The Hateful Eight

Forse avrei dovuto scriverlo e pubblicarlo prima, forse. Però ci ho voluto pensare un po’ su, prima di parlare del nuovo film di Quentin Tarantino, The Hateful Eight. Non tanto perché non sapessi cosa scrivere, ma perché c’è troppo da dire e, se non si vuole fare un trattato, bisogna scegliere le cose importanti.

Anche per evitare di fare SPOILER e vi giuro che questo post è SPOILER FREE.

Ma prima di parlare del film, bisogna anche parlare delle condizioni ottimali per vedere il film, che sono…

I 70mm in Sala Energia all’Arcadia di Melzo!

No, davvero, il cinema non mi paga (però, volesse, sarei disposto anche ad accettare soldi), parlo da appassionato amante del Cinema. Non solo inteso come mezzo espressivo, ma proprio come struttura, come luogo, come tempio per godere di una cosa che amo così tanto.

Ecco la Sala Energia di Melzo è stata rinnovata per Star Wars VII, ora ha uno schermo tutto nuovo e più grande. Il Perlux ha una base di 30 metri per un’altezza di 16 metri che fanno una superficie di ben 480 metri quadrati di schermo. In pratica è 4 volte il mio appartamento. Il risultato schermo è più nitido, con una definizione mostruosa e molto luminoso.

Poi ha il nuovo sistema audio Dolby Atmos e il suono lo senti senti direttamente nella corteccia cerebrale.

Questa è, più o meno, la configurazione ideale per vedere The Hateful Eight di Quentin Tarantino in 70 mm. Non c’è IMAX farlocco dell’UCI che tenga.

Ma perché insisto sul formato? Perché Tarantino ha girato il film in Panavision 70 mm e all’Arcadia lo fanno così com’è, con tutte le scene, intervallo di 15 minuti e ripresa con “il riassunto del primo tempo” con la storia che riprende esattamente dopo 15 minuti dall’ultima scena vista alla fine del primo tempo. Se non avete capito, mi sa che vi tocca vedervi il film.

The Hateful Eight - Uci mi arrendo

Non sono l’UCI, ma mi arrendo lo stesso…

La divisione fra primo e secondo tempo è fondamentale perché c’è un netto cambio di stile e di genere tra le due metà del film.

Il fatto è che quando si parla di Tarantino, c’è sempre la spasmodica attesa di sapere quale genere farà finta di essere il suo prossimo film. Dopo Django Unchained, questa volta, il buon Quentin ha annunciato un altro western e, con la sua classica ironia, l’ha chiamato The Hateful Eight, Gli Odiosi Otto, visto che è anche il suo ottavo film. E secondo me l’ironia è ancora più spinta, visto che “Hate” e “Eight” hanno un suono molto simile, verbalmente parlando, e quasi suonerebbe come Gli Ottavi Otto. E per finire ci aggiungiamo che, quando si vede il film, ti si insinua in mente il tarlo che ti fa pensare che abbia scritto e diretto un gran film con otto protagonisti solo per celebrare il fatto che sia il suo ottavo. Già solo per questo Tarantino è adorabile.

The Hateful Eight - Quentin Tarantino

Ok, quella catena montuosa è troppo piccola per l’inquadratura, allargatela!

Comunque, dicevo, che The Hateful Eight è diviso in due parti e otto capitoli, quattro ognuna. I primi quattro capitoli sono chiaramente ispirati a La Cosa del mitico Carpenter, dalla presenza di Kurt Russel come protagonista, alla fotografia, alla regia, alla scenografia, fino alla colonna sonora di Morricone che si trasforma, parte western, sembra diventare quasi da thriller, assume alcune dissonanze carpenteriane, mantenendo comunque un impronta assolutamente individuale. E se io che non parlo mai della musica, ci ho speso due righe, vuol dire che mi ha colpito come non mai. Sarà anche per l’impianto Dolby Atmos che mi ha pettinato in quanto a potenza sonora.

Poi, nel secondo tempo, tutto cambia. Tarantino torna alle origini e The Hatefull Eight diventa un remake de Le Iene. Anzi, non è nemmeno un remake, è una proprio reinvenzione di quel film. Come se, dopo ventiquattro anni, Quentin volesse rifarlo oggi con tutta l’esperienza, la conoscenza, il budget, la bravura accumulata in questo tempo e ci riesce. I detrattori diranno che è una cosa autocelebrazione, ma lo sarebbe per chiunque altro, per Taratino invece è tutt’altro: lui è bravo a prendere le regole del cinema, distruggerle e ricostruirle tutte a modo suo e questa volta lo fa con se stesso.

The Hateful Eight - Samuel L. Jackson

E queste erano le regole del cinema

La metrica de Le Iene, che non ci faceva vedere proprio la rapina su ci era imperniato il film, qui viene stravolta e stavolta l’antefatto si vede, quando ormai non interessa e tutto è stato sviscerato, vediamo cosa è successo quando non c’eravamo. Esatto, quando non c’eravamo, perché Tarantino non mette in scena un film, ma ci apre una finestra sul tempo e quello spazio e ci fa vedere cosa succede, salvo poi aggiornarci su quello che ci siamo persi mentre non c’eravamo, come per esempio succede dopo l’intervallo tra il primo e secondo tempo.

The Hateful Eight - Telecamera 70 mm

Questa telecamera non cattura le immagini, cattura le anime!

The Hateful Eight, a mio modestissimo parere, è una continua girandola di colpi da maestro, da parte di Tarantino. Innanzitutto usare il formato da 70 mm in un ambiente stretto e chiuso, dove si svolge il film, invece che nei paesaggi è geniale. Ti fa vedere qualsiasi cosa, le cose si svolgono in primo piano, mentre in secondo piano ne succedono altre, proprio come se noi fossimo spettatori esterni di quegli eventi e si arriva alla sensazione di cui parlavo prima.

Altro colpo di genio è l’uso della slow motion. Quando sono le pallottole a dettare legge, allora sono le sparatorie ad andare al rallentatore, ma quando sono le parole la cosa più importante, le sparatorie accelerano e le parole rallentano.

The Hateful Eight - Uomo col fucile

Quando un uomo col fucile, incontra un uomo senza… l’uomo senza può solo provare ad ammazzarti a parole!

Chiunque non abbia visto il film e legga questo mio post potrebbe pensare che The Hateful Eight è un fil perfetto. Purtroppo non lo è. Innanzitutto dura tre ore e sono quasi sempre dialoghi da seguire attentamente e ormai la maggior parte della gente non è abituata. Soprattutto l’inizio è molto verboso e una sforbiciata a qualche dialogo rindondante l’avrei data, ma è poca cosa. È proprio quando comincia a diventare pesante, che il film entra in derapata, accelera e decolla per l’iperspazio fino al sanguinolento finale che, come al solito, mette in scena una violenza così esasperata che sfocia nel parossistico e la cosa più cruda è la bastardaggine dell’animo umano, nudo e crudo, malvagio ed egoista di natura che scende a compromessi solo per proprio tornaconto, vendetta o solo per il gusto di uccidere.

The Hateful Eight - Samuel L. Jackson - Jennifer Jason Leigh - Kurt Russel

Siamo tre bastardi senza gloria

Banale? Forse, ma mi trova completamente d’accordo, mentre non mi trova d’accordo chi dice di amare Tarantino e trova The Hateful Eight noioso o superficiale. Per carità, ognuno la può pensare come vuole, non ce l’ho con nessuno, però forse non ha proprio colto tutte le sfumature del film.

Spendo due parole per il cast. Ormai, la cosa è nota, chiunque si trovi davanti a una macchina da presa con dietro Tarantino dà il meglio di sé, per quanto la parte possa essere piccola. Inutile dire che Samuel L. Jackson diretto da Quentin diventa un attore da Oscar; Tim Roth, con la sua mimica, è strepitoso e mi ha fatto venire una voglia assurda di sentirlo in lingua originale; sono contento che Tarantino cominci a sfruttare Walton Goggins, anche se in italiano ha una voce e un doppiaggio pessimo, perché è uno di quegli attori molto versatili, che sanno coprire i ruoli di qualunque tipo; bella riscoperta è Jennifer Jason Leigh che è stata un po’ lasciata indietro dal cinema e qui non sembra nemmeno lei, davvero eccezionale.

The Hateful Eight - Tim Roth - Walton Goggins

Ha parlato pure di noi! Fico!

Che dire, The Hateful Eight non è un capolavoro, ma ci si avvicina molto. Per chi accusa Trantino di essere autocelebrativo, beh, ha ragione, ma è come se lui facesse autoerotismo e alla fine godessimo tutti quanti.

Sono uscito dalla sala soddisfatto, traumatizzato dalla crudezza di alcune scene e con una voglia matta di mangiare lo spezzatino con le patate.

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"