Foxcatcher

Un paio di settimane fa sono andato all’anteprima di Foxcatcher – Una Storia Americana, rigorosamente in lingua originale.

In sala erano presenti un gruppo di lottatori amatoriali, credo, di Wrestling convinti di vedere un film su quello sport.

Purtroppo sono stati delusi, mentre io ne sono uscito più appagato di loro.

Del regista, Bennet Miller, avevo già visto Capote – A sangue Freddo e L’Arte Di Vincere. Non a caso sono due semi-biografie, film tratti da storie vere. Devo dire che il secondo mi era piaciuto molto più del primo, soprattutto per la visione non convenzionale di Miller sullo sport.

Brad Pitt interpretava Billy Beane un allenatore che ha rivoluzionato il mondo dello sport americano andando al vero cuore pulsante di tutta la faccenda: i soldi.

È inutile girarci tanto intorno, fare filosofia e citare De Cubertin, lo sport, a qualsiasi latitudine, è una macchina per far soldi alimentata a soldi. Beane non si oppone a questa logica, ma trova il modo di sfruttarla cercando giocatori le cui statistiche di gioco permettano di mettere insieme una squadra vincente, senza nomi di richiamo e, di conseguenza, senza sborsare milioni e milioni di dollari per gente famosa che rende meno di sconosciuti.

Foxctcher - Channing Tatum

Che?! Talento?!

Insomma, Beane riesce a monetizzare la passione e il vero talento.

Foxcatcher prosegue queste logica andando a infilarsi in uno sport di nicchia come il Wrestling, quello che noi chiamiamo Lotta Greco-Romana, per tirare fuori i mostri che i soldi, collegati allo sport, generano.

Mostri come lo scimmiesco Mark Ruffalo, con il corpo deformato da anni e anni di sport, ma la mente lucida e una visione del match completa e intelligente.

Oppure l’imbruttito Channing Tatum, con il naso porcino e le orecchie scoppiate da anni di botte, un essere inutile fuori dal ring, che ha una sua dimensione solo nello sport, un talento puro a cui manca l’intelligenza per capire come gestire un match.

Foxctcher - Steve Carell

Tu sei cosa mia..

Questa mancanza di personalità è il motore stesso del film, in quanto viene sfruttata dal terzo uomo mostruoso, Steve Carell, naso aquilino, sguardo cattivo e allucinato e una voglia di mettersi in mostra agli occhi della madre che non l’ha mai considerato capace di combinare niente. Un mostro che, attraverso i maledetti soldi, pretende di sfruttare le capacità altrui per emergere e per avere un trofeo in bacheca.

Bennet Miller con Foxcatcher usa uno sport nobile, come appunto la lotta Greco Romana, per mettere in scena le tragedie dell’animo umano trasformando gli abbracci fraterni in mosse di Wrestling e le mosse di Wrestling in atti di dominazione morale su chi è più economicamente debole e bisognoso di trovare una guida.

Foxcatcher - Mark Ruffalo

Banana…

Lo sport diventa uno sfruttamento puramente personale del talento altrui, un annichilimento dell’essere umano a favore di una propria voglia di rivalsa. Il mecenate diventa proprietario di corpi da mandare al macello per la propria gloria e un “no” non è una risposta accettabile.

Lo sport è anche il punto d’unione di due fratelli complementari l’uno a l’altro, che solo insieme possono vincere e vivere.

Foxcatcher è davvero una storia americana che si basa sulle vittorie, capitalismo, dominazione e ossessione.

Steve Carell, al suo primo ruolo drammatico, non ha vinto l’Oscar, andato a J.K. Simmons per Whiplash, nonostante il suo personaggio aveva tutte le carte in regola per regalarglielo: lo sguardo inquietante, il naso finto e le protesi in silicone per imbruttirlo.

Foxcatcer - Channing e Steve

Stavo per vincere l’Oscar grazie al naso finto…

Foxcatcher è un film sul lato oscuro dello sport, dell’animo umano e della voglia di vincere americana, da vedere per togliersi quella patina romantica dagli occhi quando si guarda una qualche partita o match alla televisione, perché al di fuori delle palestre, dei campetti da calcio, della passione amatoriale, lo sport potrebbe diventare davvero un brutto mondo.

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"