Le frasi dei film da pronunciare nella vita di tutti i giorni – 2

Le frasi dei film

Visto che la prima parte vi era piaciuta un sacco, o così mi è parso, ecco a voi la seconda sulle citazioni da usare nella vita di tutti i giorni.

Alcune mi erano avanzate dall’altra volta, qualcun altra l’ho presa dai vostri commenti e ho usato la mia mente contorta per contestualizzarle.

Perché non si sa mai quale frase epica potrebbe salvarci la vita nel momento del bisogno… oppure farci fare una pessima figura nel momento meno opportuno.

Cominciamo subito la mattina presto. Uno si sveglia, si lava la faccia, poi va in cucina a fare colazione.
Sapete come si dice, no? Caffè, sigaretta e… “Mi piace l’odore del Napalm al mattino.“, che poi bisogna aprire tutte le finestre e buttare giù i muri per far uscire l’odore del Napalm appena sfornato dal bagno.

Ma la vita è una guerra, dal mattino alla sera.
Si comincia subito in tangenziale, tutti bloccati e stipati nelle proprio macchine, incolonnati, con gli idioti con il Suv che tagliano a destra e a sinistra per beccare la fila che cammina di più.
Quando piove, poi, è la morte della civiltà. Gente che non usa mai la macchina ci si infila dentro e, ignorante, si butta in strada creando ancora più caos. È in quei momenti, quando le sere d’inverno tento di tornare a casa con la pioggia forte che batte sui finestrini con l’intenzione di affogare tutti, che guardo il cielo e dico: “I consigli del vecchio Pork Chop Express sono preziosi, specialmente nelle serate buie e tempestose, quando i fulmini lampeggiano, i tuoni rimbombano e la pioggia viene giù in gocce pesanti come piombo. Basta che vi ricordiate quello che fa il vecchio Jack Burton, quando dal cielo arrivano frecce sotto forma di pioggia e i tuoni fanno tremare i pilastri del cielo. Sì, il vecchio Jack Burton guarda il ciclone scatenato proprio nell’occhio e gli dice: Mena il tuo colpo più duro, amico. Non mi fai paura!

Ma il peggio è a Milano, una città congestionata per la sua stessa natura. Tutti di fretta, tutti impegnati, che guidano come se non dovessero fare prigionieri e, appena trovi un parcheggio entro 2 chilometri da dove devi andare, c’è lo stronzo con il Suv che si infila fregandotelo. Allora ti fermi accanto a lui, scendi dalla macchina e gli gridi: “Ehy, Biondo, lo sai di chi sei figlio tu? Sei il figlio di una grandissima PuttaAa-Aaa-Aaaaaaa Ua Ua Uaaa….” imitando la musica di Morricone.
Poi però bisogna essere veloci a rientrare in macchina e partire in fretta, prima che il Biondo ti metta le mani addosso.

Ma il resto della vita non è esente da altre rotture di palle.
Tipo la vita coniugale, quando lei comincia a rompere le scatole perché: stai ancora giocando con la Playstation; non hai ancora portato giù la pattumiera; non hai fatto i piatti; non hai apparecchiato; non hai fatto una roba che ti aveva chiesto 3 giorni fa e che tu nemmeno avevi sentito ti avesse chiesto… allora fermi tutto, la guardi in faccia e le dici: “Lasciami stare o scateno una guerra che non te la sogni neppure!
Però mentre lo dici sai già che la guerra non riuscirai a vincerla. Sai che la scateni, poi alzi bandiera bianca, perché appena lo dici lei ti guarda con gli occhi a fessura e le labbra bianche da tanto sono serrate… e allora spegni la Play, fai i piatti, apparecchi, porti giù la pattumiera e, miracolo, ti viene in mente cosa dovevi fare 3 giorni prima… e sai che per almeno una settimana non potrai toccarla, altrimenti ti saltano le dita.

Però poi passa, una sera, quando sei rannicchiato sull’orlo del letto, perché lei dorme a croce con quei piedini freddi come la morte, lei si avvicina, ti da un bacino sul collo, comincia ad accarezzarti con le manine congelate e allora senti un brivido che ti corre lungo la schiena, non sai se è per la sua temperatura prossima allo zero assoluto o per l’emozione della carezza, però capisci che finalmente ce n’è, e allora ti giri di scatto, salti in piedi sul letto e gridi, che anche i vicini lo sappiano: “SI PUÒ FAREEEE!!!!“, anche perché: “Fare o non fare, non esiste provare.
Poi però bisogna farsi passare subito gli occhi spiritati, perché sennò salta l’occasione.

Ma la cosa che mi spaventa di più sono i parenti. E le feste comandate. E ancora di più i parenti durante le feste comandate.
Chi ha famiglie numerose lo sa, quando ci sono queste feste si fanno dei pranzi che per misurarne la durata bisogna usare il calendario. Grande Giove! I parenti cominciano a sciamare in casa la mattina presto, tutti carichi di roba da mangiare, la porta sembra che si sia aperta sull’inferno, continua a far entrare gente: zie, zii, cugini, i figli dei cugini, le mogli dei cugini, i nipoti di ogni età e dimensione e tu sei lì che fissi la fiumana di gente: “Esplosioni verdi, gente che entra e esce volando, ah non può essere vero, io chiamo la polizia…

Poi tutti e 8000 quanti siete vi mettete a tavola a mangiare come se il mondo dovesse esplodere di lì a poco e tutti che si buttano sul cibo, spazzolando prima le cose che ti piacciono di più. Tu mangi in fretta tenendo d’occhio l’ultima fetta di roba che adori, quando all’improvviso la zia ottuagenaria che deambula a fatica, ma mangia che sembra il Nulla de La Storia Infinita, allunga la forchetta verso quella fetta e allora ti scappa, impossibile fermarla, esplodi con: “Stai lontana da lei, maledetta!

Il pranzo passa, sei stato scomunicato per aver dato della maledetta alla vecchia zia, però sei sazio. Il cibo ce l’hai tutto sulle palpebre, i cinque caffè ristretti, neri, senza zucchero non hanno sortito l’effetto desiderato e hai un sonno che ti porta via. Ovviamente è lo stomaco che richiama a sé tutto il sangue del tuo corpo per provare a digerire, lasciando il resto a corto di ossigeno, infatti sei pallido, ma hai la pancia rossa come il Gabibbo.
Cerchi un posto dove dormire, sul divano sono già collassati gli zii e il salotto sembra una segheria canadese per quanto russano. Vai in quella che era camera tua, ma ci sono i bambini che giocano con le tue cose, non hai le forze per strappargli di mano la roba, provi in quella che era la camera di tuo fratello, ma anche lì ci sono bambini, in camera dei tuoi c’è lo zia che non si trovava più e per cui volevano denunciare la scomparsa, sembra che ci siano parenti ovunque, anche sul balcone, si moltiplicano come Gremlins in piscina, e in corridoio, disperato: “Vengono fuori dalle pareti. Vengono fuori dalle fottute pareti!

Per finire c’è sempre il lavoro, il maledetto lavoro che ci impegna tutto il giorno, che quando devi chiedere un favore ad un collega è sempre un macello, devi pensare a cosa puoi barattare per quel favore e alla fine, dopo enormi sforzi, ti viene: “Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare.

Però, come tutti sappiamo, la vita aziendale si svolge alla macchinetta del caffè. Lì si sanno sempre le news, i pettegolezzi e quando te ne scappa uno e il collega ti chiede chi te l’ha detto e tu non puoi rivelare la fonte perché è segreta, allora tiri fuori la frase: “Ci sono solo due persone di cui mi fido: una sono io, l’altra non sei tu.

Comunque, ragazzi, con questo non voglio dire che sono un uomo di mondo e che la vita per me non ha più segreti, anzi, sono convinto che il nostro pianeta ci riservi ancora molte sorprese e che bisogna essere dei deficienti per credere che in questo universo siamo soli.

 

Post precedenti:

Le frasi dei film da pronunciare nella vita di tutti i giorni

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"

32 pensieri su “Le frasi dei film da pronunciare nella vita di tutti i giorni – 2

  1. C’è un altro enunciato di Jack Burton che – nella sua wayniana essenzialità – mi piace molto e che, innumerevoli volte, mi piacerebbe anche solo pensare con la medesima convinzione:

    – Quei figli di puttana la pagheranno.

  2. di fronte a una reazione o ad un fatto senza senso si può rispondere in due modi ed entrambi citando D.N.A.:
    – 42.
    – Ho sempre pensato che nell’universo ci fosse qualcosa di fondamentalmente sbagliato.

  3. Era ora che qualcuno rievocasse il mitico e grande Jack Burton! E’ tutta una vita che continuo a dire “come dice sempre il vecchio Jack Burton” :’)
    Kmq non lo so perché (magari perché sono fissata con le citazioni) ma quando fai questo genere di post sembra di rivivere la mia vita… io ragiono esattamente così, e non è una battuta, è veramente così! :D

    Mio applauso speciale è per: “stà lontana da lei, maledetta” che in inglese suona meglio ma ci piace lo stesso.

    • Eh, lo so che vivi così, siamo in 2… io le faccio pure involontarie :D

      Se gliela dicevo in inglese, a mia zia, non l’avrebbe capita e avrebbe mangiato la fetta :P

      Comunque, pure stavolta me ne sono dimenticata una che faceva riderissimo… mi toccherà farne un altro di questi post :(

      • E’ vero tu le fai anche inconsapevoli, il tuo è uno stadio terminale! XD
        Hai ragione non avevo pensato alla zia, ma alla frase in assoluto… anche se ammetterai che, sopratutto alcune, in lingua originale sono da libido!

        Sai benissimo se su questi post qui, mi trovi sempre d’accordo! U_U

  4. Vorrei ricordare anche

    “L’uomo coraggioso ama sentire la natura sulla pelle”
    “E l’uomo saggio ama usare l’ombrello quando piove!”

  5. Alcune sono inflazionate,
    per esempio rispetto a quella da te citata del buono-brutto-cattivo

    io preferisco usare:

    “sto cercando un mezzo sigaro con dietro la faccia di un figlio di cagna, alto, biondo e che parla poco”

    oppure

    “io dormirò tranquillo, perché il mio peggior nemico veglia su di me”.

    Fanno più effetto e magari uno non se le aspetta

    Io, poi, ne uso diverse anche di Troisi.
    Ci sono un sacco di suoi ragionamenti geniali.

    Ad esempio quando viene mollato dalla ragazza in “Scusate il ritardo” e ne parla con Lello Arena.

    La semplifico un po’

    “Ma ha un’altro?”
    “Macché. Magari. Se mi avesse lasciato, chessò, per questa bottiglia, allora io sapevo che dopo la bottiglia c’ero io. Sono il secondo nel mondo che lei ama. Invece no: è come se mi avesse detto io sono da sola, non ho nessuno, ma con te non ci sto manco se mi uccidono”

    Secondo me è di una logica impareggiabile.

    • Non so se l’avevo già detto, ma io non sono un estimatore di Troisi… non sempre riesco a capire quello che dice e la cosa mi innervosisce, ma capisco che è un mio problema :D

      Sì, quella del Tuco è un po’ inflazionata, però che ci vuoi fare, a me piace ed è più diretta :D

  6. Divertentissimo post…grazie MrChreddy mi hai risollevato la giornata…volevo andarmene a casa tra mobbing e dolore fisico acuto ma grazie a te… si può fareeeeeeeeee :D

  7. Per quanto mi riguarda, io ripeto le battute dei cartoni animati durante la giornata come una deficiente…

    Così capita di emulare Panico (da “Hercules”) quando, offrendo la bottiglia d’acqua a mia sorella, le dico: “………..Sete???” E quando vedo qualcosa che non mi piace per casa mi trasformo in Ade: “COSA… SONO…. QUELLI???????”

    Oppure, quando mi viene in mente qualcosa: “IL CONTADINO!!! ALLA LOCANDA!!!…………..Non ha pagato il conto!!” (Alla Kronk)

    Oppure, guardando una mia amica sbronza che si rotola per terra: “GUARDATE!! E’ IMPAZZITA!!” (Facendo anche le espressioni facciali del Cappellaio Matto e di quello scoppiato del Leprotto)

    Oppure, quando mia madre mi dà degli ordini: “SIIIIII…. MAESTADE!!”

    Sennò sclero con qualche uscita senza senso, giusto per spezzare un silenzio troppo prolungato, ma che di per sé non ha alcuna attinenza con la situazione, suona semplicemente stupido.
    Tipici esempi: “IL BASTONE, JACK!!” (da le 5 leggende. Il modo in cui quello spazzacamino di Pitch lo dice mi ha sempre fatto sbragare e la cosa drammatica è che non so il perché!)
    Oppure: “Auiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiaiapumbabambueeeeeeeeeee…” (lo sclero di Timon alla fine della sua esibizione canora In the jungle..)
    Oppure canticchio la smandolinata di Miguel di La strada per El Dorado all’inizio del film… O peggio, mi metto a recitarlo da sola come una vera spastica…

    Insomma, un’idiota terminale.

    Noterete che nei miei esempi non è mai incluso un esemplare maschile ad assistere alla mia depravazione mentale. C’è un motivo.

    L’ultimo che ha assistito alla mia esibizione sulla Maga Magò non lo vedo da 5 anni… Così ho saggiamente smesso di mostrare fuori casa le mie manie…

    Tuttavia mi diverto troppo. Mi rammarico solo di non riuscire a fare la voce di Paperino per i momenti di sclero totale… Sigh… Sarebbe epico… :'(

  8. Salve, MrC.
    Premesso che io non fumo, e che approvo l’informazione misurata (visivamente) sui rischi del tabagismo, da liberale ho zero simpatia nei confronti della repressiva paranoia salutista, cui non sfugge – quale vittima – neppure l’uomo più potente del mondo (acronimo POTUS).

    Quindi uno dei miei sogni proibiti, tipo Walter Mitty, sarebbe di farmi una sigaretta in qualche luogo assurdamente vietato, soltanto per il gusto di replicare come Sharon Stone durante il famoso (per altro) Q&A di «Basic Instinct»:

    – Non si può fumare, in questo edificio.
    – Che cosa volete fare, incriminarmi per fumo?!

    Merita perfino l’originale: “What you are goin’ to do, charge me with smoking?!”

    —————————————————————————

    Oltre alle cine-frasi che amerei ripetere, ci sono poi quelle che amerei ancor di più “sentirmi” ripetere; per esempio, e proprio in una delle situazioni che tu hai descritto, la seguente:

    – Serviti il pasto, cowboy!

    (Magari senza poi dover scappare dalla finestra, rimanendo in equilibrio precario sul cornicione).

    • Ahahaha, basta che insieme alla citazione sul fumo, poi non citi l’accavallamento di gambe senza mutande :D

      Serviti il tuo pasto Cowboy! non è male da sentirsi dire, ovviamente dalla persona giusta, in quella situazione e non dalla nonna che ti ha preparato 5 chili di lasagne :D

    • Esistono (nel mio repertorio) almeno un paio di frasi adatte anche alla situazione opposta, quando si sia ricevuto da lei un segnale – più o meno esplicito – che “non ce n’è” ma, imperterriti, si voglia continuare a provarci.

      1) Si può citare l’immenso Walther Matthau, che in «The Couch Trip – Lo strizzacervelli» (a sua volta, credo, mutuando da Groucho Marx) dichiara a Donna Dixon Aykroyd:
      – So di avere provocato in lei solo disgusto, alla prima impressione; ma è da lì che comincerò a costruire.
      ————————————————————————————————————-

      2) Più morboso copiare la replica di Robert Davi, in «Raw Deal – Codice Magnum», alla stilettata di Kathryn Harrold:
      – Non verrei a letto con te nemmeno se fossimo noi due soli su un’isola deserta.
      – È un piacere, essere ferito da te…

      Ma in questo caso bisogna prima accertarsi che non ci sia nelle vicinanze Arnold Schwarzenegger, o chi per lui, pronto ad interloquire con fisica rudezza:
      – Se vuoi, questo piacere posso fartelo io…

  9. Ho visto Vita di Adele.
    Sì ok, 6 minuti di scene saffiche
    che fanno molto “io sì che so azzardare”

    sì ok, la famiglia della ragazza coi capelli blu è progressista e mangia ostriche

    quella di Adele è conservatrice e mangia spaghetti, ok, l’ho capito il sottotesto, non c’ho la sveglia al collo, non c’è bisogno che mi fate cucinare spaghetti per tutto il film a quella
    e dipingere il solito ritratto nuda a quell’altra

    e la tizia coi capelli gusto puffo che me la mena con “sai che diceva Sartre”? No perché lei legge Sartre, dipinge, ha amici radical chic che si interrogano sul senso della vita ed è lesbica

    mentre tu, Adele, sei una povera ragazzina confusa, che non ha capito una mazza e gira coi capelli a fontana, e siccome non ha ancora capito niente, cucina spaghetti per mezzo film e piange per l’altra metà .

    Sì vabbè, tutto questo l’ho afferrato, tranqui.

    Ma qual è la parte in cui mi si giustifica la palmad’oro?
    No, per sapere.

    Ah, già, la parte saffica, è vero.

    A posto così.

    • Messere, il film in questione ho provato a vederlo giusto settimana scorsa.

      Arrivato a, credo, un’ora di film ho spento che non ne potevo più.

      Non ne potevo più dei primissimi piani stretti su ogni cosa. Non ne potevo più di quella faccia da cazzo lacrimosa di Adele. Non ne potevo più di sentir snocciolare cultura ad minkiam.

      La scena saffica mi ha messo a disagio e mi ha fatto venire i crampi alle dita e alla faccia.

      Non ci ho trovato niente di bello né di interessante in quel film.

      Secondo me un film sull’omosessualità (se era questo l’intento del regista) riuscito molto meglio è 2 Guns – Cani Sciolti.

      Mi sa che non finirò di vederlo, anche perché La Vita Di Adele non ha niente di interessante da raccontare. A meno che non si ami vedere delle teenager nude, ma anche in quel caso ci sono film migliori. :)

      • No, Mister
        per fortuna e grazie a Dio quelle due NON erano teenagers

        altrimenti quel film sarebbe stato (almeno in Italia, ma anche altrove) illegale.

        Le attrici, al momento in cui si è girato, erano già maggiorenni.

        Sì, poi, il punto è che il film manca totalmente e si sono inventati sta cosa dell’amore saffico come riempitivo

        nonché per far scandalo.

        Un tempo la palmadoro la davano a Pulp Fiction, per dire.

        Ora la danno a la vita di adele.

        E vabbè.

        • P.S. Su Cani sciolti non saprei.
          M’è piaciuto così poco che l’ho già rimosso.

          Ricordo solo che tra gli attori c’era uno che assomigliava a Denzel Washington

          ma, a differenza di quest’ultimo,

          recitava molto peggio.

          Non vorrei che qualcuno l’avesse confuso con quello vero.

          • Lo so che le tizie sono maggiorenni, ma nel film i personaggi sono minorenni ed era una battuta sul fatto che se a qualcuno piace vedere quelle cose, può buttarsi sul porno che è più esplicito.

            Quella su Cani Sciolti (che so che non ti è piaciuto manco per sbaglio) era una battuta, perché il film ha un forte tratto di bromance che sfiora l’omosessualità… volendo vederlo sotto quell’aspetto, diciamo. :)

            Poi, boh, per quello che ho visto mi sembrava una roba abbastanza autoriale e provocatoria da fare incetta di premi, quindi non mi stupisco, se ai critici fai vedere 2 ore di primissimi piani, ragazzine nude che disquisiscono di filosofia alla buona e poi piangono, secondo me vinci tutto.

            • Il tuo primo capoverso qui sopra, MrC, mi ricorda una parodia del genere contenuta in «The Kentucky Fried Movie – Ridere per ridere», della ditta John Landis – ZAZ.
              Il titolo, notoriamente, suonava così:
              – “Liceali cattoliche in calore”.

  10. Ok, avanti il prossimo:
    ho visto Alex Cross.

    La (netta) sensazione è che il genere thriller stia morendo, affogato nei propri clichè.

    Era ora.

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