solo troppo pieni di noi stessi che tiriamo i remi in barca e ricominciamo ad aspettare, tanto prima o poi qualcosa succede.

La Grande Bellezza - Toni Servillo

Sono belli i trenini che facciamo alle feste, vero? Sono i più belli del mondo… perché non vanno da nessuna parte

La Grande Bellezza è un film lungo e, se vogliamo, pesante. Ha una sceneggiatura volutamente vacua in cui bisogna seguire ogni dialogo, ogni monologo di Jep Gambardella per comprendere fino in fondo quello che Sorrentino vuole dire.
Non è nemmeno così facile parlarne senza raccontare le scene, perché una vera trama non ce l’ha, è tutto un film sulla dimostrazione dell’esistenza del nulla nelle nostre vite.

A me personalmente è piaciuto, ma mi ha depresso per qualche ora e non è stata una bella sensazione.

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"