Gotham

Film, fumetti e oggi serie Tv. Domani… videogiochi. Dai questa settimana vi ho viziato per bene, no?

Ho una nuova regola che mi ha insegnato Cristina: guardare le prime 3 puntate di una serie Tv prima di giudicarla. Questa regola ho deciso di applicarla anche ai post e parlerò dei telefilm solo dopo aver visto le tre puntate. È ora di smetterla di esaltarsi per una puntata e rimanere delusi dalle successive 20. 3 puntate sono abbastanza per farsi un’idea precisa e vedere dove va a parare.

La prima serie Tv su cui applico questa regola è Gotham. E infatti arrivo a parlarne dopo circa 3 settimane dalla messa in onda. Non avessi seguito la regola avrei detto, dopo la prima puntata, che fa schifo.

Dopo la terza le cose sono cambiate? Un pochino, ma non troppo.

Attenzione che ci potrebbe essere qualche spoiler sui personaggi delle prime prime 3 puntate, non sulla trama.

Gotham è la nuova serie, dopo Arrow e The Flash, presa dai fumetti DC Comics.

Le premesse della serie sono: come era Gotham City prima dell’arrivo di Batman e il commissario Gordon era un solo un detective?

La risposta dopo 3 puntate è: Gotham City è identica a dopo l’arrivo del Cavaliere Oscuro, ma manca proprio Batman.

Gotham - Gordon e Bruce Wayne

Tu, Bruce, hai solo 11 anni, ma siamo alti uguali…

Mi spiego meglio. La prima puntata è un fanservice spudorato e quasi vergognoso. Nel giro di 20 minuti succede, nell’ordine:

Selina Kyle, che diventerà Catwoman da grande, assiste all’omicidio dei coniugi Wayne.

Gotham - Catwoman

Appena sto ferma, mi sparo le pose da Catwoman

– L’omicidio dei Wayne è un evento epocale che fa da volano a una mitologia che dura da 75 anni e qui non ha alcun pathos, sembra quasi un evento come un altro.

Edward Nigma, il futuro Enigmista, lavora nella scientifica della polizia di Gotham e le informazioni ai detective le dà sotto forma di indovinelli. L’ho trovato insopportabile.

Gotham - Enigmista

Nel cadavere ho trovato una cosa che esce da una pistola a folle velocità… indovina cos’è?!

Oswald Cobblepot, il futuro Pinguino, lavora per Fish Mooney, un personaggio nuovo inventato apposta per la serie Tv.

– L’uomo “accusato” dell’omicidio dei Wayne è il padre violento della bambina che diventerà Poyson Ivy.

– Facciamo un salto al minuto 30, o giù di lì, perché si vede un comico che fa il suo monologo sulla paura per il locale di Fish Mooney. Le probabilità che sia il futuro Spaventapasseri sono alte, ma potrei sbagliarmi. Infatti mi son sbagliato perché, mi dicono dalla regia, che potrebbe essere il Joker.

Ecco, Gotham City è una città fottutamente piccola in cui l’unica cosa che manca è proprio Batman. I suoi nemici ci sono già quasi tutti e quelli che mancano arriveranno nelle prossime puntate. Joker compreso. Tra l’altro le età non coincidono granché, quindi Batman si troverà a doversi scontrare con alcuni dei cinquantenni più arzilli di Gotham City, quando arriverà il suo momento.

La seconda puntata va un po’ meglio, non si vede nessun futuro cattivo, ma è incentrata su due scagnozzi che rapiscono i ragazzi senzatetto di Gotham per conto del Giocattolaio.

Gotham - Il Pinguino

Alto, magro, naso adunco finto, zoppo, ma non chiamatemi Pinguino…

La terza puntata invece è più normale, hanno eliminato un po’ di personaggi, il Pinguino sembra essere l’unico villain costante, ed è incentrata su un’indagine di Gordon e Bullock. Anche se l’indagine è per catturare un tizio che attacca “i criminali” a un pallone sonda e li fa volare via.

E a questo punto arriviamo a quello che, secondo il mio personalissimo parere, è il vero problema della serie: il tono generale.

Gotham è impostata come una telefilm serio, duro, realistico. Fotografia, montaggio, regia e atmosfere sono quelle di un C.S.I. e non di un ArrowFlash o, peggio, Smallville. I personaggi inseriti, invece, sono quasi sempre delle macchiette con comportamenti bizzarri, nasi finti, vestiti sgargianti e, in generale, sopra le righe. L’insieme di queste due cose è un pugno in un occhio che mi fa dire: “Ma che cazzo sto guardando?!

Gotham - Mamma Cobblepot

No, non è la bambola Annabelle, ma la sobria mamma di Oswald Cobblepot, aka Pinguino.

Non si può impostare una serie Tv sui toni di un film di Nolan, per poi inserire i personaggi come se fossero presi dai fumetti. Questo può piacere solo ai fan sfegatati DC che, a qualsiasi critica, ti rispondono con: “Eh, ma nei fumetti Gotham è così!“. Eh, grazie al cazzo, ma io mica sto leggendo i fumetti, sto guardando una serie Tv che si ammanta di “realismo” per poi sminkiarsi ogni volta che entra un personaggio in scena. Il risultato è quantomeno grottesco e sopra le righe.

Però Gotham ha anche qualcosa di buono.

Gotham - Gordon e Bullok

Tieni il fiato, non far vedere la panza…

Ben McKenzie e Donal Logue funziano molto bene nei panni, rispettivamente, del giovane e idealista James Gordon e del corrotto e grossolano Harvey Bullock.

Eccezionale il personaggio di Alfred Pennyworth, un maggiordomo inglese, un po’ tagliato con l’accetta, che si trova a dover diventare tutore/padre di un ragazzino miliardario con seri disturbi post traumatici. È interpretato benissimo da Sean Pertwee.

Gotham - Alfred

A regazzì, nun piagne davnti a tutti, che sinnò te pijano pe’ ‘na fimmena!

Quando non ci sono pagliacci personaggi fumettosi in giro, fotografia e regia mi piacciono molto, anche se a volte si fanno prendere la mano e montano una GoPro a inquadrare la faccia di Gordon che insegue qualcuno.

Mi piace l’idea di mostrare come Gotham City ha creato Batman e il cammino che l’undicenne Bruce Wayne compie, dalla intuizione di diventare un vigilante, allo sviluppo delle sue capacità investigative. Anche perché di solito è descritto così: è rimasto traumatizzato dalla morte dei genitori; si allena per 18 anni consecutivi; si spaventa per un pipistrello; inventa Batman. Il tutto in 4 vignette del fumetto, o in 36 secondi di un film.

Gotham - Fish Mooney

La sobria eleganza dei personaggi di una serie dark/noir

Mi fa molto ridere, come sempre, la pronuncia inglese dei nomi italiani, quando Carmine Falcone diventa Carmain Falconii, o Maroni, interpretato dal portoricano David Zayas, diventa Don Marouney.

Se, e dico se, avessero cercato di uniformare il tono del telefilm anche ai personaggi e non si fossero fatti prendere dalla foga di accontentare i fan dell’Uomo Pipistrello, inserendo fin troppa gente famosa tutta insieme, sarebbe potuto essere un ottimo telefilm. Invece bisogna fare i conti con un fanservice davvero spudorato che, probabilmente, è dovuto al fatto che nella serie non possono inserire il personaggio di Batman per non rovinare l’immagine cinematografica che il pubblico ha. E soprattutto, dopo Michael Keaton, Val Kilmer, George Clooney, Christian Bale e Ben Affleck, non vogliano far vedere un altro Batman ancora diverso.

 

 

Tutti i telefilm di cui ho parlato:

Serie Tv

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"