Cambiare Look

Ebbene, ultimamente sto subendo forti pressioni, chiamiamole pure torture psicologiche, per cambiare look.

Per me cambiare look è un trauma per tutta una serie di motivi che andrò a spiegarvi.

Però mi rendo conto che come mi son vestito fino ad adesso non va bene in tutte le occasioni. Anzi, va bene solo in alcune.

Per fortuna ho una persona che, come Virgilio, mi sta accompagnando nell’inferno del cambio di vestiti, attraverso tutti i gironi infernali che questo comporta.
Che poi sia la stessa persona che mi sta violentando psicologicamente per farmelo fare è un altro discorso.

Dicevamo che il look da: “Uomo che non deve crescere mai” non va più bene.
Devo dismettere i felponi neri, i jeans, le sneakers e cominciare a vestirmi in un certo modo.

Non è solo una questione di essere eleganti, anche perché James Bond è elegante, ma è una questione di dare una certa immagine di sé.

Adesso sarete tutti lì a dire che ognuno si deve vestire come si sente e bla bla bla. Questo è vero, ognuno si veste per come è di umore. Poi si vede gente che va in giro con il cappotto di cammello e i pantaloni della tuta perché sono depressi. Oppure cinquantenni, padri di famiglia, con la felpetta dell’Italia, la magliettina rosa di Guru, il marsupio a tracolla, i jeans scoloriti e le scarpe dell’Adidas, che sembrano quindicenni colpiti dal Raggio della Morte.

I vestiti riflettono lo stato d’animo, ma i vestiti possono cambiare lo stato d’animo. Se sei giù e ti vesti di nero l’umore non migliora, se invece ti vesti di giallo e arancione l’umore migliora e magari ti chiedono pure l’autografo perché ti scambiano per Owen Wilson nella pubblicità dell’analcolico biondo che fa intristire il mondo.

Quindi torniamo al discorso principe: cambiare look, con tutta una serie di sofferenze indicibili.

Prima cosa bisogna decidere da dove partire, se da sopra o da sotto.

In tutte e due i casi è un problema. Innanzitutto bisogna capire come ci si vuole vestire, come adattare quello che si compra alla propria personalità.
Forse questa è la parte più facile perché si va per esclusione. Odi il maglioncino, il gilet, il cardigan leggero e tutte quelle cose lì? Perfetto, rimane camicia e giacca. Semplice.
I pantaloni sono la cosa più semplice. Ci sono jeans di un certo tipo, ci sono pantaloni casual che vanno sempre bene.
Scarpe, arriva la nota dolente. Le scarpe sono importantissime. Uno pensa che siano una stronzata e invece sono quelle che ti danno la postura quando stai fermo e la camminata, quando ti muovi. Mettersi le scarpe con il tacco, da uomo, e le sneakers è diverso, si cammina in modo diverso, ci si muove in modo diverso, ci si atteggia anche in modo diverso, fanno male i piedi in modo diverso e, quando le togli, puzzano anche in modo diverso.
Se non ci credete fate un esperimento. Prendete una vostra amica, o se siete donne fatelo in prima persona, e fatela passare da un tacco 12 alle Superga, oppure se siete proprio malvagi alle ballerine, e guardate poi come cammina.
Se è abituata solo al tacco alto e non usa mai le scarpe basse, assumerà l’andatura da papera, con il culo in fuori, le punte dei piedi all’esterno e mulinerà le gambe come se stesse pedalando in bicicletta. Praticamente è come vedere Belen che si trasforma in Gegia.

Primo grosso scoglio da superare quando si vanno a comprare i vestiti sono i commessi. Entri nel negozio e la commessa ti si avventa addosso, tipo avvoltoio con la carcassa, chiedendoti giuliva: “Posso aiutarla?
Resiste all’impulso di risponderle: “No, ma puoi farti i cazzi tuoi, se ho bisogno ti chiamo con un fischio!” è difficile, ma ce la si può fare.

Secondo scoglio da superare è la forma dei vestiti. Siccome c’è un gap enorme tra la forma dei manichini e la mia forma da Cattivik. Provarsi le cose è difficile, io odio provarmi le cose, odio dovermi spogliare e rivestire dentro i camerini, odio la gente che sta fuori ad aspettare che esci. Stavo pensando di andare in giro nudo con su l’accappatoio, che è molto più semplice tutto il processo.
Però anche questa cosa può essere superata, il problema rimane la forma: una roba che sembrava bellissima appesa su un manichino, diventa stranamente ridicola addosso a me nel camerino. Ma con fora, costanza, spirito di abnegazione e un sacco di soldi si può trovare qualcosa che calzi.
Stranamente le cose di marca calzano meglio delle cose senza marca o a basso costo e son più belle da vedere anche su un sacco di patate come me. Questa cosa non me la spiego.

Terzo grosso scoglio sono i colori. Io, ma un po’ come tutti maschi, conosciamo solo i 3 colori primari, rosso, giallo e blu, poi il bianco, il nero, e alcuni colori che si ottengono dall’unione di questi 5.
Quindi colori come: l’antracite, il terra di siena, il maraschino, il lavanda e il primavera non o che cazzo siano.
Io conosco il grigio scuro, l’arancione scuro, il rosso acceso, il viola chiaro e il verde pisello.
In ogni caso, non sono colori che posso indossare, non mi fanno sentire a mio agio. Per me ci vogliono colori netti e non incubi vomitati dai Mini Pony.

Per le scarpe non è molto più semplice, anche se passare dalle sneakers a quelle più serie è comunque una bella fatica e si deve fare in modo graduale.
Bisogna girare tanto e provarne un sacco per vedere quali stanno bene e si coordinano con la propria personalità: lacci, mocassini, tacco e tutte quelle robe lì che fanno la differenza. È un attimo passare da una scarpa di un certo tipo e poi ti accorgi di essere vestito come uno yuppie tardo anni ’80.

Però, almeno quelle, le ho trovate e mi piacciono.

Ho avuto difficoltà, ma alla fine ce l’ho fatta, non senza qualche problema. Visto che mi sono sempre orientato sulle sneakers, quando le provavo ne mettevo una e se andava bene le prendevo.
Invece entro in un negozio, arriva la commessa e le chiedo di provare un paio di scarpe che avevo visto, dicendole che il numero.
Torna e mi chiede: “Vuoi provare la destra o la sinistra?
Io: “C’è differenza?
Lei: “I piedi non sono grandi uguali
Io: “Ah, a me sembrano uguali. Qual’è il più grosso?
Lei: “Eh, dipende, c’è chi ha il piede destro e chi ha il sinistro.
Io: “Io li ho entrambi. Quale devo provare?
Si è messa a ridere, mi ha ripetuto il discorso sulle dimensioni diverse dei piedi e alla fine le ho provate entrambe.
Bellissime, stanno benissimo e mi fanno male entrambe allo stesso modo, quindi penso di avere i piedi simmetrici, è una cosa che terrò presente per le prossime volte.

Quindi, se vi interessa, le scarpe le ho, ora mi manca tutto il resto… però ho interessanti prospettive per il futuro.

Intanto se avete consigli, scriveteli pure qui sotto.

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"