Lo Hobbit - La Battaglia Delle Cinque Armate

Ormai non è Natale se al cinema non esce un film di Peter Jackson tratto da un paragrafo di un libro di Tolkien.

Solo che quest’anno è l’ultima volta. È dal 2001 che ci tiene compagnia e ora è finalmente uscito Lo Hobbit – La Battaglia Delle Cinque Armate che dovrebbe chiudere il ciclo.

Ieri sono andato a vederlo, pieno di caffé e Redbull perché avevo sentito commenti non troppo lusinghieri sul film. Però, a parte il solito dietro che commentava e a cui avrei voluto alzarci le mani in faccia, non è andata male come pensavo… tranne che, dopo appena mezz’ora, ho sentito un impellente bisogno di andare in bagno e me la sono dovuta tenere per altre due ore, arrivando ai titoli di coda con le lacrime.

Ho una vescica piccolissima!

I primi due Lo Hobbit, Un Vigaggio Inaspettato e La Desolazione Di Smaug, non mi avevano fatto impazzire. Soprattutto il secondo film. Anzi.

Però qualcosa di buono lo avevano e, alla fine, comunque ci tenevo a vedere cosa aveva inserito ne La Battaglia Delle Cinque Armate per farlo durare ben due ore e mezza. Più gli eventuali tagli da inserire nell’edizione estesa.

La risposta è: tutto e niente.

Lo Hobbit - La Battaglia Delle Cinque Armate - Smaug

Scotta, scotta, scotta, scotta…

Nel senso che, per i primi due film, Peter Jackson, insieme alla cara Fran Walsh, a Philippa Boyens e a Guillermo del Toro ricordiamolo, aveva attinto a piene mani dal Silmarillion. Anche perché fare tre film da un libro di mille pagine è facile, mentre farne tre da un libro di cento pagine è un’impresa ardua.

Solo che nella parte finale de Lo Hobbit, da cui è stato tratto La Battaglia Delle Cinque Armate, non è che ci sia chissà che da inventarsi o da inserire di straforo. Quindi ecco che c’è la battaglia con Smaug, che si era liberato alla fine del secondo film; una mezz’oretta in cui contestualizza la storia, tra chiacchiere e trattative tra i personaggi; un’ora e un quarto di battaglia. Titoli di coda.

Lo Hobbit - La Battaglia Delle Cinque Armate - Esercito

Oggi è il Vaffanculo Day!

Il film, tutto sommato, è a tratti appassionate e intrattiene con la sua profusione di computer grafica e con i suoi personaggi bizzarri e colorati. Solo che, un’ora e passa di battaglia, con gesti figonzi, capriole, scontri singoli e salvataggi in extremis, dopo un po’ stufa. Soprattutto perché al sessantesimo salvataggio in extremis uno un po’ se lo aspetta e, anzi, quando non arriva ci rimane un po’ male.

Quindi, alla fin fine, il film è godibile, molto più del secondo, più epico e, in un paio di occasioni, ho anche sentito che avrei potuto commuovermi, se non fossi così cinico. Tralasciando le classiche sboronate di Legolas, qualche situazione molto prevedibile e qualche altra risibile.

Però il problema è un altro e ora che è finita la trilogia posso dirlo.

Lo Hobbit - La Battaglia Delle Cinque Armate - Gli Elfi

Sono giunto qui con il mio esercito e la mia alce da monta per dirti: Nope!

Lo Hobbit, libro, non poteva essere diviso in tre film. Il vero problema di questa trilogia è che hanno allungato il brodo fin troppo. Bastavano, a voler essere generosi, due film e, forse, sarebbe anche avanzato spazio.

Ma tre film sono davvero troppi. Soprattutto per i lunghi tempi di pre-produzione che hanno portato all’abbandono di Guillermo del Toro come regista.

Lo Hobbit - La Battaglia Delle Cinque Armate - Legolas

Un altro film?!

Non è colpa di Peter Jackson, lui ne aveva proposti due, lo sappiamo tutti. La colpa ricade sicuramente sulla produzione, la New Line, che ha voluto a tutti i costi una trilogia, il ritorno di Orlando Bloom, per le ragazzine, una storia d’amore interracial con Evangeline Lilly e tutta una serie di altre imposizioni, tra cui un collegamento reiterato con Il Signore Degli Anelli che si risolve in continue strizzatine d’occhio ai fan della vecchia saga e, in pratica, l’obbligo di fare edizioni estese dei film. Che sull’home video ci guadagnano anche di più che con i film al cinema.

Il risultato è quello che abbiamo visto tutti: tre film diluiti all’estremo, un po’ noiosi, che ricorrono a l’escamotage delle montagne russe per mantenere alta l’attenzione. Purtroppo si è persa l’epica e la poesia che c’era ne Il Signore Degli Anelli che, con tutti i suoi difetti, non si può accusare di essere noioso o troppo diluito. Anzi, in quel caso i fan hanno pensato bene di mettere il broncio per i troppi tagli alla storia originale.

Lo Hobbit - La Battaglia Delle Cinque Armate - Guerra

La rabbia della guerra

Poi c’è tutta la questione delle ambientazioni ne Lo Hobbit, che vanno dal bellissimo al palesemente posticcio. Questa sensazione di vedere le rocce di polistirolo, nei precedenti film, non mi era mai capitata, mentre qui sì. Saranno stati i tempi brevi per realizzare il tutto, sarà stato quel che volete, ma visivamente non mi ha colpito, né nella scenografia, né nel trucco degli attori, fin troppo esplicito.

Queste ovviamente sono le mie opinioni e potete benissimo dissentire, però ho colto l’occasione del terzo film per esprimerle, dal momento che, de La Battaglia Delle Cinque Armate, c’è ben poco da dire, sinceramente. È quello che è, nel bene e nel male. Chi ha adorato i primi due, adorerà anche questo, a chi non son piaciuti, tirerà un sospiro si sollievo.

Passando alla tecnica dell’HFR 3D, c’è sempre il solito problema: un’abbondante ventina di minuti per abituarsi ai movimenti degli attori e quella costante sensazione di star vedendo una ricostruzione di History Channel. Poi, superato quello scoglio straniante, si può apprezzare la definizione e la pulizia delle immagini, il 3D presente in ogni fotogramma e davvero senza pari.

Lo Hobbit - La Battaglia Delle Cinque Armate - Nani

Noi, in realtà, saremmo qui per Biancaneve…

Il vero peccato è che la trilogia de Lo Hobbit non ha quel respiro che aveva Il Signore Degli Anelli e trasuda di operazione commerciale da ogni immagine.

Per fortuna è finita, anche se poi mi viene in mente che ci sarebbe ancora Il Silmarillion da cui trarre una decina di film e allora comincio a sudare freddo.

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"