The Spirit

Era un po’ che mancava La Nota Marrone vero?

Avete ragione, colpa mia che sono pigro. Anche perché parenti e amici mi hanno riempito di roba dimmerda da vedere, leggere, ascoltare, assaggiare, giocare, dire, fare baciare, lettera e testamento, per poi farmi scrivere della roba che faccia ridere. Il fatto è che poi mi ritrovo davanti al pc a sorbirmi le peggio puttanate che sono state partorite da mente umana, per poi passare le altre giornate al cesso mezzo disidratato a causa delle Note Marroni presenti in quello che ho visto.

Però, senza perdermi d’animo, ho deciso di fare contento Ultimate Jar Jar Binks che, galvanizzato da Indiana Jones 4, ha cominciato a fornirmi una serie di titoli di un certo spessore stracolmi di Note Marroni. Su tutti ne spiccava uno: The Spirit, di Frank Miller.
Sapendo che il film faceva discretamente pena, all’inizio ho nicchiato, ma lui ha insistito. Ha cominciato a mandarmi mail, chiamarmi al cellulare di notte, aspettarmi sotto casa, alla fine ho dovuto cedure alle sue insistenze… dopo che mi ha bucato le gomme della macchina e mi ha fatto picchiare in un vicolo da dei suoi “amici“.
Sono cose che ti fanno capire quanto ci teneva davvero a farmi vedere The Spirit, quindi, appena uscito dall’ospedale, sono subito corso a casa a guardarlo.

Questo è quello che ho visto…

Spirit Conseguenze

Questo è un riassunto veloce del film… ora ne segue uno più articolato

Cominciamo con una piccola premessa per contestualizzare la visione. Nel 2005 esce al cinema Sin City di Robert Rodriguez, coadiuvato dall’amico Quentin Tarantino e sul set gironzola anche Frank Miller.

Sin City è tratto dalla serie omonima di Miller ed è la riproposizione, vignetta per vignetta, del fumetto originale, con uno stile molto vicino al disegno. Così vicino che è identico. Il pubblico apprezza e il film incassa una marea di soldi. Lo stupore è generale perché Sin City può essere considerato un esperimento: nessuno sapeva se il pubblico avrebbe apprezzato e, soprattutto, è costato 2 lire in croce.

L’anno successivo esce 300 di Zack Snyder, altra trasposizione pedissequa del fumetto, e la storia si ripete, tranne per il fatto che stavolta Miller non era sul set, né ha contribuito alla sceneggiatura.

Insomma in 2 anni gli incassi cinematografici sono uno sproposito con 2 film tratti dai fumetti di Miller. Il passo successivo è scontato: far fare direttamente a Frank Miller un film tutto suo… purtroppo.

Ma perché purtroppo? Semplice perché Frank Miller, benché sia stato un genio del fumetto, al cinema, senza il supporto di gente che sappia fare questo mestiere, ha sempre tirato fuori delle porcate assurde. Come non ricordare Robocop 3?
Seconda cosa, se anche uno gironzola per un set e il suo amico regista gli dice “Oh, Frank, vieni a vedere quest’inquadratura“, non diventa un regista.

Ma torniamo in tema e a The Sprit. Miller, visto che è amicissimo con Will Eisner, decide di accettare la proposta del produttore Michael Uslan proprio al funerale dell’amico Will. Poi si dice che a Hollywood non ci sia buon gusto e per i soldi passerebbero sopra anche ai cadaveri.
Quindi Miller per coerenza, visto che voleva trasporre sullo schermo il senso vero dei fumetti di Eisner, decidere di prendere The Spirit destrutturarlo, rimaneggiarlo come se fosse un suo fumetto, stuprarlo, masticarlo e cagarlo sullo schermo in una puttanata difficilmente eguagliabile.

Ora siete pronti per vedere quali nefandezze filmiche è riuscito a raggiungere il buon Frank… purtroppo quello che segue non farà mai ridere quanto il film originale, ma ci provo lo stesso.

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Il film si apre con una linea rossa piatta e un fastidioso “Piiiiiii” che l’accompagna.
È sicuramente la registrazione dell’encefalogramma di Miller durante la stesura del film.

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D’un tratto appare una donna davanti ad un riflettore da stadio. Si presenta come La Morte che avvisa un certo Danny Colt che presto si rivedranno. Tutti si toccano, che non si sa mai questa abbia sbagliato nome e ce l’avesse con qualcun altro.

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‘Nattimo che sto cambiando le 2 tonnellate di sabbia ai gatti…

Sotto un cimitero squilla un telefono. Un uomo tutto nudo, che vive con mille gatti, va a rispondere.

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Al telefono è un poliziotto, si trova nelle paludi fuori città sulle tracce di un tale Octopus e chiama Spirit invece che la centrale, perché ha paura che sia piena di spie e che i tentacoli di Octopus si siano infilati ovunque.
Nel giro di pochi minuti scopriamo che non è vero un cazzo: Octopus non ha spie e non ha tentacoli da nessuna parte, anzi tutta la polizia lo vuole morto. È evidente che il poliziotto nelle paludi sia un paranoico.

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In ogni caso Spirit si veste tutto nero, che nelle paludi mica ci può andare nudo: impermeabile da maniaco, cappello e cravatta rossa.

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Infilate le sue All Star, modello Genocidio, d’ordinanza, quelle con le suole pittate con la scolorina, esce dal cimitero.

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E con la faccia tutta incazzata, si arrampica sui tetti.

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Ci viene ricordato che questo popò di roba è stato scritto e diretto da Frank Miller, in caso a qualcuno più avanti venisse il dubbio che il film in realtà sia un fottuto scherzo.

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Il modo migliore per arrivare alle paludi fuori città è ovviamente correre sui fili della luce e sui tetti.
L’effetto è una incrocio tra una cialtronata e una roba patetica. Si vede che l’attore è tenuto su dai fili e un paio di volte rischia di cadere, tutto sbilanciato. Ci sono cose che funzionano nei fumetti e cose che funzionano al cinema. Poi ci sono cose che funzionano solo nella testa di Frank Miller, tipo questa scena.
Mentre Spirit è lì che corre sui tetti e sui fili della corrente, parte con un pippotto tipo: “La mia città è bella, è vera, è l’unica che amo, la mia città, bella città, senza pietà, ma come guida quel deficiente? Che gli scoppiasse un dente…“, viene il sospetto che Spirit in realtà sia Luca Carboni.

Però no! Ci viene ricordato che stiamo guardando…

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E sticazzi?!

La corsa di Spirit, e il ritornello di Luca Carboni, vengono fermati da un urlo femminile!
Dei maniaci stanno aggredendo una ragazza. Spirit non può esimersi dal saltare giù da un tetto e menarli forte.

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Con l’antica tecnica delle Ombre Cinesi.

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Finalmente l’ultimo aggressore è finito dentro a un cestino della monnezza.

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Uno dei malfattori, però, è riuscito a ficcargli un coltello nella coscia.
Spirit, essendo superiore a queste cose, se lo toglie con nonchalance e poi, senza motivo, consiglia alla ragazza di rivolgersi ad uno strizzacervelli. Uno che va in giro, in un mondo virato al seppia, con una mascherina, la cravatta rossa, l’impermeabile da maniaco e le All Star Genocidio, consiglia agli altri di andare da uno strizzacervelli. Mi sembra sensato.

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Appena la ragazza si gira per l’arrivo tempestivissimo di un poliziotto, Spirit sparisce dalla nostra vita per sempre nella notte. Lasciando la ragazza a sbrodolare e il poliziotto con il durello.

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Ma non c’è tempo da perdere a soddisfare sessualmente nessuno, che già Spirit ha perso tempo in una scena inutile atta solo a far vedere che non si ferisce.
Bisogna arrivare alle paludi in fretta e furia per beccare Octopus, quindi un’altra corsetta sui tetti, un altro pippotto con la canzone di Luca Carboni, e poi atterra su una macchina della polizia, che forse si è reso conto che correre per i tetti fino a fuori città è un po’ una stronzata.
Il poliziotto con la faccia di Frank Miller è un suo amico e gli cede volentieri il volante.

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Intanto nelle paludi il Paranoico sta ancora vagando vagando senza meta, che nemmeno lui sa che cosa sta cercando.

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Arriva a pucciare i piedi nell’acqua e davanti a lui emerge una tizia all’improvviso.

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Lei, senza tanti complimenti, gli punta una pistola in faccia e si sente un colpo.

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Spirit e il poliziotto con la faccia di Frank Miller arrivano alle paludi. Miller, al solo sentire nominare Octopus, vorrebbe chiamare rinforzi, ma Spirit gli dice che non è ancora il momento.
I due stanno per entrare nel cimitero e sentono una flebile voce femminile. Miller dice che è Lorelai, l’Angelo della Morte. La sua voce la sentono solo i marinai e i poliziotti.
Spirit, sprezzante, gli risponde che lui non è un marinaio… e neanche un poliziotto… e nemmeno una signora, ma una di quelle che, non è mai finita…

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Finalmente entrano nelle paludi e, seguendo le orme del Paranoico, lo trovano agonizzante per terra. Il poliziotto con la faccia di Frank Miller finalmente può chiamare i rinforzi e un’ambulanza, già che c’è.

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Spirit cerca di tranquillizzare il paranoico che sta morendo, ma lui, scosso da tremiti, continua ripetere: “Era belliffima bellissima, guarda, la  una gran figa una donna bellissima, splendida. Una patata dell’altro mondo…

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Parte un falsh back e si vede che: a) il Paranoico non ha proprio la faccia sveglia e b) lei effettivamente è una bella patata… quando Eva Mendes si manteneva in forma, nonostante si sfondasse d’alcool.

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Alle loro spalle si alza una pistola che spara al Paranoico.
Vorrei porre per un attimo l’attenzione sul livello dell’acqua e sulla distanza che intercorre tra i due soggetti.

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Il Paranoico, cadendo, allunga la mano di quei tre metri per toccare le tette alla Mendes, ma riesce solo a strappare il ciondolo che lei porta al collo.

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Spunta un’altra pistola, ma prima che riescano a fare fuoco, lei si butta in acqua, nello stesso posto in cui era in piedi.

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Notiamo che, oltre ad essere discretamente figa, la Mendes ha anche la capacità di camminare sull’acqua, perché stava in piedi sulla Fossa delle Marianne.
Lei nuota in profondità mentre i proiettili la sfiorano.

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E un colpo ferisce di striscio il sommozzatore che la stava aspettando in fondo alla Fossa delle Marianne.

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Lei senza pensarci due volte e con la forza di mille uomini, comincia a tirarsi dietro due enormi casse d’acciaio e il sommozzatore ferito.

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Peni Invisibili appaiono sott’acqua. Poi un proiettile colpisce la corda che teneva insieme le due casse e a lei ne rimane una sola.

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In tizio con le due pistole e si tuffa in acqua dalla riva. In pratica c’è uno strapiombo dove comincia l’acqua.

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È Samuel L. Jackson che non si fa scappare occasione per apparire in una puttanata.
Octopus nuota anche lui sul fondo della Fossa delle Marianne per recuperare la cassa smarrita dalla Mendes. Sta pregando che i Peni Invisibili siano scomparsi.

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Intanto la Mendes e il sommozzatore ferito entrano in… boh, una cisterna subaquea, un sottomarino, non si capisce, tranne che è di metallo e ha dei rubinetti.

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Octopus, con il suo bel cappello da agricoltore dell’Alabama, fa capolino dall’acqua e sbircia Spirit, il Paranoico ferito e il poliziotto con la faccia di Frank Miller.

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Poi con tutta calma e senza che nessuno lo noti, che tanto è vestito in modo sobrio e passa inosservato con quel cappello e il cappottone bianco, va a posare la cassa recuperata a riva.

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La affida ai suoi scagnozzi, gli Omini Stupidi, perché Octopus deve andare a combattere Spirit e ci metterà un sacco di tempo.

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D’improvviso Spirit viene colpito alla testa e sviene accanto alla testa del poliziotto con la faccia di Frank Miller.

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Poi viene preso da Octopus e buttato nel fango, dove affonda fino alla suola delle All Star Genocidio.

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Intanto gli Omini Stupiti stanno aspettando Silken Floss, la donna più bella del mondo, secondo loro.

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Silken arriva con un camioncino e parcheggia su uno di loro.

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Dal camioncino scende Scarlett Johansson truccata come una battona e vestita tutta fetish che ordina agli Omini Stupidi di caricare la cassa, che Octopus andrà avanti tutta la notte a menarsi con Spirit. Vi risparmio il dialogo perché è snervante, in quanto gli Omini Stupidi continuano a ripetere a vicenda qualsiasi cosa venga detta.

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Dal fango in cui era affondato, fa capolino Spirit. D’un tratto ci rendiamo conto che a Frank Miller piace la gente che esce dall’acqua solo con gli occhi, perché continua a riproporre questa scena. Più avanti succede un altro paio di volte, ma volevo risparmiare qualche scan.

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Octopus colpisce Spirit con la testa del poliziotto con la faccia di Frank Miller. Spirit risponde subito con una battuta sagace: “Sei peggio di un mal di testa, Octopus!” e subito dopo Octopus gli chiava un mattone sulla testa.
Così comincia uno dei combattimenti più ignoranti della storia del cinema. Vedere per credere.

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Spirit gli spacca il mattone con un piede di porco, poi glielo conficca in testa e gli dà un pugno facendo volare via Octopus.
Ci sarebbe da dire che prima Spirit era affondato e invece ora stanno entrambi in piedi nello stesso punto, però facciamo che evito di sottolineare l’ovvio.

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Octopus sembra sparito, Spirit guarda il fango intorno a se, ma non c’è traccia del suo nemico.
All’improvviso Octopus fa capolino, un’altra volta, dall’acqua e con una chiave inglese gigante, che non si sa da dove viene, colpisce Spirit alle palle.
Da notare come è cambiata la fotografia da una scena all’altra.

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Spirit sale sulla chiave inglese e gli tira un calcio in faccia, mandando Octopus a gambe all’aria.

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Poi gli salta addosso e comincia a tirargli una gragnuola di cazzottoni forti sulla faccia, come se non ci fosse un domani, finché Octopus sparisce di nuovo nelle acque limacciose a profondità variabile della palude.

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Spirit preso dal panico si guarda intorno, mentre Octopus gli appare alle spalle facendo il cucù.

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Cucù. In questo momento ho cominciato a provare una profonda pena per Samuel L. Jackson e sono passati nemmeno 15 minuti dall’inizio del film.

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Octopus solleva una tazza del cesso, sì, esatto, e gliela tira in testa a Spirit.

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Il quale rimane incastrato nel copriwater, con tanto di scatola dello sciacquone sulla schiena. Octopus ride come un matto e gli dice: “Avanti… il water è sempre divertente!“. Insomma… io non ho riso.
Il malefico Octopus ne approfitta per tirargli dei calci forti sui denti.
Ma Spirit non perde lo spirito (perdonatemi) e riesce a strisciare fuori da quella trappola mortale.

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Spirit tira a Octopus un lavandino a doppia vasca sulla faccia.

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Octopus viene però salvato dall’Omino Stupido investito di fresco che, con un Uzi, crivella di colpi Spirit.

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Ora che hanno finito i sanitari da lanciarsi addosso, sono entrambi a terra esausti.

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Ma Octopus si alza e dice a Spirit che ne ha abbastanza di questo film di merda delle loro scaramucce per quella sera e che prima o poi Spirit scoprirà quanto loro due sono uguali e perché non muoiono nonostante continuino a lanciarsi addosso tutto il catalogo Richard Ginori. Ma questo segreto non glielo può dire subito, altrimenti il film finisce.
Certo, chissà cosa sarà mai questo segretone segretissimo che è impossibile da capire al minuto 15 del film, quando manca ancora un’ora e venti minuti ai titoli di coda.

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Dal nulla riappare Lorelai, La Morte, che ripete a Danny Colt che presto si vedranno. Ora i fari da stadio li ha anche sulla fronte.

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Spirit si riprende solo per farsi fare un pippone esagerato, col tono di chi vuole fare la mammina, da una bionda slavata che vorrebbe essere la sua ragazza ufficiale, è anche medico della polizia, figlia del commissario Basettoni, ed è preoccupata per i fori di proiettile e tutte le botte che Spirit ha preso. E gli esce anche del sangue dalla testa! Nota lei perspicace.

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Ma Spirit ha altro a cui pensare, tipo cercare Octopus per farsi spiegare come mai non muore mai, raccogliere l’indispensabile cappello, che Indiana Jones si sta rivoltando nella tomba e prendere la medaglietta dalla mano del paranoico che continua a ripetere: “Era una patata straordinaria, una donna bellissima…” come fosse un mantra.

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Subito il commissario Basettoni parte con un altro pippone sul fatto che Spirit combina sempre guai, che fa uccidere un sacco di poliziotti per dare la caccia a Octopus e che se continua così finirà in un baratro.
I dialoghi sono sempre freschi, concisi e realistici che sembrano usciti dalla penna di Shakespeare.

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Spirit gli risponde di farsi i fatti propri e se ne va.

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Rimuginando.

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Nella nebbia.

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Intanto Octopus scoperchia un tombino.

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In compagnia dell’Omino Stupido investito.

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Poi gli fa tutto un discorso assurdo sul fatto che a lui la frittata non piace, che preferisce le uova strapazzate, ma solo quelle bianche, che quelle marroni fanno schifo. Che pena infinita che mi fa Jackson.

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L’Omino Stupido, essendo per l’appunto stupido, non capisce e Octopus gli spara. Che questo è sopravvissuto a un camioncino che gli è passato sulla faccia, ma muore per un proiettile.

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Intanto Spirit apre il medaglione e vede le foto di due ragazzini.

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Sono ovviamente Danny Colt, vero nome di Spirit, e Sand Saref, vero nome di Eva Mendes, da giovani.

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Lui ha venduto la bicicletta al Banco dei Pugni per il medaglione con le foto da regalare a lei. Il proprietario gliel’ha venduto volentieri urlandogli: “Mio figlio poteva morire!
In questa scena è chiaro quanto noi maschietti siamo idioti e le femmine sgamate. Davanti a Danny e Sand passa una macchina lussuosa alla folle velocità di uno all’ora. Una donna, essendo nel quartiere dei pezzenti di Central City, pensa bene di sporgere il braccio con un braccialetto pieno di diamanti. Ai ricchi piace il rischio.
Sand, guardando il bracciale, dice che lei da grande vuole i gioielli e i diamanti più costosi del mondo. Chiamala scema.

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Danny d’improvviso si rende conto di essere un po’ un coglione ad aver rinunciato alla bici per una così, ma si fa coraggio e le regala il preziosissimo ciondolo.
Lei guarda l’oggetto un po’ schifata, poi lo apre, vede le foto di loro due, e gli dà il contentino dicendo che l’avrebbe tenuto, ma che non gliela avrebbe data sarebbe stata la sua ragazza. La stronza.

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Spirit sta raccontando questa lacrimevole storia a un gatto randagio.

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Nonostante il giuramento di lei, Danny e Sand passano dei momenti bellissimi insieme e fanno cose molto romantiche, tipo appendersi fuori da un treno in corsa.

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Sbavare sulle vetrine delle gioiellerie mentre lui le parla e continua a camminare.

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Leggere i fumetti insieme.

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Limonare duro.

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Finché una sera un mafioso e lo zio di Danny, un ex boxer anche se non c’entra niente, litigano.

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Beshtia, cheddolore!!!

Proprio mentre passa un lo zio di Sand, un poliziotto, che viene ucciso da un proiettile sparato nella colluttazione. Il mafioso scappa.

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Lo zio di Danny invece diventa tutto bianco e si spara in testa, che mi sembra la soluzione migliore.

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I due ragazzi sono i primi che arrivano sul posto. Prima della polizia persino.

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Sand rilascia una dichiarazione alla stampa dicendo, non ho capito bene perché, che lei odia la polizia.

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I due entrano in un vicolo e lei, fedele alla sua natura di donna, dice a Danny che non ci vuole più rimanere in quel letamaio, che non gliene frega niente se lui vuole fare il poliziotto e che vuole un sacco di soldi, gioielli e macchine veloci, perché lei è troppo figa per quel quartiere.

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E comunque non gliel’avrebbe data, quindi se ne va.

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Lui tira fuori le palle per un momento e le urla che la odia, quando lei è abbastanza lontana per non farsi sentire.

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Intanto pure il gatto randagio si è stufato del racconto e se ne è andato.
Spirit ci dice che da quel giorno non l’ha più rivista, che forse è andata in Europa, ma se il Paranoico aveva in mano il medaglione, voleva dire che lei era tornata e stava facendo affari con Octopus.
E allora se lei fa affari con Octopus lui è costretto a sbatterla…

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… dentro.

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Un volo d’uccello ci fa vedere come Central City ha risolto il problema degli anziani: vengono mandati a dar da mangiare ai piccioni sui tetti della città, invece che al parco. Se ogni tanto qualcuno vola di sotto, beh, tanto meglio per l’INPS.

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Sand intanto è in una macchina e le viene il ruttino. Contestualmente si accorge che le manca la medaglietta.

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Intanto sotto la città, più precisamente nelle fogne…

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il potente Octopus si è vestito da samurai giapponese senza alcuna ragione particolare e sta per aprire il forziere recuperato nella Fossa delle Marianne sotto le paludi di Central City.
La citazione della valigetta di Pulp Fiction mi ha fatto venire un nervoso che sono sceso al parchetto sotto casa e ho fatto cadere dei bambini dall’altalena.

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Purtroppo non contiene quello che Octopus voleva, il Sangue di Eracle, perché ha recuperato il forziere sbagliato e dal nervoso molla una puzzetta atomica.

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Poi pensa bene di sfogarsi uccidendo gli Omini Stupidi. A uno gli tira uno shuriken in fronte.

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All’altro prima gli tira una freccia nel petto.

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Il terzo lo taglia in due con un colpo secco di Katana. Notate l’effetto finto-manga del fondale in questa scena. Ah, quanto è istrionico e teatrale il vecchio Frank.

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L’Omino Stupido sopravvissuto, mentre gli altri due barcollano in modo comico sullo sfondo, dice che i bauli erano due e l’altro l’ha preso la bonazza nella palude.

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A Silken Floss allora viene l’idea geniale che forse era meglio ucciderla e prendere entrambi i bauli.
Alla fine optano per un piano a prova di bomba: organizzare un scambio di bauli con Sand Saref.

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Già che ci sono, ordinano all’Omino Stupido sopravvissuto di farsi un Seppuko. Lui tutto felice li accontenta.

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Intanto Sand è andata dal tizio che ha pagato 3 milioni di dollari per procurarle i due bauli e che ha avvertito anche Octupus della consegna. Però non ci spiega come mai la consegna era sul fondale delle paludi.

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Poi, per punizione, lo costringe a versare tutti i soldi che si è preso al fondo della polizia.

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Già che c’è Sand si fa una fotocopia al culo.

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E lo minaccia con delle foto che lo ritraggono in compagnia di bambini Shaolin su uno yatch, dicendo che farà sapere tutto alla sua famiglia. Gli lascia anche una pistola, che lui sa quello che deve fare.

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Spirit è andato dalla Bionda Slavata a farsi fare un check up.

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Ma la situazione degenera e si mettono a limonare.

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Poi sta per degenerare ancora un po’…

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… ma entra il padre della dottoressa, insieme a una nuova poliziotta antipatica.

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Subito Spirit non perde tempo per far degenerare la situazione anche con la poliziotta antipatica.

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Ma il dovere chiama e devono andare tutti via.

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La Bionda Slavata in un rigurgito d’orgoglio, pianta un bisturi nella porta alle spalle di Spirit.

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Per strada Spirit viene intercettato da una giornalista che subito si innamora di lui, quando dichiara che i bambini devono lavarsi i denti e andare a letto presto.

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Il comissario Basettoni è contrariato, visto che poco prima si stava limonando la figlia.

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Comunque gli dice che Sand saref è tornata, è una ladra di gioielli e che forse ha ucciso un tizio che commercia in oggetti d’arte antichi.

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Arrivati al palazzo, il commissario Basettoni gli rispiega la stessa identica cosa. Giuro che ripetono due volte lo stesso dialogo.

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La poliziotta antipatica, per spiegare il comportamento di Sand Saref, con il suo fare spocchioso tira fuori la teoria del Complesso di Elektra, la versione femminile del Complesso di Edipo che però è anche una citazione del primo fumetto divenuto famoso di Frank Miller: Elektra Assassins.
Comunque tra quello che fa Sand e il Complesso di Elektra, ammesso che esista, non ci ho visto il nesso.

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Un ascensore molto frankmilleroso li porta al piano.

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È tutto un brulicare di poliziotti con i giubbotti antiproiettile nuovi di pacca, comprati grazie a una misteriosa donazione di 3 milioni di dollari. Sì, il tempo è estremamente relativo in questo film.

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Pare che il tizio si sia sparato in testa, ma non si può esserne sicuri, deve intervenire il coroner a stabilire le cause della morte, che il pezzo di cranio mancante potrebbe essere fuorviante. Frank Miller è sempre pacato nella sua messa in scena.

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Intanto il segretario del tizio, interrogato dolcemente, descrive Sand Saref come l’ultima persona che è stata nell’ufficio.

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Spirit trova un indizio del fatto che Sand è passata di lì. D’altronde il primo piano è inconfondibile.

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Il commissario Basettoni vuole sapere cosa ha trovato, ma Spirit nicchia e dice che deve andare, che ha una cosa urgentissima da fare in bagno.

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Un tavolo da poker nella penombra con dei tipi loschi.

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Sand, tenendo fede al suo immenso culo, riesce a fare poker anche avendo a disposizione solo quattro carte. Invece che prendere il piatto, si accontenta di un braccialetto di diamanti.
Poi chiede ai brutti ceffi se conoscono Octopus che vuole organizzare uno scambio.

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Spirit rimugina su Sand, sul perché è tornata e su come mai ha ucciso quel tizio, seduto sul tetto di un treno che viaggia per la città.

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Intanto nelle fogne sta per tenersi una delle scene più atroci della storia del cinema.

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Octopus è vestito da medico, stavolta, e osserva qualcosa.

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È un piede con la testa di uno degli Omini Stupidi che saltella di qua e di là.

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Octopus voleva produrre altri Omini Stupidi, ma qualcosa è andato storto ed è venuta fuori fuori ‘sta cosa inguardabile. Un po’ la metafora del film stesso.

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Fa pure le piroette mentre loro parlano dello scambio con Sand e del Sangue di Eracle e Silken Floss ci fa vedere le tette vestita da infermiera sado-maso.

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Alla fine il piede viene sciolto nell’acido, che è la cosa importante di questa scena.
Io credo che questa scena dovrebbe far ridere, come molte altre già venute e che verranno nel film, ma mi sa che Frank Miller non ha idea di cosa sia la comicità, né come si costruisca, né cosa, più in generale, dovrebbe far ridere una persona. Se una scena del genere riesce a farlo ridere, mi sa che dovrebbe essere preso e allontanato da qualsiasi cosa che possa permettergli di scrivere altre sceneggiature.

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Spirit, con un colpo di genio, fa vedere la fotocopia del culo di Sand a tutti gli alberghi della città, finché uno non lo riconosce.

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Va nella camera di Sand che si è fatta la doccia con l’azoto liquido a giudicare dalla quantità di fumo che esce dal bagno.

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Spirit le intima di mettere le mani dietro la testa.

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Poi le intima di mettersi qualcosa addosso. Purtroppo.

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Intanto il marito di Sand è tipo morto stecchito per aver provato a bere il liquido presente nel vaso che era dentro il loro forziere. Che infatti se uno ha una boccia di un liquido sconosciuto, la prima cosa che si fa per vedere cos’è è bere. Ce lo insegna la mamma fin da piccoli, no?

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Poi c’è un estenuante dialogo tra Spirit e Sand sui presunti crimini che lei ha commesso.

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Sul perché i suoi mariti hanno la tendenza a morire.

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E sulla vita lasciva che conduce.

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Sul passato di Sand.

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Su un cazzo e su quell’altro, finché lei non si arrabbia e con due spintarelle sul petto…

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… lo scaraventa fuori dalla finestra.

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Lui sta precipitando avvolto nelle tende.

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Ma per fortuna una gigantesca testa di muflone lo salva dalla caduta.

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Sotto la gente si raduna e dice: “È un uccello!“, “Ma, no, è Spirit!“, “No, è un coglione!“. Ve. Lo. Giuro.
Poi prendendolo in giro gli gridano: “Dai, eroe, salta! Salta! Salta! Salta!
Questo è il rispetto che hanno i cittadini di Central City per Spirit. A questo punto io mi son chiesto: ma che cazzo sto guardando?! È un film su un supereroe che viene sfottuto e villipeso dalla gente che protegge.
Ti prego, Will Eisner, se sei da qualche parte, vendicati, cazzo, non vedi come Frank Miller ha conciato la tua creatura?!

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Intanto Sand Saref se ne va.

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Spirit, appeso al muflone, riceve una telefonata dalla poliziotta antipatica.

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E lui risponde, cazzo! È appeso ad una testa di muflone, la gente sotto lo sfotte e lui risponde al cellulare come se niente fosse. Risponde al cellulare in un film ambientato tra gli anni ’40 e ’50.

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La poliziotta gli fa sapere che sotto le scarpe dell’Omino Stupido investito, quello che ha camminato nel fango della palude, hanno trovato tracce di sale. C’è un solo posto in città in cui si produce sale.

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Finita la chiamata, Spirit ha un’idea geniale per mettersi ancora più in ridicolo: togliersi la cintura e rimanere a penzoloni in mutande.

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Con questo stratagemma, ma non si vede bene come fa, riesce a fare una capriola in aria e atterrare su un ascensore esterno dell’hotel che, guarda caso, si era fermato lì.

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Finalmente Spirit può correre sui tetti ad acciuffare Octopus.

Per oggi La Nota Marrone su The Spirit finisce qui, la seconda e ultima parte settimana prossima, che ho bisogno di riprendermi.

Intanto potete leggere, se volete, le precedenti. E se vi è piaciuta, potete anche spammarla in giro per i vari social netwrk che io non mi offendo.

Intanto se volete consigliarmi il prossimo film da vedere e commentare scena per scena, potete farlo nei commenti.

 

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"