Need For Speed

Il binomio videogiochi/film fa accapponare la pelle e fa rientrare le gonadi nello stomaco a noi appassionati di uno e dell’altro media.

I film tratti dai videogiochi fanno, per lo più, schifo, forse perché da preconcetto, del tutto sbagliato, che i videogiochi piacciano solo ai ragazzini scemi e che quindi i film devono essere scemi.

I videogiochi tratti dai film fanno, per lo più, schifo, perché i produttori spendono un sacco di soldi per avere il brand e poi non ne hanno per sviluppare il gioco in modo decente.

I videogiochi che si prendono la briga di tentare di sfruttare le suggestioni e il linguaggio cinematografico al loro interno in genere sono belli, forse perché cinema e videogiochi non sono così lontani come si pensa.

L’ultimo, in ordine temporale, film tratto da un videogioco è Need For Speed e devo ammettere che non infrange la regola del binomio videogiochi/film, anzi la rafforza ancora di più.

Purtroppo devo fare un po’ di spoiler sul film per parlarne, però siate felici perché questo film sancisce il ritorno de La Nota Marrone.

Per chi non lo sapesse, la serie di videogiochi Need For Speed ha avuto un enorme successo alla sua uscita, nel lontano 1994, diventando subito uno dei migliori giochi di corse di auto clandestine e un marchio di successo.
Con l’andare degli anni e la quantità di titoli usciti, circa 22 in 20 anni, la qualità si è abbassata, ma la fama no. Nel senso che la gente all’annuncio del nuovo NFS è sempre in fotta, ma poi viene puntualmente delusa dalla bassa qualità dello stesso.

Solo che negli ultimi anni, a furia di deludere i fan, i NFS hanno vendutoo un po’ meno e la EA si è trovata a correre ai ripari per dare di nuovo un boost alla serie. Quindi hanno pensato che, visto che i Fast And Furious hanno un ottimo successo e la gente sembra desiderare film di macchine tamarre guidate da piloti tamarri, perché non fare un bel film con il brand della serie di videogiochi?

La mia domanda che mi sarei posto io invece sarebbe stata: perché non fare un bel gioco come li facevano una volta?
Con tutto che a me i giochi di macchine non piacciono e che NFS non l’ho mai cagato più di tanto.

Quindi ecco che la Dreamworks produce il film su Need For Speed, uno dei più atroci che abbia visto ultimamente.

Attenzione che partono gli spoiler.

Need For Speed - Tamarri

Tamarri is the way… anche un po’ sfigatini come questi

Cominciamo dalla storia che il signor George Gatins, sceneggiatore a tempo perso, ha spudoratamente copiato da Il Manuale Dei Film D’Azione For Dummies senza nemmeno rielaborare i cliché che esso contiene, scrivendo una roba talmente brutta, stupida, trita e ritrita che è difficile persino dire che cosa ha di brutto. Che poi la storia è presa, più o meno, da alcuni capitoli della serie NFS, un po’ più elaborata. Solo che nei giochi di macchine, la storia è un pretesto per contestualizzare le gare, niente di più, in un film ci vuole un po’ più di succo.

Need For Speed - Aaron Paul

Mi scappa la cacca

Tobey Marshall, l’ famoso per essere stato il Jesse Pinkman di Breaking Bad e che si deve sdoganare da quel ruolo, è il classico pilota di auto fighissimo, ma che per non si sa quale motivo è sempre stato oscurato dall’altro pilota, molto meno bravo di lui, Dino “Dammi un Crodino” Brewster la versione low cost di Robert Downey Jr., nel senso che gli somiglia ma costa tipo un decimo di Robert.

Need For Speed - Dominic Cooper

Un giorno guadagnerò più di Robert e mi farò tipe più belle di sto cessetto qui

L’arma segrata di Tobey, cioè la cosa che lo fa essere un grande pilota, è la pazienza: lui sta dietro al primo e poi nel rettilineo finale lo supera perché ha la macchina più veloce. A occhio e croce tutti saremmo dei piloti bravissimi con questa strategia.

Tobey ha una cricca di amici fraterni con cui gestisce un officina, tutti meccanici bravissimi, tra cui spicca il buon Little Pete, un ragazzo sognatore e sempre sorridente, che vede in Tobey un fratello maggiore e che se ne va in giro con “Tra poco muoio” scritto in faccia.

Need For Speed - Harrison Gilbertson

Salutatelo che tra poco muore

Little Pete, tra le altre cose, è un meccanico così bravo che non distingue una Koenigsegg

Need For Speed - Koenigsegg

Questa è rossa…

… da una Ferrari.

Ferrari

… e questa pure.

Dino commissiona a Tobey, e alla sua allegra gang, la costruzione di una Mustang super mega figa da 2 milioni di dollari. Tobey, che ha bisogno di soldi e le gare clandestine a cui partecipa non bastano a pagare i debiti, accetta e costruisce un missile terra aria che fa i 374 all’ora (234 miglia orarie), su un circuito pieno di curve, mica su una pista di decollo lunghissimo.

Need For Speed - Macchina da 3 milioni di dollari

Progettata in un’autofficina di periferia, mica alla NASA in galleria del vento

Alla fine Dino riesce a vendere la macchina per quasi 3 milioni di dollari a un tizio danaroso che si porta dietro una biondina dalla testa sproporzionatamente enorme rispetto al corpo, , che è in grado di capire che motore monta una macchina solo guardandolo 5 secondi, ma si caga addosso se uno va veloce in macchina con lei come passeggero.

Need For Speed - Imogen Poots

Ciao io sono Capa Tanta per gli amici

Dino sfida Tobey a una gara di chi ce l’ha davvero più lungo automobili scommettendo tutti i 3 milioni di dollari. Non si sa perché vuole partecipare anche Little Pete, quindi prendono 3 Koenigsegg e corrono come pazzi in giro per le strade.

Need For Speed - Tobey e Dino

Dai, andiamo a sfogare la nostra tensione sessuale correndo come matti dentro dei velocissimi peni con le ruote

Siccome le Koenigsegg sono fatte in Fibra di Barbonio (materiale molto infiammabile con cui sono fatti pure i clochard che vengono bruciati vivi dalle teste di cazzo in Stazione Centrale) e dipinte con una speciale vernice a base di zolfo, appena sfrisano un attimo per terra prendono fuoco che nemmeno la carta bagnata di benzina. Quindi se comprate una Koenigsegg state attenti a quando la parcheggiate in box, che se grattate il muro morite arsi vivi. In caso fate parcheggiare vostra moglie.

Ovviamente Tobey sta vincendo la gara aiutato da Little Pete che tiene dietro Dino. Però il bastarDino non ci sta, tampona Little Pete, che comincia a fare le capriole in macchina e muore bruciato dentro la Koenigsegg, con sommo piacere della casa automobilistica per l’ottima pubblicità.

Need For Speed - Fibra di Barbonio e Zolfo

Nominata Macchina più Incendiabile d’Europa nel 2014

Tobey finisce in galera per ben 2 anni e quando esce rimette insieme la squadra per vendicarsi di Dino decidendo di batterlo alla Gara Clandestina Supersegreta organizzata dal misterioso Monarch, un  che non sta invecchiando, si sta trasformando in una prugna secca tutta rosa. Monarch è un uomo così misterioso che fa le trasmissioni video su un sito web a cui hanno accesso tutti e non si capisce perché la polizia non sia già andata a prenderlo.
Monarch è un tipo sagace e intelligente che vive per le gare clandestine di automobili e, durante le sue trasmissioni, snocciola perle di saggezza tipo: “Guidare è Arte, guidare veloce è Grande Arte…” oppure “Dino il bambino biricchino“, o una roba del genere.
Sì, la cosa è piuttosto imbarazzante anche per lo spettatore.

Need For Speed - Michael Keaton

Il misterioso Monarch mentre pontifica a vanvera

Tobey quindi si fa prestare la macchina da 3 milioni di dollari e insieme alla biondina con la capoccia enorme parte per la gara supersegreta dall’altra parte dell’america.

A questo punto Need For Speed diventa Eat My Dust.

Qui il film raggiunge vette di demenza mai viste prima d’ora: si inizia con il prendere in giro i cliché dei film d’azione, in un patetico tentativo di essere autoironico per un film che va avanti a cliché dei film d’azione, come dicevo all’inizio.

Need For Speed - Risate

Autoironia is the way!
Lei è convinta, sìssì.

Si continua con un rifornimento in corsa acrobatico, salvo poi fermarsi ad un distributore per l’ovvia scena di pathos con il poliziotto che sgama Tobey.

Need For Speed - Rifornimento in corsa

Quella appesa fuori dalla macchina è la stessa che urlava “Ma sei matto” quando Tobey guidava veloce

E si arriva a dire che, siccome quelli con l’Hummer hanno il pisello piccolo e quindi sono dei cagasotto, preferiscono di sicuro fare un frontale con una montagna piuttosto che con una Ford.

In ogni caso Tobey e la capocciona bionda arrivano a destinazione, convincendo Monarch a invitare Tobey alla gara supersegreta. Peccato che Dino faccia distruggere l’auto di Tobey facendo finire la bionda dalla testa spropositata in ospedale.

Need For Speed - Dimensioni

A lei ci piacciono grandi così

Ma Tobey non si perde d’animo e recupera la Koenigsegg con cui due anni prima Dino aveva ucciso Little Pete. In due anni Dino non si è disturbato a distruggerla e nemmeno a far riparare gli sfrisi sul paraurti, ma alla fine vediamo il perché.

La gara supersegreta, di cui non ricordo il nome, consiste in una gara tra otto macchine fighissime e costosissime, chi vince se le prende tutte, come nel videogioco. Ovviamente alla fine della gara arrivano solo Tobey e Dino perché le altre vengono distrutte in incidenti durante la gara e dalla polizia che cerca di fermarli.

Need For Speed - Gara Supersegreta

Un pezzo del montepremi si cappotta…

Aprirei una parentesi sulle tecniche usate dalla polizia per fermare la gara. Uno pensa che basterebbe fare un posto di blocco, che tanto le macchine in gara sono tutte in vetroresina e Fibra di Barbonio e quindi possono mica sfondare un posto di blocco. Oppure uno potrebbe pensare di stendere una decina di strisce con gli spuntoni, che tanto quelle macchine sono alte 5 millimetri, roba che se prendono un dosso artificale rimangono in bilico.

Invece no. La polizia nel film è più furba e cosa fa? Usa le proprie macchine come arieti lanciandole verso le auto in gara mentre passano. No, dico davvero. Una mossa davvero geniale, chissà perché non lo fanno anche nella realtà, mi chiedo.

Need For Speed - Tattiche della polizia

Le mirabolanti tattiche per fermare le auto in corsa…

Comunque alla fine Tobey e Dino sono in un testa a testa, Dino, sulla sua Lamborghini Infanticidio, finisce fuori strada e la Fibra di barbonio, con la finitura in zolfo fa il suo dovere.

Need For Speed - Lamborghini Infanticidio

La Lamborghini Infanticidio

Tobey lo salva, perché lui è superiore, e va a vincere la gara, vincendo praticamente un cazzo perché le altre sette macchine sono sparpagliate lungo il percorso della gara. Vengono arrestati entrambi, solo che Dino viene incolpato dell’omicidio di Little Pete visto che la Koenigsegg, che guidava Tobey, aveva gli sfrisi sul paraurti ed evidentemente sono una prova schiacciante dell’omicidio di Little Pete, poi dicono che la giustizia negli USA è approssimativa.

Need For Speed - Capa Tanta

La testa più larga delle spalle…

Finisce il film con la macrocefala bionda che raccoglie Tobey fuori dal gabbio e partono insieme per un futuro radioso, pieno di bellissimi bambini con gli occhi azzurri, biondi e con dei testoni enormi, ma, spero con tutto il cuore, senza sequel.

Se siete arrivati a leggere fino a qui starete già dicendo che è un brutto film e che peggio non poteva essere, meno male che però ci sono le gare con le macchine che sono emozionanti.

Emozionanti un cazzo.

Need For Speed - Velocità

I need for speed!

Il regista , dopo l’uscita di quasi 7 Fast & Furious, non ha ancora capito come si girano le gare di macchine e le rende adrenaliniche come una partita di briscola chiamata al Dopolavoro Ferroviario.

Ora, io capisco che Scott non ha voluto usare CGI e ha voluto girare tutto dal vivo, senza effetti speciali artificiosi, ma non basta inquadrare le macchine con la telecamera che balla per far sembrare che vanno veloci.
Capisco che certe scene bisogna girarle a 30 all’ora, ma lo spettatore non deve accorgersi che vanno a quella velocità, deve sembrare che vadano a, boh, 1000!

Nella gara iniziale, addirittura, le macchine fanno fatica a derapare in curva perché vanno troppo piano, in una svolta addirittura si fermano.

No, non si fa così, piuttosto usa ‘sta benedetta CGI, ma in un film di gare di auto dammi l’emozione della velocità, e che diamine, non farmi stringere il bracciolo della poltrona cercando convulsamente il tasto per uscire dal gioco.

In pratica il titolo Need For Speed, Bisogno Di Velocità in italiano, si trasforma da brand a dichiarazione d’intenti, perché di velocità il film non ne mostra nemmeno un po’. Ho visto puntate di Top Gear che hanno un senso della velocità e un dinamismo maggiore.

Tutta sta cosa dura, tra l’altro, 2 ore e 12 minuti. No, dico, 132 minuti di noia e di Nota Marrone.

Personalmente non salvo niente di questo film, anche se mi ha fatto molto ridere durante la visione e mi ha fatto venire voglia di rivedere i Fast & Furious.

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"