The Wolf Of Wall Street

Secondo alcune filosofie esiste una regola che equilibra l’universo: per ogni cosa brutta c’è una cosa bella.

Cose come lo Yin e lo Yang, o il Karma.

Io non so se queste filosofie abbiano ragione oppure no. In caso avessero ragione Hollywood sfugge bellamente a questa regola e ci rifila molta più roba brutta di quanta ne produca, non dico bella, ma almeno decente.

Almeno finché non arrivano DiCaprio e Scorsese che con The Wolf Of Wall Street raddrizzano l’equilibrio universale in una volta sola.

La storia di The Wolf Of Wall Street l’abbiamo vista e sentita un miliardo e mezzo di volte in altrettanti film.

È la storia di un self made man che insegue il Sogno Americano, fatto di tanti soldi e belle fighe, infrangendo qualsiasi regola, fregandosene di tutto e tutti, salvo poi pagare, perdere tutto e fare tesoro dei propri errori reinventandosi e tornando ad avere successo.

Una roba che abbiamo visto e sentito così tante volte che sembra inutile stare a raccontarla ancora. Che poi, sinceramente, c’è ancora qualcuno nel 2014 che pensa che il Sogno Americano non sia il diventare ricchi? Il realizzare i propri sogni diventando ricchi? Il realizzare se stessi diventando strafottutamente ricchi?

Non credo. O, se ci fosse, sono sicuro che sia un ingenuo che, bontà sua, oltre a questa cosa crede ancora in Babbo Natale.

Quindi per mettere in scena di nuovo una storia come questa ci vogliono idee, capacità, una nuova visione e ci vuole quel vecchio leone di .

The Wolf Of Wall Street - Gli Anni '80

Sopra, i meravigliosi anni ’80

Scorsese, come fosse il miglior pasticcere del mondo, prende la base classica, tipo il pan di spagna, e la usa per parlare di tante altre cose, facendone una torta che non si era mai mangiata prima.
Prende gli anni ’80, quel decennio dove tutto sembrava lecito, tanto glam e così figo da risultare stordente, e li smaschera per quello che effettivamente erano: solo beffarda apparenza.
Sotto la patinatura fucsia degli anni ’80, tanto avaro di soddisfazioni per il buon Martin, c’è il marcio. I soldi facili, la promessa di ricchezza per tutti, gli yuppie, i giovani rampanti dai colletti bianchi che spopolavano e facevano girare l’economia menando dita nell’aria e straparlando al telefono, erano solo una facciata sottile sottile che nascondeva un sistema profondamente malato che ha portato a far scoppiare tutte le bolle speculative possibili e immaginabili mettendoci in ginocchio oggi. Le società farlocche che negli anni ’80 truffavano i risparmiatori, sono le stesse di questi ultimi anni. Magari sono cambiati i nomi, magari sono cambiati i modi e persino i prodotti, ma il risultato è lo stesso.

The Wolf Of Wall Street - I Soldi

Se hai questi, puoi avere tutto…

Poi c’è la droga e quella voglia di autodistruzione mascherata dalla voglia di vivere al limite, godere di ogni momento.
Ma come si fa a godere di ogni momento se si è così storditi da non sapere cosa ci succede intorno?

Per finire con il classico cane che si morde la coda: l’accumulo compulsivo di soldi per avere donne, lo yatch da 52 metri, l’elicottero personale, la casa immensa e la piscina così da poter ostentare il fatto di avere un sacco di soldi.

The Wolf Of Wall Street - Le donne

Le cose belle della vita

Soldi guadagnati in modo illegale e spesi, buttati, sputtanati in nani foderati di velcro da lanciare contro bersagli, sputtanati in un addio al celibato che Una Notte Da Leoni a confronto sembra il resoconto di una serata tra boyscout.

Scorsese, in sintesi, riprende quello che voleva dire Wall Street, lo arricchisce di tutte le sfumature della grettezza umana e lo porta a compimento in una parabola senza redenzione di sorta, in cui i cattivi pagano, più o meno, e i buoni si devono accontentare.
Gordon Gekko viene citato, ma non c’è nessun Bud Fox a contrastarlo, c’è solo la sua ingordigia a fregarlo.

Un applauso però va anche allo sceneggiatore , che si è fatto le ossa in un sacco di serie Tv a sfondo criminal-psicologico, per come è riuscito a scrivere una sceneggiatura che permettesse a Scorsese di sbizzarrirsi con questo film.

The Wolf Of Wall Street - Leonado DiCaprio

Me lo merito l’Oscar?

Al centro di tutto, come un catalizzatore di tutta questa merda, c’è  che giganteggia.
Non si limita ad interpretare un personaggio, lo fa vivere letteralmente sullo schermo in modo così credibile da dimenticarti di avere davanti DiCaprio e pensare di stare guardando davvero Jordan Belfort, detto il Lupo di Wall Street per la sua rapida, quanto poco chiara, ascesa nel mondo della finanza.
Quando DiCaprio abbatte il quarto muro e parla allo spettatore, fissandolo negli occhi, è ipnotico e sai che da lui una penna la compreresti senza battere ciglio.
Se io fossi un regista e mi dicessero che ho DiCaprio nel mio prossimo film, mi limiterei a dargli il copione in mano e a dirgli: “Fai quello che ti pare, io ti inquadro e basta.
Un ruolo che, in un mondo perfetto dove gli Oscar fossero realmente un premio al valore della prova, gli garantirebbe una statuetta. Ma non siamo in un mondo perfetto e gli Oscar non sono premi meritocratici, quindi vedremo se davvero vince. D’altronde un sacco di grandissimi attori e registi l’Oscar l’hanno preso solo alla carriera.

Ma nel film non c’è solo DiCaprio, c’è tutta una girandola di attori che dà il meglio di sé, oppure è Scorsese che riesci a farli lavorare come tanti altri non riescono.

The Wolf Of Wall Street - Matthew McConaughey

Davvero non ti piaccio?

Uscito dal cinema il primo che mi è tornato in mente è stato  in un ruolo che dura 5 minuti. Il che è stupefacente, perché in genere, finito il film, non mi ricordo di lui nemmeno quando è protagonista.

The Wolf Of Wall Street - Jonah Hill

L’uomo pignatta

Ma il miracolo si compie con . Per una volta non mi è venuta voglia di prenderlo a legnate con un bastone come se fosse una pignatta umana. Per una volta non ho avuto quella sensazione di stare perdendo tempo a guardarlo. Per una volta mi son reso conto che anche potrebbe essere un attore se si affidasse di più a registi validi, invece di lavorare solo con quella marmaglia informe capitanata da Judd Apatow.

Questo The Wolf Of Wall Street mi è piaciuto davvero tanto, nonostante le tre ore di durata è volato e soprattutto mi è piaciuto tutto. Mi sono piaciuti i cambi di tono, di genere e di registro continui. Mi è piaciuta l’elegante incoerenza della messa in scena di Scorsese, in cui alterna, senza soluzione di continuità, scene assolutamente esilaranti, con altre più intense o drammatiche.

The Wolf Of Wall Street - Il quarto muro

Gli anni ’80 son finiti, non ci avete capito un cazzo e ora potete andare in pace

Più che un film studiato a tavolino e pianificato, sembra un film fatto di pancia con la sola volontà di rendere potente e penetrante un determinato tipo di messaggio, non dico una morale o un insegnamento, solo un messaggio, che poi a giudicare il resto ci pensa il pubblico.

Erano mesi che speravo di uscire così soddisfatto dal cinema e finalmente è successo.

Grazie Martin e grazie Leonardo.

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"