Aliens - Scontro Finale

Ebbene, oggi al Nuovo Cinema Amarcord, per la prima volta in assoluto, si parla di sequel.

I detrattori di questa infima arte sono avvisati e possono già cominciare a lamentarsi, ma i membri del Club Nostalgici, che se mi seguono vuol dire che ne capiscono, possono gioire, perché oggi c’è il sequel diretto di quel capolavoro di Alien, di cui ho già parlato: Aliens – Scontro Finale.

Preparate i biglietti, accomodatevi in sala che si comincia.

Alien, uscito nel 1979, ebbe un successo stratosferico. Era, come avevo già detto, un fanta-horror che aveva come protagonista, per la prima volta in assoluto, una eroina e non un eroe: Ellen Ripley.

Aliens- Scontro Finale parte esattamente da dove si era interrotto il primo film… ma 57 anni dopo, quando Ripley viene finalmente ritrovata e tratta in salvo, insieme al maledetto gatto Jones, solo per essere riportata sul LV-426 in una missione di soccorso per salvare una colonia della Weyland-Yutani che aveva il compito di terraformare il pianeta per renderlo abitabile.

 ha l’intelligenza di non fare un sequel fotocopia dell’originale, ma di espandere il piccolo universo del primo film, dando alcune spiegazioni, e di cambiare genere realizzando un film di fantascienza più improntato sull’azione, ma mantenendo alcune caratteristiche fondamentali, come il senso di claustrofobia e l’essere umano braccato da una forza superiore e inarrestabile.

Aliens - Scontro Finale - Xenomorpho

Superiore e inarrestabile

Aliens – Scontro Finale è il film che fissa nell’immaginario collettivo la figura dello Xenomorpho come viene ancora inteso oggi. Infatti fumetti, videogiochi, spin-off e tutto quello che Alien è riuscito a partorire per fare soldi, viene rimandato a questo film più che al film originale di Ridley Scott.

Nei panni della coriacea Ripley torna , voluta fortemente da Cameron, anche perché non ci sarebbe stata nessun altra che avrebbe potuto vestire i suoi panni, ormai.

Aliens - Scontro Finale - Ripley e Newt

Ma sempre nella merda devo finire?

Questa volta il punto di vista del film viene sovvertito, non c’è più un alieno misterioso che si intrufola in una spedizione spaziale, ma è la spedizione che invece va nella tana dei nemici. In teoria dovrebbero essere preparati, in pratica vengono decimati già al primo incontro con gli Xenomorphi.

Aliens - Scontro Finale - Vasquez

Ho come la sensazione di essere vicina a qualcosa…

Cameron alza la posta: al posto di un temile alieno, riempie la base su LV-426 di esseri e dona loro caratteristiche mimetiche rendendoli ancora più subdoli. L’ispirazione è chiaramente presa dai quadri di H. R. Giger, gli alieni, nel loro habitat, riescono a confondersi con lo sfondo diventando invisibili fino a che non si muovono.
Altra caratteristica nuova è l’attacco in branco e un’intelligenza che supera la mera smania di uccidere: cercano vie alternative per l’attacco se una è sbarrata, passando sopra e sotto i pavimenti.
Il sangue acido diventa un problema fondamentale durante il combattimento, oltre a cercare di fermarli, bisogna stare attenti a non entrare in contatto con il loro sangue e, ovviamente, in un combattimento con sparatorie e alieni che saltano in aria e vengono spappolati di colpi, diventa un problema non indifferente.

Aliens - Scontro Finale - Regina Aliena

Vedo persone, faccio cose, depongo uova…

Per finire, Cameron immagina l’organizzazione aliena come una colonia di insetti, introduce la Regina che depone le uova da cui nascono i famosi Facehugger. La Regina è uno Xenomorpho gigante di 4 metri e 20 centimetri che passa tutto il tempo a deporre uova.
Il compito degli alieni non è quello di uccidere indiscriminatamente e male tutto ciò che si muove, ma di raccogliere corpi ospiti in cui i Facehugger depongono le uova per produrre altri Xenomorphi e allargare le loro fila.
Insomma, gli alieni sono sì predatori, ma il loro scopo è di perpetrare la specie e colonizzare il pianeta.

Però, l’esercito di Xenomorphi, in realtà erano solo sei costumi che giravano, alcuni nemmeno completi.
Il tutto è un abile gioco di regia, luci e inquadrature. Quando ancora la computer grafica non esisteva, bisognava sbattersi per rendere credibili le cose sulla pellicola.

La Regina, invece, era veramente alta 4 metri e 20 centimetri, pilotata da qualcosa come 16 marionettisti, due dei quali all’interno del mostro.
La produzione voleva che il design fosse curato da Giger, ma Cameron rifiutò e la disegnò lui stesso.

La realizzazione del mostro fu invece affidata al mai troppo compianto Stan Winston.

Sempre rimanendo in tema di mostri ed effetti speciali, i Facehugger sono l’unica cosa immutata dal film precedente, funzionavano perfettamente e Cameron non li ha modificati di una virgola, se non aumentarne il numero in una delle sequenze più spaventose del film, quella in cui Ripley e Newt vengono chiuse nel laboratorio, senza armi, e con due Facehugger a piede libero, liberi di muoversi e di dimostrare la loro ottusa ferocia.

Aliens - Scontro Finale - Facehugger

I simpatici Facehugger

Aliens – Scontro Finale ha molte fonti di ispirazione, prima su tutte il libro Fanteria Dello Spazio di Heinlein, da cui poi  trarrà Starship Troopers 11 anni dopo, che viene citata sia nella forma, la squadra di marines che su un pianeta ostile fronteggia una razza aliena, sia nelle battute, infatti il soldato Hudson nomina la “Caccia all’insetto” all’inizio del film, ma un po’ tutta la struttura del film è simile al libro di Heinlein.

Cameron mantiene anche la citazione a Nostromo di Joseph Conrad, chiamando l’astronave, che porta tutti su LV-426, USS Sulaco come la città mineraria del libro.

Aliens - Scontro Finale - USS Sulaco

Ma non è che citare Conrad porta sfiga?

Prima e dopo la lavorazione ci furono però problemi di casting. All’inizio Sigourney Weaver non voleva fare il film, tanto che pensavano di sostituirla con un’altra attrice, ma solo la determinazione di Cameron le fece cambiare idea.
Tra l’altro, nelle scene eliminate e poi inserite nella director’s cut del film, c’è una scena che spiega come mai Ripley si affezioni alla piccola Newt. È dovuto al fatto che Ripley ha una figlia sulla terra, ma durante il suo cryo-sonno durato 57 anni, sua figlia è cresciuta, è invecchiata ed è morta.
La figlia di Ripley, che si vede solo in foto, è in realtà la madre di Sigourney Weaver, Elizabeth Inglis.

Il film che uscì nelle sale durava 131 minuti, la director 148, 17 minuti in più. Fu tagliato per accorciare il film, una volta i film duravano molto meno mentre ora si va avanti ad oltranza pur non avendo un cazzo da dire, e per creare più suspance svelando la trama piano piano e non quasi tutta all’inizio come nella director’s.

Aliens - Scontro Finale - James Remar

Senti ciccio, o vai tu o ti metto le mani in faccia!

Per il ruolo di Hicks all’inizio era statoi scritturato James Remar, ma dopo due settimane di riprese venne licenziato e al suo posto Cameron chiamò , che aveva già fatto Kyle Reese in Terminator.
In alcune scene, soprattutto quando la squadra entra nel complesso, si vede ancora remar di spalle perché non si poteva rigirare tutto da capo.

Aliens - Scontro Finale - Michael Biehn

Signorsì Signor Cameron, sempre al suo servizio!

Sempre dal primo Terminator sono stati richiamati , l’androide Bishop che fa un veloce riassunto delle Tre Leggi della Robotica di Asimov per convincere Ripley che non tutti gli androidi sono stronzi come Ash.

Aliens - Scontro Finale - Hudson

Venifano fuori dalle fottute pareti, venivano fuori da lì!

E soprattutto , il soldato Hudson.
Hudson è il mio personaggio preferito: sarcastico e un po’ pirla, ma sono sue le battute migliori e soprattutto è lui che urla la mitica: “Vengono fuori dalle pareti! Vengono fuori dalle fottute pareti!” quando vengono attaccati dal branco di Xenomorphi la prima volta che si avvicinano al nido.

Aliens - Scontro Finale - Meka Ripley

Stai lontana da lei, maledetta!

Altra battuta entrata nella storia è quella finale di Ripley quando appare dentro il robot da trasporto per fermare la Regina che sta per prendere Newt: “Stai lontana da lei, maledetta!

Tutto il cast dei marines venne mandato per due settimane ad addestrarsi con i SAS inglesi per aumentare la credibilità del loro comportamento nel film.

Aliens - Scontro Finale - Cast

Ready to kick some Xenomorpho’s ass!

Per lo stesso motivo ognuno ha potuto personalizzare la propria corazza come più gli piaceva, tranne ovviamente Biehn che si è dovuto prendere quella personalizzata da Remar.

Le armi erano tutte elaborazioni e assemblaggi di armi vere, per avere il look fantascientifico giusto, con tanto di display per il numero di colpi rimasti.

Aliens - Scontro Finale - Armi

La potenza è nulla senza un’arma del genere!

Ma le mie armi preferite del film rimangono senza dubbio le Smart Gun M56 che usano Vasquez, e Drake.
In realtà erano delle mitragliatrici MG42 tedesche attaccate ad una imbragatura per la Steady Cam. Nonostante tutto mi hanno sempre dato un senso di potenza che nessun altra arma di fiction mi ha mai dato… nemmeno il Grillo Tonante del primo Man In Black.

Aliens – Scontro Finale è uno degli esempi che i sequel si possono fare e possono venire pure belli quanto l’originale, basta avere idee e capacità di realizzare un film che non sia solo la copia pedissequa dell’originale, ma che sia un film indipendente, capace di stare in piedi da solo.

Aliens - Scontro Finale - Lance Henriksen

Ecco, ho trovato il segreto del sequel: fare un film decente

Personalmente non riesco a dire se sia meglio il primo Alien o Aliens – Scontro Finale, adoro entrambi per motivi diversi, ma allo stesso modo.
Posso dire con certezza, però, che non mi piacciono i successivi sequel.

So che SisterDeath mi cazzierà per questa affermazione, ma mi faccio perdonare dedicandole il post, visto che ha un po’ di sfiga in ‘sto periodo, e non dicendo a nessuno che è la sosia di Ripley.

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"