The Big Kahuna

È arrivato il momento di spolverare un po’ di vecchie rubriche che ho lasciato nel cassetto per un po’.

Oggi tocca Nerds’ Revenge consiglia, una rubrica che non è altro che una scusa per parlare di film che mi sono piaciuti e di cui si parla poco. Anche se non sono propriamente Nerd. Poi nelle prossime settimane ne torneranno altre.

Negli ultimi giorni mi è capitato di rivedere The Big Kahuna e mi è venuta voglia di parlarne.

Ci sono tre uomini in una pacchiana suite d’albergo a Wichita. Sono in trepidante attesa del convegno che terranno la sera, dove dovrebbe arrivare il pezzo grosso, il Big Kahuna, che, con un solo ordine, potrebbe salvare la disastrata azienda per cui lavorano e, di conseguenza, dare un senso alle loro vite.

Messa così, la trama di The Big Kahuna potrebbe sembrare anche quella di un libro di Italo Calvino: Tre Uomini In Albergo.

The Big Kahuna - Kevin Spacey

In realtà, The Big Kahuna, è una pièce teatrale che è stata trasformata in film dall’autore stesso, Roger Rueff alla sceneggiatura, e dal regista John Swanbeck alla loro prima e unica puntata nel mondo del cinema.

I tre uomini nella suite, sono tre persone molto diverse tra loro. C’è Phil Cooper, un vecchio, rassegnato, venditore che ha perso la passione, che pensa che il meglio lui l’abbia già dato e ora sia in fase discendente di quella parabola che affrontano tutti gli uomini. C’è Larry Mann che invece la passione non l’ha persa e affronta la vita con quell’aggressività e la frustrazione tipica di chi sa che sarebbe già dovuto arrivare in cima, ma che non si spiega come mai sia ancora per strada. Tra di loro c’è Bob Walker, il novellino timorato di Dio che prende la vita attraverso le sacre scritture, perché la vita non sa nemmeno cosa sia e, inconsciamente, sa che è più comodo farsi dire come vivere, piuttosto che prendere decisioni da solo.

L’unione di queste tre diverse personalità, costrette a vivere per un giorno nella stessa stanza, crea inevitabilmente attriti. Larry cerca di imporre il suo modo di vedere le cose, arrogante e aggressivo, al novellino. Bob cerca riparo in Gesù per difendersi da Larry. Phil invece lascia correre, esprime le sue idee, ma non si impone, è stanco e vorrebbe solo passare la giornata tranquillo, fare che deve fare e andare a casa.

The Big Kahuna - Danny De Vito

Il film si svolge tutto in questa suite di Wichita, giocando sui dialoghi, le personalità in gioco e il carisma degli attori. Uno straordinario Kevin Spacey, strabordante, incantatore e a tratti insopportabile nel suo nichilismo e nella sua ostentata superiorità a tutto. I primi piani mesti e rassegnati di Danny De Vito, perdente per scelta che non ha proprio più voglia di lottare. E l’insipido Peter Facinelli un ragazzo qualunque, con la faccia anonima, assomiglia a un sacco di persone, ma quello che manca davvero è il carattere, la personalità per spiccare.

The Big Kahuna non è un film per tutti, non c’è azione, non ci sono effetti speciali e non c’è una vera trama. È tutto dialogo, uno spettacolo teatrale preso di peso e buttato sullo schermo, con pochissime limature e con solo tre persone in scena. È una sfida a cogliere le sfumature dei personaggi, a cercare di capire con chi immedesimarsi, a chi dar ragione e a trovarsi, invece, presi nel mezzo di un ménage à trois sulla vita, l’amore e le loro vaccate.

The Big Kahuna - Peter Facinelli

Di più non si può dire su The Big Kahuna, se non di provare a vederlo almeno una volta. Non è uno di quei film sconvolgenti, che usciti dalla sala si decide di diventare degli asceti e si va a vivere in Nepal dentro una grotta. Ma è un film che parla di come gli uomini vedono, o si rifiutano di vedere, la vita. Perché in fondo è così, tutti noi abbiamo le nostre idee, le nostre incrollabili convinzioni, i nostri tic, le nostre brutture e via discorrendo, che ci pilotano in mezzo alla vita e, quando ci troviamo a doverle esprimere di fronte ad altri, allora succede un po’ il finimondo.

Un po’ perché non c’è sempre gente abbastanza intelligente da ascoltare e capire, un po’ perché nessuno mai ha completamente torto o completamente ragione. La verità, se esiste una sola verità, è un puzzle di infiniti pezzi, di cui noi possediamo solo alcuni tasselli che dovrebbero incastrarsi con altri tasselli che hanno altre persone. Siamo in 7 miliardi, riuscire a capire dove vanno i nostri è un casino.

The Big Kahuna - Larry e Phil

Accettate il consiglio. Almeno per stavolta.

Invece del trailer vi lascio con la canzone finale: Accetta il consiglio.

Però, provate a guardare, se non l’avete già fatto, The Big Kahuna. Accettate il consiglio, per questa volta.

 

 

 

Tutti i film che ho consigliato:

Nerds’ Revenge consiglia

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"