RoboCop

Domani uscirà nelle sale il remake di RoboCop.

Prima di andare a vederlo e disprezzarlo apprezzarlo vedere com’è, ho pensato che sarebbe stato meglio fare un bel ripassino del primo, vero RoboCop così da capire bene perché il remake sia, quanto meno, totalmente inutile.

Quindi, miei cari membri del Club Nostalgici, mettetevi il cuore in pace che vivi o morti verrete con me al Nuovo Cinema Amarcord di questa settimana.

È il 1987 e l’economia americana, e mondiale, è al boom, come racconta anche The Wolf Of Wall Street.

In quell’anno esce nei cinema un film cupo ambientato in un futuro distopico in cui del boom economico non c’è più traccia, ma ci sono solo le drammatiche conseguenze di quel benessere: RoboCop.

La critica non lo capì manco per sbaglio, etichettandolo come un film di fantascienza con i robot.
Il pubblico invece apprezzò subito perché era un film di fantascienza con dentro i robot.

RoboCop - Pistola

La mitica Auto-9, una Beretta 93R poweruppata per farla sembrare enorme e non una pistolina nelle mani di RoboCop

A me, da piccolo, fece impazzire totalmente per la sua violenza sfrenata, ma mai gratuita e il protagonista fighissimo e inarrestabile.

Rivedendolo oggi RoboCop sembra un film fatto in questi giorni, segno che  ha diretto un film avanti di quasi 30 anni. Non sto scherzando, RoboCop è un film di un’attualità angosciante e pensare che nel 1987 c’era gente capace di immaginare il futuro in modo così preciso, è davvero incredibile.

Detroit è una città distrutta, cupa, notturna, fatta di fabbriche abbandonate e sobborghi dove la criminalità brulica senza essere ostacolata. Per la cronaca, Detroit è fallita negli ultimi 2 o 3 anni.

RoboCop - Criminali anni '80

Boddiker e la sua gang dei sobborghi di Detroit

Le grandi corporazioni hanno in mano il mondo, la criminalità è un problema economico, così come la giustizia, la guerra e la vita umana.

La gente è lobotomizzata davanti alla Tv, giornalisti dai bei faccioni sorridenti parlano di guerra come se niente fosse e i servizi sono interrotti da pubblicità idiote per giochi guerrafondai.
L’altro programma che va in onda è di un tizio circondato da belle fighe che compra tutto per un dollaro, con strafottente superiorità, la roba non vale che un dollaro.

L’OCP (Oh, che palle!) ha privatizzato la polizia perché ha bisogno che disinfestino le strade per costruire nuove quartieri puliti da rivendere a chi ha i soldi per pagare.
Purtroppo i poliziotti sono esseri umani che devono mangiare, dormire e che rompono i coglioni quando le cose non gli stanno bene, di certo non hanno intenzione di lavorare 24 ore su 24.

RoboCop - Ronny Cox

Fa il bullo perché ha l’ED-209 a portata di mano

Dick Jones, ha già pronto un prototipo di poliziotto robotico, ED-209, ma che ha qualche piccolo bug e giustizia in meno di 20 secondi un dirigente della OCP durante la dimostrazione.

Bob Morton, invece ha l’idea di servirsi di un poliziotto vero per costruire un androide.

RoboCop - Bob Morton

Tu diventerai un grandissimo figlio di puttana!

In tutto questo Alex Murphy, , è un poliziotto appena trasferito che ha la sfiga di capitare tra i piedi di Clarence Boddiker, detto l’AmmazzaSbirri.

Boddicker non ci mette niente a far fuori Murphy che subito viene riciclato da Morton per diventare il primo poliziotto robot di Detroit: RoboCop.

RoboCop - Kurtwood Smith

Non è che mi chiamano l’AmmazzaSbirri per niente

Metà uomo e metà macchina, Murphy, mantiene parte della sua umanità e parte dei suoi ricordi e fa di tutto per vendicarsi di chi l’ha ucciso.

Come dicevo Verhoeven confeziona un film la cui lettura è su tantissimi livelli.
C’è chi ci vede solo un film di fantascienza, o un action particolarmente violento
Ma rivederlo oggi è impossibile non notare che la forza di RoboCop sono le metafore e la capacità di parlare della deriva sociale a cui il mondo sarebbe andato incontro con lo sviluppo della tecnologia direttamente proporzionale all’involuzione cerebrale delle persone.
Tutte cose che oggi si sono drammaticamente realizzate.

RoboCop - Peter Weller

Mezzo uomo, mezzo macchina, tutto cazzuto

Il merito va sicuramente anche a , che ebbe l’idea di un poliziotto androide che dava la caccia ai criminali ribaltando l’idea di base di Blade Runner, e dell’altro sceneggiatore .

Solo alcuni effetti speciali datati e il look generale fanno notare quanto tempo è passato dal 1987.

RoboCop - ED-209

ED-209 terribilmente letale, ma dategli una scala e lo avrete ai vostri piedi

L’animazione a stop motion dell’ED-209 è la cosa che sicuramente salta più all’occhio oggi, abituati come siamo alla CGI e ai movimenti fluidi, ma ai tempi era spaventoso con quella sua aria di ottusa determinazione… almeno finché non cade dalle scale.

RoboCop - La morte di Murphy

Dategli una mano

Le scene che mi colpirono di più di RoboCop, e che tutt’ora mi colpiscono, sono la morte da martire di Murphy, intenzionalmente Verhoeven voleva dare una connotazione da Cristo al personaggio, e la scena in cui lo scagnozzo di Boddiker finisce prima nell’acido e poi, mezzo sciolto, viene smarmellato dall’auto di Boddiker mentre fugge.

Una delle cose migliori di RoboCop è sicuramente il casting praticamente perfetto e fuori dai canoni.

RoboCop - L'uomo sciolto

Come occupare i miei incubi con una sola scena

Ronny Cox e Kurtwood Smith non avevano mai interpretato ruoli da cattivo, anzi, erano identificati come buoni in tutte le loro interpretazioni.

Per il personaggio di Murphy/RoboCop all’inizio era stato preso in considerazione Arnold Schwarzenegger, ma la sua stazza rendeva impossibile fare un armatura che non risultasse mastodontica.

Alla fine il ruolo venne affidato a Peter Weller dal fisico più minuto e con una bella bocca, unica parte che rimane scoperta dal casco.
Peter Weller dovette adattare i suoi movimenti all’armatura di RoboCop creata da Rob Bottin, curatore degli effetti speciali e del make-up del film, per via del peso e dell’impossibilità di muoversi in modo naturale, alla faccia dei decantati riflessi superiori che attribuiscono nel film a RoboCop.

RoboCop - Vivo o morto

Vivo o morto, tu verrai con me!
Probabilmente morto…

Weller soffrì moltissimo nel ruolo anche per via del caldo che provava nei panni di RoboCop. Spesso dovette recitare in mutande, con solo la parte superiore della corazza, soprattutto le scene in auto, visto che gli era impossibile sedersi con tutta quella roba addosso.
Però rese i movimenti di RoboCop unici, dal girare busto e testa in due momenti diversi quando si muoveva, al far roteare la pistola prima di rimetterla nella fondina.

La frase che rimane è: “Vivo o morto, tu verrai con me!“, praticamente una sentenza inappellabile.

Anche , nel ruolo dell’agente Lewis, era particolarmente azzeccata, con quel comportamento mascolino e duro… nonostante il fatto che masticasse continuamente la cicca e facesse i palloni mi desse un fastidio mostruoso.

RoboCop - Nancy Allen

Ehy, sei Murphy vero?
Hai mica una cicca?

In ogni caso RoboCop è diventato un cult e andrebbe rivisto oggi per capire quanto fosse avanti 30 anni fa.

Peccato che i due sequel siano dimenticabili e tutti i cartoni, telefilm e merchandise abbiano inflazionato un po’ il personaggio e abbiano sminuito un po’ il film originale agli occhi del grande pubblico.

Alla luce di questo, non ho idea di come potrà essere o che cosa avrà da dire il remake, ma mai dire mai… ecco, al massimo un forse.

 

 

Tutti i film del Club Nostalgici:

Nuovo Cinema Amarcord

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"