Bestie da cinema

Me l’avete chiesto a gran voce almeno in due. Potevo deludervi?

Oggi torna, in via del tutto eccezionale, una nuova puntata delle Bestie da cinema.

Una puntata speciale dove parlo di una macrocategoria che ogni tanto nomino nelle mie Nerdcensioni dei film: I Figli Speciali di Gesù.

Così almeno chiarisco una volta per tutte chi sono e come si comportano.

Devo avvertirvi, però, che dato l’argomento trattato il post sarà pieno di espressioni volgari, comunemente dette “parolacce”, quindi potrebbe non essere adatto agli animi più sensibili, come i bambini non accompagnati da un adulto e gli anziani.

Figli Speciali di Gesù

I Figli Speciali di Gesù

I Figli Speciali di Gesù sono una macrocategoria che racchiude, in modo trasversale, altre categorie già trattate in questa rubrica. Per questo, in caso non capiate qualcosa, vi invito a fare riferimento alle parti precedenti.

I Figli Speciali di Gesù sono persone molto fortunate a cui Gesù ha fatto dono di una limitata intelligenza e una incapacità cognitiva del mondo che li circonda. Sono fortunati perché grazie a questo non soffrono delle brutture che tutti gli altri affrontano.
Le loro vite girano intorno a tre necessità basilari che devono essere soddisfatte: il calcio, la figa (per questo a volte sono conosciuti anche come I Calcio&Figa) e rompere i coglioni al prossimo. Le prime due vengono soddisfatte in luoghi preposti, mentre la terza necessità la assolvono un po’ ovunque, dato che la loro insondabile ignoranza gli impedisce di arrivare a capire che i comportamenti che assumono possono ledere la pazienza di chi li circonda.

I Figli Speciali di Gesù (FSdG d’ora in poi) si trovano un po’ ovunque: svaccati sulle panchine nei parchi o nelle piazze, svaccati sulle scalinate, svaccati sui mezzi pubblici, svaccati al cinema e svaccati sul divano di casa loro, ma questi ultimi esemplari sono un problema solo per i loro disgraziati genitori.
A seconda delle culture, i FSdG, vengono chiamati anche in altri modi: Bimbiminkia, Tamarri, TruzziTestedicazzo.
Noi andremo ad analizzare quelli che frequentano i cinema.

Negli anni ’80 e ’90, quando ancora certi termini non erano stati coniati e non si era ancora capito che i FSdG erano una specie a parte, era difficile riconoscere questi esemplari.
Nei cinema, ad esempio, ci si accorgeva della loro presenza in sala solo quando spegnevano le luci e cominciava il film. Subito i FSdG cominciavano a urlare e ridere fragorosamente degli urli.
Soprattutto negli anni ’90 entravano nei cinema armati di penne laser, a quei tempi andavano molto di moda, e le puntavano verso lo schermo facendo vedere a tutti il film con dei puntini luminosi che ballavano sulle facce degli attori, ma soprattutto che sottolineavano le tette delle attrici. La cosa per loro era fonte di ilarità, ma per il restante pubblico no.
Non ho mai amato andare al cinema negli anni ’90.

Oggigiorno si riconoscono più facilmente.
In genere indossano i pantaloni della tuta, o dei jeans bracaloni. Tali indumenti sono portati con una certa nonchalance e lasciano esposto l’elastico delle mutande come segno di riconoscimento. I cani si annusano il culo, loro si controllano che tipo di mutande hanno addosso.
Le loro calzature, in genere, sono scarpe orribili e alcune ricordano gli stivaletti dei pugili.
Sul loro capo troneggia un cappellino da baseball non calzato, ma appoggiato sulla sommità della zucca vuota. Questo perché lo stringono al massimo e poi non gli entra più. Quando li vedete sembrano tutti dei pupazzetti della Lego o della Playmobil.

Girano in branchi di sei o sette individui ciarlando frasi senza senso compiuto inframezzate da parolacce o bestemmie, uniche cose chiare dei loro discorsi. Il loro slang è attualmente allo studio di rinomati linguisti, ma pare che sia una forma di comunicazione simile a quella dei cani fatta di intensità dei suoni, più che di parole. Purtroppo senza una Stele di Rosetta pare che sia impossibile tradurre il loro linguaggio in frasi di senso compiuto.

È impossibile non notarli fuori dai cinema perché sono quelli che tentano di entrare in sala con il Booster, come fossero degli interisti a San Siro.
Una volta capito che al cinema non si può entrare con il motorino, i FSdG si accingono a scegliere il film.

Generalmente partono da casa già preparati perché vogliono vedere quello con De Sica o quello con Zalone, più e più volte.
Studi recenti sono arrivati alla conclusione che scelgono questi due attori perché causano in loro una forte ilarità. Pare che il primo li faccia ridere perché fa le scoregge, il secondo perché è brutto. Testimoni seduti intorno ad un branco di FSdG hanno riferito che, durante l’ultimo film con Zalone, sono andati avanti a dire frasi del tipo: “Minkia Zzio, che brutto che è!” e “Figa Zzio, guarda che faccia Zzalone!” seguite poi da fragorose risate, per tutta la durata del film.
Un FSdG, intervistato, ha confermato che non ha capito nemmeno una battuta di Zalone perché parla troppo forbito, ovviamente il ragazzo non ha detto forbito.

In caso al cinema scarseggino film con De Sica e Zalone, o uno di quei film sullo stile degli Scary Movie, i FSdG puntano su film dove si vedono le tette.
In caso non ci siano nemmeno quelli, dopo lunghe discussioni tipo:
Minkia Zzio, ma quello?
Boh?
Dai figa, fa paiura!
– Boh!
scelgono un film a caso, più attirati dai colori della locandina che dal titolo.

Se davvero vanno a vedere un film dell’orrore è la fine per chi è in sala con loro.
I FSdG sono esseri molto timorosi e si spaventano facilmente, non sono progettati per reggere la tensione, però una regola non scritta del loro branco vuole che non devono farsi vedere deboli e spaventarsi al cinema è segno di debolezza.
Per sublimare la paura, quindi, reagiscono facendo gli sbruffoni e continuando a fare battute ad alta voce e a ridere forzatamente. I più svegli tengono su gli occhiali da sole così da non far vedere agli altri che hanno gli occhi chiusi.
Non nego che i FSdG che si comportano così risvegliano il mio istinto di bracconiere di foche da pelliccia. Però in genere mi trattengo dalla voglia di trascinarli fuori e finirli a bastonate sulla testa.

Se per errore scelgono un film più difficile di un horror, i FSdG applicano due tattiche diverse a seconda di quanto sono numerosi.

Se sono in tanti cercano di capire tre o quattro minuti di film a testa e se lo spiegano a vicenda a voce alta. Tattica ovviamente fallimentare perché, dato il loro limitato vocabolario, ci mettono un sacco a spiegare cosa è successo e quindi quello dopo si perde la parte che doveva capire lui.
Insomma, un macello.

Se sono in pochi, due o tre, passano tutto il film a chattare su Facebook, mandare messaggini e a farsi le foto.
In questo caso la domanda è: perché spendere i soldi per entrare al cinema quando potevano fare la stessa cosa altrove senza dare fastidio a nessuno?
La risposta è nella loro necessità primordiale di rompere i coglioni al prossimo.

Quando escono dalla sala lasciano i loro posti come un campo di battaglia di una guerra combattuta a pop corn e Coca Cola.

Ma i FSdG non sono solo giovani. Raramente volte sono anche anziani che hanno mantenuto quasi del tutto intatto il loro approccio alla vita.
I FSdG anziani hanno un comportamento diverso dai giovani: non girano in Booster e non vivono svaccati. Uno dei loro tre bisogni primari, il secondo, è ormai dimenticato per sopraggiunti limiti fisici, ma gli altri due invece sono rimasti intatti.

Andare al cinema è una serata mondana eccezionale, quindi si vestono di tutto punto con abiti da sera, pellicce e smoking. I più poveri si accontentano di giacca e cravatta.
Per fortuna non hanno la passione smodata per i telefonini, ma mantengono la voglia di fare la cronaca del film in diretta e di commentarlo: “Eh, vedi te se deve fare così chel lì!“, “Oh, ma te sembra possibile?!“, “C’ha le corna, te lo diset mi!“.
Richiamarli al silenzio è tutto inutile, anzi, spesso un richiamo è interpretato come la richiesta di alzare un altro po’ la voce o di aumentare la frequenza dei commenti.

Purtroppo, data la loro natura di anziani, è possibile che debbano andare al bagno più e più volte alzandosi e attraversando la fila.
Il rientro in sala è la pericoloso perché il buio sembra stordirli. Entrano, si guardano intorno e poi, per ritrovare il posto, cominciano ad urlare richiamandosi tra di loro.
Se siamo fortunati hanno scelto posti vicino alle porte della sala e la tortura dura poco. Se siamo sfortunati al rientro hanno sbagliato sala e allora scatta il dramma.

Purtroppo è impossibile contrastare i FSdG o bloccarli prima che entrino al cinema.
Bisogna solo sperare che nelle altre sale diano dei cinepanettoni, o che il film che abbiamo deciso di vedere non abbia una locandina accattivante. Altrimenti si può optare per un film di un certo spessore, evitando quelli che potrebbero contenere esplosioni o donne nude.

Ogni tanto capita che, nonostante tutte le precauzioni prese, ci si ritrovi in sala dei FSdG. Beh, c’è poco da fare, almeno finché non renderanno legale le pistole tranquillanti o i tazer.

Voi, che esperienze avete avuto con i Figli speciali di Gesù?
Siete proprio sicuri di non essere uno di loro?

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"