Essere Nerd

Spesso nei commenti dei post qui, su Nerds’ Revenge, vengono fuori frasi del tipo: “Io non sono Nerd, vengo qui per i post sui film…“, “Non so nemmeno cosa vuol dire Nerd…” e “Per quel che voglia dire essere Nerd…“, con tutte le loro varianti.

Questa cosa del Nerd nel titolo porta un po’ di confusione.

Il fatto è che questa parola, oggi, vuol dire tutto e vuol dire niente e, credo, che ognuno possa darle un significato diverso. In questo post cerco di spiegare cosa vuol dire per me.

Quindi cosa rispondere alla domanda: che cosa vuol dire essere Nerd?

All’inizio la parola Nerd era dispregiativa, in inglese vuol dire solo cose brutte come fanatico e secchione. Poi per estensione è diventata discriminatoria andando ad essere associata a quelle persone che, non essendo particolarmente atletiche o non avendo particolare interesse negli sport, nelle scuole americane venivano emarginate perché poco competitive e fighe.

Quindi da una parte c’erano i figaccioni che giocavano a football, a basket, si facevano le tipe carine, avevano successo e si preparavano ad una brillante carriera come garzoni dai benzinai; e dall’altra c’erano i secchioni che, essendo fondamentalmente soli, passavano il tempo sui libri, sui fumetti, sui videogiochi, sui primi computer nelle BBS – le antenate dei forum attuali – nei vari club di scacchi o matematica e che si preparavano a fondare società che avrebbero fatturato milioni e milioni di dollari.

In sintesi i Nerd erano gli emarginati.

Poi negli anni ’80 arrivò il cinema con film come La Rivincità Dei Nerds, e vari sequel, War GamesBreakfast Club, ecc… ecc…. facendo notare che avere un buon QI, sapere intrattenere una discussione che non fosse fatta solo di football e rutti, e sapere usare la testa in modo alternativo, poteva essere altrettanto sexy e appetibile quanto avere solo gli addominali scolpiti e i pettorali gonfi e sodi.

Insomma, essere Nerd, con quei significati di prima, non era poi così male.

Con questo non voglio dire che i Nerd sono diventati di botto oggetti da calendario sexy, ma hanno cominciato ad essere sdoganati, ad essere meno emarginati di prima e socialmente più accettati.

Poi gli anni ’80 sono passati, sono arrivati i ’90 insieme ai personal computer, ai telefonini, alle console di gioco e internet nelle case di tutti, o quasi. D’improvviso non solo i Nerd cominciavano a passare il tempo giocando e navigando in internet. D’improvviso tutti facevano cose che erano relegate ad un ristretto gruppo di persone.

Negli anni 2000 c’è stato il boom tecnologico, l’arrivo di Myspace, prima, e Facebook, poi, la banda larga, i forum, la diffusione di contenuti scaricabili a UFFO ci hanno resi tutti dipendenti dalla tecnologia. I telefonini e i computer si sono fusi negli Smartphone, ora siamo tutti connessi, ora siamo tutti esperti di tecnologia, di film, di fumetti, di videogiochi e di tutto il resto.

Non per scienza infusa, ma perché è più facile accedere ed entrare in contatto con altre persone con gli stessi nostri interessi, scambiarsi opinioni e, soprattutto, venire a conoscenza di novità e di cose che, altrimenti, non avremmo conosciuto.

Sette anni fa, poi, è arrivato in Tv The Big Bang Theory, sit-com incentrata su quattro Nerd, che ha avuto un enorme successo sdoganando definitivamente il concetto di essere Nerd. Ora i Nerd non sono più i secchioni emarginati di una volta, sono intelligentoni cool e simpatici.

Da allora sono tutti Nerd. Tutti con gli occhiali con la montatura grossa nera, con lo Smartphone sempre in mano, tutti esperti di fumetti, di manga, di telefilm, di cinema, di fantascienza, di libri, di videogiochi e di tutto il resto.

Se provate a cercare su Google, vedrete quante migliaia di siti hanno Nerd nel nome. Su Facebook è un proliferare di pagine a tema Nerd, stessa cosa su Youtube e in generale oggi definirsi Nerd è un punto di vanto perché il suo significato è diventato: essere intelligenti.

Maledetti Hipster del cazzo.

Nerd, per quanto mi riguarda, non significa essere intelligenti, avere gli occhiali neri e tutto il resto, significa avere voglia di capire le cose, di studiarle, di non fermarsi alla superficie.

Mi ritengo Nerd non perché io sia asociale o mi senta escluso, ma nemmeno perché mi reputi tanto intelligente, sono un Nerd perché le cose mi piace capirle.

Fin da ragazzo quando vedevo un film, o leggevo un libro, o un fumetto, e non ci capivo una mazza, andavo a studiare, andavo a cercare qualcuno che ne parlava per vedere cosa mi fosse sfuggito, ovviamente non su internet che ancora non c’era.

È questo, fondamentalmente, cosa significa essere Nerd, la voglia di imparare sempre e comunque, di andare a trovare le chiavi di lettura delle cose, espandere la conoscenza. Non ci vuole particolare intelligenza, è più importante la voglia.

I film di fantascienza, i fumetti, i videogiochi, i computer, la nostalgia degli anni ’80 sono solo una manifestazione estetica dell’essere Nerd. Non è la collezione di manga che rende una persona Nerd, ma è la capacità di capire il contenuto di quella collezione.
Non è avere il computer Alienware per giocare a COD in 4K, o la PS4, o sapere chi è Zaphod Beeblebrox o aver visto 700 volte Ritorno Al Futuro che rende Nerd, piuttosto è capire cosa voleva dire Douglas Adams quando ha scritto la Guida Galattica Per Gli Autostoppisti.

Poi certo, c’è la cultura pop, c’è sapere chi ha scritto Maniac Mansion e aver giocato con l’Amiga 500, rimpiangere gli anni ’80 e tutto il resto, queste cose ci stanno e fanno tanto comunità e senso di appartenenza, ma non è solo quello, non può essere solo quello.

Quindi non è nemmeno così importante sentirsi di essere Nerd, o al contrario sentirsi di non esserlo, alla fine quella è un’etichetta così inflazionata che non significa più niente, l’importante è l’approccio alle cose che fa la differenza, e volendo, il Nerd.

Quando pensavo di aprire il blog, due anni fa, il mio scopo era parlare delle mie passioni con gente che le condividesse. Quindi cinema, fumetti, libri, videogiochi e tutta quella fuffaglia che mi piace e di cui i miei amici sono un po’ stufi di sentirne parlare.

Spiegando la mia idea a Capitan Catarro gli dissi anche che non sapevo come chiamare il blog. Essendo io un po’ ossessivo, prima di fare qualcosa devo avere tutte le cose in ordine e chiare, non comincio a fare le cose e poi ci penso.
Per esempio se, tipo, decido che devo andare in bicicletta, allora mi devo comprare la bici bella, la tutina aderente, le scarpette, il casco, il navigatore in cui impostare il percorso, il portacellulare da braccio, le cuffie per gli sportivi impermeabili al sudore e tutto il resto. Una volta che ho tutto mi son già rotto il cazzo e la fotta della bici mi è passata, quindi poi non ci vado più. A volte penso che più che il desiderio di andare in bici ho il desiderio di accumulare cose, come fossi un compulsivo. Sono un ossessivo compulsivo.

Ma sto divagando.

Dicevo, che ne avevo parlato con Capitan Catarro e ad entrambi era chiaro che volevo parlare di cose “da Nerd” e che quindi il nome avrebbe dovuto vertere su quello. Perfetto.
Siccome io e il Capitano parlavamo spesso delle cose che ci piacciono lamentandocene, perché non ci va mai bene niente, abbiamo pensato che forse sarebbe stato bello se noi, da Nerd, avessi usato il blog per fare quei discorsi e prenderci una rivincita su tutti gli stronzi che sfruttano le nostre passioni per spillarci soldi senza darci in cambio niente.
Per esempio George Lucas con tutte le sue manovre su Star Wars.

Da lì il passo è stato breve, a Nerd si è aggiunto Revenge, in inglese per dargli quel tono esotico. Piccola parentesi, già che ci sono spiego che il titolo è Nerds’ Revenge e non Nerd’s Revenge perché la parola è plurale e il genitivo sassone, la ‘S, sulle parole plurali, che finisco già in S, sparisce lasciando solo l’apostrofo. È una regola grammaticale inglese. L’unica che so.

Quindi ecco come è nato Nerds’ Revenge.

Probabilmente oggi mi inventerei un altro nome, per quanto questo mi piaccia, perché questo mi sembra un po’ fuorviante, anche se in parte mi rispecchia.

Questo è quello che penso io, se volete nei commenti potete dirmi quello che pensate voi, basta tenere i toni e i modi di rispondere nell’ambito della discussione e non della Guerra Santa.

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"