metal_gear_5_updated-620x

Dato che sono l’ultimo arrivato e nessuno mi conosce ancora, vi svelo la mia seconda passione, ovvero essere un gamer fin dall’alba dei tempi. L’alba dei miei tempi era il 1985.

Oggi parliamo di Metal Gear Solid V: The Phantom Pain e vi racconterò perché per me MGS5, come lo chiamano gli amici, è il migliore capitolo della saga in termini di gameplay.

Premetto che seguo l’opera del maestro Hideo Kojima fin dal lontano 1998 quando uscì il primo inimitabile Metal Gear Solid. Ancora oggi mi sogno le avventure di Solid Snake, mio vero e unico eroe, ma…. perché c’è sempre un “ma”.

Dopo aver terminato la storia in MGS5, la mia idea nei confronti di Big Boss, il protagonista di questo quinto capitolo, è cambiata positivamente.

Premetto che amo tantissimo questa saga e sono anni che attendevo questo ultimo capitolo finale.

Il genio di Hideo Kojima ha messo in piedi una trama che ha veramente dell’incredibile e che solamente chi ha vissuto tutta la saga può ben capire di cosa sto parlando.

Certo, bisogna avere la mente molto aperta, aperta quanto il buco nero di Interstellar, e concedere al maestro degli errori durante il percorso. D’altronde sarebbe stato difficile pianificare tutto dal primo capitolo nel lontano 1987.

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain - Rex

Lo chiameremo REX e sarà un cane poliziotto

Torniamo però a Metal Gear Solid V. Oggi, a distanza di poco più di un mese dall’uscita del gioco, scrivo le mie opinioni in ritardo, dopo un’attenta riflessione.

Come tutti i ragazzi che crescono e diventano uomini, non ho più tanto tempo per sparaflesciarmi 4 ore al giorno davanti alla Play, pertanto mi ci è voluto un po’ per completare il gioco, dopo essermelo guastato e cercando di completare quasi tutto.

Parto subito con le cose negative del gioco.

Come ormai avrete saputo, l’assenza di lunghe sequenze cinematografiche fa soffrire molto i fan. Nei precedenti capitoli regalavano quel tocco cinematografico che purtroppo manca in questo episodio. La storia viene diluita in troppe missioni secondarie e nella ripetizione di alcune primarie, con livelli di difficoltà che vanno dalla semplice bestemmia all’evocazione dell’inferno sulla terra, senza alcun vero scopo, se non quello di farti venire un attacco epilettico per il nervoso.

Non è neanche ben chiaro cosa succeda nella storia: si ha sempre la sensazione di star perdendo qualche pezzo importante o che manchi un qualche filmato di raccordo.

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain

Tutti pronti per Halloween!

Si ha anche l’impressione, sopratutto nella seconda fase di MGS5, che la storia vada avanti per inerzia e senza una regia che coordini, ovvero l’esatto opposto di quello che accadeva nei precedenti episodi. Pur presente questa grave carenza, che lo fa quasi sembrare un semplice gioco Stelth, sono comunque arrivato a dire: “A questo punto che si fotta la storia, divertiamoci con il fantastico gameplay“. Il gioco è talmente vario, dinamico e divertente che, anche se si tratta di ripetere le stesse missioni in diversi modi, riesce ad appagare il giocatore soddisfandolo e divertendolo.

Soddisfandolo e Divertendolo sono i due dei Sette Nani più importanti in un videogioco.

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain - Mappa di gioco

Oddio! Ma è davvero tutto visitabile? Sì, caro Snake, mo’ so’ cazzi tua, ne hai da pedalare!

Le armi, i diversivi e le tecniche stealth sono così numerose e diverse da non riuscire nemmeno a sfruttare tutte durante il lunghissimo gioco che, se fatto in modalità stealth, richiede più di due ore al giorno per un mese, considerando di completare sia le missioni primarie che quelle secondarie. Ci sono talmente tante opzioni e oggetti da utilizzare per portare a termine la missione, che sembra quasi che il gioco vada incontro a quello che il giocatore vuole fare, piuttosto che fornire un pattern predefinito da seguire pedissequamente. Il che è la cifra stilistica del gioco.

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain - Bazooka

Se volete giocare a chi ce l’ha più grosso, giochiamo! Bazookamelo!

Per esempio, stavo provando una Missione Extra, ovvero rifare una missione già conclusa senza essere individuati. Sembrava facile, ma… mi sono trovato tutti i nemici corazzati come Iron Man e in mano un fucile a tranquillanti spara-carezze.

Dovevo inventarmi qualche altro modo per risolverla.

Tentativo 1:

Entro di cattiveria nella base, ammazzando chiunque si muova con un bel fucile pesante silenziato… Nein!!! Dopo due secondi si alza un elicottero che non mi lascia scampo, bombardando ogni essere vivente. E nuclearizzando me.

Tentativo 2:

Addormento tutti a suon di mine tranquillanti e granate fumogene. Sembra facile, ma le guardie non sono stupide e nemmeno sorde. Nein!!! Snake riprova senza il rumore delle granate!

Tentativo 3:

Faccio il giro della base e provo un altro ingresso, sparo alle telecamere, ma dopo pochi secondi chi è alla regia fa scattare la sirena ed è di nuovo una mission failed. Nein!!! Snake riprova!

Tentativo da 4 a 20:

Non ve li sto a raccontare perché ho smadonnato per quasi un ora.

Tantativo… boh, tendente a infinito: 

Entro senza ammazzare o addormentare nessuno. Faccio un giro folle ella base, passo per la A4, poi mi butto sulla Cisa, il tratto Barberino del Mugello – Roncobilaccio è il solito casino, ma alla fine arrivo nella stanza dove trovo il mio obiettivo. Ammazzo l’obiettivo, esco dalla stanza, faccio di nuovo tutto il giro che ho fatto all’andata ed esco dalle base, entro nella zona sicura, ok missione completata. Tempo 10 minuti… vabbé senza contare le sei ore precedenti di Nein!!! Snake riprova!

Questo per dire che è bene pianificare le missioni fin dall’inizio. Infatti, è possibile decidere orari, armi e veicoli da portare con sé.

Ma vogliamo parlare delle armi? Posso solo dire che la personalizzazione è incredibile: si può cambiare praticamente tutto, dal tipo di silenziatore, al binocolo, fino al tipo di canna. Ogni modifica ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi.

La grafica del gioco è ben curata, sopratutto considerando la dimensione delle mappe e i dettagli non mancano. Sulla Cisa i camion che rallentano il traffico sembrano veri. Qualche difetto, inutile negarlo, c’è, ma come in ogni gioco. Il fatto è che MGS, pur avendo sempre avuto un signor comparto grafico, è sempre riuscito a farlo passare in secondo piano rispetto al resto. Insomma, noi fan ce ne siamo sempre sbatutti.

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain - Grafica

Oh guarda, si vede anche la fotosintesi clorofiliana…

La motion capture e il face capture fanno impallidire AvatarTutti i personaggio sono dettagliatissimi e ben realizzati. Potreste arrivare ad innamorarvi anche di Quiet, la nostra splendida alleata. Le prossime foto spiegano da sole il perché.

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain - Quiet

Sono belliffima…

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain - Quiet

E vado in guerra con le tette di fuori… #Escile

L’audio e gli effetti sonori sono degni di nota, ma manca una gloriosa ost che accompagni il giocatore durante l’avventura. Gli unici due motivi validi sono sempre gli stessi, di cui uno è preso dal precedente capitolo.

Per concludere, durante tutto il gioco si ha l’impressione che il “genio” Kojima sia stato legato a una sedia dalla Konami con la possibilità di dire solo una volta al giorno qualcosa in merito al gioco. Forse è tutto dovuto agli scazzi che ci sono stati tra la casa di produzione e i Kojima Studios che, alla fine, hanno portato Hideo a dire: “Vabbé, è stato bello, ma vado, ci si vede regà!

Penso comunque di non essermi mai divertito cosi’ tanto in un MGS, anche se ho sofferto davvero tanto l’assenza delle famose cutscene e di una storia mozzafiato che mi facesse scendere una lacrima come è sempre avvenuto nei precedenti giochi.

Questo Metal Gear doveva servire a ripulire la figura di Big Boss e riportarlo definitivamente alla figura di eroe. Ma questa è una cosa che capiscono solo i fan della saga. Fortunatamente, se riuscite a sbloccare il famoso finale extra, dell’extra, dell’extra Missione 46, capirete anche il perché a mio parere c’è riuscito. Grazie Sensei Hideo per rendere sempre tutto così complicato e pieno di spiegoni degni del miglior Nolan in un attacco di logorrea.

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain - Big Boss

Emmò so cazzi!!!

Spero con tutto il mio cuore che la saga non termini in questo modo, anche se non ho idea di come questo possa accadere dato che i diritti ora sono tutti in mano a Konami e Kojima non potrà più lavorarci sopra. O almeno credo, ma ai giapponesi piacciono le storie drammatiche e i colpi di scena assurdi, quindi non è detta l’ultima parola ancora.

Il mio consiglio è: giocateci, divertitevi e fatelo senza pensare alla storia e senza considerarlo un MGS. Purtroppo, è brutto da dire, ma se siete fan e amate la saga, potreste provare un pizzico di delusione e sentire un forte dolore allo stomaco.

 

 

Tutti i videogiochi di cui ho parlato:

100 colpi di pad prima di andare a dormire

 

 

Skyline

Scritto da: Skyline

Ho inoltre il brutto vizio di dire ciò che penso e in questo bellissimo mondo non e' la cosa migliore, per cui state attenti.