Godzilla

Lunedì e martedì sono stato a Roma perché sono stato invitato all’anteprima di Godzilla, con apericena annessa dopo lo spettacolo.

C’erano pure Doc Manhattan, Zerocalcare e Giacomo “Keison” Bevilacqua. La crème dell’internet. Cosa ci facessi io mischiato a questa gente è una domanda che non mi sta facendo dormire da due giorni.

Comunque a Roma mi sono visto questo nuovo, attesissimo Godzilla, con il cuore che da una parte batteva per i ricordi d’infanzia e dall’altro tremava per il ricordo del Godzilla di Roland Emmerich del ’98.

Nel post, come al solito, non ci sono spoiler.

Godzilla è forse uno dei mostri più famosi del cinema. Il padre di tutti i Kaijū tornati alla ribalta con Pacific Rim di del Toro.

Non li dimostra, ma Godzilla è nato nel 1954 in Giappone sulla scia del terrore per il nucleare che nutrivano i giapponesi all’epoca. Succede che se ti radono al suolo due città con le bombe atomiche, poi ti spaventi un minimo.
Comunque il primo Godzilla ebbe un successo letteralmente mostruoso e cominciarono a farne sequel su sequel, invadendo i cinema di tutto il mondo, inventando nuovi amici e nemici di Godzilla e conquistando i nostri cuoricini Nerd. Che se metti sullo schermo una roba enorme, che sembra un incrocio tra un dinosauro e un orso, spara Fiato Atomico dalla bocca, combatte contro altri mostri enormi e distrugge città, i cuoricini Nerd li hai conquistati senza nemmeno sforzarti troppo, anche se le città sono di cartapesta e i mostroni enormi sono delle tute di gomma.

Godzilla - 1954

La perfezione fotorealistica degli anni ’50

Però poi gli americani sono sempre stati invidiosi di Godzilla. Hanno sempre detto: “Non è giusto che i giappo si sono inventati una roba così figa alta 50 metri, e noi sono un gorillone alto 7“, non sapendo che Godzilla, nelle intenzioni di Tomoyuki Tanaka, era ispirato proprio al King Kong del 1933. Infatti il nome giapponese è Gojira, contrazione di Gorira (gorilla) e Kujira (balena), poi traslitterato in Godzilla, anche se mi pare che nei film giapponesi il nome Godzilla venga pronunciato.

Quindi gli americani, al grido di: “Noi lo sappiamo fare meglio!“, hanno preso i diritti del mostrone e ne hanno fatto una versione nel 1998 diretta dal re dei disaster movie Roland Emmerich. Il risultato, infatti, è stato un film disastroso, con una specie di velociraptor enorme che non uccide assolutamente nessuno e le uniche vittime sono causate dalla pessima mira dell’esercito.

Godzilla di Roland Emmerich

Ha imparato ad aprire le porte… bussando piano

Un altro tentativo, al grido di: “Ci siamo sbagliati, ora lo facciamo davvero meglio!“, era quasi obbligatorio ed ecco il Godzilla del 2014.

La regia è stata vinta sul campo da Gareth Edwards grazie al suo film del 2010 Monsters, un film minimalista sui mostroni enormi visti da due ragazzi che cercano di tornare negli Stati Uniti dall’America del Sud. Con un budget di soli 800 mila dollari, il film deve essere per fora minimalista e i mostroni enormi quasi invisibili.

Gareth Edwards con Godzilla adotta lo stesso approccio: farci vivere la vicenda dagli occhi di persone normali. Solo che con 160 milioni di dollari non puoi fare un film minimalista.

Il film comincia bene, mette addosso la tensione e prepara egregiamente alla futura distruzione che tutti son lì ad aspettare con l’acquolina in bocca.
Ci sono le spiegazioni scientificamente plausibili di tutte le robe assurde, tipo i mostri giganti; c’è un momento che funziona egregiamente a livello emotivo; c’è pure la spiegazione del nome Godzilla; c’è tutta la preparazione alla distruzione.

Godzilla - Bryan Cranston

Ostia, quanta roba, chissà quando si mangia…

Insomma c’è tutto quell’insieme di antipasti e stuzzichini che servono a preparare l’appetito per il piatto forte, solo che il piatto forte non arriva. O meglio, arriva, ma sono assaggini anche di quello e la portata vera e propria si fa attendere lungamente e quando finalmente arriva il piatto sei già pieno delle cose che hai piluccato prima e sei anche un po’ stufo di stare seduto a tavola.

Godzilla - Aaron Taylor-Johnson

Ho visto una cosa…

Ed è un peccato vero, perché poi ci sono un paio di scene che funzionano davvero e che sono quelle scene che uno ha pagato il biglietto per vedere, solo che arrivano tardi e quasi fuori tempo.
Arrivano quando vorresti prendere il regista e chiedergli: “Scusi, signor Gareth, ma è previsto che si veda Godzilla nel suo film su Godzilla?“.

Godzilla - Elizabeth

Ma vaccagher….

Arrivano dopo che per un ora e mezza hai intravisto qualcosa e che Edwards ti ha letteralmente chiuso le porte in faccia mentre stavi per ammirare lo spettacolo della distruzione. In una, in particolare, in sala degli irriducibili hanno anche provato a far partire un timido applauso che però si è spento subito senza prendere piede.

Così Godzilla alla fine non è brutto e non mi è dispiaciuto.

Godzilla - Elizabeth Olsen

Uh, Signur d’amur acces!

Gli spiegoni scientifici ci stanno, Bryan Cranston fa il suo lavoro, si sorride sugli strampalati piani dell’esercito, si sopportano pure Aaron Taylor-Johnson ed Elizabeth Olsen (qui marito e moglie e in Avengers: Age Of Ultron fratello e sorella, a volte il destino è simpatico), ma quello per cui uno è andato al cinema si vede un po’ poco. Ed è un vero peccato perché poi Godzilla, graficamente perfetto, imponente e mastodontico nei suoi 106 metri e spicci d’altezza, è protagonista di un paio di scene davvero belle, ma c’è tutta una parte centrale da digerire per arrivare a vederle e soprattutto sono due di numero.

Un po’ poco per noi avidi Nerd che volevamo vedere la distruzione di massa.

Godzilla - Golden Gate

Chiamato?

Piccola postilla sul 3D, come al solito è ininfluente. Rende bene sugli elicotteri che volano, ma ben poco per il resto, Godzilla compreso, vedete voi se sfruttare la Settimana del Cinema per pagare poco ilfil in 3D, o rinunciarci completamente.

 

 

Tutti i film di cui ho parlato:

Nerdcensioni

 

 

Scritto da: MrChreddy

"Sono la prova scientifica che si può vivere una vita intera in completa assenza di cervello"