Scegliere l'impianto Audio

Come ogni settimana torna L’Angolo del Tennico con i consigli e le cose da sapere su come farsi una bella saletta cinema in casa propria.

La settimana scorsa ho parlato della classificazione, in base al nostro budget e alle nostre pretese, degli impianti audio.

Siccome ero andato un po’ lungo, ho deciso di rimandare ad oggi la descrizione delle caratteristiche minime che un impianto audio, di qualsiasi fascia di prezzo, dovrebbe avere e quelle di cui possiamo fare a meno perché inutili o fuorvianti.

Oggi vediamo proprio queste cose.

Caratteristiche che un impianto audio deve avere.

Connessioni

Ecco un sintoampli che ha tutte le connessioni che servono… pure troppe

Connessioni

Le connessioni sono importanti: se ho speso dei soldi, o voglio spendere dei soldi, devo riuscire a collegare tutto quello che ho in casa, in grado di emettere un suono, all’impianto audio, che sia un Entry Level o che sia un Hi End.

Quindi la prima cosa che devo guardare è quante cose posso collegare a quello che ho, ossia, quante entrate ha, che tipo di connessioni e il numero di uscite, quindi se ho una o più console per giocare, il lettore Blu-ray, il lettore DvD, il videoregistratore, l’iPhogne, o qualsiasi altro SmartPhone, la radiosveglia, la Tv e tutto il resto, devo assicurarmi che quello che sto comprando si possa collegare a tutto quello che ho.

Oggi viaggia tutto, più o meno, su HDMI, di conseguenza va da se che il mio impianto debba avere un po’ di queste entrate e almeno un uscita, in modo da collegare le console, la Tv e il lettore Br all’impianto, a mno che io non voglia munirmi di uno switcher HDMI che mi permette di collegare tutto lì così da cambiare entrata e uscita quando ne ho bisogno. Gli switcher HDMI rovinano un po’ il segnale, soprattutto quelli economici, quindi pensateci bene prima di comprarli.

La Tv sarebbe meglio collegarla, sempre con il cavo HDMI, all’uscita dell’impianto HDMI ARC. Tutti, o quasi, gli impianti nuovi, e le Tv, hanno l’uscita ARC, se non ce l’ha probabilmente è un modello vecchio. Questa uscita permette il ritorno dell’audio dalla Tv, significa che se accendete la Tv e poi l’eventuale sintoampli, sentite l’audio della Tv nell’impianto senza bisogno di altri collegamenti.

Altra entrata che l’impianto dovrebbe avere è quella Component, da abbinare all’entrata ottica digitale, per collegare il vostro lettore DvD, visto che siete dei nostalgici. La Component è una trasmissione di dati digitale per contenuti a bassa definizione. Praticamente l’anello di congiunzione tra la Scart e l’HDMI, ma veicola solo il segnale video. Per veicolare anche quello audio dai lettori DvD è necessario quella ottica digitale o al massimo Coassiale.

I Tv e i sintoampli più recenti dovrebbero avere anche l’HDMI MHL che è l’entrata a cui collegare tablet e telefonini. Il cavo, comprato a parte, ha praticamente lo spinotto classico per il telefonino da una parte e dall’altra uno spinotto HDMI. Lo collegate alla Tv o al siantoampli in questa uscita e, con il telecomando dell’apparecchio a cui l’avete collegato, potete pilotarlo comodamente svaccati dal divano, così potete far vedere ai vostri amici tutte le foto che vi siete fatti ai piedi con Instagram. È utile anche per riprodurre gli MP3 o i filmati di vostro figlio che avete sul telefono.

Gli impianti più recenti hanno anche tutte le varie connessioni per collegare la roba della Apple e pilotarla dal telecomando, visto che la roba Apple è fighetta e non si mischia con il resto dei dispositivi plebei, ha bisogno di connessioni a parte.

Ultima, ma non ultima, è la Porta USB. Non serve solo a vedervi i film che vi scaricate da e-Mule, o meglio, non solo, ma serve per aggiornare il software del vostro impianto in modo che, invece di diventare obsoleto in un paio di mesi, diventi obsoleto nel giro di un anno, quindi vi duri di più.
Le ditte serie, i cui componenti costano, in genere fanno uscire degli aggiornamenti software per i loro dispositivi, per correggere bug o implementare e migliorare le varie codifiche.

Altre entrate/uscite, collegamenti alla rete wi-fi e tutto il resto, sono più o meno utili, ma queste sono quelle davvero importanti. Insomma, ci stiamo facendo la sala cinema, il VHS, il grammofono e internet non ci interessa molto collegarli.

Dolby e Dts

Formati audio, cambiano nome ogni 5 minuti, ma sempre quelli sono

Formati audio multicanale

Qui viene il bello. L’impianto audio deve supportare i seguenti formati audio: Dolby Digital, Dolby True HD, Dolby Pro Logic II, DTS e DTS Master Audio.

Cosa sono questi? Sono codifiche audio multicanale (5.1, 7.1 ecc…). Sono compressioni della traccia audio che in genere si trovano su tutti i Br e che quindi servono a sentire bene i film, o quello che volete.
Un impianto che si rispetti dovrebbe supportarle tutte.

Il Dolby e il DTS, in parole povere, prendono una traccia audio e la comprimono, ossia tagliano via le frequenze che l’orecchio umano non riesce a sentire, perché noi non sentiamo tutto lo spettro sono presente al mondo.

Il Dolby è un po’ più compresso del DTS, ossia taglia più frequenze, e quindi è la traccia base che c’è ovunque perché occupa meno spazio.
Il DTS ha uno spettro sonoro più ampio, occupa molto più spazio sui dischi e viene scelto meno come formato da mettere sui dischi.

Il Dolby True HD e il DTS Master Audio sono le versioni ad alta definizione, e a più canali, del Dolby Digitale e del DTS. I parenti fighi, diciamo.

Il Dolby Pro Logic II invece è un algoritmo che trasforma un segnale stereo in un segnale a 5 o più canali. Funziona e non funziona, io lo uso pochissimo e sempre in automatico.

Un impianto deve supportare queste codifiche per essere decente.

Adesso viene il bello: il lettore Br come deve essere impostato per queste codifiche, in PCM o in Bitstream?

Se l’impianto audio le supporta deve essere impostato in Bitstream, perché il lettore prende la traccia audio così com’è sul disco e la manda ancora compressa al sintoampli che lavora lui per decomprimerla e farcela sentire. È la scelta migliore perché il sintoampli fa quello di mestiere: decodifica l’audio.

Se l’impianto non supporta queste codifiche allora il lettore deve essere impostato su PCM, ossia decodifica lui i formati audio e li manda non compressi al sintoampli, il quale non fa altro che distribuirli alle varie casse. La qualità perde perché il lettore BR non fa altro che trasformare un DTS MA, per fare un esempio, in un DTS normale e mandarlo al sintoampli che, di fatto, non lavora.

Quindi assicuratevi che il vostro sistema supporti tutto e andate sul tranquillo.

Microfono di calibrazione

Perché impazzire quando un microfono risolve tutti i problemi?

Calibrazione

La calibrazione di un impianto audio è importante. Se non lo calibrate è possibile che, per quanto bello, sentiate male, tipo non sentiate i dialoghi, mentre i canali posteriori ogni volta che partono vi sbattono giù dal divano.

Tutti gli impianti si possono calibrare.

Le Soundbar in genere non hanno sistema di calibrazione perché non ne hanno bisogno, tutti gli impianti multicanale invece ne hanno bisogno eccome.

Quelli meno costosi hanno una funzione che vi fa sentire un suono, in genere è un Psssshhhhh che esce dalle casse, per ogni canale e voi alzate e abbassate i canali fino a che non li sentite tutti pari allo stesso modo.

Quelli più costosi, invece, non si affidano al vostro orecchio, ma vengono venduti con un microfono da posizionare sul posto d’ascolto e calcolano in automatico, per ogni canale, la distanza dal punto d’ascolto alla cassa, il riverbero, il volume, l’onda stazionaria, l’equalizzatore e tutte queste cose che, da soli, a meno che non siate RoboCop, non potete regolare. In pratica collegate il microfono, fate partire la calibrazione e dopo 20 minuti tornate che avete l’impianto perfettamente calibrato, o quasi, per dove vi dovete sentire i film.

Caratteristiche che possiamo ignorare in un impianto audio.

THX

La fregatura ad alta qualità

THX

Questa sigletta stampigliata su, ormai, quasi tutti i prodotti possiamo anche ignorarla in quanto non serve a niente.

Il THX non è altro che una certificazione di qualità dei materiali utilizzati, del metodo di costruzione e di come una roba viene riversata su disco.
Tradotto in parole povere: io costruttore di impianti audio chiamo il signor THX, lui viene da me, dà un’occhiata a come lavorano nel mio stabilimento e decide se quello che vede è conforme allo standard di qualità THX.
La visita del signor THX è a pagamento, ossia, io pago per farmi certificare.
Se nell’ultima frase trovate qualcosa di strano siete sulla strada giusta.

Una volta la certificazione THX faceva la differenza, era un sigillo di qualità, ora questo sigillo ce l’hanno tutti e si sa, se una cosa ce l’hanno tutti è identico a come se non l’avesse nessuno: non fa alcuna differenza tra un impianto e l’altro.

Chi non ce l’ha, tra l’altro, non deve nemmeno dichiarare di essere stato bocciato dal signor THX, può benissimo dichiarare di non essere interessato a tale certificazione.

Quindi, di che stiamo parlando? Del sesso degli angeli.

Dsp

Dritto dritto nel portafoglio

Programmi DSP

Altra roba da non tenere in considerazione sono i programmi DSP.

Questi programmi sono quelli che, in teoria, migliorano il suono a seconda di cosa state riproducendo: film, musica, Tv, dialoghi, esplosioni, cazzi&mazzi.

In un buon impianto sono totalmente inutili, mentre in un impianto scarso sono indice della scarsità. Se un impianto è buono non ha bisogno di un processo software che migliori il suono, è pura logica, in un impianto scarso invece una twickerata al suono serve, così non sembra che esca dalla cornetta del telefono.

Quindi, se potete, evitate di comprare qualcosa che vi promette di migliorare il suono usando un programma apposito.

Pulirsi le orecchie

Altro tipo di calibrazione dell’impianto audio, prima di alzare il volume a manetta

Watt in uscita

Altra cosa da non tenere in considerazione sono i Watt in uscita.

Il calcolo di questa potenza di uscita, come del resto quello del Contrasto sulle Tv, ha un che di misterioso e molto simile alla magia.

Se andate a vedere un impianto che promette una potenza di 1000 Watt per canale in uscita e un consumo in funzione di 20 Watt non c’è molto da fidarsi, a meno che non contenga una piccola centrale nucleare che è capace di trasformare 20 Watt di consumo in 1000 Watt di uscita per canale, che per 5 canali fanno 5000 Watt.

In realtà l’impianto non serve a far incazzare i vicini, litigare con la moglie/ragazza e spaccare finestre e bicchieri alzando il volume fino al dolore fisico. Un impianto deve far sentire bene e chiaro ad un volume basso.

Comunque stiamo parlando di film i cui o parlano, o ci sono inseguimenti, sparatorie ed esplosioni. La purezza del suono in un’esplosione serve fino ad un certo punto, alla fine bisogna sentire bene quello che i protagonisti dicono o capire che uno sta sgommando.

Certo se siete degli audiofili e vi comprate il concerto della Filarmonica di Mosca in Br magari la purezza del suono conta, ma per il resto è relativa. Quindi orientatevi anche in questo senso nella scelta dell’impianto.

Se dovete vedere solo film andate su impianti meno costosi e quel tanto performanti per godervi quello, se invece puntate alla purezza del suono e i film sono solo una delle cose che dovete sentire con il vostro impianto, allora vale la pena spendere un po’ di più.

Con questo credo di aver coperto tutto quanto ci sia da dire sugli impianti audio. Settimana prossima vediamo come sistemare fisicamente la sala cinema, ossia dove metto cosa, nel modo migliore rispetto a quello che abbiamo a disposizione.

Come al solito se avete domande, volete che spieghi meglio o vi accorgete che ho saltato qualcosa, ditelo nei commenti che cerco di integrare il post oppure ve lo spiego direttamente.
Parlo solo delle cose che conosco, non mi arrischio a darvi consigli su cose che non ho mai usato, visto che mi è stato detto che non parlo delle cuffie, ma quelle non le ho ami usate, quindi non saprei proprio che cosa dire.

 

 

Post precedenti:

Farsi la sala cinema – Scegliere la Tv – Puntata 1

Farsi la sala cinema – La Tv e i cavi video – Puntata 2

Farsi la sala cinema – Le basi dei componenti Audio – Puntata 3

Puntate successive:

Farsi la sala cinema – Organizzare la Sala Cinema – Puntata 5

Tutti i post Tecnici:

L’Angolo del Tennico

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"