Wolfmother: non sono un animale da concerto

Wolfmother Concerto

Ieri era una serata come tante.

È cominciata con un aperitivo al baretto con la Paciu e Ultimate Jar Jar Binks e poi ci siamo ritrovati al Magnolia per il concerto dei Wolfmother.

A dire la verità non era in programma di andare al concerto. O meglio, la Paciu sfrigolava per andarci, Jar Jar e io mica tanto.
Lui non aveva voglia, io non sapevo manco chi cazzo fossero.

Comunque all’inizio abbiamo provato a far cambiare idea alla Paciu teorizzando temporali e tempeste in arrivo a Milano, nonostante facesse un caldo porco e ci fosse il sole.

Jar Jar ha calato l’asso del: “Eh, oggi ho letto un libro molto bello, ma ho dimenticato come si guida…
Però c’era la mia macchina.
Io ho buttato lì che ero senza gasolio, ma la Paciu mi ha fatto notare che hanno inventato i benzinai. Non ho saputo replicare.

Alla fine, dopo un oretta di pressing estremo, piagnucolii tipici femminili, la Paciu ci ha convinto. Diciamo che ci ha preso per sfinimento.

Andiamo al Magnolia, ridente locale all’aperto nei dintorni dell’Idroscalo.
Paghiamo l’esorbitante prezzo del concerto, 23 euro, e aspettiamo che il rumoroso gruppo di supporto finisca l’esibizione prima che arrivino i Wolfmother.
Per rendere l’idea, c’era più gente in coda a comprare birra e patatine che davanti al palco per il gruppo di supporto, tutto al femminile. Io credo di aver sentito la cantante piangere ad un certo punto.

Wolfmother

Mentre aspettiamo ci mangiamo qualcosa, beviamo la birretta gelata, ovviamente cominciamo subito a sudare.

Le parole chiave della serata sono: all’aperto, Idroscalo e luglio. Queste tre parole significano una cosa sola: stormi di zanzare assassine. Venivano giù in squadriglie d’attacco che sembravano i giapponesi a Pearl Harbour.
Dopo 10 minuti mi prudono anche i denti e mi gira la testa per il prelievo coatto di quei 6 o 7 litri di sangue.

Finalmente arrivano i Wolfmother, tutti belli riccioloni e australiani, e mi colpisce una cosa…

Premessa, è una vita che non vado a un concerto dal vivo. Non sono uno a cui piace la folla e, per loro natura, i concerti sono pieni di folla. Anche per i gruppi di nicchia come i Wolfmother. Non è che il posto fosse proprio pieno, ma comunque folla ce n’era un bel po’.
Poi, per quanto mi riguarda, per me la folla comincia dalle 5 persone in su.

Quello che mi ha colpito è che ora ai concerti si va con i telefonini e con gli iPad.
Alcuni fanno le foto, pure io ne ho fatte un paio preso dalla foga e perché mi sentivo un pirla, che ero l’unico senza telefono in mano.

Wolfmother Concerto Magnolia

Altri registrano il concerto, altri mandano messaggi e stanno su Facebook.
No, dico, vai ad un concerto che ce’è un muro sonoro che ti sbriciola le mutande e tu stai al telefonino su Facebook?

Avevo davanti due bimbeminkia che si facevano i selfie e poi li condividevano. A due persone di distanza c’era gente che pogava e ‘ste due si facevano i selfie e telefonavano agli amici per farli avvicinare alle transenne.

Davanti avevo un tizio alto tipo 6 metri, con una macchina fotografica che ha scattato qualcosa come un petaflop di fotografie. Che son d’accordo di fare qualche foto ricordo, ma fare 12 foto ad ogni canzone che senso ha?
Poi riesci ad associare la foto con il pezzo in cui l’hai fatta? E anche nel caso, non ne vedo il senso. Poi se fai scorrere le foto veloci puoi rivedere l’intero concerto a scatti e muto.

Fotografo

Il fotografo folle e la May Winehouse sulla destra

Accanto allo spilungone c’era una bella coppietta male assortita. Lei con un look stile Amy Winehouse da sbronza: una cofana di dread che poteva ospitare un intero ecosistema di sporcizia all’interno. Lui uno normale che non c’entrava niente con la tizia e che è riuscito anche a fare una telefonata. Mentre il gruppo suonava. Così, per inquadrare il tizio.
Ballavano completamente fuori tempo, tutti abbracciati, chiacchieravano e schiacciavano piedi. Si sono presi spintoni e qualche vaffa un po’ da tutti e dopo quattro pezzi hanno deciso di andarsene da un’altra parte a chiacchierare e a ballare tutti scoordinati.

Però, al di là della folla, dell’umidità, del mal di schiena, delle zanzare, dei Figli Speciali di Gesù da Concerto la serata mi è piaciuta. I Wolfmother sono stati bravi, i pezzi erano anche carini, per quanto ho capito e visto il volume settato a mezzo decibel dal dolore.
Però la Paciu è stata contenta e ora ci deve un favore.

Il problema vero è che non sono un animale da concerto e non sono un animale da folla.
Vorrei che ai concerti, qualsiasi, fossero allestite delle poltroncine in modo da mettersi comodi, senza dover stare in piedi, senza casino, senza ressa, senza gente che ti schiaccia i piedi e che, bene o male, riesce a rompere i coglioni anche in un posto e in una situazione in cui è difficilissimo riuscire a romperli.
È che ormai sono abituato al divano di casa, vedermi le cose alla Tv, al massimo un cinema. Stare in mezzo alla gente che si scalmana e si agita non fa più per me.

Wolfmother Concerto Magnolia_2

Ora scusate, ma vado a prendere il Momendol per la schiena e a riprendermi un attimo che mi fischiano ancora le otturazioni.
Sì, lo so, avete ragione, sono troppo vecchio per queste stronzate.

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"

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Informazioni su MrChreddy

Nato da da padre Vic 20 e madre Amiga 500, è cresciuto negli anni '80 allevato da videogiochi, fumetti e film. La sua mente vaga ancora in quell'universo parallelo, mentre il suo corpo si muove in questo rimpiangendo di aver perso tutti i suoi giocattoli di quando era piccolo. Li avesse ancora, ora sarebbe milionario. Precisino della minkia fino al midollo, non è mai soddisfatto di quello che vede, legge, gioca e trova sempre qualcosa che non va o che si sarebbe potuto fare meglio in tutto quello che gli capita tra le mani. Ha la lingua più veloce del cervello, prima parla poi pensa a quello che dice. Anche ore o giorni dopo. Per fortuna le sue idee e paranoie trovano sfogo su questo blog e non sulle macchine di quelli che hanno rovinato i suoi miti d'infanzia. Spielberg e Lucas tirano un grosso sospiro di sollievo e ringraziano per la nascita di Nerds' Revenge, che non hanno voglia di cambiare macchina ogni settimana.

19 pensieri su “Wolfmother: non sono un animale da concerto

  1. E’ la stessa cosa che mi sono detta pure all’ultimo concerto a cui sono stata…ormai non ho più l’età…per il pre, durante e dopo concerto…qualche foto e video me li voglio fare pure io ma con tutto quel pogare è già tanto se non cado a terra io…difatti ebbi la malaugurata idea di prendere il Lumia 1020 proprio per inaugurarlo ad un concerto, peccato che per miracolo non mi è sfuggito di mano…ressa, spintoni, piedi schiacciati li ho provati in gioventù ma la “poga” (si dice così?) nn sapevo nemmeno cosa fosse… nono d’ora in avanti solo posti a sedere anche se con grande rammarico, difatti mi sto ancora mangiando le mani per non essere andata a vedere gli Aerosmith settimana scorsa che magari era pure l’ultimo concerto :(((

  2. Ricordo un concerto dei Subsonica in cui avevamo davanti un tizio che è stato TUTTO il tempo fermo immobile come un fottuto palo. Mai un accenno di seguire il ritmo, un movimento che fosse uno.
    A fine concerto, quando si è pogato durante la canzone di chiusura “Tutti i miei sbagli, io, quelli che stavano con me e anche altra gente intorno che lo aveva notato, ci siamo buttati addosso al tizio in questione e lo abbiamo praticamente massacrato :)))
    E non ha battuto ciglio!

    Ottimo post, soprattutto perché la cinquina di articoli correlati a questo ancora non li ho letti :D
    Ormai sta diventando difficile per me trovare post ancora vergini :)

  3. Figùrati che io mi riconosco nell’antico motto “Làthe biòsas”, più o meno traducibile con “Vivi nascosto” o meglio “Vivi appartato” (mi piaceva anche “defilato”, ma si prestava ad un doppio senso romanesco che non stavo cercando).

    L’effetto-bolgia è un deterrente anche per me, da sempre: credo che neppure a sedici anni sarei potuto andare ad un concerto degli Iron Maiden (pur apprezzandoli e collezionandoli), come fece mio cugino a Firenze nel ’95.

    Forse, prendendo il coraggio a quattro mani (da solo non mi arrischierei), potrei fare un’eccezione per la mia rockband favorita: gli U2.
    A condizione di poter dimenticare che perfino in discoteca, dopo una reunion di classe all’età di 24 anni, fui letteralmente costretto all’uso dei Calmor onde preservare il senso dell’udito (saggia previdenza, averli portati).

    “Figliola, ci sono delle cose che assolutamente non si fanno: per esempio bere Dom Pérignon del ’53 ad una temperatura superiore ai 4°C. Sarebbe peggio che ascoltare i Beatles senza tappi nelle orecchie. Allora, dov’è finito questo filtro d’amore…?” («Goldfinger»).

    Condivido perciò l’orientamento verso eventi più soft, tipo il live giapponese – purtoppo non c’ero – del loro compianto chitarrista George Harrison, il quale aveva chiuso proprio «Lethal Weapon 2» con questa canzone (tra le mie preferite; come “Sono troppo vecchio…” – Legge di Murtaugh, citata anche in HIMYM – lo è per le battute):

    • Io andai a vedere gli Iron all’ultimo concerto milanese prima che Bruce Dickinson lasciasse la band per far uscire Balls To Picasso.

      E’ stato un bel concerto, davvero, lunghissimo, fantastico, tornai a casa che non sapevo nemmeno chi ero e mia madre dovette fare l’esame del DNA per riconoscermi.

      Erano bei tempi. Erano, appunto. :D

  4. Concordo in pieno sul discorso delle fotografie. Lo scorso novembre sono stata a sentire i Children Of Bodom. Non ci volevo credere: metà del pubblico con cellulare e video camera, gente che nel bel mezzo del poco selvaggio condivideva le foto su Facebook…il delirio. Cioè, ti paghi il biglietto di un concerto per stare lì concentrato a fare il cameraman? E ti riguardi il concerto a casa dal tablet? Ma allora perché paghi per vederlo dal vivo ??
    Mah. Mistero.

  5. Settimana scorsa sono andato a sentire gli Aerosmith. Più per accompagnare un amico che per interesse personale. E se la Paciu adesso a te deve un favore, questo mio amico me ne deve almeno una decina.
    Apertura cancelli: ore 15. Noi alle 14.30 siamo già la.
    Ci sediamo a bere una birretta e mangiare una salamella, e lui già rompeva per prendere posto sotto il palco (nonostante ci avesse fatto comprare i biglietti gold per stare già più vicino possibile).
    I gruppi di apertura sono 4. E noi ovviamente non ce ne siamo persi uno.
    Cominciano a suonare intorno alle 16. Vediamo gente simile a quella che hai descritto tu, più una coppia di esaltati di fianco a noi. Lui una reflex da qualche migliaio di euro, lei una supercompatta con superzoom. In due avranno fatto 4-5000 foto. Uguali, visto che il concerto era lo stesso.
    Alle 22 finalmente iniziano gli Aerosmith. Noi, rimasti in piedi per 6 ore a prendere il posto, veniamo scavalcati da due tizi alti un paio di metri, arrivati mezz’ora prima, e piazzatisi esattamente davanti a noi. Morale, non abbiamo visto una mazza.
    Ad una ventina di minuti dalla fine del concerto, l’amico citato all’inizio mi fa “mmmh, mi sa che finita questa canzone vado, che son stanco”.
    Volevo mangiargli la testa.
    Deve aver riconosciuto la volontà omicida nel mio sguardo. Infatti è rimasto lì fino alla fine.

    • Ahahahahah, a te è andata peggio allora :D
      Poi il tuo amico rinunciatario meritava le botte se se ne fosse andato :D

      No, noi per fortuna siamo arrivati alle 8.30 di sera e hanno cominciato a suonare un’oretta più tardi.

      Però c’era gente che mi passava davanti e si piazzava lì sfruttando lo spazio vitale che lasciavo tra me e le persone, quello spazio che ti permette di respirare e che evita che gli altri ti struscino i loro culoni addosso.

      Non so, non sono fatto per i concerti io :D

    • NOOOOOOOOO a sapere che bastava arrivare all’ultimo e piazzarsi sotto il palco non me li perdevo gli Aerosmith, ma questi tizi alti avevano anche loro i biglietti Gold? Altrimenti perchè li hanno fatti passare? poi che senso hanno i biglietti GOLD? Sono comunque in piedi….tristezza infinita :(((((((((((((((

  6. io sono un po come te, un po no, mi pisce mettermi alla prova, quest’estate sziget festival. Spero non ci siano troppi selfie e telefonini, il mio lo lascio in tenda!

  7. Dal 14 al 24 Giugno sono stato “in tour” tra Roma-Bologna-Mantova ed il principale motivo del viaggio era vedere i Black Sabbath il 18 a Bologna all’Unipol Arena, poi, va be’, ho fatto anche altre cose visto che ero in giro, tipo visitare parenti vari ed anche ritrovarmi a Montecitorio in visita alla Camera dei Deputati…

    Per quanto riguarda il concerto, a parte che loro a quasi 70 anni sono ancora dei grandi ed hanno fatto un ottima performance, ma su diecimila persone vuoi che non capiti di incontrare delle teste di cazzo capaci di rovinare il concerto a tutti, almeno all’inizio?
    Ovviamente sì, non c’è scampo, è statisticamente accertato.

    Io e mio fratello abbiamo preso i biglietti con i posti a sedere nelle tribune che sinceramente non avevo voglia di stare in piedi, specialmente perché nel 2007, a Milano, mi potei già godere zio Tony Iommi suonare a distanza ravvicinata da me al God Of Metal, all’Idroscalo; quindi stavolta volevo starmene seduto “tranquillo”, limitandomi a disarticolarmi la testa dal collo a furia di headbangin e a fare qualche foto-video con il mio smartphone tenendolo ad altezza petto senza dar fastidio a nessuno. L’ho potuto fare all’inizio? Non stava finendo a rissa non appena è cominciato il concerto? Sinceramente non stavo per alzarmi per andare direttamente a pestare a sangue uno, dato che mi stava partendo la modalità Wolverine?
    Cioè, c’erano un gruppo di coglioni (non so come altro chiamarli)che a turno passavano e restavano in piedi oscurando la visuale alla gente seduta, perché o dovevano riprendere con il cellulare o comunque perché affacciati dalla balconata erano “un metro” più vicino al palco. Quindi questi geni hanno speso 80,50 € per il posto a sedere e poi dovevano stare in piedi dando fastidio agli altri: ma allora perché non si compravano il biglietto da 69€ del parterrè (o quello da 90€ del Golden Circle, sotto il palco) se volevano stare in piedi?
    Bene, è finita che quelli seduti nella prima fila a turno si dovevano alzare e chiedergli di spostarsi fino a quando non è passato l’enegurmeno che, essendo un palla di lardo di 150-160 Kg, si sentiva il “grand’uomo”, con il suo enorme orecchino con una croce pendente ed i suoi piercing, ed ha cominciato a mandare a fanculo, spingendoli, tutti (i mingherli) non volendo saperne di spostarsi; ebbene io che sono appunto incazzoso come Wolverine, giuro che mi stavo per alzare dalla seconda fila(scavalcando la gente seduta davanti in prima) con la mezza intenzione di andare da lui e, senza manco dirgli niente, strappargli direttamente quel cazzo di orecchino dall’orecchio; per fortuna sua sono stato preceduto da mio fratello, un metro e novanta e passa, che si è alzato prima di me e che è più diplomatico ed è riuscito a convincerlo a spostarsi, anche se continuava a fare storie.
    Alle fine il gruppo-coglioni con quello lì in mezzo si è assestato davanti agli ingressi delle tribune dando meno fastidio alle decine di persone sedute, peró il piacere del concerto ce l’hanno rovinato, almeno per la prima mezzora quando ancora la tanta rabbia non era sbollita.

    Poi ci sarebbe anche da fare una postilla sulle forze dell’ordine: all’ingresso a me hanno fatto aprire il borsello e mi hanno fatto buttare il tappo della bottiglietta d’acqua, che poi sono stato costretto a tenere in mano per un’ora non potendola rimettere nel borsello che si versava, mentre all’interno c’erano poi gli omini che passavano vendendo(a 5 euro!) la nota(e buona) birra olandese che comincia per H nelle classiche bottiglie di vetro, ma va va va…

    • Mi sono perso questo commento, scusa, scusa, scusa, scusa! :(

      Io ‘sta gente non la capisco, sembra che la loro missione nella vita sia rompere i coglioni agli altri e ci riescono sempre in qualsiasi situazione.
      Che poi ho ben presente il senso di amarezza che ti rimane quando vai a vedere/fare una cosa a cui tieni e c’è il pirla che te la rovina con la sua strafottente ignoranza.

      Per le forze dell’ordine ti racconto questa: ero al concerto degli Iron che hanno fatto al forum di Assago, ra l’ultimo prima che se ne andasse Bruce Dickinson. Sì, parlo di un secolo fa.
      Io ero primo davanti al cancello per entrare, stavo morendo schiacciato sulle sbarre, poi ad un certo punto aprono. Io e una ragazza all’altro cancello scattiamo per prendere i posti dentro al forum, convergiamo alla scala, davanti a noi un poliziotto con il manganello, vedo che lo alza, io rallento un attimo, la ragazza no, gli passa davanti e lui la ferma con un pugno in bocca. L’ho vista volare indietro e atterrare sull’asfalto, che a momenti la folla la schiaccia.
      Il ragazzo della tipa poi si è messo a questionare, io sono salito con calma che non avevo voglia di prendere mazzate.
      Una roba drammatica.

      Comunque, se posso dire una cosa, i prezzi dei biglietti sono esagerati, non stanno né in cielo, né in terra. :)

      • Non ti preoccupare, mica devi rispondere per forza. ;-)

        Sì il senso di frustrazione era alle stesse, hai ragionissimo.
        No, ma l’episodio che dici tu è ancora più assurdo, ma il motivo qual’era nella sua mente? Non si poteva correre perché si rischiava di farsi male ed allora tanto valeva che faceva male lui? Se succedeva a me, sia se fossi stato colpito o se avesse colpito la mia ragazza, avrei perso le staffe e finiva male sicuro, uniforme o no, i prepotenti mi mandano in bestia.

        Sì, i biglietti costavano caro specialmente il Parterrè a 69€ non ne valeva la pena, visto che hanno fatto il Golden Circle a 90 € grande quanto mezzo palazzetto… a quel punto la scelta migliore è stata spenderne 80 ma almeno eri seduto e vedevi il palco, salvo coglioni davanti ovviamente.
        L’ho fatto una volta di andarci e non credo che lo faró più, anche io non sono un animale da concerto, peró in futuro un pensiero per i Metallica e gli Iron Maiden potrei farcelo, mi mancano i loro concerti, sperando di non trovare sorprese stavolta.

        Comunque, dai, il concerto dei Wolfmother non è stato così traumatico allora!

        • Non ho idea di quale fosse il motivo… e non mi sono fermato a chiederglielo, sono un po’ menefreghista quando si tratta di rischiare di prendere le botte :D

          Nono, il concerto in sé non è stato traumatico, anzi, è stato piacevole, sono io che son vecchio :D

          Comunque ribadisco, costano uno sproposito i concerti ora, anche perché pensano di poter rientrare delle “perdite” della discografia, solo che non funziona così :)

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