Kingsman - Secret Service

Nonostante due giorni di trasloco per tornare a casa, sono riuscito ad andare al cinema.

Avevo proprio voglia di vedere Kingsman: Secret Service per una serie di motivi, che andrò a elencarvi, e devo dire che il film è andato ben oltre le mie aspettative.

Quindi taglio corto e vado diretto al film.

Se c’è un autore di fumetti che adoro è Mark Millar.

Quel suo modo di dissacrare il dissacrabile, di staccarsi dai canoni del fumetto mainstream mericano, nonostante scriva proprio quello, è a mio avviso impareggiabile. La sua riscrittura dei Vendicatori in Ultimates è semplicemente favolosa, ma il meglio lo dà quando scrive fumetti ex-novo, staccati dalle serie regolari. Kick-Ass, Authority, Wanted e tutto il resto sono le opere migliori che il fumetto spereroistico americano ha sfornato negli ultimi anni.

Millar, sempre a mio modestissimo parere, ha raccolto il testimone lasciato vagante dal suo quasi omonimo Frank Miller, ma è riuscito ad aggiungere quel tocco di sarcasmo e di ironia che a Miller mancava.

Il rovescio della medaglia è che per proporli al cinema ci vuole qualcuno che abbia idee, capacità e, soprattutto, la stessa vena dissacrante e sarcastica. Un esempio di film tratto da Millar vittima di una trasposizione penosa, che ha perso tutto ciò che di buono aveva il fumetto, è Wanted.

Mentre Kick-Ass e Kick-Ass 2 sono state due vere chicche.

Kingsman - Secret Service - Agente Segreto

La dura vita dell’agente segreto

Badate, non parlo di fedeltà alla storia originale, ma di fedeltà al tono della storia originale, alle idee e al coraggio di metterle in scena.

Dietro questi film però c’era uno capace di cogliere tutte queste cose come Matthew Vaughn che, insieme a James Gunn di Guardiani Della Galassia e a Edgar Wright de La Trilogia Del Cornetto, è una delle nuove leve che si muove ai confini di Hollywood e che sforna i migliori film di genere che Hollywood si sogna.

Proprio Vaughn è il regista di Kingsman: Secret Service. E che regista.

Kingsman: Secret Service, di primo acchito, può essere annoverato nelle millemila parodie di James Bond e dei film di spionaggio, ma, guardando bene, non lo è. Certo, le citazioni e i riferimenti al re di tutte le spie ce ne sono a bizzeffe, ma il film vive di vita propria e sta in piedi con le sue gambe anche per chi è a digiuno dell’agente segreto più famoso di sempre.

La forza di Kingsman: Secret Service è che in pochissimi minuti, sulle note di Money For Nothing, tratteggia tutto un universo di spionaggio che altri film avrebbero impiegato due ore a spiegare. Invece Vaughn non si perde in preamboli e in spiegoni assurdi, va dritto al punto, introducendo i Kingsman e il cattivone di turno, uno strepitoso ed esilarante Samuel L. Jackson.

Kingsman - Secret Service - Gazelle

La voglia di perdere le gambe

In meno di 10 minuti abbiamo già assistito a una scena d’azione spettacolare, c’è un cattivo ben tratteggiato e a tutto tondo, la sua spalla con le gambe di Pistorius, upgrdate con le katane di Goemon, e tutto il resto del film è dedicato allo sviluppo della storia, dell’intreccio, a svelare il piano del cattivo, a sviscerare i personaggi e a esaltare lo spettatore con scene d’azione che non si vedevano da tempo immemore.

Solo la scena della mattanza in una chiesa, fatta con un lungo piano sequenza, vale i soldi del biglietto e fa capire quanto Matthew Vaughn sappia cosa significa fare film di intrattenimento.

Vaughn si prende la briga di inventare visivamente qualcosa di nuovo partendo dal classico e, benché faccia voli pindarici con la telecamera, non si perde mai in leziosismi e piega tutto al fine della bellezza dell’immagine e della comprensione di quello che appare sullo schermo.

Il terzo punto di forza di Kingsman: Secret Service è il cast. Oltre al già citato Jackson, c’è un sornione Michael Caine che, anche se appare poco, riesce a caratterizzare il suo personaggio in modo magistrale, ironico, divertente e odioso. Gli basta uno sguardo, in un determinato momento del film, per farsi odiare.

Kingsman - Secret Service - Mark Strong

Ehmmm… Mr. Strong, non è che ci fa una parte come la sa fare lei?

Mark Strong è Mark Strong, niente da dire, dove lo metti lo metti, cambia faccia senza cambiare faccia, si trasforma nel personaggio che interpreta e dopo un po’ non pensi più all’attore, ma vedi il personaggio.

È riuscito a piacermi anche Colin Firth, che io detesto in genere, e, prima di vedere il film, era l’unica nota stonata delle premesse. Invece, per una volta, sono riuscito ad apprezzarlo e ora lo odio un po’ meno di prima.

Kingsman: Seret Service - Colin Firth

L’odioso Colin non è più così odioso

Kingsman: Secret Service esalta, dissacra, decostruisce e ricostruisce i fondamenti dei film di spionaggio e d’azione senza alcuna paura di fallire. Si prende tempo per creare una chimica tra i personaggi strepitosa, non si vergogna di essere romantico, di fare ridere e, soprattutto, di ribaltare i luoghi comuni spiazzando completamente lo spettatore.

Soprattutto nel finale, quando si è portati a pensare che succeda una classica cosa coltivata per tutto il film e, invece, ci si mette di mezzo una principessa scandinava, bella, bionda e disneyana che… non ci sono più le principesse, le favole e gli agenti segreti di una volta.

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"