Nymph()maniac il testamento di Lars Von Trier

Nymphomaniac

Oggi un post diverso dal solito.

Prima di tutto perché non l’ho scritto io. È uno scritto che mi hanno mandato dopo una lunga conversazione su Lars Von Trier e i suoi film. O meglio, dopo un discorso su Antichrist e Nymphomaniac, visto che sono legati da un filo conduttore, nemmeno poi così sottile.

Entrambi li ho visti di recente e, dall’alto della mia ignoranza e del mio essere uomo, non avevo capito fino in fondo. O meglio, avevo capito alcune cose, ma non avevo proprio pensato a ribaltare il mio punto di vista, pensando di guardarli con gli occhi dell’altro sesso.

La cosa che più mi ha sconvolto e che mi ha fatto capire di non aver colto proprio tutto quello che Von Trier voleva dire, è che l’autore del post continuava a ripetermi: “Nymphomaniac è il testamento di Von Trier, vedrai che è l’ultimo film.

La mia risposta era: “Ma piantala, continuerà ad ammorbarci per anni e anni…

Ecco, è di questi giorni la notizia che Von Trier avrebbe deciso di ritirarsi in quanto avrebbe deciso di disintossicarsi e, secondo lui, ex alcoolisti ed ex drogati producono solo merda.

Quindi, anche se all’inizio avevo deciso di non pubblicare questo post per tutta una serie di ragioni, ora mi sento quasi obbligato a farlo perché, effettivamente, non ero andato molto oltre la superficie dei film.

Non sono d’accordo con tutto quello che leggerete di seguito, ma per la maggior parte sì.

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Thor: The Dark World, le matte risate

Thor - The Dark World

Ocio a non darmelo in faccia come l’altra volta… sì, stavolta intendo il martello!

Ieri sono andato a vedere Thor: The Dark World insieme alla Paciu e a Ultimate Jar Jar Binks, carburati tutti e tre con una torta fatta dalla Paciu a base di panna montata e burro d’arachidi sbriciolato. Una roba buonissima, da far guaire di dolore le coronarie.

Siamo andati alle 3 del pomeriggio all’Arcadia sperando che la gente a quell’ora fosse poca. Infatti lo era, ma io sono così fortunato da essermi trovato una femmina di gibbone seduta nella fila davanti che ha guardato il cellulare tutto il film.

Mia cara, so che aspettavi un qualche messaggio dal fidanzato, ma secondo te è normale spendere 11 euro e 50 per: guardare un cazzo di cellulare con su gli occhiali 3D e prendersi i calci nella schiena da me?
Che poi, se lui non ti ha scritto, mia cara gibbona, è perché si è reso conto che in giro ci sono pure persone normali.

Finito lo sfogo passiamo al film.

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Vikings, i Vichinghi in tivvù

Negli ultimi anni stanno andando molto di moda le serie Tv storiche, come ad esempio Spartacus e The Game OF Thrones, per citare gli ultimi due serial di maggior successo. Però ci sono anche The Borgias, Rome e così via.

Uno dei periodi meno esplorati dal cinema e dalla TV è quello dei Vichinghi, quegli omoni enormi e barbuti che passavano le giornate a depredare i popoli dei dintorni calmandoli a colpi di ascia bipenne. O almeno questo è tutto quello che so io dei vichinghi, ben conscio che Vicky Il Vichingo non era proprio una ricostruzione storica fedele di quel popolo.

Ora History Channel, il canale dei documentari, insieme alla Metro Goldwin Meyer, quella del leone, ha prodotto una serie Tv proprio dedicata al nobile popolo dei Vichinghi, intitolata in modo molto originale: Vikings.

Se non fosse stato per Roberto V. e altri utenti della pagina di Facebook, probabilmente Vikings l’avrei visto fra mille anni e sarebbe stato un peccato, perché ha molte cose buone, pur con delle grosse limitazioni tipiche di queste produzioni.

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