Buon compleanno

Capita, almeno una volta all’anno, che io faccia il compleanno.

Sembra quasi un caso, ma è successo pure l’anno scorso e tutti gli anni prima. Sembra quasi un evento che si ripete in modo sistematico, sempre lo stesso giorno. Pare che Adam Kadmon ne parlerà in una delle puntate su Italia 1, perché non può essere un caso.

L’anno scorso ho scritto un post così depresso e triste che mi vergogno a rileggerlo. E mi vergogno così tanto che nemmeno ve lo linko.

Oggi è, però, totalmente diverso. Ma così diverso, che qui a Milano c’è il sole, dopo un po’ di giorni di cielo plumbeo e pioggia, e che comincio ad avere il sospetto di essere bipolare.

Il 2014 è un anno strano. Mi son successe un po’ di cose molto positive nell’ultimo periodo e l’orizzonte è chiaro e sereno che quasi mi spaventa guardarlo. Per scaramanzia, ne parlerò a tempo debito, ossia quando cominciano a concretizzarsi, se si concretizzeranno.

Tra l’altro, quest’anno, segna, incredibile ma vero, il trentennale dal 1984, anno di grazia per il cinema Nerd e per il cinema in generale, dal momento che ci sono una marea di film usciti quell’anno, che sono diventati dei veri e propri cult.

Oggi vorrei festeggiare, parlando proprio di quei film, a modo mio.

Il film che si avvicina di più al senso della parola capolavoro è C’Era Una Volta In America di Segio Leone. Un film bellissimo e lunghissimo, sulla romantica epopea dei gangster ai tempi del proibizionismo, con un Robert De Niro semplicemente fantastico. Ma, la cosa importante, è che questo film ha tenuto a battesimo cinematografico quella che sarebbe diventata una delle donne dei miei sogni, l’unica che ancora posso definire così: Jennifer Connelly.

Nella scena in cui Noodles la spia dalla finestra della palestra mentre si cambia, però, non è lei, ma una controfigura maggiorenne. Jennifer a quel tempo aveva solo 14 anni e, ovviamente, non poteva apparire a chiappe di fuori in un film. Cosa con cui concordo pienamente. Anche perché poi, tra Labyrinth, Tutto Può Accadere e The Hot Spot, direi che si è rifatta abbondantemente. Almeno nella mia immaginazione.

Jennifer Connelly

What are you thinkin’ about?!

La Storia Infinita è uno di quei film che, da piccolo, avrò visto tipo un milione e mezzo di volte. Mi piaceva tantissimo. È stato anche il primo libro intero e serio che io abbia mai letto in vita mia. Rivedendolo oggi, è uno dei pochi film di cui vorrei vedere il remake. Purtroppo il tempo è stato impietoso e, se rifare i film ha un senso, questo è quello giusto.

Nell’introduzione parlavo dei film Nerd, non che La Storia Infinita non lo sia, ma ce ne sono altri che si pongono alla base della cultura Nerde che non possono essere ignorati. Parlo ovviamente di Gremlins, Ghostbusters, Terminator, e Indiana Jones E Il Tempio Maledetto.

Dei primi tre ne ho abbondantemente parlato nel Nuovo Cinema Amarcord e non vorrei tediare raccontando nuovamente cose già dette e ridette, più che altro che ogni volta che penso a quanto siano fantastici quei film, mi metto a piangere. Soprattutto perché non ne fanno più di quella portata.

Il secondo Indiana Jones lo vidi al cinema, con mio padre, con la scena dello stregone che strappa il cuore al malcapitato di turno. Scena che mi ha causato non poche notti insonni. Oggi vedere una scena del genere in un blockbuster come fu Indiana Jones E Il Tempio Maledetto è praticamente impossibile. Infatti questo film, insieme proprio a Gremlins e Ghostbusters, ha spinto Spielberg a chiedere l’introduzione del maledetto PG13 che costringe le case di produzione a castrare i film.

Tanto ho voluto bene a Spielberg in quel periodo, tanto ora lo detesto per questa trovata.

Proprio Spielberg e il suo Indiana Jones E I Predatori Dell’Arca Perduta, sono stati l’ispirazione per un film che, di poco, non è divenuto un cult e di cui nessuno si ricorda, fino a che non lo citi: All’Inseguimento Della Pietra Verde. Eppure le carte in regola per sfondare le aveva tutte. Robert Zemeckis, il pupillo proprio di Spielberg, alla regia. Michael Douglas e Kathleen Turner che facevano coppia sullo schermo e nella vita reale. Avventura, mistero, apparizioni, sparizioni… Indiana Jones E Il Tempio Maledetto l’ha spedito dritto dritto nel dimenticatoio. Peccato.

Altro film uscito nel 1984 che ha fatto storia, e la fortuna delle palestre di Karate, è stato Karate KidRalph Macchio è diventato un sex symbol per uno stuolo immenso di ragazzine; Pat Morita è diventato il maestro che chiunque avrebbe voluto avere.

Ma per ricordare degnamente il film, vorrei approfittare della trama raccontata da Barney Stinson in How I Met Your Mother:

Barney: Karate Kid è un gran film. È la storia di un giovane speranzoso amante del karate, i cui sogni e la cui spavalderia lo porteranno fino allo storico campionato di karate della Valley. Certo purtroppo alla fine perderà all’ultimo round contro quel ragazzino sfigato. Ma impara una grande lezione su come accettare di buon grado le sconfitte.

Lily: Aspetta, quando guardavi Karate Kid, tifavi veramente per quel ragazzino biondo cattivo?

Barney: No… tifavo per lo sfigato magrolino del New Jersey che conosce a malapena il karate. Quando guardo Karate Kid, io tifo per il: Karate Kid. Johnny Lawrence, del Dojo Cobra Kay. Datti una svegliata, Lily!

Anche in Italia, in quell’anno, uscivano due commedie semplicemente fantastiche che, tutt’oggi, mi fanno ridere e riguardo ogni volta volentieri.

La prima è L’Allenatore Nel Pallone, il mondo del calcio come deve essere raccontato. Ancora attualissimo e con delle trovate assolutamente geniali. Dall’allenatore Oronzo Canà che spiega il suo fantascientifico modulo 5-5-5 all’esilarante finale del: “Mi avete preso per un coglione!“, “Nono, sei un eroe!

Il secondo è Il Ragazzo Di Campagna a cui sono legato sentimentalmente perché appare un mio ex collega, Olindo a cui sono molto affezionato. Una delle migliori persone che abbia mai conosciuto, con una verve comica insuperabile. Purtroppo non lo sento più. Ovviamente non ha una grossa scena, ma è il bambino che appare a destra di Renato Pozzetto nella scena dello stadio, quando è in mezzo agli interisti e cerca di dichiararsi alla tipa.

Rimanendo in tema di commedie, è impossibile non ricordare Beverly Hills Cop, che ha decretato il successo di Eddie Murphy e a sua peculiare risata tutta made in Italy creata da Tonino Accolla. Lo stesso Eddie Murphy, in un intervista, ha riconosciuto che Tonino, con quella risata, ha dato al suo personaggio qualcosa in più che lui non sarebbe mai riuscito a dare. Ma a quei tempi il doppiaggio italiano era ai massimi livelli qualitativi.

Non si può di certo ignorare Scuola Di Polizia, il primo mitico film. Mi ricordo che ai tempi mi faceva morire dal ridere. Poi però non ho più avuto il coraggio di guardarlo.

Ma gli anni ’80 erano anche gli anni degli horror. Negli anni ’70 c’è stato il boom dello slasher e nel 1984 è arrivato Wes Craven con il suo Nightmare – Dal Profondo Della Notte a reinventare il babau e a mettere su pellicola che gli errori dei padri, inevitabilmente, cadono sulle spalle dei figli.

Nel 1984 uscì Amadeus, biopic su Mozart e forse prima biografia che io abbia mai visto sotto forma di film. Ma quindi la storia non era così noiosa come ce la insegnava la maestra. Quindi la gente morta da secoli era pure interessante. Quindi Salieri è uno stronzo! Quindi prima o poi moriamo tutti…

Infine, ecco le cose romantiche di cui mi vergogno di parlare, ma che sono i miei guilty pleasure per eccellenza. Quei film che guardo con addosso il mio pigiamone rosa e gli occhi a cuoricino. Rigorosamente da solo.

Uno è in tema con questo giorno: Un Compleanno Da Ricordare, del mai troppo lodato John Hughes.

L’altro è uno dei miei preferiti di sempre, soprattutto la scena di ballo finale. Footloose.

Proprio con la scena finale di Footloose io vi saluto e vado a rispondere agli auguri su Facebook che, senza di lui, me li farebbe solo mia mamma.

 

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Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"