Lucca Comics 2014

Eccomi di ritorno dopo il wekk end a Lucca Comics & Games 2014 per un resoconto su questi due giorni di passione. No, non intendo la “passione” per i fumetti, intendo la “passione” come l’insieme di sofferenze.

Sì perché Lucca Comcs & Games & Quello che volete di quest’anno ha battuto ogni record precedente, ma nessuno era pronto per un tale evento.

Che qualcosa non sarebbe andato proprio nel verso giusto, la Paciu e io, l’abbiamo capito durante il viaggio d’andata verso Lucca. La prima parte è andata benissimo, poi rallentamenti e code chilometriche per le uscite di Lucca Ovest ed Est.

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Basta un poco di zucchero e Lucca, va giù, Lucca va giù…

Per fortuna c’era uno sciopero dei casellanti, quindi l’autostrada non l’abbiamo pagata. Un bel 30 euro risparmiati. Il che compensa un pochino il fatto che siamo partiti alle 7 da milano e siamo arrivati alle 2 del pomeriggio a Lucca. Giusto queste 7 ore di viaggio per fare 400 chilometri.

Finalmente a Lucca, trovare un parcheggio è come sperare di trovare un portafoglio con dentro 100.000 euro. Tutti i parcheggi erano pieni, gratuiti e a pagamento. La gente aveva cominciato ad appendere le macchine agli alberi e a parcheggiarle tipo Tetris, una accatastata sull’altra.

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Ci vuole sempre un po’ di culo a Lucca

Non ci perdiamo d’animo e continuiamo a girare. Dopo un ora alla ricerca di un posto, ho l’impressione che mi convenga vendere la macchina e comprarne una nuova per tornare la sera. Ma ecco la seconda botta di culo della giornata: siamo a pochissima distanza da un’ingresso delle mura e un tizio decide di andarsene mentre passo.

Contenti scendiamo e scopro che sono seduto da così tanto tempo che mi sembra di camminare con le gambe di qualcun altro.

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Almeno ridono

La coda al botteghino dei biglietti è lunghissima. Per fortuna i biglietti la Paciu li ha fatti online e io ho l’accredito stampa. Ritiro il braccialetto per lei e mi dirottano alla segreteria di Japan Town per l’accredito.

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La strana coppia

Perfetto. La coda per entrare a Japan Town è sconfinata, c’è gente in coda da Montecatini. Io sfodero tutto il mio sex appeal, la mia faccia di culo e convinco lo stewart, che sta tenendo a bada la gente in fila con sedia e frusta, a lasciarmi passare per arrivare in segreteria.

Salto tutta la fila e l’odio di quelli in coda è quasi palpabile. In segreteria, una tizia mi dice: “Mi spiace, ma gli accrediti li distribuiamo durante la mattina, se vuole tornare in mattinata…

Certo, cara, ora prendo la mia DeLorean e torno stamattina.

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Uno dei cosplay migliori, tipo di sempre!

Per fortuna un segretario un po’ più sveglio mi consiglia di andare al Teatro del Giglio che lì hanno tutti gli accrediti. È dall’altra parte della città, ma tanto la parte interna alle mure di Lucca è piccola, quindi non ci vorranno più di 15 minuti per arrivare al teatro.

Un’ora e tre quarti di camminata Zombie Style dopo, riesco a ritirare l’accredito e il braccialetto. La gente è così tanta che è impossibile camminare. Siamo compressi nella folla e non c’è modo di avanzare.

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Un altro dei cosplay migliori, tipo di sempre.

Ritirato finalmente l’accredito, fuori dal teatro becco Gabriele Salvatores. Vorrei chiedergli una foto, sembra disponibile, ma ho sparato tanta di quella merda sul full trailer de Il Ragazzo Invisibile, che un po’ mi vergogno ad avvicinarmi.

Finalmente, con i braccialetti, possiamo cominciare a visitare gli stand. O almeno ci proviamo, perché in quelli interessanti è impossibile entrare, a meno di farsi ore di coda, andare in giro diventa un’impresa titanica. Muoversi in quel mare di gente è sfiancante, oltre che quasi impossibile. Ogni 5 minuti parte un’ambulanza a sirene spietate per andare a raccattare qualcuno che si è sentito male da qualche parte.

È anche grave una ragazza che è caduta dalle mura. Ovviamente nei comunicati stampa non ne fanno menzione.

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E un po’ di gnocca, che non guasta mai.

La sera di sabato scende pigra su Lucca. Non siamo riusciti a vedere praticamente niente, solo gli stand che non interessavano a nessuno erano agibili. Abbiamo camminato ore per fare pochissima strada. I cellulari non prendono alcun segnale, le linee sono completamente bloccate. Un semplice sms arriva ore dopo, la connessione a internet è una chimera.

Persino i cosplay non sono niente di che. Non so se sia per il casino, o perché a furia di vederli sembrano tutti uguali, ma c’è ben poco da fotografare e da ammirare.

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Un momento in cui in giro non c’era quasi nessuno… giuro!

L’unica cosa meritevole d’attenzione è la disorganizzazione generale dell’evento e il fatto che Lucca Comics & Games è una kermesse che attira chiunque, è quella con più ingressi in Europa, il che la rende anche la più importante. Forse, e dico forse, bisognerebbe pensare a qualcosa d’altro per evitare che un evento così importante si riduca a un carnaio invivibile. Forse Lucca, per quanto sia bella e suggestiva, non è più il sito ideale per ospitare, secondo i comunicati stampa ufficiali, 400 mila persone in 4 giorni, di cui la maggior parte concentrata nel week end. Forse anche i padiglioni stanno diventando troppo piccoli per riuscire ad assorbire una tale bolgia.

Quello che mi ha fatto molto ridere, è che gli ambulanti si sono organizzati e si sono trasferiti nel 20mo secolo dei selfi e dei social network. C’era uno, per esempio, che faceva selfie per soli 5 euro.

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Il servizio selfie, con asta telescopica, te lo scatta e te lo invia per soli 5 euro. Un affarone se hai la braccia troppo corte e non riesci a farteli da solo…

Forse il comune di Lucca e l’organizzazione dell’evento dovrebbero mettersi a studiare un sistema alternativo per riuscire a far fronte all’affluenza che ogni anno aumenta. Pensare a fare qualcosa per i parcheggi. Pensare a fare qualcosa per i treni, almeno due ore di coda per riuscire a prendere un treno, con nemmeno la sicurezza di salire, vista la calca.

La sensazione di essere un po’ abbandonati e di doversi arrangiare è molto forte. Anche andare in bagno diventa una bella impresa, è tutto delegato ai bar e ai ristornati, i bagni chimici sono relegati nelle zone senza questi servizi. Inutile dire che, quando si riesce ad accedere a un bagno di un qualche locale, è invivibile anche per chi sta in piedi, figurarsi chi deve sedersi. Il disagio per gli avventori è limitato a pochi minuti, il mio pensiero va a chi, quel bagno, deve pulirlo la sera.

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Devo essere sincero, il barbisa mi interessava poco, lei era una da paura, la foto del lato B me la tengo per me.

La sera di sabato, tra l’altro, siamo andati a mangiare con degli autori di una casa editrice, per una delle cene più surreali che io abbia mai fatto in vita mia. La cameriera prende le ordinazioni, da un menù rigorosamente fisso, e io ordino una birra. Mi dice che hanno solo una birra artigianale o una in bottiglia italiana. Siccome sono schizzinoso e non tutte le birre artigianali mi piacciono, opto per quella in bottiglia. Dopo un po’ mi arriva la birra artigianale. La chiamo e le ripeto che volevo l’altra. Perfetto, si è confusa. Vado in bagno e quando torno mi ha portato una Heineken, che quella italiana è finita. Va bene.

Nemmeno un’ora dopo ai tavoli accanto arrivano le birre italiane in bottiglia. Forse si sono materializzate in magazzino all’improvviso.

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E se ci sono le patate vere…

Poi comincia a portare dei piatti che nessuno ha ordinato dicendo che è finita un po’ di roba. Mi vuole costringere a mangiare un piatto di porchetta con i funghi. A me i funghi fanno schifo. Prendo il menù e ordino altro. Lei, forse tentando di giustificarsi, comincia a farmi una supercazzola di quelle così potenti che, alla fine, sono così confuso e disorientato e mi vedo costretto a chiederle: “Scusa, ma io cosa ho ordinato? Non me lo ricordo più…

Lei legge quello che ha scritto e me lo ripete. Dopo dieci minuti, mi porta un piatto diverso. Non ho voglia di questionare, mi rassegno e mangio. Ma ho comunque il forte sospetto che lei facesse finta di scrivere e, mentre ordinavamo, disegnasse dei cazzetti sul blocco della comanda.

Alla fine abbiamo mangiato tutti abbastanza male, in compenso però abbiamo pagato un sacco di soldi.

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Era carina, ma faceva anche un po’ impressione…

La serata si conclude in Piazza dell’Anfiteatro a ingollare grappe e amari per riuscire a digerire la cena. Verso l’una io e la Paciu ce ne andiamo in albergo, per una notte insonne a base di ruttini fetidi e recriminazioni intime sul viaggio.

Domenica è andata un po’ meglio. Un po’ meno gente, ma poca di meno, e comunque tutti gli stand più importanti sono presi d’assalto. Siamo arrivati presto e abbiamo trovato subito parcheggio. Siamo riusciti a vedere quello che dovevamo vedere senza troppi sforzi e io sono riuscito a comprare quei quattro fumetti in croce che mi interessavano.

Sono anche riuscito a incontrarmi con qualcuno della pagina e che segue il blog ed è stato piacevole… se non fosse che ero distrutto e poco brillante. Mi spiace non aver incontrato tutti quelli che mi hanno detto sarebbero venuti, ma la folla era così tanta che è stato un miracolo se ho incontrato qualcuno. Quindi chiedo scusa a tutti.

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Caio, né…

Alla fine ci siamo rimessi in macchina alle 3, più o meno, del pomeriggio e ci siamo fatti una dozzina di chilometri di coda per i lavori sull’autostrada. Arrivati a casa alle otto e mezzo di sera, distrutti.

L’anno prossimo, se devo essere sincero, non so se andrò ancora a Lucca. Se mai mi venisse la folle idea di rifarlo, credo che andrò nei giorni prima del week end, quando c’è molto meno afflusso, è tutto più vivibile.

La cosa buona è che la Paciu e Ultimate Jar Jar Binks, sono amici eccezionali e mi ritengo davvero fortunato a conoscerli. Se Lucca quest’anno non è stata una completa perdita di tempo, è stato solo grazie a loro e alla loro presenza.

E voi che ci siete stati, come vi siete trovati?

 

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"