Farsi la sala cinema - Audio

Come ogni settimana, arriva puntuale come la morte, l’appuntamento con l’Angolo del Tennico, la rubrica semiseria che, in teoria, dovrebbe aiutarvi a scegliere i prodotti migliori, per le vostre esigenze, per farsi una bella Sala Cinema. O quanto meno che vi soddisfi.

Oggi parliamo della parte audio della sala cinema. Vi avverto, qui cominciano a volare i soldi, come se fossimo tutti ricchi sfondati e ci accendessimo le sigarette con i biglietti da 500 euro.

La scelta dell’impianto audio è decisamente la parte dove dobbiamo capire bene cosa vogliamo e regolarci di conseguenza.

Io non sono un audiofilo, la componente audio di un impianto mi piace, mi interessa, ma quello che mi importa veramente è sentire bene in base ai miei gusti. Non mi importa il suono più pulito dell’universo, che mi fa sentire il respiro dei grilli, perché non sono in grado di apprezzarlo fino in fondo e, di conseguenza, mi sono orientato per una scelta audio nella media, ma che mi soddisfa pienamente.

Innanzitutto cominciamo a dividere i componenti audio in 3 macro categorie, che poi vado a spiegare una per una: Entry Level, Mid Level e Hi End.

Entry Level (EL)

Questa categoria è la categoria basa. Si va a spendere da poche centinaia di euro a qualche centinaia di euro. I prodotti EL sono alla portata di tutte le tasche, più o meno, e, cosa più importante, di tutti gli appartamenti.

Soundbar

Esempio di Soundbar con sub woofer

Si parte dalle famose Soundbar. Le Soundbar sono dei prodotti da attaccare alla Tv e al lettore Blu-ray, a volte quest’ultimo ce l’hanno pure integrato, che riproducono un suono decisamente migliore delle casse della Tv.
Le più fighe hanno anche un sub woofer per le basse frequenze abbinato.
I vantaggi sono evidenti: si installano facilmente, non hanno bisogno di 200 cavi e cavetti e di tirare i fili in giro per il mondo, e soprattutto occupano poco spazio.
Le Soundbar hanno un sistema di altoparlanti e delle codifiche interne che simulano il suono avvolgente dell’audio multicanale. Attenzione, ho detto che simulano, quindi fanno finta, non lo producono veramente, anche perché si mettono in un’unica posizione e non si sparpagliano in giro per la stanza. Sono la soluzione migliore per chi non spazio, o non ha voglia di spendere troppo, anche se ce ne sono di costose, oppure ancora non ha intenzione di riempirsi la stanza di canaline e fili per avere il sistema veramente avvolgente. Sono comunque un compromesso.
Per scegliere una Soundbar la cosa importante è vedere la compatibilità con le codifiche audio (DTS, Dolby DIgital, codifiche HD ecc…) e soprattutto la versatilità. Ci posso attaccare la Tv, il lettore Blu-Ray, la Playstation, l’iPod, la chiavetta USB ecc… ecc…

Oltre le Soundbar ci sono i Sistemi Compatti: 2.1, 3.1, 5.1 e così via.

Impianto audio compatto

Esempio di impianto audio compatto

Questi sistemi in genere sono composti da un sintoamplificatore e un numero di casse, all’interno della stessa confezione, oppure da un lettore Br – DvD e le casse.
Il numero indica il tipo di casse comprese:
– 2.1 sta a indicare due casse frontali, un sub woofer. Quindi suono stereo con una pompata ai bassi.
– 3.1 indica le due casse frontali, una centrale e un soob woofer. Suono stereo, con il canale dei dialoghi separato su una cassa dedicata e i bassi separati.
– 5.1 indica 2 casse frontali, il canale centrale, il sub woofer e due casse posteriori. Oltre a quello descritto prima ci sono le casse posteriori per il surround e il suono avvolgente.
I criteri di scelta di un impianto compatto sono gli stessi della Soundbar: compatibilità con le codifiche audio, ingressi (almeno 2 HDMI) e la possibilità di collegare altre cose.
Chi ha una stanza di una certa dimensione e può permettersi di tirare i cavi in giro, può pensare di prendere uno di questi sistemi compatti. L’installazione non è particolarmente difficoltosa, anche se è un po’ laboriosa.
Valgono un po’ più ella Soundbar, l’effetto surround è migliore, se si sceglie il 5.1, e la resa è decisamente superiore.

Il tutto dovrebbe costare meno di 500 €, o comunque non troppo di più, anche perché superata quella cifra si potrebbe cominciare a pensare ad un altro genere di impianto.

Mid Level (MD)

Qui si fa già il salto di qualità, e di soldi spesi. Si va da qualche centinaia di euro, fino oltre il migliaio, dipende da quanto ci facciamo tirare dentro la cosa.

Questi sistemi sono composti da un Sintoamplificatore e dalle casse rigorosamente separate e tutti hanno una loro importanza specifica nell’impianto generale.

Il Sintoamplificatore è il cuore del sistema. I buoni sintoampli, come li chiamiamo noi che siamo in confidenza, partono da poco meno di 400 euro e possono arrivare a toccare i 1000. Paura, eh?

Sintoamplificatore fontale

Il Sintoampli, sempre bello da vedere

Qui dobbiamo stare bene attenti a quello che ci interessa, perché si va da sintoampli 5.1, fino ai 9.2 o 12.2, con tutta la tabellina dell’uno in mezzo. Questo però non significa che ci possiamo riempire il salotto con 12 casse satelliti 2 sub woofer come se fossimo all’Arcadia, ma significa che possiamo avere 2 stanze diverse della casa sono rizzate dallo stesso sintoampli e sentire due cose diverse contemporaneamente. Figo, no? Molto utile per chi ha figli o il dono dell’ubiquità.

Io, che non ho né figli, né il dono dell’ubiquità, né due stanze da sonorizzare, ho scelto un sintoampli 7.1 con una seconda zona, ossia la possibilità di mettere due casse stereo in un altra stanza. Era tutto compreso nel prezzo.

Oltre al sintoampli bisogna comprare, a parte, le casse, noi che siamo in confidenza li chiamiamo anche Finali, Diffusori o Satelliti. Ed è qui che la spesa si alza. Ci sono sistemi di casse da un centinaio di euro tutte quante, fino a un migliaio di euro a cassa.
La logica dice che se compro un sintoampli da 400 euro, non vado a comprarmi casse da 1500 euro l’una, ma compro un set di casse proporzionale alla spesa che ho fatto. La regola fondamentale è che deve essere tutto proporzionato: sintoampli, casse e cavi audio.
Spendere tanto per le casse non significa sentire meglio, ma significa sentire un pochino meglio di casse meno costose. In pratica la spesa non è giustificata dall’aumento della qualità del suono. La stessa cosa vale al contrario, se ho delle casse eccellenti, devo collegarle ad un sintoampli altrettanto buon, altrimenti non le sfrutterò mai per quanto potrebbero rendere.

Sintoamplificatore retro

Visione posteriore di un sintoamplificatore, se non sapete dove mettere le mani è normale, tranquilli

Va da sé che questo genere di soluzione deve essere proporzionata alla dimensione della stanza che dobbiamo sonorizzare e, soprattutto, l’installazione non è agevole, dobbiamo far passare cavi ovunque, disseminare satelliti in giro e sperare che tutto funzioni.

Anche qui la differenza la fanno i sistemi di codifica audio supportati e le cose che posso connettere.

Hi End (HE)

Benvenuti all’inferno. Quando uno decide di farsi un impianto HE si comincia con la carta di credito che si fa il segno della croce e si finisce con vostra moglie che chiede il divorzio, il direttore della vostra banca che chiama la polizia e voi che andate a vivere sotto i ponti, ma con un impianto audio che fa sudare freddo i santi in Paradiso.

Qui non si parla di Sintoamplificatori e basta, qui si parla di Amplificatori, Pre Amplificatori, Finali costosissimi, Sub Woofer che spostano l’asse terrestre se alzati a 3 di volume, Power Supply che ammazzano le fluttuazioni della corrente elettrica di casa, che potrebbero distorcere il suono, e cavi di potenza che costano come una vacanza alle Seychelles di due mesi. Il tutto per una purezza del suono che sfiora il canto degli angeli.

La regola base è che bisogna essere in grado di apprezzarla. Io non sono in grado, come dicevo all’inizio.

Home theater prfessionale

Esempio di Home Theater professionale, basta avere qualche milione di dollari e ce lo possiamo fare tutti quanti

I contro, oltre alla spesa esorbitante, è la difficoltà di installazione, tutti i cavi devono avere della canaline dedicate e non passare insieme ad altri fili, e la calibrazione di un impianto del genere, la necessità di avere una sala cinema dedicata e insonorizzata, un impianto del genere non si abbina ad un semplice televisore, ma come minimo bisogna avere un videoproiettore con le palle e non bisogna vivere in una zona sismica.
Il rischio vero è di non essere mai soddisfatti ed inseguire continuamente una perfezione che a questo mondo non esiste, entrando in un loop di compro e vendo infinito.

Qui si può pensare di fare una vera sala cinema, tutti circondati di diffusori, che non ha niente da invidiare ad una vera sala cinematografica.
Potete anche far pagare il biglietto agli amici, volendo.

Pensavo di scrivere meno, ma ho visto che il post è già troppo lungo, poi siete pigri e non leggete tutto, quindi rimando a settimana prossima le conclusioni e i consigli che sono altrettanto lunghe, tanto non è che state correndo a prendere l’impianto oggi, no?

Come al solito se avete domande, dubbi, curiosità, fatele nei commenti, che vedo se rispondervi direttamente o inserirle nel prossimo post.

 

 

Post precedenti:

Farsi la sala cinema – Scegliere la Tv – Puntata 1

Farsi la sala cinema – La Tv e i cavi video – Puntata 2

Post successivi:

Farsi la sala cinema – Come scegliere l’impianto Audio – Puntata 4

Farsi la sala cinema – Organizzare la Sala Cinema – Puntata 5

Tutti i post Tecnici:

L’Angolo del Tennico

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"