Quell’incompresa dipendenza da libri by Trillian

Sono una librofila. Una vera e propria drogata di libri. Quanti di voi lo sono? Su, alzate le mani, che sono stufa di essere da sola.
Quella della Librodipendenza è una malattia che dovrebbe dilagare di più, per una volta. L’unica malattia utile e producente.

1- Da cosa si riconosce di essere un librodipendente?

2- Esistono rimedi senza effetti collaterali?

3- Come si può prevenire?

Queste sono le domande più comuni. Vediamo insieme le risposte, a loro volta, più comuni.

 


Domanda number 1, da cosa si riconosce di essere un librodipendente?

Se, quando vai in libreria, il commesso non si vede perché è coperto dalla pila di libri che hai in mano, sei librodipendente.
Se con tutti i tuoi acquisti mensili paghi lo stipendio di tutti i dipendenti della libreria, sei librodipendente.
Se alle Fiere del Libro vai non con il solito zainetto con l’attrezzatura standard (cellulare-portafogli-tre bottigliette d’acqua) ma con una valigia e uno zaino da scalata comprendente bottiglia d’acqua con sali minerali disciolti, kit di base di pronto soccorso e piccolo estintore, sei librodipendente.
Se inizi a dare ai tuoi animali i nomi dei personaggi dei tuoi libri  preferiti, sei librodipendente.
Se tra salvare la cassaforte e la libreria scegli di salvare la libreria, sei librodipendente.

Questi alcuni dei sintomi più diffusi, sintomi che personalmente ho accusato fin dalla più tenera età.

Ho la tessera fedeltà di tutte le grandi librerie di Torino. Ho chiamato tre pesci rossi vinti al luna park Harry, Ron e Hermione. Ron ha tentato tre volte il suicidio, Harry l’ho trovato una mattina a pancia in su e Hermione si è buttata dalla finestra quella volta disgraziata quando avevo messo la boccia sul davanzale. Da allora non ho più avuto pesci rossi.

La Fiera del Libro di Torino è l’evento più atteso dell’anno, in casa mia, ancora più del derby, ancora più dello special di Natale di Doctor Who.
I preparativi per andare alla Fiera iniziano una settimana prima. Allestisco tutto ciò che potrebbe essere utile: si va dalle immancabili bottiglie d’acqua al cacciavite sonico, dalla macchina fotografica al lazo di Diana. Perché? Perché non si sa mai.
La domenica della Fiera, che, per chi non lo sapesse, dura all’incirca quattro giorni, la sveglia è alle otto in punto. Trascino chiunque, che in preda al fuoco sacro dello stacanovismo, voglia venire con me e sorbirsi minimo sei ore di delirio.
Della Fiera non ricordo mai molto. Solo tanti visi, tanti giubilei alla vista di scrittori e altri personaggi noti, lo zaino tramutatosi nella borsa infinita di Mary Poppins e il ritorno a casa.

Alla domanda number 2, esistono rimedi senza effetti collaterali? La risposta è no.

La scienza, che sta per regalarci l’armatura di Iron Man, non è ancora riuscita a trovare una cura per questa vera e propria dipendenza. E meno male, aggiungerei. Perciò, amici che ne siete affetti, o che avete un amico, un parente, il rispettivo partner alla fase terminale, rassegnatevi. Amate i vostri cari così come sono, che magari ne guadagnate anche qualcosa.

Personalmente ho capito di essere un caso irrecuperabile qualche settimana fa, quando mio zio mi ha intimato, con tono di scherno: “E molla lì quella porcheria!”
A quelle parole ho sollevato il naso dalle pagine e gli ho scoccato un’occhiata di fuoco. Avete presente Hagrid, nel primo film, quando punta il suo fantastico ombrello rosa contro i Dursley intimando: “Mai, mai insultare Albus Silente di fronte a me.”?
Ecco, si è svolta all’incirca la stessa scena, con me in piedi che puntavo contro di lui il segnalibro e dicevo, con voce che sembrava uscire da una tomba: “Mai, mai insultare i libri di fronte a me!”

Domanda number 3, Come si può prevenire?

Scusate la franchezza, ma si previene solo restando ignoranti come delle tinche. Personalmente, ritengo che non si possa vivere senza almeno leggere il giornale. Non dico tanto, il giornale. Leggere qualcosa ogni tanto fa bene non solo all’intelletto, ma anche al cuore e all’anima. Leggendo ci si rilassa, si viaggia in un mondo alieno, diverso dal nostro. Ci si immedesima, si gioisce, ci si dispera, si scopre assieme al protagonista. Si possono prendere le parti del bene o del male, si può inveire contro l’Autore, reo di aver fatto fuori questo o quel personaggio (Il nome di George “Patatone” R. R. Martin non si può omettere, in questo caso), si hanno tantissimi argomenti di conversazione. I libri, ovviamente quelli di qualità, non porcherie che, prendiamo una trama a caso, parlano di ragazze depresse, ragazzi tutti muscoli e niente cervello e gente che brilla, hanno sempre moltissimo da insegnare e trasmettere, anche a distanza di anni. Sono una miniera infinita di sapere e di emozioni. Sono amici che sono sempre presenti, che non richiedono molte attenzioni, ma che, quando hai bisogno di loro, non si tirano mai indietro, anche se li hai abbandonati a prender polvere.

Perciò, gente, non mi resta che dirvi: LEGGETE. Vedrete che non ve ne pentirete. E se ve ne pentirete, sono pronta a replicare a tutti i vostri insulti.

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"

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Informazioni su MrChreddy

Nato da da padre Vic 20 e madre Amiga 500, è cresciuto negli anni '80 allevato da videogiochi, fumetti e film. La sua mente vaga ancora in quell'universo parallelo, mentre il suo corpo si muove in questo rimpiangendo di aver perso tutti i suoi giocattoli di quando era piccolo. Li avesse ancora, ora sarebbe milionario. Precisino della minkia fino al midollo, non è mai soddisfatto di quello che vede, legge, gioca e trova sempre qualcosa che non va o che si sarebbe potuto fare meglio in tutto quello che gli capita tra le mani. Ha la lingua più veloce del cervello, prima parla poi pensa a quello che dice. Anche ore o giorni dopo. Per fortuna le sue idee e paranoie trovano sfogo su questo blog e non sulle macchine di quelli che hanno rovinato i suoi miti d'infanzia. Spielberg e Lucas tirano un grosso sospiro di sollievo e ringraziano per la nascita di Nerds' Revenge, che non hanno voglia di cambiare macchina ogni settimana.

11 pensieri su “Quell’incompresa dipendenza da libri by Trillian

  1. Sinceramente io fino a qualche anno fa leggevo più che altro graphic novel.
    Tre anni fa, cioè quando ho iniziato l'università, e ho quindi scoperto le librerie di Bologna, piano piano ho cominciato ad avvicinarmi anche ai libri "veri e propri" e mi sono cuccato tutti i grandi capolavori della fantascienza (Asimov, 1984, Philip Dick). Poi ho cominciato a leggere i classici che il mio buon papà tiene in casa da anni…ora lavoro in una biblioteca e…vabbè, inutile dire che da gennaio, cioè da quando ho iniziato a lavorarci, avrò letto una decina di libri!!!! E sono veramente orgoglioso di me: posso proprio dire che i libri mi hanno salvato la vita più di una volta durante quest'anno…e spero che continueranno a farlo per sempre. XD

  2. Il Nobel come prima cosa, poi verrà tutto il resto: Pulitzer, Strega, Bancarella… tutto.

    Per i diritti, non credo: non ho firmato ancora niente. La proposta editoriale dovrebbe arrivarmi alla fine del mese prossimo. Va be', ve lo mando quando sarà sul mercato.
    Tutto per aumentare la suspece, ovviamente.

    • Come preferisci, io lo dico per te.

      Puoi mandarcelo anche una volta concluso tutto prima della stampa, lo leggo più che volentieri, sono sempre alla ricerca di qualcosa da leggere…

      Comunque mi hai messo curiosità, di cosa parla? :)

      Intanto grazie per essere passato e aver commentato, se vuoi continuare a seguirci, sei ben accetto ;)

      • Si, vi tengo d'occhio su Facebook :)

        L'argomento è un po' complesso da spiegare, rischio di attorcigliarmi in un discorso tortuoso ma ci provo.

        In parole povere ho usato il pretesto di una trama piuttosto semplice: lui, giovane membro di un sistema chiuso, a cui ci si riferisce come "la città", viene rapito da un nucleo di resistenza e portato nel mondo esterno, nel quale verrà a contatto con un ambiente diametralmente opposto e sperimenterà un momento di crisi. Il mcguffin, è la capacità innata di questo personaggio di provare emozioni, o meglio, l'incapacità di reprimerle/controllarle totalmente, cosa che motiverà la scelta dei rapitori.

        Attorno a questi pochi concetti ho cercato di cogliere l'opportunità per dare voce alla mia visione su alcune tematiche di più ampio respiro. Nello specifico il tema principale è quello della scelta: la vita come susseguirsi di scelte e i problemi che scegliere comporta; il fatto che questo individuo, poi, si trovi in un sistema altamente controllato mi ha dato la possibilità di parlare di due visioni della libertà, una libertà "di stato" e una libertà "sociale". Non sono definizioni ufficiali ma dovrebbero capirsi.

        Ho cercato di tenermi su posizioni altamente neutrali, ho sì espresso il mio pensiero ma come pensiero di una delle due parti, facendo il possibile per mostrare pro e contro di entrambe, con annesse conseguenze morali (di solito chi ha ragione è il buono, chi ha torto è il cattivo, ma se entrambi hanno ragione ed entrambi hanno torto, chi è il buono e chi è il cattivo?). Il tutto tenendo il finale aperto sul momento della scelta, in quanto l'obiettivo non è la conclusione ma il percorso che a essa conduce: i ragionamenti che si sono fatti da un lato e dall'altro dovrebbero produrre una decisione conclusiva che schieri il protagonista e, conseguentemente, il lettore, che esso rappresenta.

        Tutti i personaggi sono ridotti ai minimi termini, maschere, allegorie di ciò che rappresentano. All'inizio di ogni capitolo c'è una data (che fa riferimento a un giorno, il più delle volte, significativo) e una citazione che dia un indizio sul capitolo che si sta per affrontare. Spazio e tempo, come i personaggi sono solo tratteggiati: l'epoca e il luogo in cui avvengono i fatti narrati sono piuttosto "elastici".

        Ecco. Allegherò poi una spiegazione più articolata da leggersi però, dopo il testo, per vedere quante cose sono state azzeccate :)

        p.s. Altro verrà con e dopo questo testo, sia in prosa che in versi.

        Roberto.

        • Roberto, il fatto che "ci tieni d'occhio su facebook" è leggermente inquietante, vedremo di fare i bravi… :D

          Per il resto deve essere stato un libro impegnativo da scrivere. Son curioso di leggerlo :)

  3. Oh porcodighel, i libri!
    Ma ammazzati libro! Figa oh. Porcodighel. Minkia ammazzati cultura.

    Oh zia, è già uscito il calendario 2013 della serie A? E quello di Belen?
    XD

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