Apes Revolution - Il Pianeta Delle Scimmie

Dopo aver letto lodi sperticate per tutto il web su questo nuovo Apes Revolution – Il Pianeta Delle Scimmie non vedevo l’ora di gustarmelo al cinema.

Soprattutto perché L’Alba Del Pianeta Della Scimmie mi era piaciuto abbastanza, per un paio di chicche al suo interno, e perché si elevava dalla massa di reboot, di remake e di sequel che ci propinano di continuo.

Una piccola curiosità, il primo film del 2011 in originale si chiamava Rise Of The Planet Of The Apes, traducibile come L’Origine Del Pianeta Delle Scimmie, ma l’hanno tradotto come “L’Alba”.
Questo in originale si chiama Down Of The Planet Of The Apes, ossia proprio L’Alba Del Pianeta Delle Scimmie, titolo italiano che si sono bruciati con il primo film, quindi hanno pensato bene di adattarlo con un titolo inglese: Apes Revolution, traducibile come La Rivoluzione Delle Scimmie.

Io ora sto pregando fortissimo la Fox che faccia un sequel, che è già sicuro visti gli incassi, e lo intitolino proprio: Apes Revolution, così da mandare a male ci decide i titoli in italiano e vedere cosa si inventa.

Bene, dopo questa piccola nota di colore, passiamo al film vero e proprio.

Titolo film Pianeta delle Scimmie

Oppure, su suggerimento del Revenger Michael V., possono intitolarlo così…

La serie di film de Il Pianeta Delle Scimmie è stata la prima vera e propria saga cinematografica. Ossia una serie di cinque film consequenziali, che hanno una loro continuità e che insieme formano una lunghissima storia più o meno coesa.
Io credo che qualsiasi produttore di Hollywood, oggi, darebbe via il braccio destro e un figlio per riuscire ad imbroccare una cosa del genere e con lo stesso successo, visto che a distanza di 46 anni dal primo continuano a uscire film che rimpolpano ed espandono la saga originale. Ecco, forse darebbe via anche due figli.

Tra l’altro, il film originale del ’68, aveva anche uno dei finali migliori della storia del cinema, nonché uno dei più iconici, e, in una manciata di minuti, raccontava più cose di quanto molti altri film riescano a fare in due ore. Charlton Heaston che trova la statua della libertà distrutta e cade in ginocchio sulla spiaggia, descrive in modo mirabolante ed estremamente efficace la natura autodistruttiva dell’uomo, che arriverà ad annientarsi da solo permettendo lo sviluppo di altre specie animali. Come a dire che l’uomo è l’animale più intelligente solo perché si è sviluppato più in fretta degli altri e poi ha impedito il progresso delle altre specie.
Poi ovviamente c’era anche tutto il metaforone sul razzismo e sulla concezione di razza superiore e inferiore.

I vari sequel non sono mai riusciti ad avere altrettanta efficacia e ad impattare così sull’immaginazione collettiva come l’originale Il Pianeta Delle Scimmie, ma rimangono comunque dei gran film.

Il vero scivolone arriva nel 2001 quando chiedono a Tim Burton di fare un remake e lui ce la mette per dimostrare di non capire un cazzo di fantascienza e di non aver capito un cazzo nemmeno del primo film.

Ma nel 2011 con L’Alba Del Pianeta Delle Scimmie la saga riprende cancellando i sequel. Caesar non è più figlio delle due scimmie tornate indietro nel tempo, ma è uno scimpanzé a cui James Franco inocula un farmaco sperimentale per l’Alzheimer rendendolo una scimmia più evoluta, che comincia una ribellione dei suoi pari al trattamento che riservano loro gli umani. Quindi ritorna il tema dell’autodistruzione umana, è l’uomo che genera una forza della natura capace di distruggerlo, e si rovina con le proprie mani.
In più c’erano anche delle chicche che lo riallacciavano al primo Il Pianeta Delle Scimmie: lo shuttle che parte durante il film e che sparisce nello spazio, è quello di Charlton Heston che attraversa il tempo e lo spazio per atterrare nel mondo del futuro dominato dalle scimmie.

Apes Revolution - Il Pianeta Delle Scimmie - Scimmie a cavallo

Andiam, andiam, andiamo a prendere le banane

Questo Apes Revolution – Il Pianeta Delle Scimmie parte da lì: le scimmie si sono ribellate e sono andate a vivere nella foresta sviluppandosi e per far prima l’uomo si è annientato da solo con un virus letale lasciando capannelli di sopravvissuti su una terra ormai distrutta.

Il film, francamente, non è quel capolavoro che tutti dicono e non è nemmeno rivoluzionario al livello del primo Matrix, come ha detto qualche critico poi ripreso dal battage pubblicitario. Anzi, se si va ad analizzare, anche grossolanamente, il film non si distacca molto dai canoni dei film post apocalittici in cui due fazioni si trovano a fronteggiarsi sulla sottile linea di confine tra guerra e pace.

C’è la fazione dei buoni, le Scimmie, che ha uno stronzo guerrafondaio al suo interno, e la fazione degli egoisti, gli umani, che ha la classica testa di cazzo al suo interno.

Però, pur non inventando niente di nuovo, Apes Revolution – Il Pianeta Delle Scimmie almeno ha qualcosa da dire, forse anche banale, e non è il classico sequel fatto per guadagnare soldoni senza dare niente in cambio.
Matt Reeves, il regista, è un tipo furbetto che infarcisce il film con un sacco di scene tenerelle e tanto buonine, come quella con lo scimpanzé appena nato, però dimostra intelligenza quando tenta di mettere un po’ di senso in tutta la sarabanda di effetti speciali, scimmie in CGI, combattimenti ed esplosioni.

Apes Revolution - Il Pianeta Delle Scimmie - Scimmia con i mitra

It’s evolution, baby!

Abituati come siamo a film pieni di effetti speciali e vuoti di contenuti, vedere un film che tenti di dimostrare quanto l’uomo sia stupido, egoista, incapace di adattarsi e di cambiare vita e, soprattutto, incapace di imparare dai propri errori, arrivando a distruggere tutto quello che ha solo per non far contento l’altro, beh, non mi sembra affatto poco.
Certo non è nemmeno tantissimo, però ci potevamo anche trovare di fronte un film pieno di scimmie in CGI e basta, visto che il pubblico viene trattato come una massa di bovini che non capiscono niente.

Quello che un po’ manca al film, soprattutto nella prima parte, è un po’ di ritmo, ma quando poi comincia non si ferma più, fino al finale.

Apes Revolution - Il Pianeta Delle Scimmie - Andy Serkis

Gli hanno solo tolto il caschetto

Menzione d’onore per i tecnici degli effetti speciali che sono riusciti a creare delle scimmie fotorealistiche, quasi sempre, e per Andy Serkis che, come al solito, fa tutto il lavoro sporco senza avere la possibilità di far vedere la sua faccia e anche Toby Kebbell, che interpreta Koba il braccio destro di Caesar, non sfigura affatto.
Tutto il comparto che si è impegnato per portare le scimmie sullo schermo, benché abilmente asessuate come il Big Jim, è il maggiore fautore del successo del film, perché se non fossero credibili quelle, o sembrassero finte, crollerebbe tutto come un castello di carte.

Apes Revolution - Il Pianeta Delle Scimmie - Gary Oldman

Potevo essere sfruttato meglio, potevo essere sfruttato di più, però finalmente l’iPad ora funziona!

Spiace un po’ per Gary Oldman che è sacrificato in un ruolo quasi marginale e la sua scena madre ce l’ha quando gli riparte l’iPad e può ricominciare a giocare ad Angry Birds.

Apes Revolution – Il Pianeta Delle Scimmie benché non sia un capolavoro, è un film riuscito, godibile e sopra la media dei sequel fatti un tanto al chilo che puntano solo sulla quantità di effetti speciali e nient’altro.

Apes Revolution - Il Pianeta Delle Scimmie - Uomini e scimmie

Ma te non sei quello che ha vinto Il Grande Fratello 8?

Certo, solleva alcune domande che stanno mettendo in ginocchio la scienza moderna e che rimangono ancora senza risposta: perché, nonostante trasmissioni come Il Grande Fratello et similia, continuiamo a considerare le scimmie esseri inferiori? Perché al cinema possono entrare i Figli Speciali di Gesù e non le scimmie? Siamo noi che discendiamo dalle scimmie, o è il contrario? Siamo uomini o scimmie? Andy Serkis farà mai un film con la sua faccia vera? Ma Andy Serkis è fatto al computer pure lui? E soprattutto, può l’uomo convivere in modo pacifico con delle scimmie più intelligenti di lui?

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"