Il Battesimo

Questo week end non è uscito niente di interessante, per cui non sono andato al cinema. Se pensate che la cosa più appetibile era 3 Days To Kill, avete un’idea di quanto desolante fosse la programmazione.
Ho pure pensato, per quasi cinque minuti, di andare a vederlo, ma Kevin Costner che passa dal vendere il tonno in scatola a fare il killer spietato, non mi ispirava tantissimo.
Poi magari è bellissimo, chissà.

Però, ieri pomeriggio, ho potuto partecipare al battesimo di due cuginette nuove nuove: la prima figlia di Capitan Catarro e la seconda di Lord Casco. Eco svelato uno dei motivi per cui loro non scrivono più sul blog.

Quando arriva questo periodo dell’anno, comincia la stagione dei battesimi, dei matrimoni, delle comunioni e di tutti quei bellissimi riti in cui i protagonisti si stressano tantissimo, gli invitati fanno finta di divertirsi e le feste vanno sempre un po’ così così, almeno finché non ti ubriachi e allora diventano divertentissime.

Da maggio in poi ogni giorno è buono per ricevere l’invito a qualcosa.
I più furbi ti chiamano prima e con nonchalance chiedono se hai impegni, che tu nemmeno ci pensi possa essere una trappola, e appena confessi che quel week end di giugno sei libero, che non ti organizzi le cose con un mese di anticipo, TAC!, scatta l’invito e non puoi più rifiutare, o inventarti estemporanei impegni inderogabili.

Solo che a giugno fa caldo.

Ieri c’erano circa 37 F° (37 Fottuti Gradi). La chiesa del battesimo e il suo piazzale sono stati costruiti seguendo complessi calcoli trigonometrici per risultare sempre con il sole a picco e senza ombra. Anche di notte. Sono in una bolla spaziotemporale collegata con il deserto del Sahara.

Il gran varietà battesimale di ieri prevedeva l’elargizione del sacramento a circa 10 bambini insieme. Io vedevo già il prete con la canna dell’acqua che innaffiava tutta la prima fila per fare prima.
Pensateci: 10 famiglie, con i rispettivi invitati, fanno tipo la popolazione della Cina stipata in una chiesa di paese.

Incontri amici di amici che non vedevi da anni e la domanda è sempre la stessa: “Allora, che si dice?
Non sai mai che rispondere, che ovviamente la domanda è retorica e tu non hai voglia di fare il riassunto della tua vita, loro non hanno voglia di ascoltarlo, quindi si liquida il tutto con: “Niente di che, tutto bene.

All’arrivo della fiumana di gente, ho notato subito una cosa: ai battesimi, contrariamente ai matrimoni, non c’è un dress code. Ognuno si veste come capita.
C’è gente elegantissima, che sembra pronta per il red carpet degli Oscar, insieme ad altri che sembrano tornati dal parchetto.

D’un tratto nel piazzale della chiesa entra sgommando una Punto Sporting Turbo Sarcazzo e parcheggia proprio sotto i gradini della chiesa. Scende un tizio in braghette corte e la camicia da meccanico della Ferrari, con tutte le toppe degli sponsor appiccicate sopra. Mi guarda con la tipica espressione che ti fa pensare che se Dio esiste, ha un gran senso dell’umorismo, e mi chiede: “Qui c’è il battesimo di Matilda?
– “Qui battezzano 10 bambini oggi, non li conosco tutti.
– “Vabbè, allora sarà questo.
– “Massì, cosa gliene frega, un battesimo vale l’altro, l’importante è il pensiero.

Contro ogni previsione la funzione è veloce e indolore.
Tutti gli astanti poi prendono d’assalto il baretto di fronte alla chiesa, tipo calata degli Unni. Le due bariste sono totalmente impreparate all’invasione e diventano prima isteriche, poi cominciano a confondere gli ordini, alla fine è il caos più assoluto.
Un tizio sorseggia un Té freddo corretto Bayles dicendo che non è così male. Invece un altro si lamenta del caffè con la menta fredda.

Poi è ora di andare al rinfresco/merenda/cena in un agriturismo. I ricevimenti prenotati lì sono almeno 3 diversi e i tempi sono scanditi con rigore svizzero dai camerieri.

Dopo lo spumantino all’aperto, ci spingono dentro una sala con aria condizionata. L’aria è bassa, la gente è tantissima, il clima nella sala vira verso quel caldo umido tipico delle foreste sub tropicali.

Le nonne finalmente possono mettere le mani sulle nipotine. Tra il caldo, i 36 strati di tulle dei vestini da battesimo e la tempesta di bacini e coccole, bisogna essere grati che i bambini non sappiano ancora parlare, altrimenti infrangerebbero il primo comandamento nel giorno del battesimo.

I bambini più grandicelli riescono a stare seduti circa 5 minuti, poi cominciano a sclerare e a cercare di prendersi a forchettate in faccia per gioco. Bisogna farli uscire per farli giocare nel giardino, che tanto ci sono i giochi e almeno si sfogano.
Lasciati liberi, i bambini danno subito sfogo alle loro fantasie: la ghiaia è come un arsenale infinito con cui bombardare a pioggia qualsiasi cosa; le altalene diventano delle catapulte romane da assedio con cui lanciare il più lontano possibile i bambini più piccoli; la giostra viene trasformata in una centrifuga della morte; lo scivolo è un trampolino su cui arrampicarsi e poi lanciarsi nel vuoto dalla parte della scaletta.
I genitori, in preda al panico e grondanti di sudore, corrono dietro ai propri figli, o almeno ai bambini che assomigliano di più a quelli con cui sono arrivati.

I ricevimenti si mischiano e c’è una selva di invitati che vaga per il giardino dell’agriturismo. Si dice che i matrimoni sia facile conoscere gente dell’altro sesso, per ovvi motivi di predisposizione sentimentale e compensazione.
Purtroppo ai battesimi, per altri ovvi motivi di predisposizione sentimentale e compensazione, tutte sono già accoppiate. Pure quella carina che stava in disparte è accompagnata da un Fidanzato di Cro Magnon che arriva, le dà una randellata in testa e la trascina via per i capelli.
Per questo, se proprio son costretto a scegliere, preferisco i matrimoni ai battesimi.

Immancabile arriva il rito delle foto. Tutti a fare foto per trattenere i ricordi di quel giorno, con macchine fotografiche costosissime settate su Automatico.

Gli invitati vengono raggruppati da dei Butteri a cavallo e accerchiati dai cani pastore per essere bombardati di click.
Una anziana signora riottosa, che non voleva essere fotografata, è stata presa al lazo, incaprettata e trascinata davanti al plotone dei fotografi in meno di 8 secondi. Record certificato dal Comitato Internazionale del Rodeo.
Io mi sa che son finito nelle foto di un altro gruppo che non conoscevo, ma mi hanno detto di mettermi in posa con loro e ho obbedito, che faceva troppo caldo per questionare.

Al calar delle tenebre tutto finisce. Si distribuiscono le bomboniere, si saluta, baci e abbracci, e si torna verso casa, tutti belli sfranti e bolliti dal caldo, vagamente consci della strada del ritorno.

Per quest’anno ho dato e per fortuna non c’è nessun’altra parente incinta o in procinto di sposarsi.
Però ho deciso: ero contrario al matrimonio, ma è venuta voglia pure a me di torturare parenti e amici. Costi quel che costi.

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"