La trilogia de La Biblioteca Dei Morti

Altra settimana di Mondiali di Calcio e altra settimana in cui non esce niente al cinema. Niente di interessante per me, ovvio.
Però è un po’ il cane che si morde la coda: ci sono i Mondiali, la gente tende a non andare al cinema, allora fanno uscire film di bassa stagione mantenendo per settimane quelli più di richiamo, quindi la gente non è invogliata ad andare al cinema e sta a casa a vedersi pure le partite meno interessanti.

Nel frattempo ne ho approfittato per leggermi l’ultimo libro della trilogia de La Biblioteca Dei Morti che, considerando pure un e-book di poche pagine gratuito, è una trilogia e mezzo, quando il primo libro bastava e avanzava.

Nel post ci sono spoiler sul primo libro, ma è così vecchio che penso siano caduti in prescrizione. Comunque vi avverto quando ci sono.

Se c’è una cosa che Dan Brown con il suo Il Codice Da Vinci ci ha lasciato, sono stati i suoi cloni.

Ormai l’editoria è così: una crisi nera in cui gli editori non sanno più che pesci pigliare e non sanno che cosa pubblicare, brancolano nel buio, non investono e sperano di tirare fuori dal cilindro il nuovo best-seller che venda mille milioni di copie.
Gli autori sono nella stessa barca, quelli affermati possono pubblicare pure la lista della spesa che devono fare, mentre quelli nuovi si vedono le porte sbattute in faccia.

La prima soluzione pratica per vendere qualcosa è aggrapparsi con le unghie e con i denti alla moda del momento. Harry Potter ha successo? Via tutti a scrivere serie di libri su maghi, maghetti, mostri e affini per cavalcare l’onda dei ragazzini.
La saga di Twilight ha successo? Via tutti a scrivere romanzetti rosa per teenager, con dentro bellissime creature soprannaturali.

Potrei continuare così all’infinito.

Poi, appunto, arriva Dan Brown con il suo Il Codice Da Vinci, vende un sacco, e allora tutti a scrivere thrillerini all’acqua di rose sui misteri misteriosi della storia, spesso riscrivendola, per cavalcare l’onda del successo.

Tra tutti questi libri, qualche anno fa, mi capita in mano questo La Biblioteca Dei Morti di Glenn Cooper.
Stavo andando al mare, mi ero accorto di aver dimenticato a casa le cose da leggere, e vagavo in Autogrill alla ricerca di un libro da leggere svaccato sotto l’ombrellone. Perché scelsi quello di Cooper invece che:

La Congrega Del Tamarindo
Un thriller storico che vi terrà attaccati alla sdraia del mare per la suspance di sapere chi ha ucciso il cugino di secondo grado di Gesù Cristo e perché Gesù poi non l’abbia resuscitato!
Dall’acclamato autore de
Il Mistero Del Monastero Di Fra’ Cazzo Da Velletri!

Non ne ho idea. Forse perché c’era scritto “morti” in copertina, o forse perché mi sembrava avere abbastanza pagine per tenermi impegnato un sacco di tempo.

La Biblioteca Dei Morti

Quattro giorni dopo l’avevo finito.
Non che fosse una capolavoro, o fosse scritto bene, però aveva dentro delle idee molto stuzzicanti che speravo portassero a qualcosa di interessante. Invece alla fine si rivelò un thriller sui generis scritto in modo semplice e immediato, con capitoli corti in modo che la gente riuscisse a leggerne uno in poco tempo e si sentisse molto intelligente, che però non approfondiva niente delle cose migliori, ma buttava tutto sul banale intreccio delle indagini degli agenti dell’F.B.I. Will PiperNancy Lipinski.

SPOILER

Qualcuno manda delle cartoline ala gente con su la data della loro morte e questi, in quella data, muoiono davvero.
Will Piper, un agente dell’F.B.I. poco incline a seguire le regole, ma alto, bello, biondo, campione di combattimento a mani nude, tiratore scelto e intelligente come Sherlock Holmes, viene incaricato di scoprire chi sia questo Serial Killer denominato Doomsday. Per aiutarlo gli affiancano la giovane Nancy Lipinsky, forte, ma dolce, dura, ma femminile, determinata, ma bisognosa di protezione.
I due scoprono che le vittime non sono tutte uccise da qualcuno, ma una muore per un semplice arresto cardiaco dovuto all’età.
Dietro tutto questo scopriamo, con dei flashback nel 1300, che un monastero sull’Isola di Wight alleva degli uomini strani che passano tutto il giorno a scrivere date di nascita e di morte di persone presenti e future. Tutti questi fogli vengono poi raccolti in libri e messi in una immensa biblioteca che gli inglesi scoprono durante la Seconda Guerra Mondiale e che poi, con una motivazione che sembra una supercazzola, affidano agli americani.
Gli americani nascondono tutto nell’Area 51 mascherando la cosa come un posto dove ci tengono gli alieni precipitati sulla Terra, in modo che i nerd avadano in fissa per sta storia e non scoprano il vero contenuto della base.
Will e Nancy ovviamente scoprono tutto il gomblotto, vanno contro qualsiasi autorità, scoprono che mandava le cartoline, uccidono un po’ di gente e si innamorano e vivono felici e contenti per il resto della loro vita. Resto della vita che dovrebbe essere il febbraio del 2027, data in cui gli scrivani hanno smesso di scrivere nomi e date e invece hanno scritto Finis Dierum per poi suicidarsi tutti insieme.

Ovviamente le idee stuzzicanti sono: la biblioteca con le date di nascita e di morte di tutti; la montatura mediatica sull’Area 51; il termine del 2027 come fine dei giorni, soprattutto per chi non compariva nelle pagine precedenti con la data di morte e quindi viene definito un OLO, Oltre L’Orizzonte.

Prendendo questi tre elementi, mi vengono in mente almeno una dozzina di storie più interessanti di quella che ha scritto Cooper, che invece si è guardato bene non solo dal dare qualsiasi giudizio morale, ma proprio qualsiasi chiave di lettura sulla faccenda. Ci sono i buoni, Will e Nancy, e ci sono gli stronzi, i sorveglianti militarizzati dell’Area 51, ma poi che questa cosa sia un bene o un male, non si sa, non c’è alcun ragionamento sul destino e sul libero arbitrio né su altro.
Insomma, una roba semplice semplice e terra terra, un compitino svolto bene, ma senza alcuna fantasia e nella banalità più assoluta.

FINE SPOILER

Il libro, allora non lo sapevo, ma ha avuto un successone enorme. Piccola parentesi, un libro ha successo quando vende tanto e ci fanno un film, il che non significa che poi la gente lo legga davvero. Per essere chiari sui termini.

Il Libro Delle Anime

L’anno dopo esce Il Libro Delle Anime de li mortacci di Glenn Cooper, il sequel inutile de La Biblioteca Dei Morti. Ora si potrebbe parlare del senso dei sequel, anche di quelli letterari, e di tutto quello che ne deriva, ma questa volta glisso.
Decisi di leggere anche Il Libro Delle Anime dicendomi: ormai il Glenn ha fatto li sordi, non avrà più bisogno di fare libri predigeriti, magari in questo approfondisce quelle fantastiche idee che aveva buttato via con il primo libro.
Il Libro Delle Anime è una stronzata fotonica, peggio de La Biblioteca Dei Morti. Passatemi i termini tecnici e i francesismi.
È scritto uguale identico al primo, cioè per gente che probabilmente non è abituata a leggere, ma stavolta non ci sono nemmeno idee. È tutto una demente caccia al tesoro, in un maniero inglese, con passaggi totalmente empirici che tirano dentro personaggi storici famosi per i capelli.
Non chiedetemi di più perché manco me lo ricordo.

Dopo Il Libro Delle Anime, ho detto: sai qual è la novità Glenny? Che i tuoi libri non li compro più nemmeno se mi balla il tavolo e sono alti giusti.

Poi però gli anni passano, io mi dimentico le cose e scartabellando Amazon scopro che Glenn Cooper ha scritto il capitolo finale di quella che è diventata, a forza, una trilogia, visto che La Biblioteca Dei Morti aveva una sua conclusione che non prevedeva seguiti: I Custodi Della Biblioteca.
Scopro anche che tra il secondo e il terzo libro c’è un e-book di poche pagine che fa da raccordo e ci spiega cosa è successo nel frattempo: Il Tempo Della Verità.
Il raccordo consiste nel fatto che sono passati anni e ora siamo a ridosso del 2027. La trama invece consiste in niente: il figlio in fasce del futuro Presidente degli Stati Uniti è stato rapito e Will e Nancy devono trovarlo e capire chi è stato.

I Custodi Della Biblioteca

Però, mi sono detto, quello è un raccontino gratuito in e-book, il terzo libro sicuramente colmerà le lacune dei primi due, dando una visione totalmente nuova del destino dell’uomo.
l succo de I Custodi Della Biblioteca, per chi non volesse spoiler, si può riassumere in un: e sticazzi?!
Praticamente la storia è incollata con lo sputo al primo libro e ammazza qualsiasi spunto decente avesse La Biblioteca Dei Morti. C’è il bel Will Piper che deve salvare il figlio scomparso nel nulla, districandosi da una serie di fighe da paura che gli cadono ai piedi, e Nancy che deve fronteggiare una crisi internazionale che coinvolge Cina, Stati Uniti e Inghilterra.
Finisce tutto a tarallucci e vino, con lo spunto per un quarto libro, volendo.

SPOILER

In pratica sono tutti depressi perché il 2027 è vicino e stanno tutti per morire, ma si scopre che c’è un’altra biblioteca, visto che è nato uno degli scrivani lontano dall’Isola di Wight, e l’ultima discendente dei nuovi custodi, una ragazzina carina che non vuole che la gente sia depressa, contatta il figlio di Will per sapere cosa fare.
Il figlio viene rapito dai custodi e Will vola in Inghilterra per cercarlo.
C’è un nuovo Doomsday che manda in giro cartoline ai cinesi e il governo cinese si incazza con gli americani. Poi Cina, America e Inghilterra litigano su chi debba tenere la nuova biblioteca.
Poi alla fine la nuova biblioteca viene distrutta, l’Orizzonte viene cancellato e quindi l’umanità sopravviverà senza estinguersi.
Ma uno dei custodi è incinta, di uno degli scrivani.

FINE SPOILER

La trilogia de La Biblioteca Dei Morti sia il classico esempio di come sia possibile buttare via delle buone idee per fare un successo commerciale e nulla più.
Non dico che Glenn Cooper avesse potuto scrivere dei capolavori se ci si fosse messo, ma quello che più mi disturba è che nemmeno ci ha provato. Passi il primo libro e passi anche il secondo, sono costruiti per il successo commerciale, ma una volta che quello c’è, almeno che si metta un po’ più di polpa nel capitolo conclusivo, che ci sia qualcosa che dia un senso e sviluppi le buone idee.

Invece niente, tre libri di una piattezza disarmante, che vanno bene giusto per passare qualche ora sotto l’ombrellone, ma che, una volta letti, se tirerà un soffio di vento, verranno cancellati dalla vostra mente.

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"