Frank

Finalmente ieri sera, dopo un paio di settimane pesanti a più livelli, ho mandato tutto a quel paese e mi sono concesso una bella serata fuori con un’amica.

Siamo andati a vedere Frank, quel film strano con l’uomo col testone di cartapesta.

Frank è effettivamente un film strano che, in un’ora e mezza, riesce a parlare compiutamente di un sacco di cose, senza perdersi in spiegoni da stracciamaroni e senza pretendere di fare la lezioncina a tutti quanti, ma lascia che chi vuole capire, capisca.

Cominciamo subito con le cose meno interessanti.

Sotto l’enorme testa di Frank c’è quel bel figliolo di Michael Fassbender, uno che passa, per due soldi e con una certa nonchalance, da fare i blockbusteroni coi supereroi da fantastilioni di dollari, a film a bassissimo budget, quasi indie, dove non gli si vede nemmeno la faccia.

Frank - Maggie Ghyllenhaal, Michael Fassbender e Domhnall Gleeson

Ammirare le interpretazioni

Se ci fosse un minimo di coerenza nella Hollywood di oggi, ci sarebbe una lunga fila di attori strapagati a togliersi il cappello davanti a lui. Invece il cappello me lo tolgo io per la sua interpretazione, quasi tutta fisica, e me lo mangio per non aver potuto vedere il film in lingua originale.

Il resto del cast non è da meno. Maggie Gyllenhaal, la brutta con uncertononsoché, funziona sempre alla perfezione nei ruoli che le danno. In questo poi, sembra avere la parte cucita addosso.

Menzione d’onore, l’ho letteralmente adorato, per Scoot McNairy, ma non posso parlarvi di lui senza rovinarvi il film.

Frank - Scoot McNairy

Non sembra, ma sono onorato

Persino Domhnall Gleeson, ormai scagionato dal suo ruolo nei vari Harry Potter, riesce a reggere il ruolo del protagonista narrante in un film che, sbagliando anche solo una scelta, rischia di collassare su se stesso.

Eppure Frank non collassa, anzi, decolla da subito mettendo tanta di quella carne al fuoco che farebbe tremare i polsi allo spettatore medio nel tentativo di capirlo. E infatti incasserà poco e niente.

Pubblico medio

Spettatore medio al pascolo

Dire che genere di film sia Frank è davvero difficile.

È, innanzitutto, un film con una vena surreale e folle, ma racconta una storia di senso compiuto, invece di perdersi nei soliti voli onirici fin troppo facili e banali in queste situazioni.

Ha un approccio sarcastico, assolutamente esilarante, a tutto ciò che mostra, pur mantenendo una serietà di fondo che si scatena nello struggente finale.

Frank Sidebottom - Chris Sievey

Il vero Frank Sidebottom con dentro Chris Sievey

È la finta biografia di Frank Sidebottom, personaggio inventato dal comico e musicista, spentosi nel 2010, Chris Sievey, che racconta una storia che non è mai successa.

È stato scritto da Jon Ronson, un membro della band del vero Frank, e Peter Straughan e diretto, con uno stile del tutto personale, da Lenny Abrahamson, che non avevo mai sentito, ma che mi è piaciuto molto.

Però Frank parla di tutt’altro.

Parla dello stretto rapporto tra la follia e l’arte. Di come oggigiorno una cosa viene considerata artistica solo perché è impossibile da capire e di come l’artista deve essere strano a tutti i costi. Non basta creare qualcosa che arrivi alle persone. No, c’è bisogno che il pubblico si tormenti e si strazi gli occhi, le orecchie e l’anima per riuscire a capire che cosa sta vedendo o sta ascoltando, quando dovrebbe essere il risultato finale a straziare l’anima. L’arte, oggi, dev’essere alla portata di pochi, deve essere spiegata ai più e comprata solo da chi ha i soldi.

Frank - Michael Fassbender

Arte!

Parla dei sedicenti musicisti soffertoni e di quelli che pensano di aver sofferto troppo poco per considerarsi tali. Perché la musica deve arrivare dopo infanzie infelici a causa di genitori padroni o menfreghisti. Deve essere il frutto di un lungo percorso di droghe, o psichiatrico, invece che nascere da dentro, dalla semplice ispirazione o da un talento innato. Come se Bach e Mozart si fossero calati l’extasy o si fossero fatti rinchiudere in qualche nosocomio prima di mettersi al pianoforte.

Frank - Musica

Musica!

Parla dei social network e di come la fama data dai click, dalle visualizzazioni, dai follower, dai fan, da chi fa +1, mette Mi Piace, condivide, consiglia e commenta poi dia un qualche vero potere, o porti a pretendere che alle persone freghi davvero qualcosa. Perché il mondo di internet è così: un miraggio tanto bello quanto flebile, fatto di persone che clickano apprezzamenti a casaccio, perché non costano niente, ma poi, quando c’è da alzare il culo dalla sedia per trasformarli in qualcosa di concreto, se ne guardano bene dal farlo e aspettano la prossima stronzata su cui mettere il più micragnoso dei Mi Piace. E comunque si sarà sempre ricordati e riconosciuti per l’ultima cagata detta, invece che per la cosa più bella fatta.

Frank - Popolo di internet

Internet!

Non per niente, se cercate Frank su Google, la prima cosa che vi viene fuori è Frank Matano. Il che riassume egregiamente il discorso appena fatto.

Frank Matano

I Cervelli fuggono, ma ci lasciano qui i corpi…

Frank parla di questo. Punta il dito contro lo spettatore e gli rinfaccia che sta ridendo dei suoi stessi comportamenti. Ma lo fa senza spiegare niente, con garbo e sagacia. Solo per chi ha un minimo di cervello per capirlo e vergognarsi. E io mi sono vergognato molto all’uscita del cinema.

Frank - La Band

Uè, mitico, buon appetito…

Scusate, ora vado a prendere un altro berretto da mangiare perché Frank lo vedranno in pochi e lo apprezzeranno in ancora meno. Senza contare che sarà sempre ricordato come il film strano con l’uomo col testone di cartapesta.

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"