La Mosca

Ecco di ritorno il Nuovo Cinema Amarcord con il primo di una serie di film di cui ho voglia di parlare, un po’ perché sono più attuali oggi di quando sono usciti al cinema, un po’ perché, nonostante l’età, si sono mantenuti in modo quasi perfetto e hanno perso pochissimo dello smalto che li ha resi dei successi.

Per la gioia e l’Orrore, con la O maiuscola, del Club Nostalgici, oggi ci vediamo La Mosca.

Preparate i sacchetti per il vomito e “Abbiate paura. Molta paura.

Già negli anni ’80 si facevano i remake. Certo, la concezione di remake era leggermente diversa da come è oggi, che si tende a rifare ex-novo dei film di grande successo usciti l’altro ieri. 30 anni fa si tendeva a prendere film usciti 30 anni prima per modernizzarli, non solo come effetti speciali, ma cercando di dare un senso nuovo ad una storia vecchia.
Ovviamente, anche negli anni ’80, questo succedeva se dietro ai film si mettevano autori con una visione loro, che avevano qualcosa da dire, e tutta una serie di paranoie e fissazioni loro.

Il produttore Kip Ohman si mette in testa, nel 1985, che è cosa buona e giusta fare il remake di L’Esperimento Del Dottor K., un film del 1958 con Vincent Price che parla di uno scienziato alle prese con un teletrasporto e una mosca. Lo scienziato in questione si teletrasporta mischiandosi ad una mosca, ne escono due creature grottesche: un uomo con la testa e un braccio da mosca e una mosca con la testa e un braccio umano. Nel film del ’58 poi finiscono tutti male.

L'Esperimento Del Dottor K

Bzzzz… Bzzzz… Bzzzz… Bzzzz… Bzzzz…

Ohman propone l’idea alla 20Th Century Fox ottenendo di far ridere forte forte i vertici della compagnia. A quel punto interviene il buon Mel Brooks che, stranamente, non ci trova niente da ridere e decide di produrre il film con la sua Brooksfilms.

Ohman e Brooks ingaggiano lo sceneggiatore Charles Edwards Pogue per fargli scrivere la sceneggiatura mentre loro cercano un regista.

Loro volevano David Cronenberg, ma lui era impegnato a progettare un altro film: Atto Di Forza.
Alla fine il film di Cronenberg salta e lui decide che, per una milionata di dollari e tutta la sua cumpa, a cominciare da Howard Shore come compositore delle musiche, può dedicarsi al film.

La Mosca - Cabine di teletrasporto

Allora, cominciamo?

Quando Cronenberg legge la sceneggiatura di Pogue la trova una bella porcata, troppo simile all’originale e scientificamente strampalata, così si mette di buzzo buono per riscriverla totalmente, mantenendo solo lo scienziato che entra nel teletrasporto insieme alla mosca e cambiando tutto il resto.
Ovviamente Cronenberg, rimanendo fedele a tutte le sue paranoie e le sue manie, ne approfitta per parlare del rapporto uomo macchina e ci butta lì anche il fatto che la carne, anche come concetto, va ben oltre il mero insieme di atomi di carbonio.

Nella mente malata di Cronenberg lo scienziato Seth Brundle e una mosca non vengono solo smontati e riassemblati a cazzo di cane dalle cabine del teletrasporto, ma vengono proprio fusi insieme in un nuovo essere che non è né un uomo, né una mosca, ma il risultato genetico dei due.

Seth all’inizio sembra essere enormemente potenziato, una specie di supereroe, ma ben presto questo miscuglio di DNA lo porta a mutare fisicamente, con alcune delle scene più horror di tutti i tempi, fino a trasformarlo in una pupa che partorisce una mosca umana di un metro e novanta centimetri.

La Mosca - Jeff Goldblum

Ma mosca, mosca o… Mosca la città?

La bellezze de La Mosca sta nel fatto che Cronenberg non si limita a mostrare l’orrore visivamente, con scene schifose e impressionanti, ma affianca alla mutazione fisica di Brundle la disperazione per la sua perdita progressiva di umanità sia fisica che morale, fino alla decisione di teletrasportarsi insieme ad un altro essere umano, nella fattispecie la sua ragazza incinta Veronica Quaife, per ridurre il più possibile il DNA della mosca e riacquistare una parvenza di umanità.

Certo, le scene prettamente horror ci sono e quando lo vidi per la prima volta mi sconvolsero e tutt’ora mi disturbano. Soprattutto quella in cui Brundle comincia a perdere le unghie delle mani. Credo che il mio problema con le unghie, mi danno fastidio e le tengo cortissime perché non devono toccare niente, sia dovuto a questo film.
Il film originale sotto l’aspetto horrorifico visivo era decisamente peggio di come poi è arrivato nelle sale. Il primo montaggio presentato alle proiezioni di prova, conteneva un finale diverso e una scena che è stata eliminata perché ha causato non pochi cedimenti tra il pubblico, manifestatisi con svenimenti e vomitate, almeno così vuole la leggenda.

La Mosca - Cena

Il vomitino… e buon appetito!

A un certo punto Brundle, trasformatosi nella Brundlemosca, cerca disperatamente una cura o un processo di inversione del suo stato, quindi decide di provare a mischiare il suo amico babbuino con un gatto. Ne esce un Babbuatto, non un Gattino perché non spaventa nessuno, che lo attacca e nella colluttazione viene impalato da Brundlemosca.
Il finale alternativo, invece, vedeva Veronica che rimaneva insieme a Stathis Borans e sognava di partorire una larva. Poi la scena del sogno è stata spostata all’interno del film.

Cronenberg ne La Mosca, come dicevo, ha provato a immaginare una effettiva fusione tra l’uomo e la mosca, utilizzando gli effetti speciali di Chris Walas per rendere più plausibile il tutto.
Al contrario di tutti gli altri horror in cui la trasformazione in mostro è istantanea e dura pochi minuti, ne La Mosca la trasformazione dura quasi un’ora, ossia la maggior parte del film.

La Mosca - Brundlemosca

Ah, ok, proprio mosca, mosca…

All’inizio Brundle ha un boost fisico simile a quello dell’Uomo Ragno ed è più forte, veloce, agile, mangia zucchero e dolci in quantità industriale e riesce a fare lunghe ed estenuanti, per lei, sessioni di sesso, poi il processo si inverte, comincia a indebolirsi, perdere pezzi di corpo e a trasformarsi in quella che poi, alla fine del film, scopriamo essere una larva che covava al suo interno l’ibrido uomo mosca definitivo.
Questo passaggio è tutt’ora impressionante e, per quanto mi riguarda, disturbante. Effetti speciali del 1986 in plastica e lattice che risultano ancora credibili a quasi 30 anni di distanza, alla faccia di tutta la CGI di questo mondo che dopo due anni sembra vecchia di 10.

La Mosca - Unghie

Mangiarsi le unghie acquista un senso del tutto nuovo e definitivo

Le scene toccanti del film sono due, e per me lo sono tutt’ora ogni volta che lo vedo, la prima è quando Veronica va dalla Brundlemosca a dirgli che è incinta, ma poi ci ripensa e non riesce a confessarglielo, in cui Brundle esterna la consapevolezza di non essere più un uomo, ma una specie di insetto che cammina: “Gli insetti non hanno diplomazia, sono molto brutali, non hanno comprensione, non hanno compromessi: non c’è da fidarsi degli insetti. Io, invece, avrei voluto diventare il primo insetto politico. Io… sto dicendo che sono un insetto che aveva sognato di essere un uomo e gli era piaciuto. Ma adesso il sogno è finito, e l’insetto è sveglio.“, che poi sarebbe una citazione de La Metamofosi di Kafka.

La seconda scena è nel finale, quando Brundle si fonde con la cabina di teletrasporto, si trascina fino a Veronica che regge un fucile, prende la canna e se la appoggia in testa chiedendo di essere ucciso senza nemmeno parlare. Questa è una delle poche scene che riescono a commuovermi in tutti i film che ho visto. Tutte le volte.

La Mosca - La Brundlemosca definitiva

Tutto ciò è molto commovente

La prima volta che ho visto La Mosca ero alle elementari e lo davano in televisione, nemmeno da dire che mi ha impressionato enormemente, oltre alla già citata scena delle unghie, mi spaventava la scena di come Brundle mangia, vomitando quella poltiglia acida e poi risucchiando lo schifo che ha creato. Però dall’altra parte ne sono rimasto assolutamente affascinato. Jeff Goldblum ha un fascino magnetico irresistibile in questo film. Sono rimasto ipnotizzato dalle sue mani, dalle lunghe dita e da come le muove.
Purtroppo nel 1987 non ha vinto l’Oscar perché l’Accademy snobba per patito preso i film horror.
Rivedendo il film più avanti negli anni, invece, sono rimasto affascinato più da Geena Davis. Non so perché.

La Mosca - Geena Davis

Pare strano anche a me…

La Mosca ebbe un discreto successo al botteghino, ma soprattutto divenne un cult movie che generò un sequel nel 1989 diretto da Chris Walas: La Mosca 2, non all’altezza dell’originale, anche perché è un action horror più canonico e meno autoriale.

La Mosca, come dicevo all’inizio, in tutti questi anni ha perso pochissimo smalto e rimane un film impressionante, spaventoso e disturbante, in una parola bellissimo.
Chi non l’ha fatto, consiglio di vederlo, a chi invece l’ha visto, consiglio di rivederlo.

 

Tutti i film del Club Nostalgici:

Nuovo Cinema Amarcord

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"