Le Iene

Siccome sono stato amaramente cazziato perché nel Nuovo Cinema Amarcord parlo solo di film degli anni ’80, e ho anche pianto, da oggi comincio delle incursioni pure nei decenni limitrofi, se i film sono meritevoli. Fermo restando che ho ancora dei film degli anni ’80 nel cassetto che poi tirerò fuori, mettetevelo via.

Il film di oggi, per cominciare con calma, è Le Iene.

Spero che al Club Nostalgici piaccia questa variazione.

È il 1993. Il mio amico Peo e io siamo due giovinastri che vagano per Milano alla ricerca di nuove ed entusiasmanti avventure, ostentando dei baffetti da bambino messicano.
Passiamo i pomeriggi sempre insieme, facendo gli scemi sui motorini per vedere se è difficile morire. Non è affatto difficile e, anzi, l’asfalto preso in velocità è davvero una brutta bestia.

Tra una scorribanda e l’altra, spesso ci fermiamo in un videonoleggio – impresa commerciale preistorica estinta a causa del suo predatore naturale: il download illegale – e tiriamo su un sacco di videocassette – supporto analogico preistorico, estinto qualche anno dopo per via del suo predatore naturale: il dvd – e andiamo a vedercele a casa di Peo.

Un pomeriggio come tanti, nel videonoleggio troneggia la copertina di una nuova VHS sulla cui copertina ci sono un gruppo di tizi stilizzati che si stagliano sul riquadro di una porta e riporta il titolo Le Iene. La giro e leggo velocemente la trama sul retro. Sinceramente non ricordo cosa ci fosse scritto, tranne due parole: rapina e violenza. Ok, quello è uno dei film del pomeriggio.

Il cassiere ci dice: “Questa è una cassetta vietata ai minori, siete maggiorenni?
Certo, buonuomo“, rispondo attorcigliando le punte ai baffetti da messicano, “Anzi, Peo, dobbiamo ricordarci di prendere i sigari cubani e il brandy, prima di goderci i film or ora noleggiati.

Il commesso ci crede sulla parola, noi corriamo a casa e infiliamo la cassetta nel videoregistratore – rumoroso marchingegno preistorico atto a trasformare le VHS in immagini, estinto a causa del suo predatore naturale: il lettore dvd. Ma il videoregistratore ha venduto cara la pelle- e ci guardiamo Le Iene.

Le Iene - Blonde, White e Pink

Sorpresa! E da questo momento, tutti a fare riprese dall’interno del bagagliaio…

Finito il film spegniamo, rimettiamo a posto le nostre scatole craniche, che nel frattempo erano esplose durante la visione, e poi corriamo a dire a tutti gli amici che c’è questo film fantastico di questo tizio Quintino, sì come il carcere di San Quintino, che è bellissimo e che manda fuori di testa. Purtroppo quando ci chiedono di spiegare di cosa parla, noi ce la mettiamo tutta, ma il film raccontato sembra una merda, però c’è una scena dove uno taglia un orecchio ad un altro con un rasoio, che però non si vede, cioè la telecamera si sposta, ma fa impressione lo stesso.
Alla fine conveniamo tutti che il film è una merda, che almeno Peo e io non veniamo cacciati dagli amici.

2014, sono passati 20 anni da quel pomeriggio. Peo e io ci siamo persi di vista, come tutti gli altri amici del resto, però Le Iene è rimasto e Quentin Tarantino, non si chiamava Quintino, mi sbagliavo io, è uno dei registi più quotati al mondo che, in 20 anni di carriera, non ha ancora sbagliato un film. Non ne ha fatti molti, ma quelli che ha fatto li ha fatti bene.

E tutto è cominciato nel 1992 quando in sala esce Le Iene.

Parlare di Le Iene è difficilissimo, l’ho visto così tante volte in questi 20 anni, che quasi lo so a memoria e mi piace tutto, eppure ogni volta che ne parlo mi sembra di sminuirlo, di non riuscire mai a rendergli giustizia.

Le Iene - Le Iene

La camminata che ha cambiato il cinema

Quando l’ho visto per la prima volta ho avuto un colpo di fulmine, a cominciare dall’inizio, con i protagonisti seduti alla tavola calda che dissertano se Like A Virgin di Madonna parla di fave grosse o meno, se sia il caso di lasciare la mancia alla cameriera oppure no e se Toby sia Toby Wang o Toby Chang e ‘fanculo Charlie Chang!

Per poi passare subito ad uno di loro che sta morendo dissanguato sul sedile posteriore di una macchina e si sta cagando sotto, perché fa un male boia ed è spaventato. E quando mai in un film si è visto uno che, colpito a morte da un proiettile nella pancia, non ci ride e non ci scherza su o non fa una morte bellissima e plastica? Qui invece la pallottola fa male e la morte fa paura.

Le Iene - Mr. Orange

Sei un dottore? Dimmi, sei un dottore? E allora che cazzo ne sai che stai morendo?

Poi si arriva in un magazzino dove i rapinatori si sarebbero dovuti incontrare dopo il colpo alla gioielleria. Rapina che non vedremo mai, ma che ci verrà raccontata da questi tizi che si chiamano Mr. Pink, Mr. White, Mr. Blonde, Mr. Orange, Mr. Brown e Mr. Blue e i veri nomi non vogliono dirseli. E non sono nemmeno così amici, che Mr. Withe e Mr. Pink litigano per questo fatto e White prende a calci Pink.

Le Iene - L'amicizia

L’amicizia è non dover mai dire: “Ti sparo in faccia, cazzo!”

Però vediamo che Mr. Blonde in realtà si chiama Vic “Sorriso” Vega ed è amico personale di Eddie “Il Bello” e di suo padre, i due che hanno organizzato la rapina.

E Mr. Blonde, quello che ha mandato tutto a quel paese, arriva con un poliziotto nel bagagliaio e, quando viene lasciato solo, lo tortura con un rasoio al ritmo di Stuck In The Midlle With You degli Stealers Wheel e la scena è agghiacciante e divertente allo stesso tempo. Così macabra che non si riesce a staccare lo sguardo.

E Mr. Orange, quello che sta morendo dissanguato, uccide Mr. Blonde prima che questo bruci il poliziotto con la benzina, perché Orange è un poliziotto infiltrato ed è lui che ha fatto la soffiata per la rapina. Vediamo che il suo vero nome è Freddy Newandyke e ci si è impegnato tanto per entrare nella banda, solo per finire con un proiettile in pancia sparato da una a cui lui e Mr. White stavano rubando la macchina.

Poi c’è la preparazione del piano, con la distribuzione dei nomi e Pink che caragna perché Mr. Pink è un nome da sfigato.

Ma alla fine arriva Joe, con Eddi Il Bello e trovano Mr. Blonde morto a terra e vogliono fare fuori Orange che l’ha ucciso, ma White si mette in mezzo, stallo alla messicana a 3, tutti che puntano la pistola su tutti, si sparano e l’unico che si slava è Mr. Pink che raccoglie la valigetta con i soldi e tenta la fuga, prima di essere beccato dalla polizia che arriva al magazzino.

E Orange finalmente confessa a White che è un poliziotto infiltrato e White va fuori di testa, non ci crede, cazzo erano amici, si appena preso una pallottola da Eddie per lui e  la polizia entra, gli intima di lasciare la pistola. Spari, tanti spari, White crolla a terra e titoli di coda.

Le Iene - Stallo alla messicana

Iena mangia iena

Non sappiamo se Orange è sopravvissuto, non sappiamo che fine ha fatto Mr. Blue e non abbiamo visto la rapina, ma solo le tragiche conseguenze e ci siamo divertiti un mondo.

Le Iene rappresenta il riscaldamento di Tarantino prima di fare veramente sul serio con tutti i film a seguire e ha tutto del suo cinema: i dialoghi freschi e fulminanti, personaggi caratterizzati in pochissimi secondi, il montaggio non consequenziale, il soggetto del film che non si vede mai e, soprattutto, una rosa di attori semisconosciuti, ma perfetti nei loro ruoli.
Ci sono i riferimenti, più o meno nascosti, a film che conosce solo Tarantino, che spaziano dai western, ai film giapponesi, a quelli italiani, fino a quelli di Hong Kong di John Woo e soprattutto il film è simile a tutta la seconda parte di City On Fire di Ringo Lam.
Alle accuse di plagio Tarantino ha risposto che i veri artisti non copiano, rubano. In realtà c’è una sottile differenza tra il plagio e quello che Tarantino ha fatto con Le Iene, perché se è vero che alcune sequenze e situazioni sono prese da City On Fire, in realtà il film è molto diverso e si regge e viaggia su binari solidi, utilizzando il materiale rubato per costruire qualcosa d’altro.
Tarantino è stato anche accusato di mostrare della eccessiva violenza gratuita nel film. In realtà si parla di criminali che si sono fatti la loro bella dose di galera e secondo me non ce n’è nemmeno tanta, a parte quella verbale. Va bene, c’è la scena della tortura, ma nel montaggio finale è stata tolta l’inquadratura del taglio dell’orecchio. Eppure Tarantino l’aveva girata da ben due angolazioni diverse, di fronte e da dietro, con un primissimo piano sull’orecchio. Ma questa cosa della violenza gratuita è rimasta appiccicata a Tarantino per tutti i film a seguire e, secondo me, ad un certo punto ha cominciato ad accontentare i critici, regalando ciò di cui si lamentavano.

Le Iene - Mr. Blonde

Ma davvero son gratuitamente violento?

Le Iene sono vestite come nel finale di A Better Tomorrow II, ma anche come in The Blues Brothers, e sono gli unici vestiti che la produzione ha comprato, tutti gli altri se li sono portati da casa. Il film infatti è costato 1 milione e 200 mila dollari perché la sceneggiatura è capitata tra le mani di Harvey Keitel, altrimenti Tarantino avrebbe potuto contare su soli 30 mila dollari e il film sarebbe stato ancora più minimale.

Gli attori, poi, sono stati scelti per puro caso e tra quelli meno costosi. Tim Roth e Steve Buscemi, per esempio, ringraziano.

Ci sarebbe dovuto essere James Wood nel film, ma il suo agente scarto lo script a priori senza nemmeno avvertirlo e venne licenziato quando Wood lo scoprì.
Madonna, invece, mandò a Tarantino una copia  una copia del suo disco Erotica con la dedica: “È una canzone che parla d’amore, non di fave grosse. Madonna“.
Così tanto per capire quanto Le Iene colpì quando uscì.

Il coraggio di Tarantino si nota anche nel titolo originale: Reservoir Dogs. In inglese non significa niente Resrvoir, ma viene dal fatto che Tarantino è dislessico e pronunciava così la prima parte del titolo del film Au Revoir, Les Enfants.
Chiamare un film con una parola francese inesistente, sarebbe una cosa che farebbe venire gli strizzoni al culo ad ogni major hollywoodiana, grande o piccola che sia, ma non per chi se ne fotte delle regole e delle convenzioni con cui sono fatti i film. È come se Tarantino avesse detto: il film è mio e lo chiamo come cazzo voglio e il pubblico, se vuole, si adegua. Motto che persegue in ogni suo film, o lo segui, o non lo segui, non ci sono mezze misure.

Le Iene - Che filmone

Ahahahaha, che film della madonna!

Lo stesso Tarantino ha collegato a Le Iene un sacco dei suoi film, soprattutto con Pulp Fiction, per esempio Vic Vega, Michael Madsen, è il fratello di Vincent Vega. Ma le situazioni e gli intrecci sono troppi per elencarli tutti. Sono luoghi, nomi, riferimenti e citazioni che si rincorrono da un titolo all’altro, come se i film di Tarantino degli anni ’90, sia quelli diretti da lui, che quelli solo scritti, appartengano tutti allo stesso universo.

Le Iene - Il più piccolo violino del mondo

Questo è il più piccolo violino del mondo, che suona solo per le cameriere

Ripeto, parlare de Le Iene è difficile e non credo di essere stato né esaustivo, né aver reso a dovere la bellezza e quello che ha rappresentato questo film negli anni in cui è uscito.
Ma il cinema di Tarantino è così, un cinema di rottura che è difficile da inquadrare e da spiegare senza banalizzarlo. Io tutte le volte che vedo un suo film mi rendo conto di non essere capace nemmeno di dire perché mi piace, se non che tutte le volte mi vien voglia di rivederlo ancora una volta.

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"