RoboCop 2014

Venerdì sono andato con Ultimate Jar Jar Binks e la Paciu a vedere il remake di RoboCop.

Una volta visto il film mi sono messo a leggere le varie recensioni sparpagliate per la rete, tra famosi blogger che non ci capiscono una mazza, né di questo né di quello originale, e siti “seri” che vanno a cavillare con termini pomposi e forbiti.
Tutte lo distruggono, ma per i motivi sbagliati, sembra che le recensioni siano state scritte dopo aver visto i trailer, perché il nuovo RoboCop non è brutto come si potrebbe pensare.

Fare un paragone tra questo nuovo RoboCop e quello originale è fuorviante e di fondo totalmente sbagliato.

Io per primo sono andato al cinema con l’idea di massacrarlo e invece, fin dalle prime scene, quell’idea ho dovuto buttarla a calci nel cestino della pattumiera.

Di base la storia sui remake è sempre quella che avevo già detto quando ho parlato di Total Recall: un remake ha senso se c’è qualcosa di nuovo da dire, un nuovo punto di vista da esplorare usando, più o meno, la stessa storia.
In sostanza il remake non deve essere una mera lucidata di un vecchio film, con nuovi attori figosi, effetti speciali sbirluccicanti e fotografia azzurrina che fa tanto “fantascienza moderna”.

RoboCop 2014 - Samuel L. Jackson

Vi racconta una barzelletta: ci sono dei robot americani che vanno in giro a mantenere la pace…

RoboCop di  comincia subito bene aggiornando i vecchi telegiornali, che contrappuntavano il RoboCop dell’87, con una nuova trasmissione, condotta da , di tendenza che usa la cronaca per instillare idee nel pubblico, criticare questo e quello, a seconda di come gira il vento. Niente di particolarmente originale o che dice cose stravolgenti, ma comunque apprezzato almeno il tentativo.

Ma questo è forse l’unico punto in comune che ha con il vecchio film.
RoboCop non parla più della società allo sbando, del degrado portato da un’economia fallimentare, della criminalità, della privatizzazione delle guerre e della giustizia. O meglio, queste cose le lascia sullo sfondo per parlare di una cosa che  aveva solo accennato e mai approfondito: il dualismo uomo-macchina.

Robocop 2014 - Mani

Sopra il dualismo uomo-macchina: ‘na mano sì, ‘na mano no…
A farsele con la sinistra, non sembra nemmeno la tua.

Il che sarebbe un ottimo spunto e un’ottima nuova visione della vecchia storia, se non che questa cosa non è portata a compimento.
Si chiacchiera un sacco delle implicazioni morali di fondere un poliziotto con un computer, si chiacchiera della parte etica di fondere carne e acciaio, si chiacchiera un sacco delle possibili conseguenze di questa azione, chiacchierando si incartano su emozioni, sentimenti, ricordi, anima de li mortacci loro, ma alla fine nel momento di tirare le conclusioni, di avvalorare una tesi piuttosto che un’altra, il film si perde lasciando tutto sospeso e non portando a termine niente e ci mettono una serie di sparatorie che così la gente si distrae.

RoboCop 2014 - Nuove mosse

Stavolta scende le scale con due pistole in mano

Ma non è mancanza di idee, solo una mancanza di coraggio. Probabilmente è stata un’imposizione dei produttori che non hanno voluto rischiare con una presa di posizione sull’etica o sulla morale, puntando al lieto fine dei buoni sentimenti e del volemose bbene, in un anticlimax da Manuale di Come Non Deve Finire Un Film.

RoboCop è l’ennesima occasione sprecata per fare un film che rimanga ed è un peccato.

RoboCop 2014 - Merchandise

Sopra: il merchandise

È un peccato perché Padilha è uno bravo regista, l’aveva già dimostrato con Tropa De Elite e Tropa De Elite 2, e la sua regia su RoboCop fa sembrare tante cose meno ridicole di quello che potevano essere sulla carta, tipo il nuovo RoboCop ninja che corre, salta, vola, guarda che cavallo che ha e va in moto.
Purtroppo è l’impostazione da film destinato ai ggiovani che giocano ai videogames e sulla spiegazione forzata di qualsiasi cosa a non funzionare.

Verhoeven era stato furbo nel non cercare la spiegazione scientifica su come l’uomo diventa androide, prendendo per buono che era così punto e basta, cosa che non ha mai inficiato il film.
Qui invece non solo vogliono spiegare, ma vogliono proprio far vedere cosa succede al corpo dell’uomo e, quando si arriva al punto di non voler lasciare niente alla fantasia dello spettatore, invece di chiarire si stimolano le domande che prendono a spallate tutto il castello di carte. A meno che uno non guardi il film a cervello completamente spento.

Così questo nuovo RoboCop è un film dal ritmo è troppo altalenante: si passa da parti prettamente action ad altre piene di dialoghi e, in fondo, molto meno interessanti di quelle che potrebbero essere.

RoboCop 2014 - Vivo o morto

– Vivo o morto tu ver…
– Stop! No, no, no! Devi dirlo dopo, quando ormai non ha più senso!

 è il nuovo RoboCop svedese, Made in Ikea, ma ha troppo poca personalità. Prova a inventarsi dei movimenti nuovi, quando va in giro con due pistole in mano, ma si ritrova a scimmiottare quelli di Peter Weller senza mai arrivare però a ridare un personaggio all’altezza di quello di Peter.
È anche vero che si trova a dover fare i conti con un personaggio che prima sembra un supereroe per come si muove, poi sembra un macigno con le gambe, poi sembra di nuovo un supereroe, poi lo smontano come fosse della Lego.

Robocop 2014 - Gary Oldman

Siamo riusciti a salvargli la mano destra, che faccio lascio?

 è decisamente il migliore nel film, ma non ci si poteva aspettare di meno da lui. Sembra quello che ci crede di più e riesce a dare un po’ di personalità al suo medico.

 invecchiando si sta trasformando in Anthony Hopkins.

RoboCop 2014 - Michael Keaton

Anthony Hopkins 10 anni e 20 chili fa

 fa un antipatico come solo lui riesce a farlo. Ha la faccia giusta e il resto non conta.

Il resto del cast è dimenticabile… o meglio, mi vorrei dimenticare del Jack Lewis di colore al posto della Anne Lewis con la cicca in bocca e le palle sotto, che la spalla di colore ci deve sempre essere in un film con i poliziotti.
Mi vorrei anche dimenticare di un altro paio di personaggi buttati dentro per urticare i nervi dello spettatore.

RoboCop 2014 - Jakie Earle Haley

Qua è pieno di pistole, ma secondo me devi scegliere una katana, che fa molto più fico!

RoboCop, quello nuovo è un film né bello, né brutto come lo si dipinge in giro.
Avevo sperato fortemente che fosse brutto, perché con i film brutti faccio molto più ridere che non con quelli belli. Però mi son dovuto ricredere, alla fine è solo un po’ noioso, un po’ lungo e sostanzialmente innocuo, più che inutile come ho letto in giro.

La cosa che mi fa davvero tremare è che il finale chiama il sequel.

Per fortuna ci rimarrà sempre il vecchio RoboCop di Paul Verhoeven e non bastano un paio di citazioni come la musica e “Vivo o morto tu verrai con me!” buttate nel film a caso per sostituirlo, quello è solo fanservice.

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"